Come costruire un portafoglio di ETF spendendo meno di 20 centesimi

20 cent etf investimento

E’ inutile negare che la sigla ETF è associata, dalla maggior parte degli investitori, all’idea di prodotto finanziario low costComprare ETF significa investire soldi spendendo poco, ma come ben abbiamo visto in altri articoli, non sempre è così.

L’aspetto singolare è però quello che l’intenzione di spendere il meno possibile subisce una trasformazione man mano che costruiamo il portafoglio di investimento. Improvvisamente si decide di investire non solo in strumenti che replicano gli indici più generalisti, bensì anche in ETF più specifici su aree geografiche, tratti di curve obbligazionarie, stili di investimento e quant’altro.

Il senso della scommessa non abbandona facilmente nemmeno l’investitore in ETF. E questo aumenta i costi, nonostante l’utilizzo di strumenti a replica passiva.

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Costruire un portafoglio di investimento a costi bassissimi è comunque molto semplice se fatto con strumenti come gli ETF, basta non divagare troppo. Per questo abbiamo fatto un esercizio banale che ognuno di noi può portare avanti in autonomia.

taglio costi etf

Per ogni asset di investimento primario abbiamo scelto lo strumento a più basso TER annuo, ovvero quella voce denominata spese correnti che trovate nel KIID dello strumento acquistato. Una scelta tanto banale quanto efficace nel risultato.

Non abbiamo avuto preclusioni su emittente e dimensioni del fondo nella selezione. Anche le modalità di replica (fisica o sintetica) non sono state prese in considerazione nella scelta.

L’unico filtro che abbiamo adottato è stato sull’asset type. Abbiamo voluto selezionare solamente le asset  più generiche ed utili a chi vuole costruire un portafoglio semplice senza pretese di scommesse tematiche, settoriali, di stile o geografiche.

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low cost etf

Con la lista che andremo a presentare di seguito è possibile costruire un portafoglio molto semplice a copertura globale con strumenti sufficientemente liquidi e soprattutto a basso costo. I due ETF meno costosi hanno un TER di 0,05%, quello più oneroso di 0,30%. La media aritmetica dei costi degli strumenti elencati è di 0,16% e può essere considerata una buona proxy di un costo complessivo per un portafoglio bilanciato.

Acquistando un portafoglio teorico da 100 Euro le spese correnti dei prodotti sottostanti risulterebbero inferiori ai 20 centesimi di Euro.

Abbiamo cercato di diversificare gli emittenti, ma teniamo conto che per diverse asset ci sarebbero dei costi identici tra vari emittenti disponibili sul listino di Borsa Italiana.

Fuori discussione che Vanguard con il suo ingresso ha contribuito ad abbassare il costo di investimento soprattutto sul mercato obbligazionario. Lyxor e iShares fanno invece la parte del leone nell’azionario.

portafoglio etf low cost
Fonte JustEtf.com

Naturalmente la scelta di un ETF non dovrebbe mai basarsi solo sui costi che nel KIID vengono etichettati spese correnti. Come scritto nel post “I costi fantasma degli ETF“, esiste un altro livello parallelo di oneri che ogni investitore deve essere consapevole di sostenere quando decide di acquistare questi strumenti.

Spread denaro-lettera, costi di negoziazione, tracking error, costi di copertura,  sono solo alcune delle voci che vanno a gonfiare la voce costi del prodotto ETF.

Tutto verissimo, anche se molti di questi nel lungo periodo tendono a sfumare se l’acquisto è finalizzato al più classico dei buy and hold. Ecco allora che il criterio di acquistare il prodotto a più basso costo diventa uno dei fattori più vincenti nel lungo periodo.

Leggi anche: Quando del vostro rendimento si perde in costi

Volete sapere che vantaggio economico offre investire in prodotti low cost rispetto a normali fondi di investimento? Eccovi serviti.

Ipotizzando un investimento di 50 mila Euro per 30 anni con rendimento medio del 4%, investendo ad un costo di 0,16% annuo andremmo a spendere 49.971 Eur in meno rispetto ad un investimento effettuato al costo di 1.5% annuo. Cosa potremmo fare con 50 mila Euro in più fra 30 anni?

differenza costi etf fondi
Fonte:Dinkytown.net

 

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Le informazioni sono state reperite in rete anche da fonti non ufficiali e l’autore declina ogni e qualsiasi responsabilità per eventuali errori, inesattezze, mancanze ed omissioni rinvenibili nei contenuti pubblicati, derivino esse da errori materiali, refusi di stampa, formattazione o scansionamento. I contenuti del presente Sito hanno scopo puramente informativo e non rappresentano in alcun modo un’offerta di vendita o sollecitazione all’investimento

 

 

 

 

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5 risposte a "Come costruire un portafoglio di ETF spendendo meno di 20 centesimi"

  1. Giuliano Palumbo 4 marzo 2019 / 11:17

    Tutto molto bello, il problema è che volendo fare dollar cost averaging con un pac, con un servizio come Fineco replay per l’acquisto di questi etf si spenderebbe più di 13 euro per volta.
    In effetti, per l’investitore italiano l’unico ostacolo all’investimento low cost sono i costi di commissione.

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    • explowealth 4 marzo 2019 / 21:09

      E’ verissimo quello che dici. Basta comunque impostare un piano di accumulo trimestrale e concentrarsi su pochi prodotti ed il problema viene aggirato soprattutto se quel costo si spalma in decenni e non un anno

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  2. enrico 18 Mag 2019 / 5:35

    Buongiorno , in merito alla preziosa lista di ETF sopra indicati vorrei sottoporvi la seguente cosa .
    Avrebbe senso parcheggiare liquidita’ sull’ ETF Smart Cash ? Spiego meglio : qualora io avessi liquidita’ sul c/c a lungo andare questa verrebbe chiaramente erosa dall’inflazione , in Italia attualmente attorno all’ 1- 1,2% , quindi anche con rendimenti negativi dell’ETF sopra citato che , stando alla scheda disponibile su JustEtf , sono stati del -0,35% nel 2018 , -0,29% nel 2017 e
    – 0,19% 2016 , converrebbe apparentemente parcheggiare tale liquidita’ sull’ ETF che non lasciata in c/c . Funzionerebbe davvero cosi’ ? E’ la stessa logica per cui uno decide di destinare una quota ad un Bund a rendimento negativo perche’ meglio una perdita certa dello 0,10 % che rischiare ribassi ben piu’ profondi su altri tipi di assets ? Grazie se potete darmi un parere apprezzerei molto . Un saluto cordiale a tutto lo staff e complimenti per il vostro blog davvero molto utile che sto consigliando a tutti i miei amici .

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    • explowealth 21 Mag 2019 / 23:11

      Il conto corrente ha tasso zero. Con inflazione a -1% rendimento reale = -1%
      ETF monetario rendimento -0.3% + commissioni arriveremo a -0.4%. Con inflazione a -1% abbiamo rendimento reale = a -1.4%
      Lo stesso per il Bund ed in più qui c’è anche l’aggravio dell’imposta di bollo.
      Direi che fino al raggiungimento dei 100 mila garantiti il conto corrente rimane ancora una soluzione migliori di un ETF o fondo di liquidità per il momento.

      P.S. Grazie per i complimenti naturalmente

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