Perché bitcoin NON è un investimento

Bitcoin, Criptovaluta, Digitale, Soldi

Poco più di 20 anni fa il mio percorso professionale incrociò quella che allora si chiamava “sala cambi”. In quel momento era in corso una vera e propria rivoluzione nel mondo delle valute ed acquistare bitcoin faceva parte della fantascienza finanziaria.

Le transazioni via filo annotate su un blocco di carta stavano diventando elettroniche. Una buona parte delle “currency” che venivano scambiate erano sulla via dell’estinzione. Parlo di lira italiana, marco tedesco, franco francese. Tutte reliquie da numismatico appassionato che però sul finire del secolo scorso rappresentavano una fonte incredibile di speculazione oltre che naturalmente un mezzo di scambio commerciale fondamentale per l’economia dei paesi coinvolti. L’Euro stava per prendere il posto della lira e bitcoin forse (se mai è esistito) era un appunto sul blocchetto di carta di Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo del (presunto) fondatore di bitcoin.

Le sale cambi di oggi sono molto diverse da quelle che ho vissuto alla fine del secolo scorso. Scambiano in modalità superveloce e digitale decine di valute. Le aziende compravendono la loro merce in euro e coprono i rischi di cambio su merce acquistata o venduta all’estero. In queste sale cambi non mi risultano però esserci oggi grandi tracce di criptovalute. Continua a leggere

Vivere di Rendita non è così semplice

Foresta, Percorso, Tramonto

L’idea di vivere di rendita è un qualcosa che infiamma le fantasie di risparmiatori ed investitori, ma purtroppo la presenza di qualche coach “de casa nostra” rischia di fare più male di una medicina presa  troppo a lungo per una malattia diversa da quella diagnosticata.

Il capitale più gettonato da chi ambisce a vivere senza lavorare è il mitico mezzo milione di euro. Non male anche i pensieri goderecci sui 300 mila euro mentre quasi nessuno punta al milione di Euro.

Tutti numeri che non valgono nulla se non consideriamo altri fattori critici nel determinare o meno il successo nell’iniziativa. Rendimento di mercato, inflazione, costi dell’investimento, ma soprattutto tenore di vita. Quindi quanto capitale serve ogni anno per vivere la famosa vita di rendita? Continua a leggere

I mercati azionari NON sempre salgono nel lungo periodo

Salita, Alpinismo, Successo, Montagne

Come sanno bene i lettori del nostro blog uno dei punti fermi dell’investitore di buon senso è quello che nel lungo periodo i mercati azionari crescono sempre. Naturalmente su un’affermazione vera e finora incontestabile che proviene dai dati storici, tanti personaggi che bazzicano nel mondo della finanza ma che potrebbero tranquillamente vendere manici di scopa in Cina visto il non elevato livello di competenza ed esperienza nel campo, ricamano storie che ingannano colui che gli paga lo stipendio, ovvero il cliente.

Non tutti lo fanno in malafede, ma parecchi di questi personaggi ambigui sfruttano certi miti per sottrarre dai portafogli dei clienti fior fiore di commissioni tanto come si sa, nel lungo periodo tutto passa. Carpe diem direbbe qualcuno. Continua a leggere

Conversazione semi-seria con un cliente sull’inutilità di investire nell’oro

Anche oggi pubblichiamo l’articolo di un autore con il quale abbiamo deciso di collaborare. Il nostro per ora mister X (che di professione fa il consulente finanziario indipendente) scrive sempre newsletter originali e competenti per i suoi clienti e così abbiamo deciso di tanto in tanto di far apprezzare le sue riflessioni anche ai lettori di investireconbuonsenso.com. L’articolo segue idealmente quelli delle ultime due settimane focalizzati sull’investimento in oro. Buona lettura.

Dopo la disamina molto accattivante e approfondita di investireconbuonsenso.com sull’oro delle newsletters delle due settimane scorse, vorrei trattare il tema dell’investimento” in oro dal punto di vista delle ragioni “emotive” del cliente che decide di comprare oro.

Sia che lo compri in versione fisica con i lingotti dai numismatici e dai Compro Oro che tramite ETF o ETC.

Essendo io focalizzato io sul mercato americano e sul comportamento degli investitori statunitensi, ho notato che la natura umana è davvero uguale in tutto il mondo: ovvero che gli investitori italiani ed americani si comportano allo stesso modo ed hanno le stesse motivazioni per giustificare l’acquisto dell’oro – insomma siamo in buona compagnia. Continua a leggere

Oro, l’investimento più emozionante della storia (ma non il più redditizio) – parte seconda

Salvadanaio, Soldi, Finanza, Bancario

L’articolo della settimana scorsa dedicato all’oro si era concluso su quanto costa investire nel prezioso metallo giallo. Costi spesso sottovalutati da coloro che, abbagliati dall’emozione di possedere oro, perdono una parte di quel buon senso che ogni bravo investitore dovrebbe avere.

L’oro infatti ha un costo se viene detenuto attraverso strumenti finanziari come gli ETC. Pur essendo sempre consigliato andare su strumenti con sottostante fisicamente detenuto nei caveau delle banche (a proposito, uno dei rischi maggiori di perdere il diritto di proprietà sull’oro acquistato è il sequestro dei caveau da parte della nazione ospitante, lo sapevate?), le commissioni annue di gestione del prodotto si sommano ad un rischio emittente dell’ETC spesso ignorato dall’investitore.

Ma l’oro costa (e tanto) anche se viene scambiato fisicamente con banche o numismatici. In questo caso i differenziali tra prezzi di acquisto e di vendita (il cosiddetto bid-ask spread) superano anche il 5-6%. Percentuale da moltiplicare per due se avete anche intenzione di vendere. A quel punto addio protezione dall’inflazione.
Costa anche se la sicurezza dell’oro viene garantita con cassette di sicurezza piuttosto che con cassaforte domestiche. Continua a leggere