Uno sguardo sui mercati (ed un consiglio di lettura)

Dopo una settimana esplosiva come quella appena conclusa credo sia opportuno fare un punto grafico sui principali mercati finanziari

Questa settimana parliamo di:

  • S&P500
  • Stoxx 600 Europa
  • Cina Csi 300
  • TBond Usa 10 anni
  • Bloomberg Commodity Index
  • Epra Europa REIT
  • Euro High Yield Bond

Correzione certamente eccezionale perchè concentrata in una sola settimana. Ma osservando il bilancio mensile dello S&P500 siamo di fronte a qualcosa già visto tante volte in passato (vedi barre rosse). Bull market ancora vivo e vegeto. Appuntamento (forse) a 2600 punti per verificare la fibra di questo toro molto maturo negli anni

Ops trappolone per tori sullo Stoxx600 Europa?

E se fosse proprio la Cina la prima a ripartire?

Tassi decennali Stati Uniti ai minimi di sempre. L’estinzione delle obbligazioni o effetti collaterali da banche centrali troppo attive?

Non c’è rete di protezione per le commodity

Ancora un -10% e poi sul Real Estate Europa mi sembra di intravedere una bella occasione

Bye Bye Euro High Yield Bond. Gli spread si allargano, i tassi salgono e i prezzi scendono. Avete guardato cosa contengono i vostri fondi obbligazionari?

Giusto per inquadrare il momento

Il vostro piano di investimento si concentra in giorni o decadi?

Chiudo con un consiglio di lettura.

Questo l’estratto del libro che ho appena terminato di leggere. Premetto che ho volutamente rimosso l’anno.

non appena l’influenza fu soggetta a notifica e fu riconosciuta l’esistenza di una pandemia, furono messe in atto numerosissime misure di distanziamento sociale. Perlomeno nei paesi che avevano le risorse per farlo. Si decise la chiusura di scuole, teatri e luoghi di culto, furono adottate restrizioni al trasporto pubblico e proibiti i raduni di massa. Nei porti e nelle stazioni ferroviarie fu imposta la quarantena e i malati vennero trasferiti negli ospedali, dove furono creati reparti di isolamento per tenerli separati dai pazienti non infetti. Campagne informative avvertivano di usare sempre il fazzoletto quando si starnutiva e di lavarsi le mani regolarmente, di evitare i luoghi affollati ma di tenere le finestre aperte (si sapeva che i germi prosperano in ambienti caldi e umidi).

Alcune misure erano state ampiamente testate, mentre altre erano più sperimentali. Senza test diagnostici a disposizione, e in disaccordo su quale fosse l’agente del contagio – e, in alcuni casi, anche sull’identità della malattia –, i medici si ritrovarono prigionieri dei loro stessi dubbi.

In alcuni paesi, per esempio, fu raccomandato l’uso delle mascherine protettive, ma tra gli ufficiali sanitari non c’era accordo sul fatto che aiutassero a ridurre la trasmissione dell’influenza. Gli esperti erano divisi anche sul disinfettante. Quando l’ondata d’autunno era già cominciata – e le stazioni della metropolitana e i teatri di Parigi venivano regolarmente innaffiati di candeggina –, un giornalista chiese a Émile Roux, nientemeno che il direttore dell’istituto Pasteur, se la disinfezione fosse efficace. La domanda colse Roux di sorpresa. «Assolutamente inutile», rispose. «Mettete venti persone in una stanza disinfettata e fate entrare un malato di influenza. Se starnutisce, se anche una sola particella del suo muco nasale o della sua saliva raggiunge chi gli sta accanto, quest’ultimo sarà contagiato nonostante la disinfezione»

Da tempo si presumeva che, in quanto bersagli preferiti dell’influenza stagionale, i bambini in età scolare fossero i vettori ideali della malattia: si vedono e si mescolano tutti i giorni, e il loro controllo del moccio tende a essere tutt’altro che ottimale. La chiusura delle scuole per l’epidemia di influenza fu quindi una reazione impulsiva. In mezzo al clamore si levò qualche voce assennata che, di tanto in tanto, come vedremo, riuscì a trionfare. Apparteneva a individui dotati di spirito di osservazione che si erano accorti di due cose: che i bambini in età scolare non erano gli obiettivi principali di quel particolare tipo di influenza e che, anche quando si ammalavano, non era chiaro dove si fossero ammalati, se a casa, a scuola o altrove. Se non si ammalavano in classe, allora chiudere le scuole non avrebbe protetto i bambini e nemmeno fermato il contagio.

 

L’anno era il 1918. L’influenza era la Spagnola. I comportamenti degli uomini di fronte ad un virus sconoscoiuto dopo 102 anni non è cambiato.

Il libro è 1918. L’influenza spagnola: La pandemia che cambiò il mondo

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

 

 

 

 

4 risposte a "Uno sguardo sui mercati (ed un consiglio di lettura)"

  1. Alessio 29 febbraio 2020 / 15:59

    scusate, una domanda, con che programma generate questi grafici?

    "Mi piace"

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