Peer to Peer crowdfunding sogno infranto o selezione naturale?

Location, Phone, Share, App, Business

E’ un pò che non leggete miei articoli sul mondo crowdfunding. C’è un motivo ben preciso e la parola riflessione è quella che probabilmente spiega meglio questo mio temporaneo silenzio sul tema.

Diverse cose sono successe in questi mesi ai miei (pochi) investimenti effettuati sulle varie piattaforme di peer to peer lending. Housers, Mintos, Property Partner, October, sono tutte piattaforme che sto provando con soldi veri.

Per ora non ho perso nulla, anzi il guadagno c’è anche se i rendimenti stellari promessi dalle varie piattaforme risultano un’illusione al netto di ritardi, insolvenze, costi e fiscalità.

In alcuni casi le mie aspettative sono state soddisfatte, in altri sono deluso dal servizio clienti. Più o meno in tutte le piattaforme si prende subito coscienza del fattore rischio con prestiti e/o interessi che vengono rimborsati con ritardo. Ma di questo parlerò in un altro post giusto per farvi capire che questo mondo offre ghiotte opportunità a fronte però di rischi importanti. Tutti concetti di cui abbiamo già parlato e che non mi stancherò mai di ripetere.

Start up non significa necessariamente successo. Realtà molto giovani, finanziariamente poco solide, a volte passi più lunghi della gamba o addirittura truffe a danno dei clienti. Per questo una delle regole d’oro nel mondo del crowdfunding è diversificare tra le piattaforme.

Conoscere le piattaforme, leggere i regolamenti, fare domande al servizio clienti sono alcune delle azioni che possono permetterci di capire se vale la pena investire con certe piattaforme ed evitarne altre.

Leggi anche: Piano di accumulo nel settore immobiliare: la differenza tra equity e lending crowdfunding (8° puntata)

Per spiegare meglio a cosa mi riferisco quando parlo di “doverosa riflessione” ho deciso di raccontarvi due storie molto recenti (non certo di successo) che riguardano il mondo del peer to peer lending. Lo farò grazie ad un paio di articoli apparsi su MoneyClub.it

MoneyClub.it è un blog appena nato che parla di indipendenza finanziaria e early retirement, due temi spesso trattati anche su Investireconbuonsenso.com. E’ un blog che parla però anche di peer to peer lending.

Ringrazio il creatore di MoneyClub.it per averci concesso la possibilità di pubblicare una parte dei suoi articoli sul nostro blog.

Personal, Collective, Group, Knowledge

La prima storia riguarda Kuetzal, una piattaforma di p2p lending. La seconda storia tratta il secondo caso clamoroso che ha colpito questo mondo trattando il caso della ben più celebre Envestio.

Buona lettura e soprattutto occhi ed orecchie aperte.

p2p-lending – Kuetzal truffa gli investitori

articolo del 19 gennaio 2020 pubblicato su MoneyClub.it

p2p-lending – Kuetzal truffa gli investitori

Fino a poco tempo fa però non si è sentito di grossi problemi legati a questo tipo di piattaforme, fino a che un’indagine promossa dalla piattaforma explorep2p.com ha svelato pesanti dubbi circa la leicità di uno degli investimenti promossi sulla piattaforma Kuetzal – The Alborg Petrol.

In estrema sintesi sembrerebbe che questa società non esista, o che sia stata creata con il solo scopo di racimolare denaro tramite la piattaforma Kuetzal. Il sito della società Alborg Petrol sembrerebbe fasullo e copiato da un sito di un concorrente russo, così come l’indirizzo della sede che sembrerebbe inventato.

Sembra quindi assodato che si tratti di una truffa.

Vi lascio qui l’indirizzo dell’articolo che vi invito a leggere

https://explorep2p.com/alborg-petrol/

Ma cosa centra in tutto questo la piattaforma Kuetzal, e di cosa sarebbe responsabile? Kuetzal non ha eseguito evidentemente un’opportuna due diligence, o verosimilmente non l’ha eseguita per niente. Per questo motivo molti investitori si sono rivolti all’ECN – European Crowdfunding Network

https://eurocrowd.org/2020/01/09/ecn-reports-kuetzal-to-national-conduct-authorty/

il quale ha preso contatto con gli amministratori di Kuetzal in difesa dei numerosi investitori.

A seguito di queste azioni, a Gennaio 2020, gli investitori di Kuetzal hanno ricevuto questa email:

Molti, probabilmente tutti, gli investitori di Kuetzal hanno scritto per chiedere il buyback di tutti i loro investimenti. Questa prerogativa che è prevista nel regolamento di Kuetzal, ha una penalità del 10%.
In questo momento i conti correnti della piattaforma sono stati bloccati. La piattaforma, anche volendo, non potrà restituire il denaro agli investitori, finché non avrà dato tutti i chiarimenti richiesti.

 

A pochi giorni da Kuetzal anche la piattaforma Envestio scompare

Articolo del 24 gennaio 2020 pubblicato su MoneyClub.it

https://www.moneyclub.it/2020/01/24/piattaforma-envestio-scompare/

Piattaforma Envestio scompare
Screen shot del sito Envestio

Sono passati pochi giorni da quando ho scritto questo articolo sul caso Kuetzal,. Ed ecco che anche la piattaforma Envestio scompare e fa parlare di se.
Questo ha suscitato lo sconcerto di tutti gli investitori che hanno messo i propri soldi, non solo in questa piattaforma, dato che è tutto il mercato del p2p lending che sembra scricchiolare.

In particolare ciò che è accaduto è che gli investitori di Envestio hanno ricevuto un’email proprio da Envestio, che lamentava, tra l’altro, di essere stata vittima di un attacco hacker. Da quel momento provando a raggiungere il sito envestio.com si ottiene solamente la schermata blu che si vede nell’immagine. Di fatto la piattaforma è svanita.

La piattaforma Envestio scompare

Vorrei innanzitutto chiarire che la videata di cui sopra è il frutto di un sito semplicemente cancellato, più che di uno che scompare per un attacco hacker. Anche provando a scrivere email questo tornano indietro come se gli indirizzi fossero inesistenti o non configurati.

A seguito di questo la comunità degli investitori è letteralmente insorta, provando a contattare Envestio in ogni modo. Ma sui social dapprima un qualche rappresentante di Envestio ha risposto in maniera boriosa e scortese, per poi sparire completamente e non dare più nessuna risposta.

Interpretando il classico detto “non c’è limite al peggio” si è passati dal caso Kuetzal dove perlomeno la piattaforma è attiva a ciò che invece accade per Envestio.
Per Envestio pare davvero che tutti siano scomparsi. Qualcuno definisce questa metodologia exit scam.

Interviene la ECN

Anche su Envestio è intervenuta la ECN, potete leggere un articolo qui, la quale ha allertato le relative autorità locali.
Comunque vada questi avvenimenti cambieranno il mondo del p2p lending. Sia per il timore suscitato in tutti gli invetsitori che credevano di poter facilmente ottenere guadagni del 20% all’anno senza troppi problemi, sia le autorità competenti.
Le autorità a questo punto dovranno regolamentare e vigilare maggiormente su questo mercato.

 

Vi invito a visitare il blog MoneyClub.it  per seguire e capire come stanno evolvendo i casi di Envestio e Kuetzal e le conseguenze che tutto questo sta avendo sui clienti privati che hanno investito con queste piattaforme.

 

 

7 risposte a "Peer to Peer crowdfunding sogno infranto o selezione naturale?"

  1. Marco baraldi 13 febbraio 2020 / 7:24

    Credo che l’articolo sia piuttosto superficiale e dimostri una scarsa conoscenza del mondo p2p. Innanzitutto mettiamo sullo stesso piano piattaforme come mintos consolidate che producono utili con piattaforme nate ieri con modelli di business completamente diversi.
    Inoltre il default di un loan originator e’ da mettere in conto e le logiche sono diverse da un investimento nei titoli azionari.
    Se volete una analisi dei rischi l’ho fatta qui
    http://www.financial-independence.tk/2019/04/16/how-to-calculate-p2p-platform-risk-part-1/

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    • explowealth 13 febbraio 2020 / 20:16

      Ciao Marco grazie del contributo e ti premetto che non ho la pretesa di essere un esperto di peer to peer. Di investimenti però sì e credo che in questo mondo si nascondano business intelligenti e profittevoli (anche se non con quelle cifre che vengono promesse) ed altri business un pò più torbidi.
      Detto questo sto provando diverse piattaforme ed alcune ho imparate ad apprezzarle molto. Su altre invece esistono evidenti limiti organizzativi non tanto legati alla vetrina (sempre bella e luccicante piena di offerte anche con rendimenti in doppia cifra) quanto alla gestione del divenire.
      So bene che Mintos è diversa, ci ho messo qualche spicciolo. Ma la stessa Mintos ha avuto nel 2019 (e sta avendo tuttora) grossi problemi con tante insolvenze sui prestiti. Per fortuna queste insolvenze non si stanno ancora riflettendo sui loan originator ma tu pensi veramente che quando il mercato finanziario andrà in stress le finanziarie meno solide che ora falliscono al ritmo di 1 su 100 non falliranno al rischio di 20 o più su 100.
      Il grande problema che rende a mio modo di vedere il p2p ancora troppo acerbo è la liquidabilità dello strumento e la trasparenza. Ovvio che rendimento al 10% non ti daranno rendimenti al 10% finale se non rischiando tanto o, come succede su Mintos ed altri, rischiando ritardi nei rimborsi o azioni legali sui debitori.
      Forse un giorno il p2p meriterà una porzione di investimento più importante, ma sinceramente al momento la fettina da dedicare deve essere molto piccola e soprattutto tanto diversificata.

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  2. BierDividend 13 febbraio 2020 / 18:02

    I nodi stanno venendo al pettine. Il p2p è veramente rischiosissimo, non esistono pasti gratis.
    Le finanziarie offrono prestiti al 6%. Perché una persona dovrebbe chiedere un finanziamento online al 10%? Perché non riuscirebbe ad ottenere credito in altro modo…
    Piuttosto mi compro un etf hy bond o em mkt bond

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    • explowealth 13 febbraio 2020 / 20:18

      Diciamo hy e emg bond hanno mercati a loro disposizione molto liquidi ed efficienti. Se tutto quanto va in stress anche questi strumenti rischiano l’illiquidità. Ma se questo succede ciò che è sul p2p da poco liquido diventa impossibile da scambiare a condizioni accettabili. Non abbiamo ancora vissuto situazioni del genere dalla nascita del boom p2p, ma credo che il primo esame non sarà facile da passare. Detto questo e facendo le dovute analisi, una piccolissima porzione di investimento ci può anche stare sul peer to peer lendind.

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      • BierDividend 13 febbraio 2020 / 21:55

        Sul p2p abbiamo già visto piattaforme saltare…
        Personalmente ritengo che lo 0% sia la giusta porzione

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  3. The Money Club 17 febbraio 2020 / 10:02

    L’articolo non è per nulla superficiale ma al contrario contribuisce con sobrietà e stile ad informare gli investitori sui potenziali rischi degli investimenti su questo tipo di asset.

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    • Domenico 18 febbraio 2020 / 0:53

      Concordo, l’articolo descrive in maniera semplice ma efficace i rischi che si corrono in investimenti ancora molto acerbi e soprattutto poco liquidi, è un mondo che stavo cercando di conoscere ma ritengo che per un piccolo investitore fai da te sia veramente rischioso avventurarsici, e anche se i bond HY e EM potrebbero essere rischiosi in caso di crisi finanziaria penso sia nulla rispetto a questi prodotti

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