Galton, il quinconce ed il principio del ritorno verso la media

La regola numero 1 che ci ha lasciato in eredità Jack Bogle è quella del principio del ritorno verso la media. Valutazioni relative, performance assolute, gestori superstar o azioni che salgono apparentemente verso il cielo, tutte queste variabili sono destinate prima a poi a subire il principio della mean reversion.

Come per un pendolo che oscilla costantemente da sinistra verso destra e viceversa ma passando sempre dal centro, ogni movimento eccessivo dei mercati finanziari verso l’alto o verso il basso è destinato a tornare verso la media.

Questa semplice regoletta è alla base di ogni investitore di buon senso.

Se ci pensiamo bene il ribilanciamento del portafoglio serve esattamente a questo. Rimpolpare ciò che è sceso e dimagrire ciò che è salito. Una regola perfetta di risk management a costo zero.

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Se l’universo fosse costituito da azioni che salgono in modo abnorme ed azioni che scendono a rotta di collo, oppure da gestori che vincono sempre e gestori che perdono sempre, entreremmo in un mondo di monopolio con pochi attori ed un’arena fatta teoricamente solo di successi.

Per questo tendiamo a scegliere i gestori vincenti negli ultimi anni piuttosto che gestori con record magari meno sfavillanti ma costanti e che ruotano attorno ad una media di lungo periodo.

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Come ci insegna Francis Galton e la sua macchina Quintonce, questa strategia è destinata costantemente ad essere perdente.

Galton era un personaggio alquanto particolare, ricco di famiglia e parente di Darwin. Non ha mai lavorato per guadagnarsi da vivere ma aveva una passione, misurare ogni cosa.

E così nel 1974 davanti alla Royal Society di Londra, Galton presentò un congegno che chiamò Quintonce.

Il video che segue mostra il comportamento di una specie di biliardino verticale con collo stretto e puntato da una serie di spilli. Sul fondo una serie di compartimenti.

Quando le biglie attraversavano il collo avevano il 50% di probabilità di andare a destra ed il 50% di andare a sinistra, ma le biglie dopo ripetuti lanci avevano la tendenza a distribuirsi nella più classica forma a campana. La maggior parte delle biglie al centro e la minor ai lati.

Questo è quello che succede duranti ogni giornata di borsa. Attenzione sto parlando di giornata non di decenni.

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Biglie che passano in mezzo a spilli che casualmente spingono a destra o sinistra le biglie. Praticamente impossibile che tutte le biglie si muovano da un lato piuttosto che un altro, almeno nel lungo periodo.

Le dinamiche di breve periodo sono diverse e proprio queste ci fregano.

Pensiamo di poter cavalcare una tendenza all’apparenza irrefrenabile, ma che in realtà è come la serie di biglie che si stanno spostando tutte da una parte per un certo periodo di tempo, ma che inevitabilmente saranno destinate a subire il principio della mean reversion proprio perchè quel movimento era casuale.

Naturalmente le medie possono cambiare inclinazione. Nulla dura all’infinito con le stesse modalità ed è assolutamente possibile che lo stesso ritorno verso la media non si compia nei tempi e nei modi del passato.

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Quello che però è certo è che nel lungo periodo gli eccessi sono destinati a rientrare pur muovendosi all’interno di una tendenza.

Se riflettiamo un attimo già oggi stiamo assistendo a questi fenomeni.

Le azioni americane stanno offrendo performance decisamente più elevate rispetto al resto del mondo.

Non sappiamo quando si interromperà questa sequenza, ma come già accaduto in passato succederà. In caso contrario l’economia mondiale sarebbe solo made in USA riducendo tutto il resto a comparsa. Impossibile.

E che dire dei tassi di interesse. La follia dei tassi negativi per alcuni potrebbe essere la nuova normalità. In realtà stiamo vivendo una fase storica di eccesso che non necessariamente fra 10 o 20 anni riporterà i tassi al 10%, ma probabilmente li farà convergere verso valori più equilibrati e positivi.

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Nulla sale o scende all’infinito, almeno se trattiamo di indici o asset finanziari ampiamente diversificati e capitalizzati.

E quando le borse saliranno alimentando facili entusiasmi o crolleranno creando pessimismi cosmici, torniamo a rivedere il video del quinconce di Galton e facciamo un bel respiro pensando che tutto prima o poi tornerà alla normalità.

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4 risposte a "Galton, il quinconce ed il principio del ritorno verso la media"

  1. Tito 30 settembre 2019 / 11:36

    Complimenti per questi articoli davvero illuminanti e per il prezioso lavoro che ci dedicate, riguardo a tale argomento volevo chiedere, ben sapendo che non esiste un valore valido per tutti i mercati e tutti gli asset, ma volendo consigliare alla meglio su quale valore di una media vi orientate per effettuare acquisti o vendite di strumenti finanziari? Saluti

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    • archeowealth 30 settembre 2019 / 22:12

      Grazie per i complimenti. Hai detto bene non esiste un valore universale. Chi fa trading utilizza medie mobili, oscillatori, indicatori vari ma alla fine quello che conta è prenderci 6 volte su 10 e guadagnare adottando uno stile rigoroso. PEr chi investe nel lungo periodo non esiste una regola. Credo che la soluzione di fissare una data ed automatizzare l’investimento acquistando con metodo ogni x del mese sia la scelta migliore. Non dobbiamo avere la pretesa di azzeccare minimi e massimi. Ogni giorno il mercato fissa un prezzo giusto. Non dimentichiamoci che milioni di operatori in tutto il mondo scambiano strumenti finanziari. Chi siamo noi per dire che siamo superiori a loro nel definire il prezzo giusto?

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  2. Stefano 30 settembre 2019 / 12:07

    Mi sembra di capire che l’approccio “Contrarian” possa avere un quid in più…. no?

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    • archeowealth 30 settembre 2019 / 22:17

      Come scrive Bernstein nel suo libro Più forti degli Dei gli alberi non raggiungono mai il cielo ed il nostro difetto di investitori è quello di proiettare nel futuro le tendenze del passato.
      Contrarian si può essere dopo 1 giorno, 1 mese, 1 anno. La regreessione verso la media può essere frustrante perchè:
      1) a volte è talmente lenta che ci esaspera e molliamo prima che si realizzi
      2) a volte la regressione è così forte che tocca la media per un secondo e procede nella direzione opposta in modo altrettanto estremo
      3) la media può essere instabile e la normalità di ieri potrebbe essere soppiantata da una nuova normalità

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