L’asset allocation di ArcheoWealth (Secondo trimestre 2019)

Terminato il trimestre spazio al consueto aggiornamento trimestrale del portafoglio di ArcheoWealth partito ad inizio 2015 con una dotazione fissa di 50 mila Euro.

Come avevo previsto il corposo progresso accumulato nel primo trimestre dell’anno (+8.4%) si è progressivamente consolidato nel corso del secondo trimestre con dei continui sali e scendi che portano il bilancio da inizio anno  a +10,2%. Quasi 1000 Euro in più di valore nel secondo trimestre con un montante di  61.375 Eur.

La performance complessiva sale anch’essa oltre il 22%, per un rendimento annuo composto del 4.5%, in linea con il mio target ideale nominale di 4-5%. Ricordo che il controvalore attuale è già al netto dei costi degli ETF (0,23% il valore medio delle spese correnti del portafoglio) ma al lordo di fiscalità ed inflazione.

Leggi anche: Come capire quanto costa un ETF

Ma chi ha generato questa eccellente performance nel 2019?

Grazie all’ analisi di portafoglio fornita da JustEtf.com, possiamo seguire le dinamiche che hanno guidato il secondo trimestre, l’intero 2019 e gli ultimi 12 mesi.

E finalmente i più curiosi potranno vedere quali ETF sono presenti (per ora) all’interno del portafoglio di Archeowealth.

Per ora, perchè la recente quotazione di nuovi strumenti meno costosi e più liquidi imporrà un’opera di ristrutturazione che avrà lo spiacevole effetto di capitalizzare gli utili (e pagare il capital gain) oltre che di sostenere doppie spese di negoziazione (uscita ed entrata).

Tutto sarà però compensato da strumenti più efficienti e meno costosi.

Fin da subito si nota come, a parte l’ETF che investe nel settore dei REIT e delle azioni immobiliari europee, siamo sui valori massimi dell’ultimo anno per tutti gli altri strumenti.

Solo iShares European Property Yield è sostanzialmente invariato ed il motivo è tutto legato a quello che sta succedendo alle società tedesche del real estate (Vonovia e Deutsche Wohnen) in particolare. L’ipotesi governativa di bloccare gli affitti a Berlino per un certo numero di anni con lo scopo di tamponare la crescita troppo forte dei canoni, ha ovviamente avuto ripercussioni su quel 30% di esposizione al real estate tedesco presente in portafoglio. Trovate un approfondimento del tema qui.

Tutti gli altri strumenti sono ampiamente positivi a distanza di 12 mesi con il best performer rappresentato dall’esposizione ai bond emergenti a cambio coperto insidiato dall’azionario mondiale.

Leggi anche Perchè è preferibile acquistare un ETF piuttosto che un singolo Bond

Azionario mondiale che, grazie all’ETF iShares Core Msci World porta a casa un ottimo +21% . Buone anche le performance dei due prodotti obbligazionari più conservativi e che investono in governativi. Global Aggregate ed Inflation linked hanno portato a casa rialzi rispettivamente compresi tra 4.5% e 6.5%.

Venendo infine all’ultimo trimestre, male i REIT benissimo le azioni “aristocratiche” europee ad alto dividendo.

L’esposizione 55% azioni 45% bond rimane sostanzialmente ancora in essere e questo non rende necessari ribilanciamenti particolari e costosi se limitati a qualche punto percentuale.

Leggi anche: Ribilanciare senza esagerare

Tuttavia non è proprio così, perchè sulla componente bond ho fatto una riflessione.

Il motivo di preoccupazione comincia ad essere il rischio duration. Il mondo obbligazionario offre rendimenti sempre più modesti e chiaramente una risalita dei tassi a lunga scadenza impatterebbe negativamente sugli strumenti obbligazionari tradizionali le cui duration possono oscillare tra  5 e  10.

Per questo motivo sfruttiamo la recente quotazione di un ETF di SPDR sui bond governativi dei paesi emergenti in versione Eur hedged ad accumulazione per sostituire l’ETF xTrackers Emerging Market a duration più elevata. Riduciamo così un po’ di rischio.

Ma non finisce qui. Sono stato a lungo titubante, ma il movimento degli ultimi tempi mi ha convinto. Inserirò 5 punti percentuali di oro in portafoglio sacrificando una quota analoga di Global Aggregate Bond.

Operazione tattica ma con un respiro temporale di medio termine.

I rendimenti offerti dalle obbligazioni a tasso fisso mondiali stanno convergendo sempre di più verso lo zero, lo stesso tasso di interesse offerto dal metallo giallo che in questo contesto potrebbe fare bene. Consiglio a tal proposito l’ultimo “Il Rosso e il Nero” di Alberto Fugnoli in cui parla proprio di beni rifugio.

Anche dal punto di vista tecnico la recente rottura rialzista del Gold sembra incoraggiante. Sperando di non cogliere la più classica delle trappole per tori entriamo con questo Etc a replica fisica.

Nei prossimi giorni con calma effettuerò come detto qualche aggiustamento di portafoglio inserendo prodotti che reputo migliori dal punto di vista qualitativo.

Detto questo l’asset allocation non subirà altre variazioni.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimenti, beh allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

 

 

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13 risposte a "L’asset allocation di ArcheoWealth (Secondo trimestre 2019)"

  1. Erreffe 2 luglio 2019 / 11:52

    ottimo, aspettavo con molto interesse l’aggiornamento…un pò mi sorprende la scelta sull’oro, soprattutto la tempistica e la %. Ti andrebbe di ampliare e approfondire un pò il discorso? grazie!!

    ps sei soddisfatto dello strumento che utilizzi per replicare i reit? se non ho visto male non scambia tantissimo, ma non ho visto che spead b-a eventualmente c’è…immagino però che non si riesca a trovar di meglio..
    grazie e buona giornata

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    • archeowealth 3 luglio 2019 / 23:07

      Capisco la tua sorpresa e capisco anche le tue perplessità su un ingresso così ritardato. Tieni però conto che non è che finora sono stato fuori dal mercato e questa quota parte è stata investia sul global aggregate bond che ha guadagnato molto bene. Comincia però questo obbligazionario ad essere sempre più caro e la cedola globale non è molto dissimile da quella del gold ovvero zero. Quindi si parte quasi dallo stesso livello ma sono anche consapevole che imbarcherò liquidità. Se però l’oro andrà male l’azionario andrà bene, se viceversa l’azionario enterà in crisi avrò uno strumento di protezione a leva rispetto ai bond.
      Certo potrebbe rivelarsi una mossa sbagliata a questi livelli ma 5% mi sembra un buon compromesso per non correre troppi rischi, ma nemmeno per avere una quota insignificante. Diciamo che con gli inflation linked già aumentati sono pronto per un’inflazione che nessuno al momento si aspetta, ma chissà…

      Per quello che riguarda i Reit c’è un altro strumento di Spdr Property Europe ex Uk oltre tutto ad accumulazione, ma scambia veramente poco meno dell’ishares. Purtroppo più che mai su questi strumenti vale il buy and hold.

      A presto.

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      • Erreffe 3 luglio 2019 / 23:27

        Ciao AW grazie per avermi risposto. Ho riletto la mia domanda, scritta di getto, che richiede diverse precisazioni per essere piu chiara: la sorpresa nasce forse da una mia sbagliata o meglio infondata supposizione, cioé quando presentasti il tuo portafoglio diversificato immaginavo che sarebbe stato molto piu lazy..tu non avevi fatto premesse particolari, ma forse mi é nata questa idea perché al tempo seguivo e studiavo i vari portafogli pigri e ho inconsciamente fatto 2+2, quindi mi aveva un po sorpreso l’ingresso e la successiva esclusione delle commodities e ora l’ingresso dell’oro, non ovviamente un appunto. Ma oltre ad avere la massima considerazione del tuo modo di vedere e intrpretare gli scenari, mi piace anche o soprattutto capire le motivazioni che stanno alla base di queste scelte. Questo il motivo della domanda. Poi mi sono accorto di essermi perso alcuni passaggi importanti: riguardo i reit io ero rimasto a EURE, mentre rileggendo meglio il prospetto degli etf che costituiscono il tuo portafoglio vedo che stai utilizzando il ben piu scambiato Iprp. Ero convinto usassi Xgin, versione hedged per gli inflation linked, mentre invece utilizzi Xgiu a cambio aperto. Da fan storico n.1 di questo eccezionale blog sono molto interessato a tutti gli argomenti trattati, figuriamoci alla composizione e alle motivazioni che sono alla base del tuo portafoglio, che alla fine é un pó la sintesi di tutto quello che hai scritto in tutti questi anni, ovviamente sempre al netto del necessario disclaimer. Un ringraziamento e un caro saluto

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      • archeowealth 6 luglio 2019 / 11:38

        Grazie dei saluti che ricambio. Guarda la frase che mi ha fatto cambiare atteggiamento è stata quella di Mario Draghi nell’ultimo meeting BCE. Draghi ha parlato di politica monetaria «simmetrica»
        Cosa significa? È Draghi stesso a spiegarlo: «Se dobbiamo ottenere questo valore di inflazione nel medio termine, l’inflazione dovrà salire sopra quel livello per qualche tempo in futuro». Dopo anni di bassa inflazione, la politica monetaria dovrà fare in modo che ci sia un periodo adeguatamente lungo di inflazione controllata ma relativamente elevata.
        Quindi tassi reali negativi, quindi oro buono, tasso fisso un pò meno.
        Vedremo, ma potrei ovviamente sbagliare ma credo che con un 5% grandi danni non ne farò.
        A presto

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  2. Luca 3 luglio 2019 / 16:37

    Ciao e complimenti per la performance !! Il risultato di +22% si intende total return , quindi comprensivo di eventuali dividendi ? (sempre se hai quache etf a distribuzione dividendi… )

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  3. svai 6 luglio 2019 / 10:05

    Buon giorno è la prima volta che scrivo su questo bel sito, ma ha un po’ che leggo i vari articoli sempre tutti interessanti.
    Volevo chiedere alcune motivazioni sulle scelte fatte.

    1) Perchè scegli un ETF Obbligazionario Globale (Global Aggregate) col cambio coperto?
    Secondo me lo scarso rendimento delle obbligazioni (in questo lungo periodo) unito al costo della copertura cambio, lo rende poco appetibile. Non sarebbe meglio un ETF con solo obbligazioni europee in modo da eliminare la copertura cambio? (a me piace Xgle). Evidentemente ritieni più importante la maggiore diversificazione rispetto alla rendimento, giusto? Un Etf fatto da obbligazioni di tutta Europa è così poco diversificato?

    2) Per quanto riguarda l’ETF Inflaction Linked, so che per contrastare l’inflazione storicamente non c’è stato niente di meglio delle azioni, e siccome tu già ne hai una buona parte nel portafoglio, non possono sobbarcarsi loro il compito di proteggere dall’inflazione?

    Spero tu mi possa chiarire soprattutto il punto 2 perchè sono convinto che mi sfugge qualcosa. Grazie.

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    • archeowealth 6 luglio 2019 / 11:51

      Ciao.
      Dunque per quello che riguarda la domanda 1 direi che ci sono vari articoli sul blog che parlano del tema. Acquistare bond aggregate hedged o no nel lungo periodo è indifferente. Naturalmente per chi ha un orizzonte più breve o mal sopporta la volatilità sempre meglio la versione hedged. Qui trovi un approfondimento di Vanguard sul tema https://advisors.vanguard.com/VGApp/iip/site/advisor/researchcommentary/article/IWE_InvComStblzrGlblHgdBnds
      Faccio cmq notare che quando compri un Treasury americano coperto dal rischio di cambio il suo rendimento viene sostanzialmente parificato a quello di un investimento europeo analoga scadenza. Non entro nel tecnico, ma questo è naturale altrimenti il mercato farebbe scattare degli arbitraggi continui. Fino a quando però in Europa i tassi saranno così bassi e soprattutto minori rispetto ad altre parti del mondo, acquistare bond esteri a cambio coperto con rendimenti più elevati è vero che costa, ma è anche vero che ti permette di guadagnare qualora i tassi del resto del mondo dovessero cominciare a scendere. E’ quello che è successo nel 2019 con guadagni su aggregate bond eur hedged anche del 4-5%.
      Personalmente preferisco questa impostazione ma nulla vieta che il tuo cuscinetto ammortizzatore (perchè di questo si tratta) possa essere fatto con bond gov euro.
      Domanda n.2
      Diciamo che non c’è uno strumento perfetto che combatte l’inflazione e le azioni non sono sempre lo strumento migliore. Dipende dai contesti. Trovi qui un bel paper recente sul tema https://advisors.vanguard.com/VGApp/iip/site/advisor/researchcommentary/article/IWE_InvResHwCmdtsStTIPSCmbtInfl. Anche in questo caso tieni sempre conto che proteggersi dall’inflazione è un obiettivo, ma anche proteggersi dalla volatilità lo è ed un ptf così diversificato credo possa fornirmi buone garanzie
      A presto

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      • Luca Scaglione 7 luglio 2019 / 12:32

        Come sempre ho letto con interesse l’articolo; continuo ad essere convinto che una percentuale di “oro” sia utile in un portafolio come strumento di stabilizzazione. Avrei una domanda: io ho un ETF azionario world un pò costoso (TER 0,38), preso tanti anni fa che ora costituisce la parte più ponderosa del portafolio. Mi piacerebbe cambiarlo con uno più economico ma mi sembra che le spese (compravendita, tassazione, ricomprarne un altro con la borsa ai massimi) sarebbero troppo alte per compensare un guadagno di 0,2 di TER. Cosa ne pensa??
        Grazie
        Luca

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      • archeowealth 7 luglio 2019 / 18:48

        Valuta tu cosa fare anche considerando le tasse che ci dovrai pagare su. Quello che costa meno (SPDR) costa 0.12%. Sono 26 punt base di differenza, 2,6% in 10 anni. Ne vale la pena dopo vendita e relativa riacquisto? Considerando che il differenziale non è poi così largo (se fosse stato un fondo avresti pagato oltre il 2%) non credo sia fondamentale il cambio che probabilmente avrebbe un impatto neutro. Magari guardati per scrupolo se il tuo ETF è efficiente, ovvero se replica bene il bcmk. Se lo fa lascia stare.

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      • Luca Scaglione 7 luglio 2019 / 21:23

        Grazie della risposta, mi ha confermato la mia idea di base. Luca

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  4. Stefano 15 agosto 2019 / 18:39

    Piccola annotazione: sbaglio o l’ ETF della componente REIT (iShares European Property Yield) era stato sostituito in un precedente ribilanciamento da Spdr Epra ex UK?
    Grazie. Saluti

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    • archeowealth 15 agosto 2019 / 18:41

      Ci avevo ragionato ma poi non è stato fatto come indicato in commenti precedenti. Lo SPDR ha poca liquidità al momento anche se ha il pregio di essere ad accumulazione. Comunque sono praticamente identici è indifferente la scelta.

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