Se la liquidità è meglio di un fondo obbligazionario

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Continua ad essere diffusa la preoccupazione tra gli investitori di come investire quella fetta di denaro che per propensione al rischio o per orizzonte temporale non si vuole destinare ai mercati più rischiosi come ad esempio l’azionario.

La delusione per rendimenti obbligazionari ormai inesistenti aumenta così il denaro depositato sui conti correnti degli italiani.

Ma veramento questa scelta di lasciare i soldi sul conto corrente è sbagliata?

In diverse occasioni abbiamo detto come la liquidità non rappresenta un investimento profittevole in quanto il suo valore viene costantemente eroso dal mangiatore di soldi, alias l’inflazione.

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Questo ragionamento poggiava  sul fatto che mentre un conto corrente remunera zero o comunque l’equivalente di un tasso monetario, un prodotto obbligazionario offre una remunerazione superiore per svariati motivi.

Attese di inflazione, maggior premio per il rischio di investire su un orizzonte temporale più lungo, maggior premio legato al rischio credito dell’emittente, tutti elementi che dovrebbero rendere un’obbligazione più attraente del mantenere i soldi sul conto corrente.

Ma viviamo tempi straordinari e non è più così, almeno per ora.

La cosa veramente straordinaria è che se in termini reali il rendimento negativo sulle obbligazioni tutto sommato ha dei precedenti storicim in termini nominali e per un periodo così prolungato è una novità assoluta per il mondo finanziario.

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Prendiamo quindi un conto corrente classico con remunerazione zero e supponiamo di lasciare depositati qui i nostri soldi per 5 anni. Al momento in Italia nessuna banca vi chiede soldi per lasciare depositati i soldi sul conto. Vedremo quanto durerà ma per ora gioiamo di questo “privilegio”.

Adesso acquistiamo un Bund tedesco ad 5 anno e riceviamo in cambio  un rendimento del -0.7%.

Facciamo la stessa cosa acquistando un ETF di obbligazioni corporate europee investment grade con una scadenza similare. Rendimento +0.1%.

Adesso depuriamo tutto dall’inflazione attesa a 5 anni che in Italia è prezzata a 0.4%, in Germania al 0.7%.

Il nostro conto corrente renderà, al netto dell’inflazione, -0.4% circa per 5 anni (il calcolo dovrebbe essere più raffinato ma sorvoliamo), il Bund – 1,1%, l’ETF corporate -0.3% al lordo di costi di negoziazione e di eventuali default.

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Ha senso a questo punto investire in prodotti gestiti o anche semplicemente obbligazioni dirette di questo tipo?

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Nì. Pur avendo la tutela dei depositi bancari fino a 100 mila Eur, diversificare il rischio (anche di liquidità se parliamo di cifre importanti) è sempre utile.

Naturalmente in un caso, il conto corrente, non avremo rischi di oscillazioni di prezzo.

Negli altri casi questo rischio c’è, eccome se c’è considerando ad esempio duration ed emittente.

Qualcuno dirà che l’Italia è a rischio fallimento, quindi meglio togliere i soldi dai conti.

Qualcun altro dirà che la patrimoniale colpirà i conti correnti (peccato che stia già colpendo anche i depositi titoli da anni con l’imposta di  bollo).

Ognuno faccia le sue valutazioni, ma per chi ha cifre modeste (ma non solo) investire in strumenti gestiti obbligazionari prudenti (che zavorrano il tutto con costi non irrilevanti) non ha grande senso, sia in termini nominali che reali. Se poi parliamo di polizze assicurative anche qui l’attenzione ai costi deve essere massima perchè i giochi di prestigio finanziari sono sempre dietro l’angolo.

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Un aspetto positivo di questa vicenda però c’è. Questo è il momento migliore per costruire o rafforzare la scorta di sicurezza di 3,6, o 12 volte il nostro reddito mensile per tutelarci contro eventuali perdite impreviste o peggio la perdite temporanea del lavoro.

Con un rapporto rischio rendimento decisamente a favore della liquidità, questa mi pare la scelta più di buon senso che personalmente sto portando avanti.

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Una risposta a "Se la liquidità è meglio di un fondo obbligazionario"

  1. Luca Scaglione 16 settembre 2019 / 18:03

    Interessante e utile come sempre…..aggiungerei che, con i valori raggiunti e il prolungarsi del QE, non è così chiaro se i bond costituiranno ancora un cuscinetto in caso di crollo della borsa. La scelta di implementare la “scorta di sicurezza” credo sia molto saggia ……..io sto anche aumentando la percentuale di oro (via ETC); non si sa mai
    Luca

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