Un esempio di educazione finanziaria imperfetta

Organizer, Datebook, Diary, Agenda

  • Educazione finanziaria significa essere traspartenti mettendo sul tavolo tutte le regole del gioco da rispettare per ottenere il massimo benessere dai propri soldi
  • Il marketing della case di investimento finaziario, dei broker o degli intermediari in conflitto di interesse fa leva sull’emozionalità del cliente evitando di raccontare tutta la storia fino in fondo
  • In questo articolo vi racconto tutte le inesattezze di questa (apparente) educazione finanziaria che arriva da multinazionali appartenenti ad una globalizzazione sul viale del tramonto

Una delle banche d’affari americane più conosciute nel mondo e presente in Italia anche nel mondo dell’asset management, come tutti gli anni (e come la maggior parte delle case di investimento) ha inviato a consulenti finanziari e clienti facoltosi gli auguri natalizi assieme ad un bel calendario da tavolo sul quale sono indicate le sei regole d’oro per gli investitori di lungo termine.

Per il tramite di un amico ho avuto modo di visionare questo gentile cadeau, ma soprattutto leggere quelle che in apparenza sono pillole di investimento assolutamente condivisibili dal sottoscritto.

Purtroppo però, proprio da questa mossa di puro marketing si capisce molto bene perché l’educazione finanziaria non potrà mai essere fatta da soggetti che hanno conflitti di interesse con il fine stesso dell’educazione finanziaria. Trasmettere concetti nel solo ed esclusivo interesse del soggetto che vuole essere educato.

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Non è quindi una sorpresa che le informazioni contenute in questo materiale di marketing risultano incomplete e la cosa non è legata ad una svista.

Per i curiosi le sei regole citate nel calendario sono quelle seguenti (fra parentesi alcuni nostri articoli sul tema):

  1. Investire per il futuro (Risparmiate fin da Subito e con Buon Senso,Vi Conviene!)
  2. La liquidità non è tutto (Cash in NOT King)
  3. L’interesse composto fa miracoli (L’ottava Meraviglia del Mondo, un Luogo che Ogni Giovane Dovrebbe Vedere)
  4. Niente panico la volatilità è all’ordine del giorno (Amica Volatilità)
  5. Mantenere gli investimenti (Ci Vuole Molta Pazienza)
  6. Diversificazione: un’arma vincente (Vi spiego con un gioco perchè conviene diversificare)

Come si fa a non essere d’accordo con questo elenco?

Ma vi siete accorti che manca almeno un settimo punto?

La settima regola d’oro che il produttore di questo calendario non poteva inserire in quanto si sarebbe tirato la zappa sui piedi è la seguente:

7. Limita al massimi i costi dell’investimento.

La mancanza di questa regola non è di poco conto perché tutte le statistiche ed i ragionamenti che vengono fatti nelle sei regole precedenti risultano di fatto falsati se non addirittura inapplicabili senza di essa.

Leggi anche: Qualche Pillola di Buon Senso

Correttamente il disclaimer posizionato sotto ognuno dei sei pilastri precisa l’ assenza di spese e tasse nei numeri indicati, controvalori e rendimenti.

Però nella realtà tutto questo esiste per noi poveri mortali e non solo questo.

Qualche esempio.

Calendar, Date, Time, Month, Week

Nella pillola numero 2 si dice correttamente che la liquidità non è tutto. Vengono presentate statistiche di rendimenti reali (al netto dell’inflazione) dal 1900 ad oggi dei mercati monetari, obbligazionari ed azionari americani.  Se prendiamo ad esempio la liquidità (0.6% reale) ed i titoli di stato (2.1%) capite bene che togliere tra l’1% ed il 2% di costi ha un impatto decisamente importante sul risultato futuro.

Lo stesso vale sul mercato azionario accreditato di un rendimento annuale del 6.5% nel corso di questa storia ultra secolare. Se tolgo però il 2% di commissioni (e sono generoso perché certamente i costi per acquistare azioni fino agli anni 80 era molto ma molto più alti), sottraggo il 30% del rendimento.

Leggi anche: Come Farsi Regalare un’Auto dal Vostro Piano di Investimento

Anche il punto 3 relativo all’interesse composto che fa miracoli sappiamo bene che è corretto. Nella pillola di buon senso utilizzata da questo gigante finanziario per educare clienti e consulenti è stata ipotizzato un 5% di rendimento costante a partire da 25 e 35 anni di età fino ai 65 anni versando 5000 Eur per anno.

I numeri finali sono corretti ed anche il 5% lo ritengo un valore medio accettabile. Ma se questo valore viene presentato come al lordo di costi e tasse capite bene che è fuorviante.

Nell’ipotesi di 5000 Eur l’anno versati dai 25 ai 65 anni ad un rendimento annuo del 5% costante (e già la costanza di rendimento sappiamo che non è realistica) ottengo un montante finale di poco meno di 640 mila Eur. Se però quel 5% al netto di costi e tasse diventa 3% sapete cosa ottengo a 65 anni? Circa 390 mila Euro su 200 mila versati. Ma attenzione.

Come ben sanno i nostri lettori 390 mila Euro fra 40 anni non equivalgono a 390 mila attuali.

Forse è il caso di togliere un 2% medio  annuo di inflazione ed ecco che il nostro rendimento reale diventa 1%. Per 200 mila versati dopo 40 anni in termini reali più o meno ci posizioneremmo attorno a 250 mila. Fa meno notizia, fa meno marketing, ma questa è la realtà ed ecco perché è importante comprimere al massimo i costi dell’investimento.

La pillola 5 dice di mantenere gli investimenti. Scelta corretta in teoria, un po’ meno in pratica anche perché cambiano obiettivi e situazioni di vita. Anche assumendo comunque una stabilità dei nostri obiettivi (e quindi degli investimenti) va sempre precisato che l’efficacia di questa pillola dipende anche dal tipo di prodotto utilizzato per completarla.

Non solo i costi dichiarati, ma anche il tasso di rotazione del portafoglio genera costi che competono con le commissioni di gestione dichiarate nei KIID. E questo ci porta diretti anche alla gestione attiva.

Leggi anche: Fondi a gestione attiva vs passiva. Altra batosta per i guru

Ha senso rimanere investiti per molto tempo in un fondo a gestione attiva con alto tasso di rotazione che probabilmente nel lungo periodo ha meno del 10% di probabilità di battere il benchmark?

Probabilmente la regoletta andrebbe riscritta inn “Mantenere gli investimenti poco costosi ed efficienti”.

Buon investimento a tutti e cercate sempre di separare chi fa educazione finanziaria da chi fa marketing finanziario.

2 risposte a "Un esempio di educazione finanziaria imperfetta"

  1. Maldive 5 marzo 2020 / 19:47

    Grazie ma il link non funziona anche copiandolo sul browser. Danilo

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