Gli scacchi e la moltiplicazione della ricchezza

Scacchi, Pezzi Degli Scacchi, Scacchiera

Questo blog è nato con la precisa volontà di fornire strumenti ed idee per aumentare l’educazione finanziaria degli italiani.

Siccome siamo convinti che imparare ad investire i risparmi di una vita deve essere un’attività divertente e soprattutto basata sulla semplicità ed il buon senso, siamo sempre alla ricerca di qualche storia o gioco che possa aiutare anche un bambino a capire come aumentare la propria ricchezza nel corso della vita.

Uno dei nostri post storici più letti è “L’ottava meraviglia del mondo, un luogo che ogni giovane investitore dovrebbe vedere”.

In quell’articolo citammo Luca Pacioli e la regola del 72. Preso un certo tasso di rendimento annuo e dividendo il numero  72 per questo tasso ottengo il numero di anni nei quali riesco a raddoppiare il mio capitale. Se voglio raddoppiare il mio capitale in X anni, dividendo 72 per questi anni ottengo il rendimento annuo che mi serve per ottenere questo risultato.

Bene, c’è un esempio che secondo il sottoscritto fa capire ancora meglio come funziona il principio della capitalizzazione composta degli interessi.

Parliamo di schacchi e della leggenda che ruota attorno alla nascita di questo gioco.

Lo stralcio del racconto è preso da questo blog.

C'era una volta un ricchissimo Principe indiano. Le sue ricchezze erano tali che nulla gli mancava ed ogni suo desiderio poteva essere esaudito. Mancandogli però in tal modo proprio ciò che l'uomo comune spesso ha, ovvero la bramosia verso un desiderio inesaudibile, il Principe trascorreva le giornate nell'ozio e nella noia. Un giorno, stanco di tanta inerzia, annunciò a tutti che avrebbe donato qualunque cosa richiesta a colui che fosse riuscito a farlo divertire nuovamente.

A corte si presentò uno stuolo di personaggi d'ogni genere, eruditi saggi e stravaganti fachiri, improbabili maghi e spericolati saltimbanchi, sfarzosi nobili e zotici plebei, ma nessuno riuscì a rallegrare l'annoiato Principe. Finché si fece avanti un mercante, famoso per le sue invenzioni. Aprì una scatola, estrasse una tavola con disegnate alternatamente 64 caselle bianche e nere, vi appoggiò sopra 32 figure di legno variamente intagliate, e si rivolse al nobile reggente: "Vi porgo i miei omaggi, o potentissimo Signore, nonchè questo gioco di mia modesta invenzione. L'ho chiamato il gioco degli scacchi".

Il Principe guardò perplesso il mercante e gli chiese spiegazioni sulle regole. Il mercante gliele mostrò, sconfiggendolo in una partita dimostrativa. Punto sull'orgoglio il Principe chiese la rivincita, perdendo nuovamente. Fu alla quarta sconfitta consecutiva che capì il genio del mercante, accorgendosi per giunta che non provava più noia ma un gran divertimento! Memore della sua promessa, chiese all'inventore di tale sublime gioco quale ricompensa desiderasse.

Il mercante, con aria dimessa, chiese un chicco di grano per la prima casella della scacchiera, due chicchi per la seconda, quattro chicchi per la terza, e via a raddoppiare fino all'ultima casella. Stupito da tanta modestia, il Principe diede ordine affinché la richiesta del mercante venisse subito esaudita. Gli scribi di corte si apprestarono a fare i conti, ma dopo qualche calcolo la meraviglia si stampò sui loro volti. Il risultato finale, infatti, era uguale alla quantità di grano ottenibile coltivando una superficie più grande della stessa Terra! Non potendo materialmente esaudire la richiesta dell'esoso mercante e non potendo neppure sottrarsi alla parola data, il Principe diede ordine di giustiziare immediatamente l'inventore degli scacchi.

Il numero di chicchi risultante è di 264-1 (due alla sessantaquattro meno uno), pari ad un numero esorbitante, cioè a 18.446.744.073.709.551.615.

pila soldi

Naturalmente sarebbe bello fare la stessa cosa partendo da 1 centesimo di Euro risparmiato ogni giorno e proiettandolo in avanti su un periodo di tempo lunghissimo.

Leggi anche: Ottenere 1 Trilione di Euro partendo con  1 Euro

Troppi sarebbero i soldi che servirebbero per questo scopo, ma se cerchiamo di aumentare anche se di poco, giorno per giorno i risparmi che accantoniamo destinandoli all’investimento, in un arco temporale di 30-40 anni il risultato sarà incredibile anche con tasso di rendimento più realistici di quelli che sento spesso sparare in rete o da consulenti finanziari abbastanza arrembanti e un pò incoscienti.

Una delle difficoltà maggiori che si incontro lungo il percorso è quella di tenere duro nel cosiddetto lungo periodo. Distrazione, paure, tentazioni, sirene varie, ci portano a deviare dalla traiettoria ideale. Barra dritta e avanti tutta non ascoltando chi vi prometterà vie facili e veloci per la ricchezza.

Leggi anche: Quei vizi difficili da sconfiggere

A proposito vi siete accordi che negli ultimi 7 anni rimanendo investiti su un semplice mercato azionario mondiale la regola del 72 ha generato il raddoppio del capitale?

Credo che, distratti da venditori di fumo o allettatti da prodotti con gestori super capaci di battere sempre il mercato, nessuno vi ha mostrato un semplicissimo graficho dell’ETF iShares Core Msci World dal 2012 ad oggi.

Valore di mercato a febbraio 2012 23 Euro, valore attuale oltre 46 Euro. Quindi 72/ 7 anni = 10.3% di rendimento annuo e raddoppio del capitale. Grazie Pacioli!

Faacciamo però i pompieri. Abbiamo vissuto tempi eccezionali e soprattutto di ricchezza incredibile generata dall’azionario. Non conosciamo il futuro, ma forse è meglio ragionare in proiezione futura basandosi su numeri di rendimento potenziale più realistici. Ma di questo parleremo a breve in un post dedicato.

Buon investimento.

 

 

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2 risposte a "Gli scacchi e la moltiplicazione della ricchezza"

  1. bierlollo 25 febbraio 2019 / 18:15

    Si legge tanto “buon senso” e semplicità in questo articolo.

    Mi piace

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