L’asset allocation di ArcheoWealth (terzo trimestre 2020)

Il frullato dei mercati nel 2020 è ormai servito. Dopo una delle discese più violente e veloci della storia ed una salita altrettanto da record in termini di tempi ed intensità, ci stiamo avviando placidamente verso la chiusura di un anno travagliato. Forse proprio il 2020, se si chiuderà in questi termini, ci sta dando una grande lezione di quanto sbagliato sia guardare i mercati tutti i giorni, tutte le settimane, tutti i mesi. Pensate al fiume di emozioni che ha attraversato la mente degli investitori. Pessimismo, euforia, paura, incredulità. Tutto per arrivare ad archiviare un anno di borsa praticamente insignificante nelle performance. Lo stesso vale per l’asset allocation di Archeowealth, sulle montagne russe tutto l’anno, ma anonima nel risultato. Almeno finora.

Il recupero delle perdite è proseguito anche nel terzo trimestre con un +2,6%  non sufficiente per riportare il valore del portafoglio al di sopra di quello di inizio 2020. Negli ultimi tre mesi non c’è stato nessun contributore negativo in termini di performance eccezione fatta per l’ETF Xtrackers Global Inflation (-0,6%). Tra i migliori l’azionario mondiale di iShares combinato all’ETF sempre di iShares che investe nell’azionario emergente  (entrambe +4%) oltre all’oro che ha portato in dote un altro 3% di guadagno. Performance 2020 che al 30 settembre segna così un anonimo -1.1%.

Proprio l’oro alla fine del terzo trimestre ha fatto segnare la migliore performance in assoluto di questo 2020 con un +20% al quale si contrappone il -18% dell’investimento nel real estate europeo via ETF di iShares. Effetti del Covid-19 che sulle asset core del portafoglio sta invece generando un generale equilibrio tra equity globale ed obbligazionario.

Il montante finanziario dell’investimento prosegue quindi il suo recupero arrivando a quasi 64.500 €. Siamo a +28% dalla partenza nel 2015 e soprattutto siamo al 4,3% di rendimento annuo composto dalla partenza. Risultato perfettamente in linea con il mio obiettivo essendo già al netto dei costi.

Considerando che siamo ormai al sesto anno di investimento, con un rapido calcolo possiamo dire che la spesa complessiva di questo investimento dopo 6 anni è stata pari a circa 650 €. Se avessi investito in fondi al 2% di costo avrei speso almeno 2000 € in più.  Se il Covid lo permetterà la vacanza dell’anno prossimo è pagata!

Leggi anche: Come Farsi Regalare un’Auto dal Vostro Piano di Investimento

Non cambia l’asset allocation e non servono per il momento grandi ribilanciamenti. Come ho già annunciato in questo particolare momento della mia vita prosegue il  graduale spostamento verso i prodotti a distribuzione, naturalmente con l’obiettivo di cominciare a ricevere gentilmente dal mercato una piccola rendita passiva che si andrà ad integrare ad altri tipi di investimenti attualmente in pista.

A questo giro sostituisco un “pezzo grosso” del portafoglio. Esce iShares Core Msci World ed entra Vanguard Ftse Developed World a distribuzione il cui costo è anche decisamente inferiore (0,12% annuo). In un colpo solo il costo totale del portafoglio scenderà a 0,18% annuo. Non mi ripeto sul motivo alla base della scelta di Vanguard. Potete leggere questo articolo e questo altro articolo per comprendere le mie decisioni.

L’esposizione toerica alle varie asset class rimane ferma al 52% Azioni 35% Bond 7 % REIT 6% Oro. A dire il vero l’azionario è leggermente superiore per effetto del vistoso apprezzamento degli ultimi mesi, ma direi che attivare un ribilanciamento per pochi punti percentuali risulterebbe un esercizio costoso e poco efficacie in questo momento.

Ci aspetta adesso lo sprint di fine anno con in mezzo le attese elezioni presidenziali americane e l’incognita lockdown ancora tutta purtroppo in divenire. Spero di terminare l’anno in positivo, ma considerando che nel 2020 abbiamo visto un bear market ed una recessione il bilancio non può che essere comunque non disprezzabile fin da ora.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimento, allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

 

 

13 risposte a "L’asset allocation di ArcheoWealth (terzo trimestre 2020)"

  1. davide pasini (@PasiniDavide) 9 ottobre 2020 / 18:24

    Ciao,
    Avrei una domanda per quanto riguarda i costi di gestione. Quando dici ‘ la spesa complessiva di questo investimento dopo 6 anni è stata pari a circa 650 €’ intendi i soli costi di transazione più costi tenuta conto titoli? O anche TER?
    GRAZIE

    "Mi piace"

    • archeowealth 9 ottobre 2020 / 18:39

      Intendo la somma complessiva delle commissioni di gestione (spese correnti sull’ETF) + commissioni di negoziazione già incluse nel rendimento finale (come del resto lo spread bid ask). Sono ovviamente esclusi perchè non sono sotto il mio controllo imposte di bollo e fiscalità alla vendita.

      "Mi piace"

  2. Ivan 11 ottobre 2020 / 9:28

    Aspettavo la tua recensione periodica,grazie. Io ho un portafoglio similare al tuo ma, come dici tu, adattato alle mie scelte. I miei REIT sono globali e su questi sono a -8% di perdita. Tuttavia, nel periodo della crisi ho avuto il coraggio di spostare, pesantemente, etf obbligazionari sull’azionario a -20%. L’oro, che allora guadagnava un 10%, l’ho sacrificato, vendendolo, sempre per ribilanciare le perdite. Sono state scelte, purtroppo, che mi sono sentito di fare sbilanciando di molto il portafoglio del mio profilo di rischio. Attualmente, sono in pieno guadagno del 6% (da Marzo 2020), un pò lontano dai guadagni accumulati fino al dicembre 2019. Spero che non succeda una seconda crisi poichè le cartucce le ho sparate tutte, devo trovare il punto d’ingresso per riportare il portafoglio sul mio vero profilo di rischio. Speriamo, saluti.

    "Mi piace"

    • archeowealth 11 ottobre 2020 / 10:46

      Le cartucce le hai sempre disponibili se ribilanci continuamente per mantenerti a quello che tu ritieni essere il tuo peso ottimale. Quindi non devi essere preoccupato ma eventualmente risparmiare di più per avere possibilità di ingresso quando (e sicuramente arriverà prima o poi) ci sarà una nuova correzione di mercato.

      "Mi piace"

  3. Stefano Mazzarri 11 ottobre 2020 / 10:10

    Una domanda: come mai il Vanguard Ftse Developed World ad accumulazione (se si volesse optare per questa tipologia piuttosto che per quello a distribuzione) ha una dimensione del fondo di soli 31 milioni? Immagino che questo fattore, nonostante il TER comunque allo 0,12% (e quindi allettante rispetto allo iShares Core Msci World) lo renda poco appetibile per un cliente retail…o sbaglio?
    Grazie.

    "Mi piace"

    • archeowealth 11 ottobre 2020 / 10:44

      E’ nato da poco. Nel 2018 Vanguard è partita con tutti i prodotti a distribuzione. In America è lo strumento preferito. Poi hanno cambiato rotta ma il mercato su questo fronte è talmente affollato che fanno fatica a farsi largo. Tendenzialmente non me ne preoccuperei se dovessi fare un acquisto all’anno, se invece fai un piano di accumulo lo spread tra denaro e lettera è ancora più ampio rispetto ai concorrenti.

      "Mi piace"

  4. Corrado Rossi 11 ottobre 2020 / 17:26

    Ciao. Non capisco il passare a prodotti a distribuzione. È molto penalizzante fiscalmente. A parte la tassazione sulla plusvalenza del prodotto ad accumulazione, poi i dividenti sono totalmente tassati, i disinvestimenti (per. es. un 2% come rendita), solo parzialmente per la parte relativa alla plusvalenza. Se sei sopra del 50%, tasse metà.

    "Mi piace"

    • archeowealth 11 ottobre 2020 / 18:43

      L’alternativa è prelevare un x% tutti i mesi andando a vendere e pagando oltre che le stesse tasse anche le commissioni di negoziazione. Vero che si paga il capital gain se c’è un utile all’atto della vendita, ma meglio finanziarsi incassando direttamente su c/c e lasciando il 26% i un ipotetico 2%. Naturalmente ognuno sceglie lo schema ma quando l’accumulazione ha esaurito i suoi benefici effetti ed è più costosa da utilizzare della distribuzione non vedo assolutamente qual’è il problema.

      "Mi piace"

  5. IVAN 12 ottobre 2020 / 13:26

    Secondo me il discorso delle cedole non è solo unproblema fiscale, è una scelta del proprio stile di vita. Ad esempio: fino all’anno scorso avevo basato la mia scelta sugli ETF ad accumulazione, per il semplice motivo che volevo accumulare capitale per la mia futura pensione. Ma nei prossimi anni, quando andrò in pensione, convertirò tutti gli ETF in distribuzione, per spendere le cedole, perchè non ho più necessità di creare un capitale. In definitiva, per un giovane che è all’inizio della carriera lavorativa è quindi più conveniente la prima scelta.

    "Mi piace"

  6. Antonio 14 ottobre 2020 / 14:57

    Ciao e complimenti.
    Una domanda al volo, parli di % di azionario leggermente superiore rispetto al previsto, ma da quale asset allocation eri partito o ti confronti?
    Grazie!

    "Mi piace"

    • archeowealth 14 ottobre 2020 / 19:17

      Nel senso che al valore attuale sono circa un 3% sopra l’allocation indicata nella tabella del 52%. Ma ci può stare un ribilanciamento lo attiverò se andrò sopra del 5%

      "Mi piace"

  7. nicola 14 ottobre 2020 / 17:30

    Quanto sono indispensabili le obbligazioni dei paesi emergenti nel portafoglio?
    grazie

    "Mi piace"

    • archeowealth 14 ottobre 2020 / 19:29

      Mettiamola così. Essendo un etf che investe prevalentemente in governativi emergenti con scadenza corta e cambio coperto, la tassazione è per buona parte al 12,5% ed il rendimento al netto di TER e costi di copertura arriva a 1.3%/1.5% senza grandissimi rischi. E’ un’alternativa (un pochino più rischiosa) all’investimento inutile in obbligazionario europeo. Rschio calcolato direi con benefici seppur limitati, cmq accettabili in questo contesto di mercato.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.