Cosa sono i Green Bond

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Dopo la pubblicazione del post Investimenti responsabili è vera gloria? continuiamo il nostro viaggio all’interno del mondo degli investimenti socialmente responsabile per comprendere come e se investire con strumenti che fanno della sostenibilità la loro ragione di esistere.

Stavolta il focus va sul mondo obbligazionario, nello specifico i Green Bond. Ci affidiamo per questo a chi ha già affrontato la materia.

Ringrazio infatti la società di analisi indipendente Age Italia per la gentile concessione di pubblicare questo articolo tratto dal report settimanale Forex Portfolio.

Il fenomeno Greta Thunberg è ormai diventato planetario e se tutta questa attenzione rivolta alla ragazzina svedese può sotto certi aspetti sembrare eccessiva, non c’è dubbio che tra i meriti di Greta c’è stato quello  di risvegliare quella sensibilità ambientale sopita da un po’ di tempo soprattutto in un mondo occidentale alle prese con una stagnazione economica inedita.

Nel nostro piccolo vogliamo contribuire questa settimana ad amplificare l’effetto Greta parlando di Green Bond.

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Borsa Italiana è molto attiva nell’opera di educazione e approfondimento rivolta a questi strumenti e per questo consigliamo una lettura della sezione dedicata.

Il motivo per cui Piazza Affari si interessa a questo segmento obbligazionario è legato al fatto che su MOT ed ExtraMOT il numero dei Green Bond quotati è in costante aumento ed a questi si affiancano i Social e i Sustainable Bond.

Ma cosa sono i Green Bond? Sono obbligazioni come tutte le altre, la cui emissione è legata a progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente, come l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti pulite, l’uso sostenibile dei terreni ecc…

Gli emittenti possono essere di varia natura, dalle entità sovranazionali ai singoli stati fino alle società private.

Leggi anche: La tecnica della scala per i bond

Come indica la sezione education di Borsa Italiana, di cui riportiamo di seguito un estratto, al momento non esiste uno standard globale per certificare come “verde” un determinato bond ma ci sono le linee guida elaborate dall’International Capital Market Association (ICMA).

I princìpi ICMA sono quattro.

Per prima cosa, chi emette un titolo deve identificare con chiarezza la destinazione dei proventi. In secondo luogo, deve seguire alcuni procedimenti particolari nella valutazione e selezione dei progetti, che devono rientrare in un elenco di categorie.Inoltre, chi emette l’obbligazione deve garantire la massima trasparenza nel comunicare la gestione dei proventi. Infine devono essere resi disponibili dei report per mantenere aggiornati gli investitori sull’avanzamento dei progetti finanziati.

L’emissione dei Green Bond si aggiunge a quella dei Social Bonds e dei Sustainable Bonds.

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I Social Bond rappresentano un prestito obbligazionario finalizzato al sostegno di iniziative di elevato interesse sociale e permettono di coniugare, nelle scelte di investimento, obiettivi economici individuali (ottenere un’adeguata remunerazione dell’investimento) con quelli valoriali di interesse generale (favorire la realizzazione di iniziative che creano valore per la società).

Leggi anche: Perchè con le sole obbligazioni NON si può vivere di rendita

Attraverso i Sustainable Bond, viene invece offerta agli investitori l’opportunità di accostare i loro obiettivi finanziari con quelli di sostenibilità sociale e ambientale, per sostenere progetti sostenibili nei paesi membri beneficiari.

Questi progetti sono finalizzati alla riduzione della povertà e allo sviluppo di diversi settori quali, ad esempio, istruzione, sanità, agricoltura e infrastrutture. Il sito di Banca Mondiale elenca tutte le emissioni di questo tipo in valute anche diverse dall’Euro fatte dall’ente sovranazionale.

L’interesse verso queste emissioni è molto alto a livello mondiale. Secondo un’analisi di fine 2018 di Climatebonds.com sono 1.5 i trilioni di Usd le emissioni che hanno come tema di fondo l’ambiente e la sua tutela.

Euro, Dollari americani e Renmimbi cinesi sono le principali valute oggetto di emissioni che vedono concentrarsi tra i 5 e i 10 anni le scadenze più gettonate.

L’84% delle emissioni vanta un rating investment grade, mentre il settore più coperto risulta essere quello dei trasporti seguito da quello legato all’energia.

 

Ormai tutti gli investitori hanno la possibilità di accedere a questi strumenti tramite le più comuni piattaforme di trading online. Ciò che al momento rende questo segmento meno interessante rispetto alle emissioni obbligazionarie “standard” dei medesimi emittenti è il grado di liquidità.

Leggi anche: L’importanza del Fattore Liquidità

Qualsiasi investore può comunque sperimentare da sé come prendendo due bond dello stesso emittente con analoga scadenza lo spread bid ask è più ampio per i Green Bond rispetto alle strutture standard. Questo è probabilmente legato alla giovane età di questi strumenti diffusi prevalentemente tra investitori istituzionali oppure soggetti che tendono a portarli sino a scadenza.

Non mancano comunque strumenti di risparmio gestito ed ETF che investono direttamente sui Green Bond.

Per quello che riguarda i fondi al momento l’offerta continua ad essere prevalentemente rivolta agli istituzionali. Il forte interesse del pubblico alimenterà comunque nei prossimi mesi l’offerta di diversi fondi in classe retail.

Tra i fondi più importanti e capitalizzati rientra certamente quello di NN Asset Management . Anche l’italiana Eurizon offre comunque uno strumento gestito che investe sulle emissioni internazionali di Green Bond

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Nel mondo ETF siamo ancora agli albori, ma segnaliamo il Lyxor Green Bond quotato a Parigi e Francoforte (Isin LU1563454310 e LU1563454823), mentre negli Stati Uniti è  quotato un ETF emesso da iShares (Isin US46435U4408) però non armonizzato.

L’ETF di Lyxor (qui il factsheet) vede Francia e Paesi Bassi come paesi maggiormente rappresentati (circa il 40% del portafoglio).

Passiamo ora ai titoli obbligazionari disponibili sul segmento Mot di Borsa Italiana e su EuroTlx.

Questo link  permette di ottenere la lista degli strumenti obbligazionari catalogati come Green e Social Bonds sul Mot.

Escludendo le obbligazioni che mirano al soddisfacimento della responsabilità sociale emesse prevalentemente da Banca Mondiale, alcuni dei Green Bonds più interessanti sono stati selezionati e riepilogati in una lista allegata (lista disponibile solo per gli abbonati Age Italia). Per alcuni di essi lo spread bid ask è decisamente importante e ne sconsigliamo l’acquisto sul mercato secondario.

In conclusione possiamo dire che il segmento dei Green Bonds è giovane e di sicuro avvenire vista la sempre maggiore sensibilità rivolta agli investimenti sostenibili da parte degli investitori. Non esistono comunque premi di rendimento, anzi tendenzialmente su diverse emissioni l’investitore è penalizzato per effetto dell’ampio differenziale bid-ask.

Rimane opportuno per il momento preferire i bond sovranazionali in grado di garantire una maggiore liquidità (e quindi minori costi) in caso di liquidazione anticipata del bond.

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