Diario di un papà investitore – Piano di accumulo per i miei figli #7

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Entra nel quinto anno di attività il  piano di investimento che ho deciso di costruire per raggiungere determinati obiettivi legati al futuro dei miei figli.

Come sanno bene i nostri lettori accumulare denaro fin dalla giovane età è fondamentale. Per poter capitalizzare al massimo nel corso degli anni successivi il vantaggio del reinvestimento di cedole e dividendi permettendosi di sopportare con serenità gli shock di mercato bisogna partire il prima possibile.

Costruire un piano di investimento per dei bambini è abbastanza semplice in quanto il “cliente” è sostanzialmente inconsapevole lasciando da parte ogni genere di emozione.

Allo stesso tempo è complicato in quanto le tentazioni e le paure di noi genitori rischiano di riflettersi in comportamenti errati che nuociono all’investimento.

Detto questo non posso certamente dire che finora il ritorno reddituale dell’investimento che ho messo in campo nel 2015  può essere considerato soddisfacente.

La cosa non rappresenta comunque un problema nella fase iniziale di un progetto. Molto più importante (se possibile) aumentare il volume di risparmio del rendimento durante i primi anni. Il fattore rendimento diventa cruciale più avanti quando gli importi in gioco risulteranno più elevati e “ben disposti” verso la capitalizzazione composta degli interessi.

Tornando al mio piano di investimento, il +8,9% espresso finora in modo cumulato dal portafoglio di investimento al netto dei costi di un portafoglio low cost (il costo medio è di 0.34% annuo), rappresenta una performance senza infamia e senza lode per un investimento che va avanti con la logica del piano di accumulo.

A parte un primo versamento iniziale il mio accantonamento mensile è infatti di 200 Euro.

grafico justetf.com

L’allocazione è ripartita tra gli ETF che vedete elencati qui sotto. Sostanzialmente un 70% azioni e 30% bond con un peso sull’azionario europeo che arriva a circa un terzo della quota investita.

fonte dati – justetf.com

Le motivazioni per questa esposizione, che qualcuno certamente considererà eccessiva, sono di diversa natura.

Valutaria certamente (voglio avere un basso rischio di esposizione al cambio e infatti ho scelto di utilizzare anche un ETF azionario mondiale a cambio coperto), ma anche di valutazioni fondamentali che in Europa ed Asia appaiono decisamente interessanti in prospettiva 15-20 anni.

Questo è esattamente quell’orizzonte temporale di cui ho bisogno per permettere al capitale di produrre il valore necessario al raggiungimento degli obiettivi che mi sono prefissato. Prima di tutto spesare l’università e coprire le spese inevitabili che un periodo di studio si porta dietro con entrate nulle o comunque molto scarse.

Leggi anche: Pianificare Finanziariamente il Costo per l’Istruzione dei Nostri Figli

investire per l'università

Chiudo questo post  con un video apparso nei mesi scorsi su TED.

Sono d’accordo con il relatore. La disparità tra ricchi e poveri oltre ad allargarsi sta diventando scandalosa in ogni parte del mondo.

Non si possono certamente spogliare delle loro ricchezze chi questi denari se li è guadagnati, ma non è nemmeno giusto che ogni nuova generazione si trovi costretta ad affrontare dei divari sempre più ampi dove non tutti i bambini hanno le medesime possibilità di esprimere il proprio potenziale.

Personalmente sono a favore della meritocrazia, quindi chi lavora, si impegna, è produttivo e studia va avanti. Chi non ne ha voglia si può accomodare nella mediocrità. Sono scelte personali.

L’aspetto che però credo non essere irrilevante è che non è giusto che i bambini e i ragazzi paghino per le colpe o le sfortune dei propri genitori.

Tutti quanti dovrebbe avere le stesse possibilità di studiare ad uno standard di qualità medio e non trovarsi con i ricchi che frequentano scuole private elitarie ed i figli della classe media o meno benestante tutti sotto ad arrancare.

No, tutti dovrebbero essere messi in grado di uscire dal porto con la stessa barchetta. Un pò come le derive con cui ogni piccolo velista impara a navigare. Sono tutte uguali, poi più vai avanti nella vita più quella barchetta diventa qualcosa di importante come uno yacht o un catamarano, oppure scompare.

La proposta di uno stato che dota ogni neonato di un fondo fiduciario alla nascita investito in titoli con una cedola fissa mi piace. Pure la distinzione per fasce di reddito non mi dispiace anche se in un paese come l’Italia sarebbe difficile da applicare complice l’evasione fiscale che distorcerebbe il senso di equità.

Dotare però ogni neonato di 25 mila Euro alla nascita al 2% di tasso di interesse creerebbe le condizioni per avere un capitale che mantiene potere d’acquisto e che, nal momento in cui viene affrontato il periodo più importante di tutto il ciclo scolastico, quello della specializzazione universitaria, potrebbe essere utilizzato per progetti, materiali, viaggi studio e tanto altro.

Nessun debito che genitori o figli contrarrebbero con le banche, nessuna dipendenza o impossibilità di tentare quanto meno la scalata sociale per motivi economici.

Buon investimento.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

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18 risposte a "Diario di un papà investitore – Piano di accumulo per i miei figli #7"

  1. Seb 11 aprile 2019 / 8:28

    Ciao, prima di tutto vorrei ringraziarti per l’interessante ed utile blog che curi.
    È per me fonte di ispirazione quasi quotidiana per le riflessioni legati ai miei investimenti.
    Sto anche io valutando di mettere in piedi 2 portafogli con pac mensile per i miei figli ma sono temporaneamente bloccato da 2 aspetti:
    Operativo: dato che non si possono aprire depositi titoli intestati a minori
    Fiscale : mi piacerebbe in età adulta poter passare a loro questo portafoglio e non vedo soluzioni efficienti se non nella donazione, per evitare di pagare le tasse.
    Dando per risolto il secondo punto hai qualche suggerimento su come risolvere il primo, sopratutto per poter gestire il tutto in maniera automatica.

    Grazie,

    Seb

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    • Seb 11 aprile 2019 / 8:58

      Altra domanda :
      Come gestisci la ripartizione di 200 euro mensili rispetto al prezzo delle quote su tutti questi strumenti?

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      • geowealth 11 aprile 2019 / 22:19

        Grazie a te per seguire periodicamente il blog.
        Non cerco nessun market timing quindi a rotazione ogni mese compro 200 Eur di uno degli Etf utilizzati. Per alcuni ETF basta un acquisto all’anno, per altri servono quote più consistenti ed allora cerco di raggruppare l’acquisto di 2-3 mensilità in un unico acquisto.
        Dal punto di vista operativo non mi complicherei tanto la vita. Utilizzerei strumenti esclusivi per questo piano mantenendoli sul deposito di famiglia o personale. Un foglio di Excel da aggiornare mensilmente può essere di aiuto per tenere sotto controllo il tutto. Con pochi strumenti esclusivi diventa tutto più facile da seguire ed aggiornare. Il più possibile strumenti ad accumulazione per evitare di perdersi in mille rivoli i dividendi. Dal punto di vista fiscale comprendo la tua considerazione. Sinceramente non mi preoccupa più di tanto poichè i piani messi in piedi hanno finalità legate a momenti della vita in cui i figli ancora dipenderanno in tutto o in parte dalla famiglia. Quindi raggiunto l’obiettivo (ad esempio l’inizio dell’università) gradualmente si smantellano gli investimenti. Per orizzonti ed ambizioni di più lungo periodo io utlizzo il fondo pensione. Intestabile al minore il quale potrà “ereditarlo” senza nessuna complicazione nel momento dell’autonomia lavorativa. Vantaggi fiscali compresi.

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  2. Francesco Montanari 11 aprile 2019 / 15:07

    Ciao ti seguo sempre con molto interesse. Questo articolo mi ha incuriosito più che altro per un aspetto indiretto(ma penso non meno importante); come investire somme non elevate come appunto 200 €/mese senza farsi sbranare dai costi di acquisto del prodotto che normalmente incidono tantissimo su piccoli importi? Normalmente vedo commissioni pari a 0,19% ma con un minimo pari a 7€. Ciò Varrebbe a dire 7/200 oltre il 3,5% di commissioni. Grazie

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    • geowealth 11 aprile 2019 / 22:25

      Come leggi dalla risposta al commento precedente non è un obbligo investire 200 Eur ogni mese. A volte si possono raggruppare 2-3 mensilità in un unica rata per un unico ETF. In questo modo si risparmia sui costi fissi. Anche ipotizzando cmq versamenti periodici da 200 Eur con Fineco si spendono fissi un minimo di 2,95 eur, l’1,4%. Importo che può sembrare alto visto così, ma che spalmato su 10 anni diventa 0,14% per anno. Esistono anche altre banche che possono offrire tariffe ancora migliori. Un consiglio per “evitare” anche queste spese fisse o meglio per recuperarle. Quando io faccio l’acquisto mi impongo di risparmiare entro 24-48 i 3 Eur. A volte sulle piccole cifre ci distraiamo parecchio, ma se l’obiettivo è quello di risparmiare quell’importo preciso l’occasione si trova. E cos’ il Pac non costa nulla.

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      • Seb 13 aprile 2019 / 22:00

        Ciao Geowealth,
        il blog non mi permette di rispondere al tuo post di risposta alle mie domande, pertanto ti ringrazio qui per i preziosi chiarimenti !

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      • geowealth 13 aprile 2019 / 22:18

        Certo che puoi rispondere, la sezione commenti è qui proprio per questo.

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  3. Enrico 11 aprile 2019 / 18:32

    Buongiorno, vorrei chiederti se il tuo portafoglio sopra descritto viene gestito con ribilanciamento periodico regolare ( tipo una volta l’anno) oppure no . Grazie e complimenti per il tuo ottimo lavoro di informazione.

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    • geowealth 11 aprile 2019 / 22:27

      Grazie degli apprezzamenti. Sì il ribilanciamento teoricamente ci dovrebbe essere. Personalmente a fine anno verifico se ci sono scostamenti superiori al 5% e procede. Fino a quando gli importi complessivi sono bassi evito comunque di applicare questo procedimento, troppo costoso. Preferisco modulare gli acquisti successivi sulla base di ciò che devo comprare in qtà maggiori o minori.

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  4. enrico 12 aprile 2019 / 7:33

    Altra domanda , per favore : appena sopra parli del tuo fondo pensione . Visto che si parla di qualcosa che va nel lunghissimo termine (per me ad es. 20 anni da ora ) cosa ne pensi , in alternativa al FP , di 2 etf azionari tipo MSCI WORLD al 70% + EMERGING MRK al 30% , chiaramente ad accumulazione , alimentati con pac periodico ( diciamo ogni 6 mesi ) ? Vero che non hai il vantaggio fiscale delle deduzioni fino a 5000 eur annuali circa , ma vero anche che un piano ETF potrebbe costare magari meno , in ogni caso su un lasso temporale di 20 anni potrebbe rendere di piu’ un investimento 100% azionario rispetto ad un FP anch’esso azionario , e sei libero non avendo vincolo alcuno . Tra l’altro , visto che si parlerebbe di fondi pensione del tipo “negoziale” per contenere i costi , qualora tu cambiassi lavoro , e magari settore , dovresti smobilizzare quanto accumulato fino al dato momento , per passare al fondo negoziale analogo ma di altro settore , credo che il passaggio non sia “indolore ” e/o privo di burocrazia . Puoi darmi un parere ? Grazie mille e buon week end .

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    • geowealth 12 aprile 2019 / 19:16

      La premessa che ti faccio è che tutto dipende dalla tua situazione. Non la conosco ed i calcoli per valutare la convenienza dipendono da tanti fattori. Se hai ad esempio un’aliquota marginale al 38% faccio fatica a pensare che l’ETF sia più conveniente. Per la flessibilità stesso discorso. Questi soldi mi servono per quando mi ritiro dal lavoro quindi difficilmente li andrò a toccare. Sul tema trasferimento ad altri fondi non sono il massimo esperto ma credo che si paghi certamente una commissione, non credo però che tu debba pagare quelle tasse che non hai pagato in fase di versamento. Pagheresti invece le imposte sul guadagno al momento della liquidazione. Sinceramente non ne farei però una questione fondamentale. Riguardo all’allocazione degli ETF perchè non fai solo con un ETF All Country World che ha già dentro un 9-10% di emergenti?

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  5. Giorgio 13 aprile 2019 / 9:16

    Come al solito, bellissimo post da fare leggere a tutti i propri figli

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    • geowealth 13 aprile 2019 / 12:12

      Grazie Giorgio lo scopo è anche quello educare noi e loro ad un certo tipo di filosofia di investimento, meno orientata al risultato di breve e più diretta al benessere e al raggiungimento dell’indipendenza finanziaria. Chissà magari potrebbe essere interessante scrivere un libro sull’argomento anche perchè in Italia non si batte chiodo su questo fronte…

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  6. Michele 13 aprile 2019 / 16:01

    Post fondamentale e importantissimo per noi genitori
    Seguo ogni post di investireconbuonsenso perché è una fonte di educazione finanziaria di alto valore per me. Grazie mille

    In riferimento a questo post chiedo, se possibile, il vostro parere su tre domande.

    Sono pensionato e ho deciso di costruire un PAC azionario con l’etf swda che servirà per mio figlio minorenne come pensione integrativa e, avendo tanti anni a disposizione, ho escluso gli etf obbligazionari che verranno aggiunti quando mio figlio avrà una certa età.

    La “formula” che adopero è la seguente: 90-età = percentuale da investire in etf azionari, conti deposito. Nel mio caso dovrei investire l’75% in un etf azionario ed il 25% in obbligazioni, conto deposito.

    Per la parte obbligazionaria è meglio scegliere un etf come emg oppure un conto deposito da rinnovare ogni cinque anni?

    Ho scelto un unico etf azionario dopo aver fatto queste valutazioni al posto di un fondo pensione:
    – L’investimento avrà una durata di oltre 40 anni. L’etf azionario storicamente ha un rendimento superiore di altre tipologie di investimento.
    – Futuro incerto di mio figlio in futuro, possibili cambiamenti:
    Cambio posto di lavoro, trasferimento all’estero, disoccupazione e impossibilità di continuare i versamenti nella pensione integrativa, disoccupazione e la necessità di soldi.
    Il futuro incerto per i figli ed il fatto di essere pensionato mi porta, consapevole dell’impossibilità di usufruire della detrazione di una parte dell’importo investito dall’Irpef, ad escludere il vincolo che si avrebbe aderendo ad un fondo pensione
    – Detraibilità premi pagati nel fondo pensione dall’Irpef:
    I futuri governi potrebbero ridurre oppure togliere l’importo detraibile degli importi pagati in un fondo pensione?
    – Costi fondi pensione:
    I costi di gestione dei fondi pensione sono più alti dei costi di gestione di un etf.

    Secondo voi, è una buona valutazione e decisione?

    Vi ringrazio per l’aiuto.

    Michele

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    • geowealth 13 aprile 2019 / 21:57

      Ciao Michele e grazie a te per essere un assiduo frequentatore del blog. I temi che affronti sono tanti e credo che sia difficile da parte mia darti una risposta precisa non conoscendo in modo dettagliato la vostra situazione.
      Per quello che riguarda gli ETF azionari direi che quello scelta da te è perfetto ed è più che sufficiente per investire nel lungo periodo in modo diversificato. Il restante 25% è ovvio che i conti deposito sono al momento più vantaggiosi di qualsiasi obbligazione. Fra x anni chi lo sa e naturalmente tieni conto del rischio emittente. Però la tua strategia barbell mi piace.
      Per quello che riguarda il peso ti consiglio anche questo post https://investireconbuonsenso.com/2016/04/06/ma-quante-azioni-dovrei-avere-in-portafoglio/
      Veniamo al fondo pensione. Ovviamente ci sono pro e contro. Fondi pensione aperti fuori dai cosiddetti negoziali potrebbero effettivamente avere costi un pò elevati la cui convenienza è tutta da valutare. La deducibilità può però diventare molto vantaggiosa se la tua aliquota fiscale IRPEF è alta. Vero che il FP è rigido, ma io lo vedo come uno straordinario strumento educativo che frena gli istinti umani. Mentre l’ETF un bel giorno tuo figlio potrebbe decidere di liquidarlo per qualsiasi motivo (viaggio, auto, sfizi vari, necessità, ecc…) deragliando in un giorno solo dal piano di investimento il fondo pensione ha limiti ben precisi che evitano tutto questo. Il 30% per motivi vari, il 75% per la casaa, comunque sia non ti privano di tutta la ricchezza e soprattutto ti pongono di fronte ad un gesto complesso, uno sforzo e siccome siamo pigri preferiamo pigiare un tasto Sell sul trading online smontanto tutto piuttosto che compilare moduli per chiedere un rimborso. Tieni altresì conto che il FP dopo un certo periodo di disoccupazione può essere tranquillamente smobilizzato (e comunque ripeto un 30% puoi prelevarlo per motivi vari).
      La scelta è personale e qualunque prenderai avrai già vinto perchè tuo figlio sta partendo da molto giovane un piano di investimento che lo aiuterà certamente in futuro.
      A presto

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      • Michele 14 aprile 2019 / 20:03

        Ciao GEOWEALTH
        Ti ringrazio per le risposte. Sicuramente investire un un fondo pensione è un metodo essenziale per portare il risparmiatore a costruire una pensione futura in un un modo “disciplinato e obbligatorio”.
        Aderendo ad un fondo pensione eliminerebbe il rischio di essere presi dall’emotività che spesso porta a prendere delle decisioni affrettate e sbagliate.
        Controllare l’emotività quando si investe è un processo molto difficile.

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    • Seb 13 aprile 2019 / 21:58

      Ciao Michele,
      a me come idea personalmente piace.
      semplice ed efficiente, sia nell’implementazione che nella gestione.
      io per l’obbligazionario andrei su zona euro (per la valuta) e forse inflation linked, quando sarà.

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  7. Michele 14 aprile 2019 / 20:13

    Ciao SEB

    Ti ringrazio per il consiglio. Un’etf inflation linked potrebbe essere una parte aggiuntiva alla costruzione del portafoglio in un prossimo futuro.

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