Lending Crowdfunding, vi spiego come funziona October (recensione parte prima)

Come sanno bene i lettori che seguono da tempo i miei articoli sul blog Investireconbuonsenso.com, il crowdfunding, o meglio il lending crowdfunding, è un tipo di investimento che sto seguendo con particolare attenzione.

Consapevole che ad alti rendimenti promessi corrispondono alti rischi, consapevole anche degli ostacoli che si incontrano mettendo denaro sulle piattaforme di lending crowdfunding, ho comunque deciso di diversificare le mie fonti di reddito passivo investendo una piccola porzione dei miei risparmi in diverse piattaforme europee leader del settore.

Di recente mi sono imbattuto in una piattaforma che conoscevo già da qualche anno, ma che dopo un’operazione di rebranding, si è affacciata di nuovo in modo piuttosto convinto sul mercato italiano del lending crowdfunding.

Sto parlando di October, una piattaforma che come vedremo può essere approcciata anche dal piccolo investitore. E’ possibile infatti effettuare prestiti minimi a partire da 20 Euro.

October da ottobre 2018 è l’evoluzione della più conosciuta piattaforma che di nome faceva Lendix; Lendix fu creata nel 2014 in Francia ed è diventata leader in Europa continentale nel settore del lending crowdfunding molto rapidamente.

Dal 2017 operativa anche in Italia tramite la controllata October Italia Srl, questa società fa parte anche del gruppo October Factory, una società di gestione del fondo di co- investimento riservato agli investitori istituzionali e registrata in Francia presso l’autorità di controllo equivalente alla nostra Consob.

Il fondo riveste un ruolo importante nel processo di investimento che ogni prestatore andrà a fare sulla piattaforma e tra poco vi spiegherò perché.

Prima di spiegare quali sono a mio modo di vedere pregi e difetti di questa piattaforma voglio raccontarvi brevemente che tipo di business conduce October.

October è una piattaforma di lending crowdfunding (o finanziamento partecipativo) che può vantare il primato di essere stata la prima ad introdurre il cosiddetto modello “diretto” in Italia. Fino al 2016 infatti le piattaforme attive nel nostro paese avevano applicato esclusivamente il cosiddetto modello “diffuso”.

Cerchiamo di fare chiarezza su questi due modelli utilizzando come fonte il 4° Report italiano sul CrowdInvesting curato dal Politecnico di Milano.

Il modello diffuso ha la peculiarità di vedere la piattaforma svolgere un ruolo attivo sia nel selezionare le richieste di credito ricevute che nell’allocazione del capitale investito. Coloro che prestano denaro mettono a disposizione il proprio capitale selezionando alcuni parametri come livello di rischio, tasso di interesse, durata prestito, ecc…

La piattaforma va ad allocare automaticamente il denaro tra vari prestiti soddisfacendo con il livello massimo di aderenza le richieste del prestatore. Un caso tipico di modello diffuso in Europa è Mintos dove gli interessi ed i capitali rimborsati vengono gestiti in automatico dall’algoritmo reinvestendo su altri progetti e sfruttando in questo modo il principio matematico della capitalizzazione composta degli interessi.

Il modello diretto è invece quello seguito da October.

In questo caso al prestatore viene permesso di valutare e scegliere online a chi e quanto denaro prestare dopo aver analizzato le informazioni relative al profilo dell’impresa richiedente e al suo progetto di crescita pubblicate sul sito della piattaforma di crowdlending.

La piattaforma opera quindi come un filtro che si occupa di selezionare i progetti, dare visibilità e gestire l’attività di incasso -pagamento oltre che la gestione di eventuali insolvenze. Onere del prestatore spendere tempo nella scelta dei progetti studiando le caratteristiche della società alle quali eventualmente deciderà di prestare i suoi soldi.

October è una piattaforma di finanziamento online che si concentra esclusivamente sull’attività di raccolta di prestiti a favore di piccole e medie imprese (PMI) con un fatturato superiore a 250 mila Euro. Escluse quindi attività private piccole e poco strutturate.

La raccolta dei fondi per finanziare le imprese viene effettuata da October sia attingendo al canale retail, quello dei privati come me che cercano di investire piccole somme di denaro a rendimenti più elevati di quelli offerti dalle tradizionali obbligazioni, sia utilizzando come fonte di approvvigionamento dei capitali il mercato istituzionale.

October offre progetti provenienti da Francia, Olanda, Spagna ed Italia.

Alla fine di ottobre 2019 i progetti finanziati erano pari a quasi 350 milioni di Euro con quasi 117 mila progetti analizzati a fronte di soli 707 progetti accettati e finanziati. In questi numeri è sicuramente racchiuso un fattore positivo.

Aumentando numericamente i progetti online a tassi particolarmente accattivanti aumenterà inevitabilmente in valore assoluto anche il numero dei default. Sarà quindi fondamentale per il prestatore diversificare nel tempo i progetti minimizzando in questo modo l’impatto dei default sul rendimento complessivo del portafoglio.

Come vedremo in seguito esiste un processo di selezione piuttosto accurato all’interno del Team Credito di October, processo che può spiegare perché i progetti che arrivano a valle sono pochi e selezionati.

Nella sezione statistiche del sito ho scovato come poco meno del 10% di denaro viene fornito da piccoli prestatori, mentre il grosso della raccolta arriva da assicurazioni, asset manager e family office.

Qui scoviamo un altro fattore di forza di questa piattaforma francese.

Quando vengono coinvolti soggetti finanziari di questa natura è evidente che c’è anche una maggiore attenzione nella selezione dei progetti finanziari.

October poi è sempre “skin in the game” in ogni prestito. Il management di October infatti presta automaticamente a ciascun progetto attraverso il fondo. Questo permette di avere la maggior comunanza di interessi possibili con i prestatori.

Tramite un fondo chiuso riservato a clienti istituzionali e professionali che investono in prestiti verso le PMI, October può offrire ciò che poche altre piattaforme che ho finora frequentato sono in grado di fare.

I soggetti finanziari istituzionali sono disposti a “garantire” la copertura del prestito in fase di sottoscrizione, un plus che rende la strategia win win per il prestatore (che è sicuro di investire il proprio denaro al termine del breve periodo di collocamento) e per l’impresa richiedente (certa del buon esito dell’iniziativa).

Il fondo chiuso per regolamento copre almeno il 51% del prestito richiesto dall’impresa aumentando questa quota qualora il restante 49% non venisse sottoscritto interamente dai privati.

Attenzione però, è garantita la copertura della fase iniziale di sottoscrizione.

October non garantisce infatti il buon esito finale del progetto (quindi il rimborso totale del capitale prestato).

Per questo motivo consiglio sempre di andarsi a leggere bene le percentuali di default per classi di rischio e come la piattaforma agisce nelle attività di gestione dei default e del recupero crediti.

Solo per i progetti italiani esiste la possibilità di attivare la copertura parziale del fondo di garanzia pubblico per le PMI in grado di salvaguardare almeno il 40% del capitale investito. Questo non è un particolare irrilevante. La garanzia che viene attivata in caso di default infatti risulterebbe riservata solo agli investitori istituzionali, ma grazie al modello misto October riesce a far accedere alla garanzia anche i privati come il sottoscritto.

Mi sono andato a leggere con attenzione come funziona il processo di selezione delle imprese “candidate” a finanziarsi.

Premesso che il processo, pur nella sua analiticità, non ci può dire se gli analisti sono bravi a scartare progetti scadenti così come non offre certezza della loro indipendenza, una sua descrizione può essere utile per capire cosa arriva a valle, ovvero perché troviamo in vetrina certe società e non altre.

Le imprese che richiedono in prestito denaro su October devono prima di tutto superare il cosiddetto “test di idoneità” sul sito della piattaforma.

Questo test è web based ed offre una risposta immediata.  Se positiva, ha inizio la fase 2 che prevede l’intervento degli analisti di credito di October.

La società a questo punto invia la documentazione inerente le performance finanziarie agli analisti di October. Un’intervista telefonica ed un’analisi di settore e concorrenza completano il processo.  Gli analisti incrociano questi dati con fonti esterne per prevenire eventuali frodi.

Questo processo determina se un progetto è finanziabile o meno.

In caso di esito positivo viene attribuito al progetto un rating interno (da A+ a C) basato su punteggio e durata del prestito che può andare da 3 mesi a 7 anni.

Il tasso di interesse che l’impresa dovrà pagare sul prestito nasce proprio qui.

Se l’impresa accetta la proposta di October il progetto va online.

Finora vi ho spiegato la logica che sta dietro la piattaforma di October.

Nella seconda e ultima parte di questa recensione che pubblicherò la prossima settimana cercheremo di capire come iscriversi alla piattaforma e quali tipi di servizi vengono offerti all’utente. Infine metterò in chiaro quelli che secondo me sono i punti di forza e di debolezza di October.

Prima di chiudere alcuni numeri statistici per inquadrare meglio di cosa stiamo parlando.

Il rating B è numericamente quello più presente tra i progetti finora presentati sulla piattaforma. La durata media dei finanziamenti si è aggirata nel 2019 attorno ai 43 mesi. Gli investitori attivi sono ad oggi oltre 18 mila.

Il tasso di interesse medio annuo dei finanziamenti nel 2019 è pari a 5.7% con un tasso di default nel 2018 che è stato pari al 3,57% (Il tasso di default è indicato nella tabella Indicatori di ritardo e corrisponde a capitale in default / importo erogato).

Questi indicatori costantemente aggiornati potete trovarli nella sezione Statistiche del sito.

Alla prossima settimana per la seconda parte della recensione.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli. L’autore di questo articolo non riceve nessun bonus in caso di vostra iscrizione alla piattaforma recensita.

5 risposte a "Lending Crowdfunding, vi spiego come funziona October (recensione parte prima)"

  1. Jacy 28 novembre 2019 / 17:01

    Complimenti, articolo estremamente dettagliato, interessante, ed esposto in maniera egregia 💪🏻💪🏻😉😉

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  2. BierDividend 29 novembre 2019 / 16:10

    Sinceramente, visti i rischi connessi, mi sarei aspettato rendimenti ben più elevati. A parità di rendimenti preferisco un Etf high yield

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  3. Francesco 2 dicembre 2019 / 17:35

    fa da sostituto d’imposte?

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    • explowealth 2 dicembre 2019 / 22:58

      Sì e nella recensione di giovedì lo spiegherò meglio.

      "Mi piace"

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