L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2020)

Il 2020 rimarrà certamente nella storia. La pandemia che ha colpito l’umanità ha sconvolto il nostro stile di vita, la nostra socialità, il nostro modo di lavorare. La speranza di vivere un paio di stagioni e tornare alla normalità è sfumata alla fine dell’estate quando si è capito immediatamente che il secondo giro di ruota era cominciato. La speranza è ovviamente quella che il 2021 possa essere l’anno che metterà la parola fine a questo ciclo maledetto che dopo 100 anni dalla spagnola ha rimesso la natura al centro del mondo ridimensionando giustamente il ruolo dell’uomo all’interno di questo palcoscenico nel quale, giusto sempre ricordarlo, siamo ospiti.

Il 2020 non entrerà però nella storia dei mercati finanziari. Nuovi record storici sono stati sì raggiunti, ma chissà quanti altri verranno battuti nei prossimi anni. Nuovi record di ribassi in termini temporali molto ristretti sono stati sì battuti, ma chissà quanti altri bear market saranno eccezionali nei prossimi anni. Ma ancora una volta rimanere calmi, ribilanciare e sfruttare la volatilità ha avuto la meglio. Anche questo ha il sapore di essere un qualche cosa che si ripeterà chissà quante volte.

Le performance finali del 2020 non sono nulla di esaltante per un portafoglio investito in modo bilanciato. Ma come ripeto sempre, più un investimento è noioso, più è efficace. Ed infatti per l’asset allocation di Archeowealth il 2020 si è rivelato un anno movimentato, ma straordinariamente efficace nel mettere ulteriore fieno in cascina con un rendimento perfettamente allineato all’obiettivo finale. Il + 4,7% al netto dei costi si incastra perfettamente in quel 4/5% che dal 2015 ho sempre indicato come target. Continua a leggere

ESG: Marketing o Beneficienza?

Il 2021 comincia con un articolo di un nostro ormai consolidato partner, un mister X che di professione fa il consulente finanziario indipendente e che scrive sempre newsletter originali e competenti per i suoi clienti. Abbiamo deciso di tanto in tanto di far apprezzare le sue riflessioni anche ai lettori di investireconbuonsenso.com. L’articolo di oggi parla di ESG,  una moda o un trend destinato ad influenzare il modo di investire dei prossimi anni? Un argomento di sicuro interesse al quale seguirà nelle prossime settimane un articolo degli autori di questo blog per approfondire in modo ancora più dettagliato il tema. Buona lettura.

Terra, Globo, Nascita, Nuovo, Sorgere

ll termine ESG va tantissimo. Quasi non si sente parlare d’altro nel mondo del risparmio gestito. Si tratta di investimenti in titoli di aziende che operano secondo criteri di sostenibilità ed etica, prendendo in considerazione fattori ambientali, sociali e di governance.

Più precisamente, si tratta di scelte d’investimento che non mirano soltanto al ritorno economico, ma che rispettino ANCHE i tre pilastri ESG:

  1. Environmental (E), cioè focus su ambiente, rischi climatici, scarsità di risorse naturali;
  2. Social (S), ovvero attenzione ai lavoratori, alla sicurezza (anche dei dati) e ai rischi associati ai prodotti e servizi venduti;
  3. Governance (G), che riguarda l’etica del business, l’allineamento tra i valori dichiarati e l’operato, la composizione dei consigli d’amministrazione, la retribuzione del top management, la parità di genere (numero uguale minimo di donne e minoranze etniche o di orientamento sessuale nei consigli di amministrazione)

Per capirci, gli investimenti ESG tipicamente escludono titoli di società con ricavi derivanti da armi, tabacco, alcool, contenuti pornografici, gioco d’azzardo, combustibili fossili. Continua a leggere