L’intervista di Archeowealth al blog italoaustralianoblog.com

 

A fine ottobre abbiamo pubblicato l’intervista a italoaustraliano, un blogger italiano emigrato in Australia che ci ha raccontato la sua storia da emigrante ma soprattutto di aderente al movimento FIRE.

Il blog Italoaustralianoblog.com ha pubblicato a sua volta l’intervista al sottoscritto che pubblichiamo oggi in versione integrale. Buona lettura.

1) Archeowealth, a che eta’ hai iniziato ad interessarti al mercato azionario?

La mia prima esperienza sul mercato azionario risale a quando avevo 14 anni. Mio nonno mi regalò 10 milioni delle vecchie lire, una bella cifra, che investii subito in modo assolutamente inconsapevole in due fondi comuni, uno azionario ed uno obbligazionario. Il primo in un paio di anni guadagno’ il 70%, mentre il secondo praticamente nulla. A quel punto feci il mio primo errore da novello investitore: Vendita del fondo obbligazionario ed acquisto di due azioni consigliate dal consulente di banca, Alitalia & Parmalat (..e con questo ho detto tutto). Come sempre le esperienze negative ti segnano, affrendoti la grande occasione di non commettere più gli stessi errori. Tanto mi ero inebriato prima tanto rimasi deluso poi dal mercato azionario e ci vollero anni e qualche buon libro per capire quale fosse il modo giusto per investire nel mercato azionario.

2) Che approccio hai al risparmio? E che percentuale del tuo stipendio riesci risparmiare? che porzione dei tuoi risparmi dedichi agli investimenti?

Diciamo che non sono mai stato uno a cui piace sperperare il denaro, ma quando ero ancora un vent’enne non ho curato bene l’accumulazione del capitale e così facendo il risparmio si disperdeva continuamente in mille rivoli. Nel momento in cui ho cominciato a concretizzare il sogno di mettere su famiglia il mio atteggiamento è cambiato.

Sono diventato più metodico, ho cominciato a redigere un bilancio familiare ogni anno, annotare ogni spesa cercando nel limite del possibile di evitare spese che ritenevo inutili. Quando però la famiglia è numerosa questo diventa più difficile visto che non tutti la pensano sempre come me. Ma è fattibile e stimolante. Attualmente cerco di risparmiare almeno il 20/25% del nostro reddito familiare (siamo in quattro). Agli investimenti sostanzialmente dedico quasi tutto il mio risparmio tranne la cosiddetta scorta di sicurezza che cerco sempre di mantenere liquida sul conto corrente per un importo attorno ai 10 mila Euro.

3) Quali sono gli obbiettivi che ti sei prefissato di raggiungere?

Il mio obiettivo in termini di capitale accumulato è quello di arrivare a 500 mila Eur a cui aggiungere in termini di patrimonio la casa di proprietà interamente pagata. Raggiunta quella cifra non potrò smettere di lavorare (se applicassi la regola del 4% non riuscirei certamente ad autosostenere me e la mia famiglia), ma certamente potrò farlo con modi e ritmi diversi che mi regaleranno il valore più grande, il tempo. L’idea sarebbe quella di scrivere come free lance occasionalmente da qualche splendida spiaggia del Mediterraneo oppure da casa in attesa di ricevere un’altra bella rendita passiva per il resto dei miei giorni, la pensione pubblica.

4) In cosa hai investito per arrivare al tuo net worth attuale?Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa?

Comincio dal fondo. Se tornassi indietro cambierei certamente qualcosa. Investirei molto di più sui mercati azionari ed invidio parecchio chi oggi ha la fortuna di poter scegliere strumenti a bassissimo costo come gli ETF inesistenti in Italia fino a 15 anni fa.

Se penso a quanto del mio capitale alle commissioni che i fondi hanno mangiato nel corso del tempo mi arrabbio parecchio, ma non avevo scelta era l’unica forma di diversificazione che potevo portare avanti per mettere da parte un po’ di soldi ogni mese in modo automatico. Attualmente i miei investimenti sono ripartiti tra un fondo pensione 60% azionario 40% obbligazionario che mi permette di sfruttare un bel vantaggio fiscale versando oltre 5 mila Eur l’anno, una polizza vita ramo prima con un bel rendimento minimo garantito che in questo momento di tassi zero fa molto comodo e rappresenta il mio asset monetario/obbligazionario breve termine, ed un portafoglio di soli ETF che con un costo medio dello 0,25% ho deciso di ripartire tra 70% azioni e 30% obbligazioni. A questo si aggiunge qualche Sterlina d’oro. Essendo stato un trader per diversi anni non nascondo che faccio qualche operazione spot con il mio 5% di capitale e qualche briciola di risparmio è investita in Bitcoin e peer to peer lending.

5) In che anno hai iniziato il tuo blog?quali sono stati gli ostacoli piu’ grandi durante il tuo percorso da blogger?

Il blog è nato a fine 2014. Leggevo tante cose sulla finanza personale ma dopo qualche settimana non ricordavo più nulla. I miei studi e la mia professione di trader e architetto dei portafogli di investimento (come mi definisco io), non richiedevano altri studi per migliorare le competenze tecniche. Quello che mi serviva era una visione diversa della realtà e la lettura di diversi blog americani unita ad alcuni libri mi ha aperto la mente. I concetti da ricordare erano così tanti che decisi allora di aprire assieme a due amici un blog che facesse da diario personale. Beh siamo ancora qui e se penso a quante cose ho imparato in questi anni il valore che ho accumulato è immenso. Gli ostacoli più grandi? Sicuramente il tempo. All’inizio scrivevamo un articolo al giorno poi per vari motivi abbiamo dovuto diradare gli interventi. Non avendo grandi pretese di estetica e nemmeno di ricavi da fare con il blog, non abbiamo mai sentito il peso di dover scrivere per forza. Sicuramente è impegnativo ed a tutti noi piacerebbe dedicarci molto più tempo ma questo sforzo è ripagato quando un lettore ti scrive che ogni lunedì mattina ormai non può più fare a meno del nostro articolo settimanale.

6) Vedo molta negativita’ nella mentalita’ italiana verso i risparmi e gli investimenti, che opinioni hai a riguardo?credi che la ragione possa essere dovuta ad una bassa educazione finanziaria?

Gli italiani sono grandi risparmiatori ma pessimi investitori. Purtroppo la bassa cultura finanziaria è una causa ma non mi sembra che in giro per il mondo sia tanto più alta. Qui in Italia c’è purtroppo una situazione di padri che hanno insegnato ai figli ad investire come facevano loro (BTP e depositi bancari) senza mai trasmettere il concetto dell’importanza dell’orizzonte temporale, della diversificazione, degli obiettivi e della crescita del capitale anche con strumenti di rischio. Quegli stessi figli lavorano anche in banca e qui le competenze lasciano parecchio a desiderare stritolate come sono da budget ed enormi conflitti di interesse.

Così di generazione in generazione si tende a commettere gli stessi errori senza mai chiedersi se tutto questo è giusto. Purtroppo la consulenza finanziaria indipendente non decolla in Italia preda di lobbies bancarie potenti (del resto l’indice azionario italiano è per oltre un terzo fatto da banche) e fossilizzate nelle loro rendite di posizione. Questo tarpa le ali ad un cambiamento culturale. I tassi a zero imporranno per forza una nuova mentalità e credo che le nuove generazioni più smart forse avranno voglia di scoprire nuovi modi più semplici ed efficaci di investire i propri soldi cercando loro stessi educazione vera e non viziata da conflitti di interesse. Il nostro blog nel suo piccolo spero che aiuti questo cambiamento.

7) Che opinione hai a riguardo del movimento FIRE?Credi che sia un movimento non possibile da perseguire in Italia?

Il movimento FIRE è perseguibile in qualsiasi luogo del mondo a mio modo di vedere. Basta avere entrate adeguate e ridurre le spese ed il superfluo. Se si risparmia troppo poco dopo aver tagliato le spese superflue non c’è alternativa, bisogna cercare altre fonti di reddito. Questo è universale. Il movimento FIRE più puro nato sull’onda dei libri di Vicky Robin lo trovo troppo estremo, al limite del masochismo. Ognuno fa le sue scelte e lo rispetto, ma quando sento di persone che vivono con 500/600 Eur al mese fatico a comprendere la sostenibilità della cosa soprattutto se si decide di avere dei figli. Io preferisco un Soft FIRE che abbina ad un tasso di risparmio importante l’obiettivo di chiudere con il lavoro a tempo pieno inteso nel senso classico del termine all’età di 50-55 anni al massimo. Da lì in avanti si riduce il carico con part time oppure lavoro autonomo per qualche ora al giorno dedicando il resto del tempo a viaggi e passioni personali grazie alle rendite passive generate nel tempo. Lo scopo del FIRE è riuscire ad avere a propria disposizione il massimo del tempo per vivere come si desidera.

Il risparmio estremo negli anni più giovani (quindi tanto tanto lavoro) rischia secondo me di portare via per sempre una parentesi della vita che richiede un po’ di spensieratezza e la responsabilità di costruire una famiglia. Il Soft FIRE permette di raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza finanziaria secondo me nell’età giusta (la piena maturità). Capitale ed esperienza saranno a quel punto un mix esplosivo che permetteranno di assaporare la vita fino in fondo.

8) Le tre lezioni piu’ importanti che hai imparato investendo

Cercare di prevedere dove andranno i prezzi degli asset finanziari tra n anni è impossibile. Non esistono guru capaci di strofinare la sfera di cristallo e diventare ricchi. Esistono persone che sfruttando l’ignoranza delle altre si arricchiscono. Ho fatto il trader di professione e quello che si racconta sui soldi facili è una balla cosmica.

Stress e ore davanti ad un monitor, questo è il mestiere del trader. Esistono ottimi analisti che onestamente non ti dicono x andrà qui ed y andrà lì, ma ti indicano delle probabilità. Sono gli unici che seguo con interesse.

Mai dare i propri soldi a fondi a gestione attiva o comunque prodotti troppo cari. Come ho detto prima mi arrabbio pensando a quanti soldi ho gettato nel water pagando gestori di fondi che si facevano vacanze ai Tropici con i miei soldi. Pochi investitori sanno che le commissioni che sono giornalmente addebitate sui loro risparmi dai fondi di investimento servono anche per organizzare convention nelle più belle città del mondo in hotel a 5 stelle a cui partecipano gli stessi consulenti finanziari che ci hanno venduto i fondi. Quindi se devo investire voglio farlo spendendo il meno possibile e con il minor intervento umano di qualche gestore che non conosco e che non voglia trascorra le sue vacanze in qualche resort di lusso.

Avere tanta pazienza. All’inizio i miei investimenti erano frenetici. Tagliavo in fretta i profitti e lasciavo correre le perdite. Ora non taglio mai i profitti (salvo per ribilanciare i pesi nel portafoglio) ed ogni perdita è occasione per incrementare la posizione. Il mio obiettivo è là che mi aspetta ed ogni saldo è buono per accorciare il viaggio.

9) Oggi si parla di una nuova crisi globale dei mercati in arrivo, che opinioni hai a riguardo?come ti stai proteggendo da un eventuale crollo della borsa?

La risposta più banale è prima o poi arriverà. Ma siccome non so né dove né quando continuo ad investire con il mio piano, mantenendo un peso azionario adeguato a età ed obiettivi e cercando di investire in strumenti capaci comunque di generare rendite passive anche nei momenti in cui la borsa crollerà. Quello di cui sono abbastanza certo è che i tassi a zero o poco più sommati alle attuali valutazioni dei mercati azionari ci porteranno verso anni in cui i rendimenti attesi di un portafoglio bilanciato non potranno essere quelli degli ultimi 10 anni. Bisognerà abituarsi ad un po’ meno ma questo non è un problema se l’inflazione rimarrà bassa. Quello che conta sono i rendimenti reali non quelli nominali. Ecco una cosa che mi preoccupa e sverso la quale sto proteggendomi progressivamente con strumenti adeguati.Tutti danno per scontato che non ci sarà nei prossimi decenni nessuna fiammata. L’inflazione, quel mangiatore di soldi come lo definisco io, è l’elemento che potrebbe invece distruggere il mio piano. Meglio tutelarsi e non farsi cogliere impreparati.

10) Se domani dovessi raggiungere l’indipendenza finanziaria a cosa ti dedicheresti?

Modellerei le giornate sui miei ritmi. Farei trekking nei boschi e ciclismo che abbinerei alla mia passione per investimenti e finanza dedicandomi a blog e lavoro di free lance a tempo parziale per integrare le mie rendite passive.

 

3 risposte a "L’intervista di Archeowealth al blog italoaustralianoblog.com"

  1. Erreffe 4 novembre 2019 / 15:39

    bellissima! concetti precisi e chiari che ti aprono la mente e ti costringono a pensare..

    "Mi piace"

  2. Francesco 5 novembre 2019 / 19:17

    Potresti spiegare meglio a un niubbo qual sono queste due seguenti tue affermazioni?
    che strumenti in particolare usare?
    Attualmente ho un P7 su Moneyfarm e un conto deposito a 5 anni su Rendimax, con un orizzonte temporale di 10 anni, come potrei integrare in tal senso?

    Grazie

    . “Cercando di investire in strumenti capaci comunque di generare rendite passive anche nei momenti in cui la borsa crollerà”
    . “L’inflazione, quel mangiatore di soldi come lo definisco io, è l’elemento che potrebbe invece distruggere il mio piano. Meglio tutelarsi e non farsi cogliere impreparati.”

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    • archeowealth 5 novembre 2019 / 19:29

      Per quello che riguarda l’inflazione un adeguato mix di azioni, inflation linked duration non troppo lunga ed anche un pò di oro e/o commodity per una parte residuale del portafoglio. Dovrebbero essere cuscinetti sufficienti a coprire il rischio.
      Per le rendite passive se ho dividendi, cedole, affitti, peer to peer, o chi più ne ha più ne metta che sono in grado di fornirmi dei flussi costanti di cassa potrò o utilizzarmi per vivere di rendita appunto senza intaccare in modo eccessivo il capitale (e quindi perdere) o ancora meglio reinvestirne una parte a prezzi decisamente più bassi alzando le mie aspettative di rendimento.
      Spero di essere stato chiaro

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