L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2020)

Il 2020 rimarrà certamente nella storia. La pandemia che ha colpito l’umanità ha sconvolto il nostro stile di vita, la nostra socialità, il nostro modo di lavorare. La speranza di vivere un paio di stagioni e tornare alla normalità è sfumata alla fine dell’estate quando si è capito immediatamente che il secondo giro di ruota era cominciato. La speranza è ovviamente quella che il 2021 possa essere l’anno che metterà la parola fine a questo ciclo maledetto che dopo 100 anni dalla spagnola ha rimesso la natura al centro del mondo ridimensionando giustamente il ruolo dell’uomo all’interno di questo palcoscenico nel quale, giusto sempre ricordarlo, siamo ospiti.

Il 2020 non entrerà però nella storia dei mercati finanziari. Nuovi record storici sono stati sì raggiunti, ma chissà quanti altri verranno battuti nei prossimi anni. Nuovi record di ribassi in termini temporali molto ristretti sono stati sì battuti, ma chissà quanti altri bear market saranno eccezionali nei prossimi anni. Ma ancora una volta rimanere calmi, ribilanciare e sfruttare la volatilità ha avuto la meglio. Anche questo ha il sapore di essere un qualche cosa che si ripeterà chissà quante volte.

Le performance finali del 2020 non sono nulla di esaltante per un portafoglio investito in modo bilanciato. Ma come ripeto sempre, più un investimento è noioso, più è efficace. Ed infatti per l’asset allocation di Archeowealth il 2020 si è rivelato un anno movimentato, ma straordinariamente efficace nel mettere ulteriore fieno in cascina con un rendimento perfettamente allineato all’obiettivo finale. Il + 4,7% al netto dei costi si incastra perfettamente in quel 4/5% che dal 2015 ho sempre indicato come target. Continua a leggere