L’asset allocation di ArcheoWealth (terzo trimestre 2019)

Si chiude anche il terzo trimestre di un 2019 assolutamente spettacolare sia per chi ha investito in azioni sia per chi ha investito in obbligazioni. E’ giunto quindi il momento di fornire il consueto aggiornamento del portafoglio di ArcheoWealth partito ad inizio 2015 con una dotazione fissa di 50 mila Euro.

Approfittando di questa “Bonanza” finanziaria  la performance da inizio anno sale +14.2%, dando seguito a quella progressione che aveva visto il primo trimestre 2019 chiudersi a +8.4% e il secondo a +10.2%.

Il montante finale era salito di 1000 Eur tra il primo ed il secondo trimestre, ma nel terzo trimestre fa ancora di più salendo di oltre 2000 Eur.

Al 30 settembre 2019 il portafoglio risulta quindi valorizzato a 63.590 Eur.

La performance complessiva dalla partenza sale anch’essa a 26.3% per un rendimento annuo composto del 5.2%, in linea con il mio target ideale  di 4-5%.

Ricordo che il controvalore attuale è già al netto dei costi degli ETF (0,26% il valore medio delle spese correnti del portafoglio) e delle  commissioni di negoziazione, ma al lordo di fiscalità ed inflazione.

Leggi anche: Come capire quanto costa un ETF

Grazie all’ analisi di portafoglio fornita da justETF.com, possiamo capire cosa ha contribuito ad aumentare il valore del portafoglio ed ovviamente cosa ha contribuito a diminuirlo.

Prima di tutto ciò voglio darvi una breve anticipazione dell’articolo che uscirà la prossima settimana.

justETF, uno dei siti più importanti in Europa per quello che riguarda gli ETF,   ha chiesto al team di Investireconbuonsenso.com di testare la loro piattaforma nella versione Premium.

Per noi una grande occasione utile a capire quali sono le funzionalità di questa piattaforma andando oltre la versione free che utilizziamo normalmente per gestire i nostri portafogli personali. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi da quello che abbiamo trovato ed a partire dalla prossima settimana condivideremo con i lettori in tre puntateo una recensione della piattaforma.

Ma torniamo al portafoglio di ArcheoWealth.

Inutile negare che l’ingresso sull’oro, oltre che perfetto nel timing ,  ha generato un boost importante al valore del portafoglio grazie ad un rotondo +10% che su una componente che pesa il 5% di portafoglio fa da sola mezzo punto di rendimento aggiuntivo. Azzeccato aanche l’arbitraggio visto che l’ETF Global Aggregate che abbiamo ridotto nel trimestre ha realizzato una performance positiva di solo il 2.1%.

Ottimo contributo anche da parte dei REIT europei cresciuti nel trimestre di oltre l’8%.

Leggi anche: Piano di accumulo nel settore immobiliare: contrastare i tassi negativi con i REIT (9° puntata)

Subito dietro performance altrettanto spettacolare dell’ETF Inflation linked globale incrementato a marzo 2019 il quale, anche grazie all’apprezzamento del Dollaro americano, si è portato a casa oltre il 6%.

L’azionario è forse stato il più deludente del trimestre. Se l’ETF sull’azionario mondiale è stato capace di catturare una performance di oltre il 5%, decisamente sotto le aspettative sono risultati Europa ed Emergenti sostanzialmente invariati. Unico segno meno il neo ingresso ETF su bond emergenti a duration ridotta con cambio coperto.

Leggi anche Perchè è preferibile acquistare un ETF piuttosto che un singolo Bond

L’esposizione attuale di 49% azioni 38% bond 8% REIT 5% oro non richiede ribilanciamenti e  rimane  invariata. Dopo alcuni aggiustamenti messi in campo nella prima parte dell’anno lasciamo tranquilla l’asset allocation di Archeowealth.

Rimane un pò di preoccupazione per il rischio duration sui bond, ma abbiamo già adottato alcune contromisure alzando la componente variabile (inflation linked) e l’oro per contrastare i tassi reali negativi.

Probabile a fine anno un’operazione di restyling sui prodotti per cercare di ridurre un pò i costi che con l’inserimento dell’oro sono saliti di 3 punti base a 0.26% anno.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimenti, allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

 

 

15 risposte a "L’asset allocation di ArcheoWealth (terzo trimestre 2019)"

  1. Erreffe 3 ottobre 2019 / 15:35

    ottimo lavoro! non aggiungo altro, altrimenti chi legge pensa che siamo d’accordo, ma qui parlano i numeri e soprattutto gli isin..

    ps mi piace il fatto che non ti condizionano nè in + nè in – gli specchietti retrovisori e non hai modificato nulla, ma per curiosità hai/avevi minimamente pensato a ribilanciare azionario in € (visto il $) o proprio l’europa (visto gap vs sp500)? grazie

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    • archeowealth 3 ottobre 2019 / 19:38

      No al momento il peso di Dollaro e America in portafoglio mi soddisfa. Vero che le valutazioni delle azioni europee sono più interessanti, ma gli indici del Vecchio Continente (come quelli emergenti) hanno un beta, ovvero una sensibilità ai movimenti, superiore a 1 prendendo come benchmark la borsa americana. In una fase incerta come quella attuale preferisco stare sul sicuro poi l’anno prossimo vedremo. Sul Dollaro fino a 1.14/1.15 si tiene oltre si comincia magari ad alleggerire in chiave tattica.

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  2. Stefano 7 ottobre 2019 / 14:55

    Grazie come sempre dell’ottima analisi.

    Una curiosità: ma l’ETC in Oro (ETFS Physical Gold) ha cambiato gestore? Ora su tutte le piattaforme è nominato come “Wisdom Tree Physical Gold”.

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    • archeowealth 7 ottobre 2019 / 22:26

      Il gestore è sempre lo stesso, Wisdow Tree ha assorbito Etf Securities. L’ETC è sempre quello

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  3. Erreffe 9 ottobre 2019 / 19:45

    dimenticavo: hai fatto riferimento ad un restyling di fine anno per abbassare i costi, comunque molto contenuti. Stai per caso pensando ad un sostituto del world, da swda (0,2%) a lyxor o spdr che costano 0,12%, anche se hanno meno patrimonio e credo anche meno scambi e/o maggior spread d/l? le ritieni alternative valide o rischiano un eventuale futuro delisting considerato il volume enorme raggiunto dal replicante di ishares? grazie

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    • archeowealth 9 ottobre 2019 / 23:09

      MSci World ma anche Global Aggregate. Per ora è solo un pensiero ma mi piacerebbe scendere sotto 0.20%…

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      • Erreffe 10 ottobre 2019 / 16:03

        grazie

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  4. Luca Scaglione 20 ottobre 2019 / 14:41

    Come sempre mi ha molto interessato la sua analisi; io ho un dilemma che anche lei si è posto e riguarda la duration della componente obbligazionaria (in caso di rialzo dei tassi). Secondo lei avrebbe senso spostare una parte dei bond in una componente a breve durata (es 1-3 anni) usando un ETF sui bond governativi europei (mi pare non ne esistano di globali)?
    Grazie
    Luca

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    • archeowealth 20 ottobre 2019 / 22:09

      Bella domanda la tua. Diciamo che ad oggi sull’obbligazionario europeo di valore non ce n’è. Su quello globale c’è il rischio valutario che al netto di eventuali costi di copertura diventa anch’esso negativo.
      Una componente di bond la ritengo necessaria ma come hai visto non va limitato al classico bond aggregate, ma va sviluppato su altre forme per evitare di farsi cogliere impreparati da rischi come ad esempio quello dell’inflazione che nessuno al momento si attende (ma che se arriva…)
      Quindi obbligazionario tradizionale diversificato ma certamente accorciare un pò la duration. Nessuno ci obbliga a comprare un fondo o un ETF a rendimento negativo e quindi se devi comprare un ETF 1-3 anni europeo ti consiglio di tenere i soldi sul conto e basta. Questo è un buon momento per portare al massimo livello la scorta di sicurezza per imprevisti, approfittane.

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  5. Giovanni 28 ottobre 2019 / 9:53

    Volevo chiederle se era il caso di acquistare eventualmente un etf obbligazionario aggregate globale sia in USD che in euro, anzichè uno solo e dividere la cifra a metà, come ad es. quello di x-trackers. Grazie

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    • archeowealth 28 ottobre 2019 / 23:24

      Naturalmente non possiamo darti consigli su cosa acquistare e cosa no non conoscendo la tua situazione patrimoniale, la tua propensione al rischio, i tuoi investimenti pregressi, ecc…
      Quello che ti posso dire è che un obbligazionario globale aggregate a campio aperto o a cambio coperto è indifferente nel lungo periodo ma sicuramente può fare da fungibile a due prodotti in Usd e Eur. Più corretto secono me affiancare al Global Aggregate un Inflation linked per completare la diversificazione. Ovviamente attenzione all’orizzonte temporale perchè le duration degli ETF sono lunghe.

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  6. Luca Scaglione 5 novembre 2019 / 20:01

    Buonasera, vagolando qua e la ho notato quanto molti analisti stressino il gap che si è creato tra indici “value” e l’indice generale (per non parlare degli ETF Growth). Stavo pensando di iniziare una posizione – poco per volta – in un ETF globale value. Cosa ne pensa?…..se si crede alla reversion to the mean prima o poi le cose dovrebbero cambiare.
    Grazie
    Luca

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    • archeowealth 5 novembre 2019 / 20:16

      Prima o poi appunto chi lo sa. Per questo la scelta migliore è un indice generale (mondiale, europeo, americano, ecc…). Qui dentro c’è tutto quanto, value e growth.
      Se lo scenario sarà favorevole al value le avremo in portafoglio, se invece ancora no poco male avremo il growth. E’ la forza della diversificazione.
      Volevo però solo precisare una cosa.
      Quello che gli analisti dicono è che la forza relativa del growth negli ultimi anni è stata decisamente più alta di quella del value. Tradotto in una fase di rialzo il value ha guadagnato più del growth. Se il value recupera in termini di forza relativa questo non significa per forza guadagnare di più. Potrebbe anche voler dire che in fase di ribasso dei mercati il value proteggerà più del growth.
      Tanti se per i quali un piccolo investitore non dovrebbe spaccarsi la testa…almeno a mio modo di vedere.

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      • Luca Scaglione 6 novembre 2019 / 7:12

        Razionalmente sono d’accordo con Lei, ma talora si vorrebbe cercare di portar a casa un quid in più……la sua risposta mi serve per mantenermi in carreggiata! Grazie e complimenti come sempre
        Luca

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