Quei temi tanto di moda ma un pò troppo cari

Easter Eggs, Easter, Egg, Decoration

  • L’offerta di strumenti finanziari tematici è in aumento esponenziale
  • Il marketing finanziario ha capito quali sono le cose che gli investitori vogliono sentirsi dire ed agisce di conseguenza
  • Pregi (pochi) e difetti (tanti) degli ETF tematici

L’offerta di prodotti finanziari tematici ha decisamente preso piede negli ultimi mesi ed il desiderio di scommettere su quale sarà l’investimento del ventunesimo secolo porta molti investitori a buttarsi a capofitto nell’acquisto di fondi e/o ETF dal nome affascinante.

Invechiamento della popolazione, ambiente, digitalizzazione, auto elettriche, acqua, rifiuti, blockchain, parità di genere e chi più ne ha più ne metta.

Ma se questi temi li scrivo in italiano come ho appena fatto probabilmente non creo in nessuno di voi quel fascino che l’astuta macchina del marketing finanziario vuole trasmettere a risparmiatori desiderosi di accrescere il proprio capitale sentendosi parte del cambiamento epocale.

E allora vai di ageing popolution, global clean energy, digitalisation, healthcare innovation, smart city, smart factory e via così. Tutta un’altra cosa vero?

Purtroppo tutti questi bei temi di investimento che fanno sognare gli investitori di mezzo mondo hanno (e avranno) sempre dei limiti che li rendono investimenti poco raccomandati per chi vuole utilizzare il buon senso.

Parto da una semplice lista di alcuni ETF tematici di iShares che metto a confronto con il più classico degli ETF mondiali di Vanguard.

Dati al 27.12.2019

Parto da qui nell’elencare i difetti che questi tipi di investimento hanno:

  1. I costi sono decisamente più elevati. Solo per questi ETF abbiamo una differenza rispetto all’ETF di Vanguard che va dai 28 ai 53 punti base. In 10 anni questa differenza vi porterà via tra i 3 e i 5 punti percentuali di rendimento. Aggiungete il fatto che il turnover di questi ETF è più elevato (quindi più costi per l’ETF) e che lo spread bid ask è sicuramente più ampio in fase di compravendita. L’onere aggiuntivo di possedere queste perle su 10 anni può arrivare tranquillamente ad almeno il 4-6%.
  2. Tema del secolo non vuol dire performance garantita. Quando il marketing finanziario butta prodotti sul mercato lo fa perchè sa che il gregge è disposto a seguirlo. Purtroppo però non è detto che la vostra scommessa risulti essere quella vincente. Anzi, è molto probabile che su queste azioni già da tempo gli investitori più informati e scaltri abbiano messo le loro fiches. E poi, come vediamo dalle performance dell’ultimo anno,  il vantaggio competitivo non è affatto così immediato.
  3. Rischio delisting. Avete notato quanti ETF settoriali o geografici di nicchia sono stati delistati negli ultimi tempi. Beh ricordo che quando uscirono c’erano clienti che fremevano per comprare l’azionario aurifero piuttosto che la borsa vietnamita. Poi i fenomeni si sgonfiano, a voi rimangono ETF illiquidi che vengono progressivamente chiusi. Se siete in guadagno pagate le tasse sull’utile (inefficiente). Se siete in perdita siete costretti a vendere in minus (inefficiente).
  4. Bassa diversificazione. Quante volte ho scritto su questo blog che più ampia è la diversificazione geografica, settoriale e di numero di azioni e/o obbligazioni e meglio sarà per il vostro beneficio di diversificazione che ridurrà il rischio di portafoglio. Bene, spesso e volentieri questi ETF hanno un numero di azioni che a malapena supera il centinaio. Il Global Clean Energy contiene addirittura 30 azioni!
  5. Strategia poco chiara. Quando compriamo il Vanguard Developed World sappiamo bene o male cosa stiamo acquistando. Un indice (in questo caso il FTSE) con le sue regole e con i pesi delle azioni per capitalizzazione di mercato. Un pregio, un difetto, chi lo sa? Di certo però quando compriamo un tematico risulta abbastanza complicato capire quali sono i meccanismi di filtro che fanno sì che certe società possono entrare a far parte di certi panieri.
  6. Maggiore volatilità. Lo vediamo già nella tabella che ho riportato sopra, ma ora siamo in una fase di mercato tutto sommato tranquilla. Pensate a cosa potrebbe succedere a panieri di azioni piccole e medie come sono queste che fanno parte dei tematici in un momento di panic selling. L’illiquidità sarebbe un costo aggiuntivo a carico del vostro investimento.

Buon (per modo di dire) investimento tematico a tutti.

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