Fondi Absolute Return, quando il valore assoluto certo è quello dei costi

L’introduzione della normativa Mifid II ha aumentato in modo importante l’attenzione che gli investitori e gli addetti ai lavori stanno adesso rivolgendo ai costi dei prodotti finanziari.

Soprattutto il mondo del risparmio gestito sta vivendo una fase nuova nella quale gli investitori  stanno cominciando (o cominceranno presto) a “scoprire” in termini monetari quanto in realtà stanno pagando sui fondi di investimento.

I rendiconti sono in fase di invio da parte di tutte le banche con la clientela che al ritorno dalle vacanze non avrà una “simpatica” sorpresa.

Chi ha pensato fino ad oggi di potersela cavare semplicemente scaricando da internet un documento informativo (altresì detto KIID o Key Investor information document) ed interpretando la percentuale delle spese correnti come il costo finale è un illuso. Ben presto scoprirà infatti come quelli che sono definiti costi correnti non sono assolutamente il totale dell’onere sostenuto per rimanere investito in un determinato fondo.

Leggi anche: La capitalizzazione composta…dei costi Continua a leggere

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Le tante (troppe) emozioni di un investitore medio

umori dell'investitore

Post da blog entrato ormai in modalità vacanze quello di oggi.

Abbiamo raccattato in rete  alcuni immagini che rispecchiamo perfettamente l’umore degli investitori nelle varie fasi di mercato.

Per la maggior parte degli investitori il profilo di rischio tendenzialmente varia a seconda di quale fase stiamo vivendo. La vera sfida è riuscire a mantenere la barra dritta senza farsi mai travolgere dalle emozioni positive o negative che siano.

Non credo ci sia bisogno di grandi commenti nonostante le parole in inglese presenti sulle varie immagini.

Ottimismo, entusiasmo, eccitazione, euforia e poi negazione, pessimismo, panico, capitolazione, disperazione, speranza sono alcuni dei termini presenti nelle montagne russe delle emozioni. Continua a leggere

Piano di accumulo nel settore immobiliare: contrastare i tassi negativi con i REIT (9° puntata)

Villa, Estate, House, Luxury

Aggiornamento consueto del mio piano di accumulo nel settore immobiliare.

Spiegata la volta scorsa la differenza tra equity e lending crowdfunding condivido con voi come sta andando la mia idea di costruire una progressiva (e per ora piccolissima) rendita grazie ad investimenti molto diversificati  collegati al mercato immobiliare.

Vediamo allora cosa ho fatto da maggio a oggi anche perchè sono intervenuto con acquisti sia sulla piattaforma di Housers, per rinforzare partecipazioni già esistenti e che finora non hanno mai mancato un pagamento di interessi, sia comprando sul mercato nuove quote di un ETF che investe su REIT ed azioni immobiliari europee.

Leggi anche: Piano di Accumulo nel settore immobiliare con ETF e Crowdfunding Housers (6° puntata) Continua a leggere

Pagare per perdere soldi (la vera storia dei fondi obbligazionari di oggi)

Post non molto lungo quello di oggi ma che credo possa servire come spunto di riflessione a chi ancora oggi sta pagando fior di quattrini per investire i propri soldi in strumenti che non offriranno rendimenti in modo matematicamente certo nei prossimi 5-10 anni.

Come investire i propri soldi in questo momento di mercato non è semplice soprattutto per chi ha una propensione al rischio bassa.

La BCE riaprirà il QE forse tagliando ancora i tassi in un contesto che si fa sempre più delicato con un’inflazione attesa in Europa che non supera lo 0,5%, in Italia come in Germania.

Non sto a ripetermi sull’importanza del controllo dei costi su ogni tipo di investimento ma su quelli obbligazionari ancora di più.

Leggi anche: Quando il Controllo dei Costi supera l’Asset Allocation Continua a leggere

Battere i tassi negativi si può, chiedere di Mr. Dividendo

dividendo di buon senso

L’indice Msci World è replicabile tranquillamente con un semplice ETF. Questo strumento che può essere acquistato in Borsa permette a qualsiasi investitore, dal più basico al più complesso, di investire sull’azionario mondiale in modo efficiente e diversificato.

Le numerose azioni presenti all’interno dell’indice (oltre 1600)  in buona parte staccano ogni anno dei dividendi che vanno a gonfiare giorno dopo giorno il valore dell’indice, ovviamente al netto delle oscillazioni di mercato.

Il dividendo è un elemento spesso snobbato dall’investitore in quanto si perde nei movimenti continui di un indice di borsa. In realtà come abbiamo visto in questo post, il dividendo è uno dei fattori portanti della definizione di rendimento atteso di lungo periodo all’interno di un investimento azionario.

Leggi anche: La teoria del negozio di ombrelli e l’equazione di Gordon Continua a leggere

Volete sapere qual’investimento più sicuro, redditizio e low cost che potete fare? Eccolo…

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Non è un mistero che i rendimenti offerti oggi da investimenti a basso livello di rischio come obbligazioni di alta qualità o depositi bancari sono praticamente nulli.

Certo si può andare su un BTP italiano piuttosto che su un conto deposito, ma ogni prodotto obbligazionario che ha un rendimento a scadenza superiore a zero in questo particolare momento storico ha una dose di rischio, più o meno elevata.

Esistono però altri metodi alternativi per ottenere rendimenti più alti non rischiando nulla?

La risposta è sì ed è molto più semplice di quello che si pensa e non richiede nemmeno l’assistenza di un consulente finanziario.

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Perchà l’alfa su una gestione attiva è una perla rara

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Abbiamo scritto diverse volte su queste pagine che investire è un gioco a somma zero, anzi meno di zero per effetto dei costi, in cui c’è una controparte che vince una scommessa ed un’altra parte che la perde.

Questo fattore ha rappresentato una costante del passato e lo sarà anche in futuro, ma il problema è che numerosi studi stanno dimostrando come la capacità di essere dalla parte vincente per meriti propri (il cosiddetto alfa che dovrebbe essere in grado di generare un gestore) è un fenomeno ormai estinto.

Una sorta di lento e inesorabile scioglimento dei ghiacciai per stare in tema di surriscaldamento globale.

Una delle ragioni che si è dato per questo fenomeno il professor Robert Stambaugh è la sempre minore partecipazione dei cittadini privati all’attività di possesso individuale di azioni. Si fanno meno scommesse  e si preferisce replicare un indice. Continua a leggere