Appuntamento al 2035

Frecce, Sterile, Direzione, Strada

Chi pianifica un investimento nel lungo periodo ha a disposizione due motori di rendimento. Quello obbligazionario e quello azionario.

Per il primo è relativamente facile stimare un rendimento atteso per quello che riguarda i titoli di stato (a 10 anni tendenzialmente non andremo lontani dall’attuale Yield to Maturity su scadenza analoga). Meno facile, ma con una buona approssimazione, possiamo trovare agevolmente il rendimento atteso di investimenti obbligazionari investment grade. Più complicato il discorso relativo ad investimenti altamente speculativi come quelli in obbligazioni junk o emergenti dove la variabile default e volatilità distorce il valore atteso di lungo periodo.

Ancora più complesso delineare dei rendimenti attesi azionari. Esistono diverse metodologie già discusse ampiamente su questo blog sulle quali non torniamo a soffermarci, ma sempre con grande attenzione consulto gli aggiornamenti mensili offerti da Star Capital.

La pubblicazione di giugno ha fornito una mappa molto interessante di ritorni attesi sui vari mercati azionari da oggi a 15 anni basandosi sugli attuali livelli di CAPE e rapporto Prezzo/Valore di libro (P/B).

Utilizzando la massima profondità storica possibile (dal 1881 per le borse americane, dal 1979 per gli altri paesi) gli analisti tedeschi hanno cercato di capire come possono distribuirsi i rendimenti dopo 15 anni partendo dalle valutazioni attuali.

fonte Star Capital

Utilizzando una regressione abbiamo così disponibili performance mediane, massime, minime che potrebbe essere lecito attendersi da qui al 2035. Le performance attese sono in valuta locale comprensive dei dividendi reinvestiti .

Consiglio sempre di focalizzarsi dalla mediana in giù per un approccio più conservativo.

Un azionario mondiale in termini mediani è lecito possa ritornare daa qui al 2035 rendimenti annui compresi tra 6.2% e 5%, mentre nell’ipotesi peggiore in termini reali a priori non è possibile escludere uno scenario avverso compreso tra -3.3% e -2%.

L’America è la principale responsabile di questa situazione per effetto di un CAPE molto caro di 28.8 ed un P/B di 3.5. Migliori le prospettive per l’Europa e gli emergenti. Questi ultimi, sempre secondo quest’analisi, fra 15 anni male che vada dovrebbe ritornare il capitale con prospettive mediane comprese tra 6.4% e 7,3%. L’Europa leggermente peggio ma comunque in un range mediano atteso tra 6.4% e 7.3%.

Come ripetiamo sempre queste valutazioni non hanno una precisione scientifica ma possono essere utili per cominciare a popolare un neonato piano di investimento con aspettative ragionevoli di rendimento.

Leggi anche: Regole Basilari per Costruire un Piano di Investimento Realistico

Qualcuno chiederà sempre che senso ha inserire obbligazioni in questo momento storico.

Domanda assolutamente giusta ma che non considera alcuni scenari favorevoli agli stessi bond come deflazione oppure un lungo periodo di stagnazione economia che possa per l’appunto generare performance azionarie reali negative a distanza di 15 anni.

Appuntamento al 2035 per scoprire se questi numeri sono stati rispettati.

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