E se i tassi reali non tornassero mai più positivi?

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Una delle domande più gettonate su questo blog è legata all’opportunità o meno di possedere obbligazioni in portafoglio visti i bassi se non in molti casi, negativi tassi di interesse. Già nella domanda si annida però un’inesattezza.

Sia per l’investitore azionario che per quello obbligazionario non sono i tassi nominali quelli che determinano la remunerazione dell’investimento (ovvero se alla fine avrò più o meno soldi) quanto i tassi reali. Ne abbiamo già parlato in questo articolo, ma se per assurdo il rendimento di un’obbligazione è zero ed il tasso di inflazione negativo (-1%) il mio rendimento reale è positivo. Investire 100 in bond con tasso zero mi permetterà di ottenere a scadenza 100. Ma come? Se investo 100 e alla fine ho di nuovo 100 il rendimento è zero. Sbagliato siccome siamo in deflazione, ciò che compravo ieri con 100 oggi lo compro con 99 ed ecco che il mio rendimento reale dell’investimento è diventato 1%. Abbiamo ottenuto una performance reale positiva anche investendo in obbligazioni a rendimento zero.

Sono abbastanza sicuro che l’investitore medio (ma anche certi professionisti) non si porrebbe il problema se ha senso o meno possedere obbligazioni quando i tassi di interesse sono al 4%. Se però l’inflazione è al 5% allora ci troviamo in una condizione decisamente peggiore rispetto al caso precedente rendendo vincente il contesto attuale.

Leggi anche: Deflazione vs Inflazione

Ovviamente nessuno sulla faccia della Terra è in grado di sapere quella che sarà l’evoluzione dei tassi di interesse reali e nominali in futuro. Le incognite sono tante. In teoria un clima di recessione economica dovrebbe portare a tassi reali negativi, quindi tassi di interesse nominali (quelli decisi dalle banche centrali per semplificare) più bassi dell’inflazione, per cercare di rilanciare la crescita.

Un clima teoricamente ostile all’investitore obbligazionario.

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Ma le misure messe in campo in modo massiccio da banche centrali e governi per contrastare gli effetti nefasti del Covid-19 potrebbero anche essere poco efficaci nel rilanciare l’inflazione, accentuando anzi la deflazione. Ecco che allora i tassi reali tornerebbe positivi ed i bond holders sorriderebbero.

Leggi anche: Pagare per perdere soldi (la vera storia dei fondi obbligazionari di oggi)

In questo clima di incertezza ho trovato interessante la ricerca di Paul Schmelzing dell’università di Yale. Qui il link alla ricerca.

Nell’analisi vengono presi in considerazione i dati dei tassi reali degli ultimi 700 anni e la differenza tra crescita economica reale e tassi reali. Naturalmente una ricerca così poderosa e soprattutto così ricca di dati storici del passato va sempre presa con le molle. Pensare alle politiche monetarie di 500 anni fa e paragonarle a quelle attuali è un esercizio non semplice e forse neanche così efficace. Così come le stesse fonti dalle quali possono essere attinti i dati relativi a 600 anni fa possono non sempre essere considerate attendibili o precise. Tant’è comunque che la conclusione  a cui arriva Schmelzing è importante.

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Battere i tassi negativi si può, chiedere di Mr. Dividendo

Siamo all’interno di una tendenza declinante dei tassi di lungo periodo di circa 1-2 punti base l’anno. Come scrive giustamente Joachim Klement all’interno del suo blog questo significa che l’attuale livello dei tassi reali non è anomalo ma piuttosto rappresenta il proseguimento di una tendenza secolare interrotta dal 1950 al 1990 quanto i tassi reali salirono in modo importante. Fu quella l’anomalia non quella che stiamo vedendo ora, probabilmente l’apice di una tendenza di lungo periodo.

La conclusione a cui arriva la ricerca è che questo trend è qui per rimanere e serviranno decenni per assistere ad un’inversione di tendenza.

Ovviamente non mi schiero  dalla parte di chi arriva a conclusioni così dogmatiche ma è un dato di fatto che siamo all’interno di una corrente ben delineata. Almeno per ora. Se vogliamo generare rendita dai nostri investimenti è altrove che bisognerà guardare almeno per una generazione.

2 risposte a "E se i tassi reali non tornassero mai più positivi?"

  1. Patrignani Giuseppe 1 luglio 2020 / 11:45

    Più che un commento ho una domanda da porle in caso di patrimoniale come vengono toccati gli investimenti finanziari?

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    • archeowealth 3 luglio 2020 / 21:48

      Mi dispiace darti una brutta notizia, la patrimoniale c’è già e si chiama imposta di bollo sul deposito titoli. Si tratta dello 0,2% del tuo patrimonio che ogni anno viene retrocessa allo Stato. Poi naturalmente c’è anche sugli immobili sotto forma di IMU. Queste sono imposte sul patriomonio che naturalmente potrebbero essere ritoccate all’insù nel caso di inasprimento fiscale oppure andare a toccare strumenti finanziari molto ricchi ma ancora esenti (vedi polizze di ramo I). L’estrema ipotesi sarebbe una patrimoniale sui conti correnti stile Amato anni ’90 ma oggi sarebbe molto impopolare.

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