Prova pratica di ribilanciamento

Horizontal, Pan, Balance, Weigh

Come sappiamo bene il ribilanciamento è una di quelle pratiche di risk management a costo praticamente zero che non richiede grandi competenze per essere messa in pratica, ma soprattutto ci permette sempre di mantenenere costante il nostro rischio verso il mercato.

Siccome i recenti drammatici avvenimenti sui mercati hanno creato le condizioni per attuare questa intelligente operazione di aggiustamento nel rischio dei portafogli ho pensato di pubblicare oggi un esempio pratico di come ribilanciare un portafoglio di investimento.

Non sto qui a riprendere per intero l’articolo Ribilanciare il portafoglio per ottimizzare rischio e rendimento  del quale vi consiglio la lettura, però riprendo alcuni passi che possono essere utili per capire il motivo che dovrebbe spingerci ad essere operativi.

Forzando l’investitore a vendere ciò su cui guadagna reinvestendo il ricavato in ciò su cui perde, non si fa altro che mettere in piedi un processo sistematico di acquisto a bassi prezzi e vendita ad alti prezzi, una scelta ottimale per mantenere efficiente e redditizio il portafoglio.

Non c’è una ricetta ideale di ribilanciamento, l’importante è fissare delle regole e rispettarle.

Ad esempio si può decidere di ribilanciare il portafoglio con cadenza semestrale o annuale per ridurre i costi di negoziazione, oppure di farlo quando una certa asset class è distante 5 punti percentuali dalla nostra esposizione ideale per effetto di guadagni o perdite. Infine si può decidere di combinare le due cose.

Ebbene signori e signori ci siamo.

dati a venerdì 13 marzo 2020

Prendendo spunto dal nostro articolo Come costruire in 2 minuti un portafoglio di investimento da gestore professionale abbiamo selezionato utilizzando il motore di ricerca di JustETF due fondi rappresentativi del mercato azionario e di quello obbligazionario.

Come si può vedere le performance a distanza di 12 mesi dicono -11% per l’azionario mondiale e +7% per l’obbligazionario mondiale.

Bene. Ipotizziamo che esattamente un anno fa abbiamo investito 10000 € sul primo ETF e 10000 € sul secondo ETF. L’iShares Msci World ha oggi un valore di 8880 €, mentre lo SPDR Bloomberg Global Aggregate ha un valore di 10776 €.  Il controvalore dell’investimento complessivo è ora di 19656 €. Siamo in leggera perdita ma questo non significa che dobbiamo smettere di fare manutenzione al nostro piano di investimento.

Il peso dell’azionario è perciò passato dal 50% al 45,2%, quello dell’obbligazionario dal 50% al 54,8%.

Leggi anche: Ribilanciare senza esagerare

E’ arrivato il momento di ribilanciare vendendo in utile un pò di obbligazioni per comprare a sconto un pò di azioni. L’obiettivo è avere un investimento equamente ripartito tra bond ed equity, quindi 9828 € per ciascun ETF.

Quindi vendiamo per un controvalore di 948 € lo SPDR Global Aggregate (il 4,8% del capitale totale) e compriamo con il ricavo l’iShares Msci World.

Venderemo quindi un pò di obbligazioni sulle quali abbiamo guadagnato per acquistare nuove quote di azioni ad un prezzo inferiore. Un movimento di risk management che ci permetterà di mantenere invariato il rischio sfruttando però i movimenti dei mercati a nostro favore smussando eccessi positivi e negativi.

Alcuni anni fa Vanguard ha pubblicato uno studio dedicato agli effetti benefici del ribilanciamento costante del portafoglio di investimento.

Gli analisti di Vanguard hanno simulato cosa sarebbe successo ad un portafoglio 60% azioni 40% bond dal 1926 al 2009 (data della ricerca) con o senza ribilanciamento.

I portafogli ribilanciati mensilmente dopo 83 anni avevano fornito un ritorno del 8,5%, quello non ribilanciato del 9,1%. Attenzione però alla voce della deviazione standard.

Il portafoglio non ribilanciato ha 2.3 punti in più di volatilità annua, ma non solo.

vanguard ribilanciamento

Guardate cosa succede all’asset allocation dopo 83 anni. Il 60% di azionario è diventato 98%!

E’ vero che l’orizzonte temporale è quello di una intera vita umana, ma l’esempio serve per capire come il ribilanciamento controlla automaticamente il rischio.

 

Che si tratti di bull market o di bear market, che si tratti di bond che di equity, il processo è sempre lo stesso ed ogni volta gli effetti positivi sul benessere del nostro portafoglio di investimento si faranno sentire nel corso dei prossimi anni.

L’importante è non farsi prendere dalla depressione da Triste Storia di un Piano di Investimento

Il momento è deprimente per chi ha investito, ma anche e soprattutto per chi vorrebbe risparmiare ed investire ma ora si trova in una situazione di incertezza. Professionale, personale, familiare. Non è questo il momento di mollare. Usciremo ammaccati, ma ne usciremo e come sempre più forti di prima, come persone e come investitori.

Buon ribilanciamento!

 

15 risposte a "Prova pratica di ribilanciamento"

  1. Xander 19 marzo 2020 / 9:02

    Come avete già scritto in passato, mi piace molto di più l’idea di ribilanciare acquistando entrambe gli ETF e riportando i pesi a 60-40!

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  2. giovanni 19 marzo 2020 / 12:36

    tuttavia è tutto molto relativo: se il titolo che vendo continuasse a salire, mentre quello acquistato continuasse a scendere, il ribilanciamento non avrebbe prodotto un gran risultato. Quindi il ribilanciamento non è in assoluto una buona scelta in ogni scenario

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    • archeowealth 19 marzo 2020 / 21:25

      Peccato che ogni mattina che ci svegliamo le borse hanno una probabilità più o meno del 50% di salire e del 50% di scendere. Quindi con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Se non avessi venduto Amazon qualche anno fa ora mi comprerei due auto nuovi. Se non avessi venduto Parmalat prima del fallimento starei ancora pagando le rate dell’auto.
      Quello che conta è il metodo. Questo lo possiamo controllare. Le previsioni no

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      • Alberto 20 marzo 2020 / 15:04

        Archeowelth, sono perfettamente d’accordo con la tua risposta! Ma forse qualche investitore ha caratteristiche di preveggenza.

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      • giovanni 22 marzo 2020 / 17:38

        Il concetto di fondo che volevo esprimere è proprio questo.. in assenza di informazioni affidabili sul futuro andamento dei titoli ogni metodo diventa di discutibile efficacia. Esempio: posso usare la strategia del buy and hold e ci rivediamo tra 10 anni. Nel medio-lungo periodo non credo che il ribilanciamento sia una strategia più efficiente!
        Era comunque solo per creare un po’ di discussione, complimenti in generale per gli articoli e per il sito!

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  3. Nico 20 marzo 2020 / 20:04

    Buonasera
    Potrebbe essere interessante puntare sui tips,dopo che le aspettative di inflazione sono in caduta un pò ovunque?il timore è che il pericolo sia sempre in agguato,ma potrebbe trattarsi di una mia visione distorta e influenzata dal momento.La ringrazio e l’ammiro per la dedizione che ci mette.

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    • archeowealth 20 marzo 2020 / 20:59

      Direi proprio di sì. A tal proposito ti consiglio la lettura di questo articolo che spiega il perchè https://movement.capital/the-once-in-a-decade-bond-opportunity/.
      Esiste un ETF quotato in Germania di iShares TIPS 0-5 che mette nell’angolo anche il rischio duration spesso insito negli strumenti Inflation linked.
      Vorrei anche aggiungere un cosa. In questi giorni su EurTlx si vedono Tips quotare con rendimenti del 3-4-5%. Investitori poco esperti (e per questo che dico che la psicologia NON è più importante della tecnica in finanza) si fanno ingolosire e comprano. In realtà quei rendimenti, oltretutto con titoli che quotano sotto la pari, non sono reali. Le macchine come Bloomberg incorporano i rendimenti dei TIPS basandosi sull’inflazione ultima ufficiale sopra al 2%. Quindi abbiamo titoli sotto la pari + cedola fissa + inflazione 2%. Non è così. L’inflazione sulla quale va calcolato il rendimento è in realtà quella attesa. Ed in America quella attesa a 1 anno oggi è -2%. Siccome un TIPS non di recente emissione può andare indietro (ma non sotto 100) ecco che in realtà il rendimento va fatto prendendo prezzo sotto la pari + cedola (molto bassa di solito) – 2%. Il rendimento a scadenza non supera a quel punto l’1%.

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  4. *stellapigna 22 marzo 2020 / 16:16

    Riciao a tutti,

    vi seguo ancora (se possibile) più assiduamente in questi giorni e sono contenta perchè quest’articolo mi ha chiarito gli ultimi dubbi sulla pratica del ribilanciamento (di solito punto al 60-40 o pensavo solo per qualche anno al 70-30). Vorrei procedere con l’apertura di un DA deposito amministrato con la mia banca Intesa, (per non continuare ad alimentare un pac che mi costa di più) ma sono scettica sui costi letti sul foglio informativo, mi sembrano costi veramente alti e non sono sicura sia saggio procedere con loro. Altresì vero è che dovrei immagino aprire un conto con un competitor (e a cosa mi serve un altro conto?!) per usufruire di un eventuale DA a costo zero o quasi. Come posso avere un consiglio da voi in merito? Grazie!

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    • archeowealth 23 marzo 2020 / 16:45

      Tieni conto che ormai di banca che fanno conti a coste zero ce ne sono pochissimo e quelle poche solo per breve periodo. Sui DA invece ci sono banche online come Fineco che sono ancora gratuite. Ovviamente per la gestione della cosa un DA è più che sufficiente anche per non dover aprire altri CC ed altre imposte di bollo da pagare oltre spese.
      Valuta bene quanto costa intesa e poi parti. Il costo dell’incertezza a volte è più alto del costo reale di un servizio.

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  5. Alessandro 22 marzo 2020 / 20:01

    Ciao,
    in merito allo SPDR cui fate riferimento nell’articolo vi chiedo se potete indicarmi un link per scaricare i dati storici del Bloomberg Global Aggregate Index… Grazie in anticipo
    Alessandro

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    • archeowealth 23 marzo 2020 / 16:47

      Sinceramente non lo so se si trovano in rete serie storiche. Puoi provare a cercare su Google. Essendo io abbonato al servizio dati di Bull&Bear ottengo la serie ma a pagamento. Sui siti delle case di ETF a volte si trovano le serie storiche dei NAV. E’ chiaro che la profondità storica è quella dell’ETF e non dell’indice.

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  6. jeanclaudeizzo 22 maggio 2020 / 22:01

    In realtà, di quei 9828 euro, una buona fetta verrebbe erosa dal capital gain e quindi la somma da investire nell’azionario sarebbe minore e non riporterebbe il portafoglio alle proporzioni originali.
    Mi chiedo allora: come procedere?
    Nel caso qualcuno avesse la liquidità necessaria sarebbe buona cosa trarre da essa l’importo versato per capital gain e ripristinare le giuste proporzioni?
    Nel caso invece in cui non avessi liquidità, e quindi il mio portafoglio fosse, diciamo così, statico, come faccio a calcolare la somma da disinvestire da un asset ( tenendo appunto conto che ci sarà il capital gain ) per trasferirla su un altro?
    C’è un metodo ottimale per valutare, in caso di portafoglio statico, quando è il momento ottimale per ribilanciare tenendo conto del capital gain?
    Grazie ancora per le utilissime informazioni che puntualmente ci fornite.

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  7. jeanclaudeizzo 22 maggio 2020 / 22:06

    In realtà, di quei 9828 euro, una buona fetta verrebbe erosa dal capital gain e quindi la cifra da investire nell’azionario sarebbe minore e non riporterebbe il portafoglio alle proporzioni originali.
    Mi chiedo allora: come procedere?
    Nel caso qualcuno avesse la liquidità necessaria sarebbe buona cosa trarre da essa l’importo versato per capital gain e ripristinare le giuste proporzioni?
    Nel caso invece in cui non avessi liquidità, e quindi il mio portafoglio fosse, diciamo così, statico, come faccio a calcolare la somma precisa da disinvestire da un asset ( tenendo appunto conto che ci sarà il capital gain ) per trasferirla su un altro e ripristinare le proporzioni di partenza?
    C’è un metodo ottimale per valutare, in caso di portafoglio statico, quando è il momento ottimale per ribilanciare tenendo conto del capital gain?
    Grazie tante per le utilissime informazioni che ci fornite periodicamente.

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  8. Anonimo 28 settembre 2020 / 18:51

    buonasera , vorrei un opinione sulla giusta procedura di ribilanciamento in un caso come questo:immagina un permanent portfolio con 4 etf su cui è stato effettuato un versamento di 20000euro(5000 su ogni etf) dopo un anno si ha la possibilità di versare ulteriori 5000 euro , a tuo avviso è più corretto eseguire il ribilanciamento prima di calcolare il nuovo risparmio o aggiungendolo e dividendo per 4 il totale?grazie!

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    • archeowealth 28 settembre 2020 / 19:04

      Quello che conta è la percentuale sul totale. Quindi versarei per ciascun ETF quello che serve per mantenere invariata la percentuale sul totale valorizzato più 5000

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