La regola del 4% – Vivere di Rendita #4

  1. Tramonto, Campo Di Papaveri, Sole

Abbiamo visto nei post precedenti come la filosofia FIRE (Financial Independence, Retire Early) prevede un’attività di risparmio molto intensa negli anni iniziali della carriera lavorativa abbinata ad un taglio piuttosto consistente delle spese e ad un piano di investimenti ben calibrato. Scelte necessarie ed utili per accumulare un capitale sufficiente alla vita autonoma senza necessariamente dover essere costretti a lavorare da un certo punto della vita in poi.

Accumulata questa fatidica somma utile a raggiungere l’indipendenza finanziaria e quindi potersi ritirare dal mondo del lavoro (almeno nelle sue forme più classiche), tutto il castello si basa su un presupposto.

Il patrimonio risparmiato deve essere completamente investito e questo investimento deve rendere mediamente almeno il 4% all’anno.

Perchè il 4% all’anno? Perchè solitamente questa è la percentuale di prelievo annuo che una persona entrata del club dei FIRE può permettersi di prelevare ogni 12 mesi mantenendo un tenore di vita costante e con un’erosione del capitale nulla o molto lenta; inflazione e tasse andrebbero comunque considerate in questo calcolo.

Un elemento di criticità di questa teoria è la non costanza del livello di rendimento del 4% a meno che non si riesca ad investire in obbligazioni con cedola a tasso fisso; un’utopia al momento.

Il mix ideale consigliato da chi studia da vicino queste simulazioni è quello di azioni ed obbligazioni in percentuali pari ad almeno 50/50.

Secondo alcuni critici di questo tipo di strategia, il 4% nei tempi attuali è un valore estremamente ottimistico se lo consideriamo all’interno di un portafoglio bilanciato costituito da azioni ed obbligazioni.

Diciamo che comunque nell’arco di 25-30 anni il valore può essere ritenuto a nostro modo di vedere accettabile solamente con un portafoglio di investimento composto da 50%/60% azioni e 50%/40% bond. Da qui crediamo non si scappi.

Improbabile se non impossibile che questo obiettivo di autosostentamento possa essere raggiunto  con una percentuale di azionario inferiore al 40%, almeno nello situazione in cui ci troviamo ora in termini di rendimenti obbligazionari in Euro.

Un grande esperto di pianificazione previdenziale come Wade Phau nel 2012 realizzò un’analisi dalla quale si desumeva come, dal 1926 al 2010 investendo al 50/50 tra azioni e bond americani, il 4% era la percentuale che garantiva la sicurezza di autosostentamento in 30 anni (attenzione però perchè lo studio fu effettuato al lordo di commissioni e tasse).

https://www.mrmoneymustache.com/wp-content/uploads/2012/05/SWR-by-year.jpg

Ma vediamo adesso un esempio concreto di come funziona questa tecnica di prelievo del 4% nel momento in cui abbiamo di fatto raggiunto il pensionamento anticipato con il nostro capitale risparmiato.

La simulazione è fatta su una persona di 60 anni che ha risparmiato 1 milione di Euro e che decide di prelevare annualmente il 4% del proprio capitale (40 mila Euro) tenendo conto di una perdita di potere d’acquisto annua (inflazione) del 2%. Questa simulazione è al lordo delle tasse e non prevede altre forme di entrata.

All’età di 96 anni (ovvero dopo 36 anni di prelievi) esauriremo di fatto il nostro capitale. Tutto quello che avremo accumulato nel durante (ad esempio pensione o rendite passive) sarà  rimasto intatto ed anzi, se investito, risulterà aumentato in termini di controvalore.

L’inflazione attesa è un elemento fondamentale nella simulazione. Ogni anno aumento infatti il nostro importo prelevabile dipende del tasso di inflazione atteso.

Con il 2% di inflazione attesa al termine del secondo anno dovremo prelevare 40.000+2% = 40.800 Eur per mantenere intatto il potere d’acquisto. Come si vede dalla tabella infatti l’ultimo prelievo è di oltre 55 mila Euro visto che ogni anno aumenteremo l’importo del 2%.

Chiaramente se l’inflazione sarà più alta si ridurranno gli anni di autonomia (ad esempio con inflazione media al 3% arriveremo al massimo a 90 anni), se invece sarà più bassa avremo più tempo a disposizione (ad esempio con inflazione media al 1% arriveremo addirittura a 108 anni).

L’altra variabile chiave è il rendimento. Se sarà più basso,  avremo meno anni di autonomia a disposizione e viceversa se sarà più alto.

Potremo chiaramente decidere anche di variare l’importo massimo prelevabile. Utilizzando ad esempio il 6% del capitale al posto del 4%, con le stesse variabili di rendimento ed inflazione potremo permetterci al massimo 21 prelievi annui e, dall’81esimo anno in avanti, dovremo attingere ad altre forme di risparmio per sopravvivere o comunque mantenere inalterato il nostro stile di vita.

Nei prossimi post dedicati al mondo FIRE cercheremo di fare valutazioni più raffinate, ma certamente per chi decide di arrivare all’indipendenza finanziaria questo strumento di simulazione è assolutamente cruciale e fondamentale pur con un margine di incertezza nei risultati di cui ogni pensionato di buon senso dovrebbe tenere conto.

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3 risposte a "La regola del 4% – Vivere di Rendita #4"

  1. Giovanni Vettore 3 marzo 2019 / 11:48

    Articolo senz’altro illuminante, come del resto i tre precedenti; sarebbe interessante poter disporre del foglio di calcolo utilizzato nell’articolo per poter effettuare delle simulazioni utili all’implementazione di un ipotetico piano.

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  2. Giovanni Vettore 5 marzo 2019 / 21:05

    Grazie infinite per la cortese disponibilità.

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