E se i tassi reali non tornassero mai più positivi?

Norway, Landscape, Sea, Water, Mountains

Una delle domande più gettonate su questo blog è legata all’opportunità o meno di possedere obbligazioni in portafoglio visti i bassi se non in molti casi, negativi tassi di interesse. Già nella domanda si annida però un’inesattezza.

Sia per l’investitore azionario che per quello obbligazionario non sono i tassi nominali quelli che determinano la remunerazione dell’investimento (ovvero se alla fine avrò più o meno soldi) quanto i tassi reali. Ne abbiamo già parlato in questo articolo, ma se per assurdo il rendimento di un’obbligazione è zero ed il tasso di inflazione negativo (-1%) il mio rendimento reale è positivo. Investire 100 in bond con tasso zero mi permetterà di ottenere a scadenza 100. Ma come? Se investo 100 e alla fine ho di nuovo 100 il rendimento è zero. Sbagliato siccome siamo in deflazione, ciò che compravo ieri con 100 oggi lo compro con 99 ed ecco che il mio rendimento reale dell’investimento è diventato 1%. Abbiamo ottenuto una performance reale positiva anche investendo in obbligazioni a rendimento zero. Continua a leggere

Perchè le diete non funzionano e perchè il nostro patrimonio finanziario non cresce

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Non è la prima volta che associamo il modo con cui ognuno di noi si nutre quotidianamente al modo di investire i nostri soldi.  Come mangiare meglio e come investire i risparmi sono due tra le chiavi di ricerca più gettonate su Google. Un motivo ci sarà.

Una nuova serie di documentari di Netflix mi ha dato l’idea per scrivere un articolo sul tema. Come vedrete i punti di contatti tra una dieta e gli investimenti non sono pochi.

Netflix ha recentemente messo a disposizione dei suoi abbonati una serie di servizi molto interessanti dal titolo “In Poche Parole”.

Uno di questi servizi ha il titolo “Perchè le diete non funzionano” e non ci vuole molto a capire qual’è la conclusione a cui sono giunti gli autori. Continua a leggere

Nel 2019 i fondi attivi hanno battuto il benchmark?

  • Pubblicato il report SPIVA 2019 nel quale vengono indicate le percentuali di fondi di investimento capaci di battere il benchmark in un anno record come il 2019
  • Naturalmente anche l’anno passato la gestione attiva ha tradito le aspettative con un media del 70% dei fondi americani incapaci di battere il benchmark di riferimento
  • A distanza di 10 anni i gestori di fondi high yield nel 97% dei casi risultano battuti dal mercato

Poche settimane fa è stato pubblicato il consueto report annuale redatto da S&P Dow Jones Indices relativo all’anno 2019. Da quando questo blog ha cominciato la sua attività non abbiamo mai mancato di commentare questa preziosa risorsa informativa in grado di mettere a disposizione del pubblico una verità taciuta fino a pochi anni fa, sussurrata ora che l’industria finanziaria dispone dell’arma degli ETF per dirottare il denaro di chi non crede più nella narrazione della capacità della gestione attiva di battere il mercato di riferimento.

Assodato che la gestione attiva non batte il benchmark nel lungo periodo e che gli investimenti finanziari sono un gioco a somma inferiore a zero (anzi peggio di zero come scritto qui), andiamo a vedere in sintesi cosa è uscito dal rapporto di S&P. Continua a leggere

L’esperimento dei dolcetti di Treynor

strawberry flavor cupcakes

  • La diversificazione nel corso del tempo batte qualsiasi investimento fatto in autonomia? A quanto pare gli esperimenti compiuti con dolcetti e caramelle dal Prof. Treynor e dal Prof. Mauboussin sembrano dirci di sì
  • E’ possibile che ogni tanto qualcuno batta il mercato, è praticamente impossibile che questo avvenga nel lungo periodo. Questo ci dice l’esperimento dei dolcetti di Treynor.
  • I mercati finanziari sono un gioco a somma zero con tendenza a muoversi nel lungo periodo attorno ad un valore medio

Nel 1987 il professor Jack Treynor fece un esperimento molto semplice. Prese un barattolo , lo riempì  di dolcetti e chiese ai suoi studenti di finanza di indovinare quanti dolcetti erano presenti nel barattolo stesso. La media delle risposte fu di 871, mentre il valore reale dei dolcetti presenti nel barattolo era 850.

Solo 1 studente su 46 si avvicinò più della media alla risposta corretta. La media delle risposte in pratica non era solo una buona stima del numero corretto, ma era anche migliore delle stime di ciascun individuo. Ecco spiegato perché è meglio investire in uno strumento che rappresenta un indice di mercato ben diversificato piuttosto che fare il battitore libero.

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Nella sfortuna, la fortuna

Klee, Four Leaf Clover, Lucky Clover

In un recente articolo Ben Carlson sul blog awealthofcommonsense ha buttato giù qualche idea sulla gestione delle finanze personali ai tempi di lock down e corona virus.

Riprendo alcune di queste considerandole (come sempre per questo blogger) vere e proprie pillole di buon senso, integrando il tutto con qualche mia ulteriore considerazione.

Partiamo dal presupposto che il mondo in questo momento è sospeso nell’incertezza. Incertezza sanitaria, di lavoro, di svago, di scuola, di famiglia, ecc…

Non sappiamo quando torneremo a pieno regime sul lavoro, nei viaggi, nello studio, a fare shopping e tanto altro ancora senza limitazioni.

Alcune persone sono state particolarmente sfortunate o perché colpite dal virus, o perché colpite da altri problemi di salute durante questa pandemia, o perché hanno perso o stanno perdendo il lavoro, o perché costretti a vivere situazioni di tensioni familiari o perché stanno lontani da amici e parenti. Continua a leggere