L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2019)

Si chiude un 2019 memorabile per chi ha avuto la possibilità di investire denaro sui mercati finanziari, azionari o obbligazionari poco cambia. Tutto quanto ha avuto una sola direzione ed è stata quella rialzista.

E’ giunto quindi il momento del consueto aggiornamento del portafoglio di ArcheoWealth partito ad inizio 2015 con una dotazione fissa di 50 mila € diventata 5 anni dopo di oltre 65 mila €.

La performance del 2019 migliora ancora il già spettacolare +14.2% della fine di settembre. Il risultato finale ci dice infatti che il patrimonio investito in questo 2019 è salito del 17.8%.

Considerando che alla fine del terribile 2018 il capitale era sceso a poco più di 55 mila €, l’incremento di valore di oltre 10 mila € di quest’anno dimostra ancora una volta quanto sia importante mantenere un atteggiamento poco emotivo e molto distaccato con i nostri investimenti. Se avessi smantellato un pò di rischio alla fine dell’anno scorso sarei qui a mordermi le dita.

Invece al 31 dicembre 2019 il portafoglio risulta avere un valore complessivo di 65.800 € circa.

La performance complessiva dalla partenza sale al 30% per un rendimento annuo composto del 5.6%, in linea con il mio target fissato in 4-5%.

Ricordo che il controvalore attuale è già al netto dei costi degli ETF  e delle  commissioni di negoziazione, ma al lordo di fiscalità ed inflazione.

Leggi anche: Come capire quanto costa un ETF

Avevo promesso ad ottobre qualche novità volta ad ottimizzare il portafoglio soprattutto in termini di costi.

Il costo complessivo del portafoglio a fine settembre 2019 era di 0.26%, ma dopo le tre manovre messe in campo a fine 2019 il costo si riduce di 5 punti base allo 0.21%. Non sono ancora arrivato al mio obiettivo di 0.15% ma confido nei prossimi mesi di avvicinarmi ancora. Diversi ETF hanno già messo in campo manovre di riduzione delle spese correnti e mi aspetto che questo trend prosegua.

Grazie all’ analisi di portafoglio fornita da justETF.com, ecco il nuovo portafoglio

Leggi anche: justETF: recensione ed opinioni della piattaforma online –  Prima parte

Ed ora una breve sintesi delle variazioni.

  • La prima operazione è stataa di arbitraggio sull’ETC WisdowTree che investe nell’oro fisico   sostituito da un ETC di Invesco sempre a replica oro fisico. Sono stato a lungo combattuto sull’opportunità o meno di vendere oro per comprare un ETF sulle commodities. L’idea che mi sono fatto è di un minimo ciclico raggiunto dal settore delle materie prime la cui tendenza per i prossimi anni potrebbe essere al rialzo riportando un pò di inflazione. Come abbiamo visto in articoli precedenti gli inflation linked assieme alle commodities sono gli strumenti migliori per proteggersi dall’inflazione inattesa. Non so se arriverà veramente, ma come sapete ho la ferma convinzione che questo scenario sarebbe utile per supportare le banche centrali nel rialzo graduale dei tassi, ma soprattutto alleviare i Governi mondiale dall’onere di debiti sempre più alti e poco sostenibili (leggi anche Perchè le Banche Centrali Cercano Disperatamente l’Inflazione). Alla fine però ha prevalso l’idea che è meglio mantenere in portafoglio uno strumento a replica fisica sull’oro piuttosto che uno su commodities prevalentemente composto da contratti futures con tutte le inefficienze (e i costi) che si porta dietro (leggi anche Commodity o non Commodity, questo è il dilemma).  Ma perchè ho deciso di fare un arbitraggio sull’oro con inevitabili commissioni pagate in ingresso ed uscita? Perchè ho messo in campo una di quelle regolette che vi ho proposto prima della fine dell’anno e che ogni buon investitore dovrebbe applicare. Avevo delle minusvalenze in scadenza e grazie all’ETC sull’oro (in guadagno) ho approfittato del fine anno per portare a casa l’utile senza pagare 1 euro di tasse. Fatto 30 ho deciso di fare 31, Ho abbassato il costo del prodotto con un ETC di Invesco molto liquido grazie alla elevata capitalizzazione di mercato che ha reso questo prodotto il migliore della categoria a 1, 3 e 5 anni. Al tempo stesso ho approfittato delle operazioni successive per aumentare di 1 punto percentuale l’esposizione all’oro fisico.

  • La seconda operazione messa in campo prevede l’arbitraggio tra l’ETF xTrackers sul mondo obbligazionario aggregate Eur hedged e l’ETF di SPDR più efficiente, a replica fisica e con un costo di 10 punti base più basso. Cala di 1 punto percentuale l’esposizione al reddito fisso globale.
  • La terza operazione prevede la sostituzione dell’ETF SPDR Eur Aristocrats con il Vanguard Developed Europe. Qui non ci sono motivazioni legate allo strumento che ci ha accompagnato per anni con grande soddisfazione. Piuttosto l’inserimento di Vanguard ha motivazioni legate alla forte riduzione del costo (da 0.30% a 0.10%), ad un ampliamento della diversificazione in termini di numerosità di azioni sottostanti l’indice e di minore sensibilità ad un possibile rialzo dei tassi cosa che invece sconterebbe l’Aristocrats. Pagherò lo scotto della distribuzione dei dividendi di Vanguard, ma anche in questo caso sto avviando una lenta, ma inesorabile fase di spostamento verso prodotti a distribuzione in grado di integrare il mio reddito. Il peso dell’Europa rimane invariato.

La nuova esposizione in asset class diventa quindi di 49% Azioni 37% Bond 8% REIT 6% Oro.

Ovviamente è molto improbabile che il 2020 ripeta il 2019 in termini di performance così generose. L’aspetto positivo è che il 2019 ha già messo il portafoglio nelle condizioni  di essere impermeabile ad un bear market.

Leggi anche: Un Promemoria per il Prossimo Bear Market

Con un +30% dalla partenza, un’esposizione al rischio equity attorno al 57% fa sì che anche un crollo dei mercati nell’ordine del 50% nella peggiore delle ipotesi (ovvero che i bond facciano zero) di fatto riporterebbe il nostro investimento al valore di partenza di 5 anni fa.

Sarebbe avvilente, ma certamente non drammatico anche perchè a quel punto saremmo di fronte a quel crash tanto atteso che aprirebbe le porte ad aspettattive di rendimento per gli anni a venire decisamente ambiziose.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimenti, allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

 

 

25 risposte a "L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2019)"

  1. Andrew 7 gennaio 2020 / 8:42

    Complimenti per la performance! Io ho fatto 25.8% ma prendendo molta più volatilità, infatti sono 100% azionario.
    Anche io mi trovo nella situazione che per alcuni ETF ci sono delle differenze di alcuni punti base, ma non so se vale la pena di fare queste operazioni di arbitraggio.
    Attualmente il costo del mio portafoglio è di 0.19%.

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    • archeowealth 7 gennaio 2020 / 22:50

      Complimenti a te. Arbitraggi solo se necessari per ribilanciare o se stanno cambiando i tuoi obiettivi ed i tuoi orizzonti temporali. Quando sei giovanissmo non ti fa male nulla, più avanza il tempo più devi mettere in campo misure di protezione del capitale senza rinunciare all’offesa. Ogni scelta è molto personale.

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  2. Nico 7 gennaio 2020 / 9:50

    Buongiorno e complimenti per i Risultati ottenuti e la Diversificazione generale. Se posso chiedere, non capisco la scelta dell’Immobiliare solo Europeo, considerando che il Portafoglio é molto ben Globalmente Diversificato e l’Azionario Europeo é già presente e poi la scelta di utilizzare Obbligazionario a Duration non così Breve, specie per gli Strumenti legati all’Inflazione. Vi ringrazio e saluto cordialmente

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    • archeowealth 7 gennaio 2020 / 22:48

      Non voglio rischio cambio su questo settore, voglio proteggermi dall’inflazione europea, credo che il mercato degli affitti nelle grandi capitale europee post Brexit abbia molto da dire e da dare. Grazie per i complimenti!

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  3. paolo 7 gennaio 2020 / 10:50

    Ciao, potresti spiegare perchè un eventuale rialzo dei tassi andrebbe a penalizzare maggiormente l’aristocrats piuttosto che il vanguard? Grazie

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    • archeowealth 7 gennaio 2020 / 22:46

      Le azioni ad alto dividendo (o come nel caso degli Aristocrats a dividendi in crescita costante) affascinano l’investore sopratutto quando i tassi sono bassi. Sentiamo molto parlare di dividendo adesso che i tassi sono a zero, ma quando i tassi risalgono il dividend yield di un indice che ha una maggiore stabilità temporale tende ad essere meno affascinante. Storicamente ed in termini di forza relativa il rapporto Aristocrats / S&P500 fa bene con tassi in calo, mentre perde colpi con tassi in rialzo. Ripeto in termini relativi. Questo non vuol dire che gli Aristocrats non possono perdere, semplicemente perdono meno rispetto ad un indice generico nei momenti di politica monetaria espansiva.

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  4. Erreffe 7 gennaio 2020 / 11:08

    Finalmente, l’attesa mi stava divorando 😁 scherzo…ovviamente non posso che complimentarmi con te per l’ottimo risultato. Pensavo, almeno seguendo alcuni tuoi messaggi social, che avresti cambiato approccio e strumento sull’inflation linked, da xgiu a qualcosa di più corto, peró se non ho visto male tra gli 0-5y c’è solo quello sui titoli usa..e non so se va bene uguale. Complimenti di nuovo e inizio il countdown – 90 giorni 😁

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    • archeowealth 7 gennaio 2020 / 22:39

      Sull’inflation linked purtroppo non esistono prodotti global con duration ridotta. O vado sui singoli titoli oppure vado sui TIPS via ETF che ti ho indicato. Potrei anche fare un fifty fifty tra ETF su TIPS 0-5 e un classico Eur inflation linked.
      In realtà non sono ancora così convinto del rialzo dei tassi a lunga mentre rimango dell’idea che l’inflazione starà davanti ai tassi per un pò (buono per l’oro). Per questo mi sta ancora bene la duration ma ad un certo punto un cambio di approccio potrei anche adottarlo sulla duration.

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  5. Erreffe 7 gennaio 2020 / 11:13

    Ps dimenticavo..il tuo nuovo azionario europeo non ha un pó troppo uk, ma sicuramente é una scelta voluta..come sempre chiedo per imparare e perché mi piace capire i ragionamenti che portano a fare certe scelte..grazie 😉

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    • archeowealth 7 gennaio 2020 / 22:35

      Osservazione corretta. Per investire sulle commodity ho due alternative. Comprare un ETF dedicato che però come l’oro non paga dividendi ed ha (a differenza dell’oro) costi elevatissimi.
      Oppure acquistare azioni oil/minerarie. La borsa inglese è molto esposta a questo mondo commodity con multinazionali insensibili alla Brexit. Per questo, per i costi e per l’eccellente tracking error l’ETF di Vanguard è rientrato tra i preferiti. Più andranno avanti gli anni più mi sposterò verso gli ETF di Vanguard per la loro natura di fornitore di reddito trimestrale via dividendi a costi bassissimi ed indici di rotazione (quindi costi di negoziazione) altrettanto bassi.

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      • Erreffe 7 gennaio 2020 / 23:52

        Tutto chiaro, grazie e complimenti per i risultati e la competenza, che non sempre vanno a braccetto 😉

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  6. paolo 9 gennaio 2020 / 10:04

    Ciao, mi spieghi perchè il costo dell’ hedging non viene considerato alla pari del costo dello strumento? Se ho un ter 0.20 + 2 di copertura quel etf non mi costa il 2.2?

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    • archeowealth 13 gennaio 2020 / 12:22

      Il costo dell’hedging è un costo variabile che dipende dalle condizioni di mercato. In modo molto grezzo dipende dal differenziale tassi tra una valuta ed un altro. Nel caso di Euro Dollaro se i tassi USA sono al 2% e quelli Euro sono al 0% il costo di copertura per evitare di essere colpiti dalla debolezza del Dollaro a spanne è circa 2 punti percentuali. Poi entrano in gioco altri fattori ed il calcolo è più raffinato. Non viene indicato perchè non è un costo che si trattiene il fondo o l’ETF ma è un costo di mercato come lo è lo spread bid ask per esempio.

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  7. Nico 9 gennaio 2020 / 12:48

    Questo Portafoglio 60 – 40 che aspettative di Rendimento e Deviazione Standard potrebbe avere?
    Viceversa, un 20 – 80 ha secondo Voi la possibilità di resistere all’inflazione?
    Vi ringrazio e auguro una buona giornata

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  8. Nico 9 gennaio 2020 / 13:01

    Ho letto quello che avete scritto sull’importanza delle Obbligazioni all’interno di un Portafoglio di Investimento, ma é un Discorso che é sempre valido, anche in questo Momento? Sono certo che da Addetti ai lavori non vorrete nemmeno sentire parlare di Conti Deposito e Assicurazioni.

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    • archeowealth 13 gennaio 2020 / 12:27

      Le obbligazioni rivestiranno quasi sempre il loro ruolo di cuscinetto ammortizzatore nei momenti di difficoltà del mercato azionario. Il problema di questi tempi è che non hanno praticamente flusso cedolare (in Europa) ed al netto del costo di copertura anche quelle in valute diverse dall’Euro hanno rendimenti bassissimi. PErò nei momenti di difficoltà l’obbligazione tripla A è un porto sicuro nel quale mettere i propri soldi. Siccome non sappiamo quando la volatilità tornerà sui mercati un pò di bond ci stanno. All’inizio ho parlato di “quasi sempre” perchè non sempre le correlazioni inverse bond equity funzionano, potremmo anche trovarci in un momento in cui entrambe scendono. Nulla è scontato ed è per questo che inserisco in portafoglio ahche prodotti atasso variabile come gli inflation linked. Anche questi non garantiti ma proteggono una specifica porzione del ptf dall’inflazione.
      No di conti deposito ed assicurazione preferirei non parlare anche se possono essere utili in certi momenti ed in certe condizioni. Non sono però investimenti, sono un’altra cosa.

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  9. Erreffe 15 gennaio 2020 / 22:35

    Scusa se torno ancora sul tuo portafoglio, ma mi resta il dubbio sui bond emergenti: li hai inseriti solo per dare più rendimento al comparto o ci sono delle dinamiche particolari in ballo? Te lo chiedo perché rileggendo vecchi post sul sito, non ho notato eccessivo entusiasmo per l’asset in questione. Già che mi trovo, posso chiederti come mai hai scelto proprio quel prodotto specifico? Grazzzzie 🙂

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    • archeowealth 15 gennaio 2020 / 23:10

      La scelta è ricaduta su quel prodotto per una questione di copertura di questa asset type con duration molto corta per compensare il fatto che nel Global Aggregate gli emergenti non ci sono. Mi serve per dare un pò di redditività alla componente bond intesa come tasso USA pur con un pò di rischio e volatilità in più. Nulla di clamoroso in termini di esposizione. E’ vero non sono un fan delle eccessive specializzazioni soprattutto sui bond però mi sembra una componente che in questo contesto storico potrebbe starci. Se perderà qualcosa sarà per l’effetto Dollaro non credo proprio per default o pressione sui prezzi. Peccato che è uscito proprio in questi giorni il Vanguard Global Aggregate con dentro una componente di emergenti. A quel punto sarebbe stato perfetto per questo portafoglio al posto di SPDR …sarà per il 2021 -)

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  10. Erreffe 16 gennaio 2020 / 10:18

    Ottimo come sempre, grazie 😉

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  11. Anonimo 18 gennaio 2020 / 10:56

    Riesci a spiegarmi la differenza tra il Wisdom Tree e l’omologo denominato Swiss?
    Grazie

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  12. Andrew 18 gennaio 2020 / 13:18

    Con riferimento ai REITS, ho visto che hai scelto iShares European Property Yield UCITS ETF, che è una ottima scelta considerando anche le dimensioni del fondo 1.791 M, ma che purtroppo (per me) è a Distribuzione.

    Per contro vorrei sapere cosa pensi di Xtrackers FTSE EPRA/NAREIT Developed Europe Real Estate UCITS ETF, visto che costa leggermente meno 0,33% contro 0,40% ed è ad Accumulazione.

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  13. ale 24 gennaio 2020 / 10:34

    Nel caso di ETF poco scambiati sulla borsa di Milano(ad es.Vanguard Developed Europe)cambi piazza o il volume degli scambi non e’ una discriminante per l’acquisto?

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    • archeowealth 24 gennaio 2020 / 19:38

      Certamente gli ETF più capitalizzati hanno spread denaro lettera più stretti e quindi teoricamente costano meno. Se fai trading questo incide molto, se investi nel lungo periodo conta di più la commissione del fondo ed una voce che in pochi guardano ma che alla fine pesa tanto. Su questo Vanguard è molto trasparente e si chiama turnover ratio, ovvero quanto viene fatto girare il portafoglio. Più è vicino a zero meglio è perchè ogni movimento per l’ETF è un costo. Vanguard è il mio preferito cmq.

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