By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 23 Novembre, 2020|

Bitcoin, Criptovaluta, Digitale, Soldi

Poco più di 20 anni fa il mio percorso professionale incrociò quella che allora si chiamava “sala cambi”. In quel momento era in corso una vera e propria rivoluzione nel mondo delle valute ed acquistare bitcoin faceva parte della fantascienza finanziaria.

Le transazioni via filo annotate su un blocco di carta stavano diventando elettroniche. Una buona parte delle “currency” che venivano scambiate erano sulla via dell’estinzione. Parlo di lira italiana, marco tedesco, franco francese. Tutte reliquie da numismatico appassionato che però sul finire del secolo scorso rappresentavano una fonte incredibile di speculazione oltre che naturalmente un mezzo di scambio commerciale fondamentale per l’economia dei paesi coinvolti. L’Euro stava per prendere il posto della lira e bitcoin forse (se mai è esistito) era un appunto sul blocchetto di carta di Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo del (presunto) fondatore di bitcoin.

Le sale cambi di oggi sono molto diverse da quelle che ho vissuto alla fine del secolo scorso. Scambiano in modalità superveloce e digitale decine di valute. Le aziende compravendono la loro merce in euro e coprono i rischi di cambio su merce acquistata o venduta all’estero. In queste sale cambi non mi risultano però esserci oggi grandi tracce di criptovalute.

Bitcoin esiste, questo è fuori discussione, ma la speculazione è confinata a piattaforme prevalentemente destinate al piccolo investitore e quasi nessuna transazione a livello commerciale si sviluppa in quella che viene definita una criptovaluta. Vero è che di recente è nato il contratto futures su bitcoin, ma i volumi se paragonati a quelli di altre commodities o valute sono molto modesti. Pensate che tra metà 2019 e metà 2020 solo l’1% degli scambi di bitcoin in America è stato legato a transazioni commerciali.

La notizia di poche settimane fa che ha fatto impennare i prezzi di bitcoin, ovvero che PayPal farà entrare quattro criptovalute all’interno del proprio circuito di pagamento, potrebbe far pensare ad un salto di qualità di questa innovazione tecnologica. Il che in parte è vero, ma provate ad immaginare di essere un commerciante o un free lance che lavora su piattaforme come Upwork o Fiverr. Accettereste in cambio del servizio che avete reso ad un vostro cliente un pagamento oggi in bitcoin? E se sì accettereste di convertire la vostra monetina digitale su PayPal “pagando” un tasso di conversione del 15-20% del vostro sudato guadagno?

Siccome oggi non potremo spenderle sulle principali piattaforme di ecommerce, queste criptovalute andranno convertite in euro piuttosto che in dollari e per chi non è pratico di PayPal dico che trasformare dollari in euro è un salasso che costa più del 3%. Figurarsi cosa potrebbe chiedere il “cambista” di PayPal per una conversione di una valuta che oscilla durante il giorno 5 o 10 volte più di una normale divisa.

Il tema del costo è quindi un aspetto che quasi nessuno considera ottenebrati come siamo dal desiderio speculativo di guadagnare sul valore dello strumento. Notate qualche analogia con il comportamento umano quando si trova a che fare con gli strumenti tradizionali di investimento?

Inutile negare che nella maggior parte dei casi chi compra bitcoin oggi lo fa per sperare di rivenderlo ad un prezzo più elevato domani. Il raddoppio di valore di bitcoin in questo 2020 in effetti ingolosisce, ma anche qui ritorno indietro alla mia prima esperienza con bitcoin.

Non vi preoccupate se in questo momento le mani prudono per il desiderio di guadagnare con bitcoin, anche io ho vissuto la stessa esperienza qualche anno fa e voglio raccontarvi brevemente la cronistoria di questa avventura. Siccome tendenzialmente ogni strumento finanziario di cui parlo sul blog l’ho provato sulla mia pelle (o meglio sul mio portafoglio) sarò trasparente fino in fondo. Ecco il mio primo trade su bitcoin.

L’anno è il 2014 ed allora acquistai da un exchange oggi con sede in in Italia n.1 bitcoin simbolico. Volevo provare a capire il fenomeno che allora veniva per lo più celebrato da qualche super specialista di un settore emergente che ciclicamente veniva citato da qualche media mainstream (pochissimi) nei momenti di maggior tensione sui mercati. Un esempio il fallimento di Cipro nel 2013 quando vennero attivati i prelievi forzosi sui conti correnti. In quel momento bitcoin decollò.

Quel bitcoin lo pagai circa 450 € ed oggi, con il senno di poi, sono qui a mordermi le dita perché la vendita fu fatta pochi mesi dopo ad un valore superiore ma nulla in confronto ai 15 mila € di oggi.

Allora mi sembrava un pasto gratis e lo portai a casa. In poche settimane non avevo capito cosa avevo comprato ma avevo guadagnato l’equivalente di una cedola di un BTP investito però per un controvalore 20 volte più alto.

Non pensavo assolutamente al livello che avrebbe raggiunto bitcoin 3 anni dopo con il prezzo di 20 mila $ che suggellò il massimo storico. Ciclicamente ogni anno ho riprovato a giocare i miei pochi spiccioli di euro su bitcoin (ed anche su una delle crypto concorrenti come Ethereum) ed è andata mediamente bene pure nei giri successivi, lo ammetto.

Disclaimer ora non ho nessuna criptovaluta nel mio account.

Bitcoin, Blockchain, Criptovaluta

Ma tutte le volte ho visto questo trade come una scommessa. Di quelle nelle quali vinco tutto o perdo tutto. Una scommessa speculativa, non certo un investimento.

Non a caso se andate sulla piattaforma Bloomberg alla sigla di bitcoin dovete far seguire “Currency”, come l’oro o come EurUsd. Proprio così, per la più grande piattaforma finanziaria del mondo bitcoin è una valuta non un’azione e non un’obbligazione. Ecco perché non è un investimento. Non offre cedole o dividendi, pura speculazione sul suo valore futuro come del resto accade per l’oro. Non a caso alcuni definiscono bitcoin l’oro digitale del ventunesimo secolo.

Non mi sento di poter escludere nulla ci mancherebbe. Anche l’oro nei centinaia di anni di storia che ci hanno preceduto è stato un eccellente mezzo per portare a compimento attività fraudolente (critica spesso associata a bitcoin). L’oro è considerato una riserva di valore come potrebbe diventarlo bitcoin, ma con un pezzettino di oro o con un codice criptato provate ad andare al supermercato e vedete un po’ se riuscite ad uscire con il carrello della spesa pieno.

Non nego che sia molto divertente oltre che rischioso fare trading sul prezzo dell’oro e di bitcoin, ma non è un investimento. Forse un giorno potrebbe diventare un mezzo di pagamento, ma anche in questo caso nella mia vita non ricordo di aver mai visto pezzi da 50 mila Lire o 100 Euro raddoppiare di valore nel corso del tempo.

Altri ritengono bitcoin uno dei pochi mezzi per salvarsi dalla follia delle politiche monetarie delle banche centrali. Il denaro inteso come dollari o euro oggi non ha valore perché siamo inondati di liquidità. Quando l’inflazione arriverà il nostro potere d’acquisto verrà spazzato via e saremo destinati a vivere in un mondo stretto tra la repubblica di Weimar e lo Zimbabwe. L’unico totem a quel punto sarà bitcoin e forse l’oro.

Quindi se abbracciate la tesi secondo la quale le aziende non saranno più redditizie e l’inflazione mangerà inesorabilmente i nostri risparmi, comprate bitcoin. Dopo che lo avrete fatto dovrete scrivete su un foglio di carta quello che potete e non potete fare con bitcoin. Voglio essere ottimista e pensare che grazie a PayPal alcune cose che non si possono fare oggi saranno di facile utilizzo domani. Le segnalo barrandole.

Quindi con bitcoin è possibile:

Fare la spesa? (grazie PayPal)

Finanziare l’università dei figli?  (volendo un piano di accumulo infruttifero su PayPal)

Fare il regalo di compleanno tanto sognato da vostra moglie? (grazie PayPal)

Pagare il caffè al bar dell’angolo?

Costruire una rendita per la vostra pensione futura?

Incassare cedole e/o dividendi?

Dormire sonni tranquilli perché domani nessuna autorità statale o intergovernativa metterà al bando bitcoin?

Dormire sonni tranquilli perchè il vostro conto PayPal è protetto e garantito fino a 100 mila euro come tutti gli altri conti correnti?

Essere certi di poter vendere il vostro bitcoin ad un prezzo uguale o superiore al quale l’avete pagato fra 20 anni?

Andare in banca e dare in garanzia i vostri bitcoin?

Acquistare frutta fresca dal contadino fuori porta?

Andare in vacanza in Cornovaglia e mangiare fish and chips?

Cedere il vostro bitcoin all’invasore alieno in cambio della libertà?

Sinceramente a nessuna di queste domande che entrano nel campo della riserva di valore o dell’investimento io personalmente risponderei sì.

Sicuramente sto commettendo un errore e perderò l’occasione del ventunesimo secolo. Sicuramente ho deluso chi si aspettava di trovare una conferma della bontà di bitcoin come strumento finanziario da inserire nell’ideale asset allocation del ventunesimo secolo.

Mi dispiace ma penso che bitcoin non potrà essere come Amazon in futuro. Bitcoin non è una società privata e non produce utili per i suoi azionisti.

Ma poi finirà che pochi sbarbatelli diventeranno ricchi e potranno cominciare a trasmettere video da Dubai (chissà poi perché da lì…io comprerei un castello al loro posto). Morirò d’invidia mordendomi ancora di più le dita per non aver tenuto stretto quel piccolo insignificante bitcoin che poco 5 anni avevo comprato a poco più di 400 €.

Sto sbagliando lo so e probabilmente su bitcoin mi sfugge qualcosa come ha recentemente detto Ray Dalio. Ma sono uno all’antica che pensa ancora che un ritorno dell’investimento nell’ordine del 5-6% all’anno è un ottimo modo di investire i soldi per essere sicuro che fra qualche anno potrò godermi la mia indipendenza finanziaria.

Con bitcoin avete la certezza che questo piano potrà essere portato fino in fondo?

La differenza tra elevata probabilità di successo e scommessa sta tutta qui.

n.b. in termini di capitalizzazione globale di mercato bitcoin pesa per lo 0,2% del totale, 30 volte in meno dell’oro, 200 volte in meno delle azioni. Se proprio ci tenete ad investire questo dovrebbe essere la massima allocazione. Buon investimento e buona fortuna con i vostri bitcoin.

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

Condividi

Lascia un Commento