La parabola del broker di Baltimora

Businessman, Success, Hand, Write

  • La parabola del broker di Baltimora è una storia americana molto illuminante per chi approccia il mondo degli investimenti
  • Un racconto che può tranquillamente essere traslato ai giorni nostri su quei tanti fondi di investimento che periodicamente le case di investimento cercando di vendere come perfetti per il nostro profilo di rischio
  • Pianificare gli investimenti in modo diversificato spendendo poco è un ottimo modo per tenere lontane quelle proposte un pò modaiole, complesse e costose che non accrescono il benessere finanziario dei nostri soldi

Nel mondo della finanza americana esiste una parabola piuttosto famosa che anche gli investitori italiani dovrebbero conoscere. Avevo già letto qualcosa del genere anni fa, ma grazie al libro di Jordan Ellenberg – I numeri non sbagliano mai,  ho piacevolmente riscoperto questa storia molto educativa.

Ho pensato di condividere un estratto del libro con i lettori del blog.

La parabola è quella del broker di Baltimora e tanti di voi sono convinto si ritroveranno in un modo o nell’altro in quello che questo racconto ci dirà sul mondo degli investimenti finanziari.

Buona lettura.

Dal libro I numeri non sbagliano mai: Il potere del pensiero matematico di Jordan Ellenberg

Un giorno ricevete per posta un bollettino informativo che non avete richiesto da un broker di Baltimora e che contiene un’informazione riservata secondo cui il valore di una certa azione è destinato a salire notevolmente. Passa una settimana e, proprio come aveva previsto il broker di Baltimora, il valore di quell’azione sale. La settimana successiva ricevete un nuovo bollettino informativo; questa volta la dritta riguarda un’altra azione il cui prezzo, secondo il broker, sta per crollare. E infatti il valore di quell’azione precipita. Passano dieci settimane, e ognuna porta con sé un nuovo misterioso bollettino con una nuova previsione. E ogni volta la previsione si rivela esatta.

L’undicesima settimana ricevete una sollecitazione a investire del denaro per tramite del broker di Baltimora, ovviamente pagandogli una salata commissione a ricompensa della lungimiranza per il mercato azionario che egli ha dimostrato fornendovi per dieci settimane ininterrotte dei suggerimenti preziosi.

Si direbbe un ottimo affare, non è vero? Di sicuro il broker di Baltimora non è uno sprovveduto: sembra incredibilmente improbabile che un perfetto pataccaro, senza alcuna conoscenza specifica del mercato, azzecchi una dietro l’altra dieci previsioni sulla crescita o il calo di specifiche azioni. Anzi, possiamo calcolare con precisione le probabilità di un tale evento: se il pataccaro ha un 50 per cento di possibilità di indovinare ciascuna previsione, allora la possibilità di indovinare le prime due previsioni è pari alla metà della metà, ovvero a un quarto, la possibilità di azzeccare le prime tre previsioni è la metà di un quarto, ovvero un ottavo, e così via. Se si prosegue questo calcolo, si trova che la possibilità di centrare il bersaglio per dieci volte di fila è (1/2) × (1/2) × (1/2) × (1/2) × (1/2) × (1/2) × (1/2) × (1/2) × (1/2) × (1/2) = (1/1024).

In altre parole, le possibilità che un pataccaro ottenga un risultato simile sono pressoché nulle. Ma la storia assume un aspetto differente se la riconsideriamo dal punto di vista del broker di Baltimora. Ecco quello che non sapevate quando avete ricevuto il primo bollettino. Quella prima settimana non siete stati i soli a riceverlo; il broker ne aveva spediti 10.240. Ma quei bollettini non erano tutti uguali. Per metà erano identici al vostro, e prevedevano una crescita dell’azione. Gli altri prevedevano esattamente l’opposto. Le 5120 persone che hanno ricevuto una previsione sbagliata non hanno più avuto notizie dal broker di Baltimora. Ma le altre 5119 persone che hanno ricevuto la versione della lettera che avete ricevuto anche voi, hanno ottenuto una nuova dritta la settimana successiva. Di quei 5120 nuovi bollettini, una metà dice quello che dice il vostro e l’altra metà dice l’opposto. Dopo quelle prime due settimane, ci sono ancora 2560 persone che hanno ricevuto due previsioni corrette di fila. E così via.

Dopo dieci settimane, ci saranno sicuramente dieci persone fortunate (?) che hanno ricevuto dal broker di Baltimora dieci consigli azzeccati, indipendentemente da ciò che è successo nel mercato azionario. Può darsi che il broker sia un analista del mercato dotato di un occhio d’aquila oppure che scelga le azioni da comprare e vendere scagliando interiora di pollo contro la parete e leggendo le macchie lasciate; in entrambi i casi, ci saranno dieci destinatari del suo bollettino ai quali il broker sembrerà un genio. Dieci persone dalle quali potrà legittimamente aspettarsi di ricevere compensi sostanziosi. Dieci persone per le quali le performance precedenti non danno alcuna garanzia sugli esiti futuri dei loro investimenti.

 

Il mondo finanziario su questa parabola ha costruito (e sta costruendo tuttora) castelli fatti di sogni ed illusioni per tutti gli investitori del mondo.

Leggi anche: Il gioco delle illusioni

Il lancio di un fondo di investimento è un processo lungo e duraturo che porta il prodotto stesso a competere con altri cuginetti presenti all’ìnterno della stessa arena prima di essere commercializzato presso il pubblico.

Le società di asset management di tutto il mondo naturalmente metteranno in vendita un fondo tra tanti che hanno fallito e che sono risultati incapaci di presentare alla massa dei risultati passati (i cosiddetti back test) anche solo accettabili.

Leggi anche: Back test su ETF, ci fidiamo?

Vi siete mai chiesti per quale motivo vengono sempre presentate brochure platinate piene zeppe di rendimenti super? Non vi pare strano che, pur dicendo in carattere 4 a piè di pagina che le performance del passato non necessariamente potranno essere ripetute in futuro, quasi tutta la documentazione mira ad evidenziare la performance in doppia cifra oppure la distanza dal benchmark raggiunta da quel fondo?

Purtroppo non esistono (che io conosca almeno) statistiche che misurano come per le IPO di azioni, le performance successive al lancio dei nuovi fondi. Sarebbe interessante vedere la tendenza, ma scommetto che ci accorgeremmo come improvvisamente le performance stellari disegnate su copertine glitterate sono tornate ad essere al livello di tutte le altre.

Leggi anche: Fondi a gestione attiva vs passiva. Altra batosta per i guru

Se quindi il broker di Baltimora si aggira anche per le vostre strade con continue lusinghe e soprattutto la classica frase “ho un’occasione da proporle”, beh lasciate perdere.

Pianificare è la scelta giusta, non seguite le mode o i prodotti che rivoluzioneranno la vostra vita.  Semplicemente non esistono.

Pianificate e fatelo con prodotti diversificati a basso costo.

Leggi anche: Quanto del Vostro Rendimento si Perde in Costi

Se cederete alle lusinge del broker di Baltimora commetterete due errori.

Credere che le performance del passato si potranno ripetere in futuro ed investire senza sapere quante probabilità avrà quel fondo di azzeccare i risultati promessi.

Non mi pare una gran mossa.

4 risposte a "La parabola del broker di Baltimora"

  1. danilo 17 febbraio 2020 / 12:48

    Complimenti illuminante !!!

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  2. Anonimo 17 febbraio 2020 / 13:35

    Ho comprato già il libro!

    Archeowealth sempre un piacere leggere i tuoi post

    "Mi piace"

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