Ener2Crowd lending crowdfunding per puntare sulla green economy

Investimenti, Concetto, Business

Alcune delusioni patite dal vostro autore negli ultimi tempi su alcune piattaforme di social lending (e gli inevitabili te l’avevo detto del mio amico Archeowealth) non l’hanno fatto desistere dalla curiosità di esplorare nuovi fenomeni di mercato a tema crowdfunding e magari di investirci anche qualche spicciolo. Nelle ultime settimane ho così cercato di capire come funziona Ener2Crowd, piattaforma nata circa un anno fa e focalizzata sull’investimento diretto nella green economy con progetti al 100% orientati a questo trend rampante. Di seguito alcune mie considerazioni.

Ener2Crowd  si inserisce in un filone di soli progetti ascrivibili all’area energie rinnovabili, efficienza energetica, riqualificazione del patrimonio immobiliare (Ecobonus) e iniziative di circolarità o sostenibilità ambientale, presentati da E.S.Co. (Energy Service Company) o operatori qualificati di mercato o direttamente dalle aziende finali.  La metodologia di investimento è quella già vista per altre piattaforme operative nel settore immobiliare o nel “business p2p” (prestiti alle imprese). Ener2Crowd cerca di distinguersi dalle altre piattaforme puntando sull’elevata affidabilità che i progetti pubblicati possono rappresentare per gli investitori. I soggetti “proponenti” sono di solito E.S.Co., società di servizi energetici, utility, o società specializzate nei noleggi operativi di impianti per la generazione di energia da rinnovabili.  Per essere pubblicati i progetti devono affrontare una tripla analisi e ricevono uno scoring proporzionato al rendimento proposto.

L’Enerscore viene infatti elaborato sulla base di un’analisi del merito creditizio del proponente (operata da un soggetto terzo e indipendente, EasyFintech), di un’analisi della storicità dell’azienda (da quanto tempo opera nel settore e con quali risultati), e di un’analisi tecnico-finanziaria sulla sostenibilità del progetto (maturità della tecnologia, veridicità delle performance attese, sostenibilità dei costi rispetto ai benefici generati nel business plan).

I progetti vengono comunque etichettati con diversi profili di rischio che diventa basso quando vi sono garanzie correlate al capitale prestato.

Questo approccio permette di rendere ancor più trasparente la comunicazione e le informazioni dei progetti, in cui tra l’altro vengono pubblicate tutte le documentazioni processate.

Il team di fondatori ha deciso di mettere a disposizione una molteplicità di strumenti di comunicazione per permettere all’utente di ricevere approfondimenti, assistenza alla gestione del wallet ed agli investimenti. Non mancano percorsi educativi ad esempio sulla consapevolezza all’investimento e su tematiche fondamentali come il climate change.

Proprio perché si tende a privilegiare la sicurezza del ritorno del capitale non aspettatevi rendimenti a doppia cifra, con i progetti che vengono proposti con tassi di rendimento dal 4,5% lordo annuo al 7% lordo annuo (spesso raggiunto grazie all’attivazione dei diversi bonus). Dal punto di vista fiscale, l’attuale normativa che regola la disciplina fiscale relativa ai proventi derivanti da prestiti erogati tramite piattaforme di peer to peer non consente agli agenti di un istituto di pagamento di agire come sostituti di imposta; di conseguenza ciascun investitore dovrà dichiarare in modo autonomo i proventi incassati.

La tipologia di investimento proposta più di frequente prevede l’utilizzo dell’”ammortamento alla francese” in cui capitali ed interessi vengono progressivamente restituiti agli investitori trimestralmente. In questo modo l’investitore è in grado di reimpiegare i fondi in successive iniziative potendo applicare la metodologia dell’”interesse composto” reinvestendo su altri progetti. Le durate sono variabili e si arriva anche a 7 anni, ma a volte vengono anche proposte opportunità più brevi, della durata di 12 mesi, in cui i capitali possono essere restituiti alla fine mentre gli interessi vengono pagati trimestralmente.

Qui possiamo trovare un limite nella piattaforma legato all’assenza di un mercato secondario che permetta di liquidare anticipatamente il progetto. Questo è un problema comune a diverse piattaforme che operano in Italia anche perchè il capitale investito non potrà ovviamente essere riscosso prima della scadenza.

Interessante l’opportunità offerta dalla piattaforma di creare mini piani di accumulo con 300€/mese (taglio minimo di investimento) che permettono il reinvestimento degli interessi ed ovviamente una maggiore diversificazione del rischio sull’investimento.

Ener2Crowd è stata sviluppata con degli accorgimenti particolari che le permettono di attivare bonus di rendimento, in base alla rapidità dell’investitore nel partecipare al progetto, all’intensità di investimento ed alla frequenza. Inoltre è la piattaforma con cui le grandi utilities iniziano dialogare per la realizzazione delle comunità energetiche, potendo differenziare i rendimenti in base a parametri demografici o di residenza.

Per quello che riguarda l’aspetto dei pagamenti Ener2Crowd è un agente dell’istituto di pagamento francese Lemonway autorizzato dalla Banca di Francia. Questo permette, in caso di fallimento della piattaforma di lending, di continuare a ricevere i flussi di denaro sul proprio conto.

Qualche dato statistico. Le registrazioni aperte da Novembre 2019, segnano ad oggi già 2.000 adesioni. Il processo per iscriversi alla piattaforma è standard, in pochi click è possibile creare l’account, aprire il wallet digitale e ricaricarlo tramite carta di credito o bonifico, con un limite sulla prima di 500€ ad operazione.

La gestione del wallet e le operazioni di “deposito, investimento e prelievo” sono completamente gratuite per l’utente.

I dati fatti registrare sino ad oggi parlano di un investimento medio di 3.150€ ad utente, ed una media di investimento a progetto variabile tra i 1.200€ ed i 1.900€ (il valore più alto è stato fatto registrare nei pochi mesi di attività “pre-covid”). Il totale raccolto si aggira attorno agli 800.000€ e l’obiettivo della società è quello di raggiungere 1,5mln € entro fine anno, grazie anche all’introduzione di una nuova categoria di investimenti legati agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che oggi possono godere dell’ecobonus. Fronte su cui molte aziende di settore si sono mosse in modo importante alla ricerca di finanziamenti per la parte di costi di avvio dei lavori, circa il 20% del totale valore della commessa.

Agli investitori sono già stati restituiti 21.000€ (circa il 2,8% del totale della raccolta) e tale cifra raggiungerà 61.000€ alla fine del 2020 e 205.000€ alla fine del 2021 (rispettivamente l’8% ed il 27% della raccolta).Ovviamente salvo default di qualche progetto.

A breve potrebbero esserci nuovi aggiornamenti in grado di migliorare la “user experience” dell’utente. Migliorie alla visualizzazione del portafoglio, una nuova descrizione dei progetti e, probabilmente, una app che faciliti le operazioni di investimento.

In conclusione, posso dire che quello di Ener2Crowd è un progetto di social lending interessante che cerca di farsi strada in modo originale all’interno di un mondo sì affollato, ma ancora poco focalizzato sul trend della green economy. Fondamentale per il successo della piattaforma credo sarà la capacità della società di verificare la qualità dei tanti progetti che nei prossimi mesi si attiveranno in questo settore, oltre naturalmente ad essere attraente in termini di volumi di capitali offerti agli investitori. Un progetto che seguirò (come tanti altri) con interesse nei prossimi mesi in un mondo crowdfunding sempre più in fermento.

Una risposta a "Ener2Crowd lending crowdfunding per puntare sulla green economy"

  1. fabtombgmailcom 8 ottobre 2020 / 15:36

    Tanto per rimanere in tema di nuove forme d’investimento, che ultimamente stanno nascendo come funghi, prova a dare un’occhio a questa piattaforma https://anotemusic.com/ che permette di investire in royalties musicali.

    "Mi piace"

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