L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2020)

Il 2020 rimarrà certamente nella storia. La pandemia che ha colpito l’umanità ha sconvolto il nostro stile di vita, la nostra socialità, il nostro modo di lavorare. La speranza di vivere un paio di stagioni e tornare alla normalità è sfumata alla fine dell’estate quando si è capito immediatamente che il secondo giro di ruota era cominciato. La speranza è ovviamente quella che il 2021 possa essere l’anno che metterà la parola fine a questo ciclo maledetto che dopo 100 anni dalla spagnola ha rimesso la natura al centro del mondo ridimensionando giustamente il ruolo dell’uomo all’interno di questo palcoscenico nel quale, giusto sempre ricordarlo, siamo ospiti.

Il 2020 non entrerà però nella storia dei mercati finanziari. Nuovi record storici sono stati sì raggiunti, ma chissà quanti altri verranno battuti nei prossimi anni. Nuovi record di ribassi in termini temporali molto ristretti sono stati sì battuti, ma chissà quanti altri bear market saranno eccezionali nei prossimi anni. Ma ancora una volta rimanere calmi, ribilanciare e sfruttare la volatilità ha avuto la meglio. Anche questo ha il sapore di essere un qualche cosa che si ripeterà chissà quante volte.

Le performance finali del 2020 non sono nulla di esaltante per un portafoglio investito in modo bilanciato. Ma come ripeto sempre, più un investimento è noioso, più è efficace. Ed infatti per l’asset allocation di Archeowealth il 2020 si è rivelato un anno movimentato, ma straordinariamente efficace nel mettere ulteriore fieno in cascina con un rendimento perfettamente allineato all’obiettivo finale. Il + 4,7% al netto dei costi si incastra perfettamente in quel 4/5% che dal 2015 ho sempre indicato come target.

I 50 mila € investiti il primo gennaio 2015, pochi giorni la nascita di questo blog, nella massima trasparenza si sono trasformati oggi 68.362 €. Una crescita complessiva che supera il 35% dalla partenza.

Questo numero permette di fissare a fine 2020 il rendimento annuo composto dell’investimento dalla partenza in +5,4%, percentuale che va anche oltre quelle che erano le aspettative di chi vi scrive considerando la tipologia dell’investimento, aggressivo ma non troppo.

Dopo la sbornia del 2019 quando un insostenibile +17% aveva controbilanciato il -5% del 2018, un consolidamento come quello di quest’anno ci sta tutto, ma soprattutto permette quell’avanzamento che mi spinge ancora più vicino all’obiettivo.

Come già scritto in altre occasioni non è questo il solo portafoglio di investimento che sostiene il mio progetto di raggiungere lindipendenza finanziaria, ma anche un mattoncino di questo tipo sta dando un contributo che, essendo già al netto dei costi, dovrà solo scontare la fiscalità dal suo valore finale.

Considerando poi che l’inflazione italiana chiuderà probabilmente il 2020 in territorio negativo (ovvero deflazione), in termini reali non è nemmeno escluso che la deflazione arrotondi al 5% il rendimento finale del 2020.

Purtroppo è mancato l’acuto della cara vecchia Europa nel 2020. Pur con un poderoso recupero finale, l’investimento dedicato al Vecchio Continente non ha prodotto risultati positivi, appesantiti ancora di più dal profondo rosso dei REITs.

Azionario globale ed emergente, ma soprattutto oro e bond hanno fornito  un contribuo eccezionale e la diversificazione ancora una volta ha fornito un bel pasto gratis.

Adesso comincia il 2021.

Prima mossa, un seppur modesto ribilanciamento. Rimangono invariati le percentuali dell’allocation, ma la crescita dell’azionario combinata alla mia necessità di convertire un ETF ad accumulazione di iShares che investe sull’azionario emergente a favore di Vanguard sempre emergente ma a distribuzione, mi porta a limare 3 punti di azionario che sposto sul prodotto obbligazionario Global Aggregate a cambio coperto.

Nulla di esaltante, un semplice parcheggio in attesa di tempi migliori ma anche un paracadute in caso di 2021 dominato dagli orsi. Per quello che riguarda l’oro il 2021 potrebbe essere l’ultimo anno di permanenza in portafoglio, ma serve ancora come bilanciamento ad un possibile (visti i rendimenti) ribasso nei prezzi dell’obbligazionario. Non escludo però che il metallo giallo possa anche sorprendermi in negativo prima del previsto quindi credo che farò una seria rivalutazione della sua presenza in portafoglio a metà anno.

Nonostante l’acquisto dell’ETF di Vanguard leggermente più caro di quello di iShares, il costo del portafoglio rimane sostanzialmente invariato a 0,18%. Ho completato così la riallocazione di tutti gli ETF azionari nella variante a distribuzione.

L’esposizione teorica alle varie asset class rimane al 52% Azioni 35% Bond 7 % REIT 6% Oro.

Non concluderò (così come non ho aperto) con la solita banale frase che sarà un anno complicato per gli investimenti. Da almeno 20 anni sento sempre la stessa frase che serve solo per giustificare chi lo dice in caso di eventi avversi. Ti ricordi, te l’avevo detto…

Lasciamo perdere. Quello che conta è cominciare il 2021 ben allineati agli obiettivi, con i costi ed i prodotti giusti. Le scosse telluriche arriveranno, ma non avendone la certezza l’aspetto più importante di tutta la faccenda è essere pronti.

Essere pronti ad un calo dell’azionario del 50% che riporterebbe il mio portafoglio poco sopra i livelli di partenza. Ma non sotto e questo è importante. Perchè se mai un drammatico calo di questa intensità dovesse arrivare ho ciccia a sufficienza sulla nave per cogliere al volo questa enorme opportunità.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimento, allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti e buon 2021!

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

18 risposte a "L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2020)"

  1. Erreffe 11 gennaio 2021 / 16:47

    Ciao AW grazie come sempre per la scelta di condividere coi tuoi fedeli e avidi lettori i progressi e i ragionamenti riguardanti il tuo personale portafoglio, vero e proprio benchmark. A tale proposito, mi ricorderesti gentilmente i motivi che ti avevano portato a suo tempo ad attibuire quel peso all’azionario europeo e all’oro e se alla data odierna tu fossi ancora convinto della scelta (come detto altre volte, solo per capire meglio la psicologia delle scelte). Molte grazie e complimenti per i risultati conseguiti

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    • archeowealth 11 gennaio 2021 / 22:44

      Grazie speriamo che il 2021 consolidi il risultato. Dunque Europa perchè riduce il rischio cambio, perchè è una borsa value, di “casa”, con fondamentali particolarmente interessanti in ottica di lungo periodo a prezzo di maggiore volatilità. Oro fino a quando i tassi reali punteranno verso il basso. La rincorsa dei tassi decennali americani all’inflazione è cominciata, bisognerà vedere se la FED vorrà contenere questa rincorsa oppure no. I prossimi meeting FED saranno come sempre da leggere con attenzione. Se la volontà di comprimere i tassi reali si sarà esaurita per l’oro rischio game over. Non importa i margini di guadagno sono ancora abbondanti. Stiamo a vedere che succede ed al limite sotto certi livelli tecnici si chiude.

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      • Erreffe 12 gennaio 2021 / 17:32

        Tutto molto chiaro, grazie 😉

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  2. Alberto 11 gennaio 2021 / 19:09

    Ciao Archeowealth, il mio portafoglio rispecchia più o meno il tuo (un pò più allargato), con la differenza che io avevo acquistato anche a marzo, l’effetto finale è che le obbligazioni sono più o meno in parità, l’azionario emergente (per fortuna) mi ha pesantemente sollevato dalle ipotetiche perdite con un +35%. L’azionario mondiale +20%. Non capisco come mai hai guadagnato così poco sull’emergente. L’oro perdeva (poco) e l’ho sacrificato per acquistare le componenti più negative. Ma lo ricomprerò. Se nei prossimi anni l’azionario si sgonfierà di nuovo ricomprerò ribilanciando come a marzo. E’ vero, il 2020 è stato un anno complicato, però posso decisamente accontentarmi di avere portato a casa “la pelle”.
    saluti.

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    • archeowealth 11 gennaio 2021 / 22:41

      Non capisci semplicemente perchè erano completamente sbagliati…excel ha fatto uno scherzetto. Ora le performance sono corrette. Scusate per l’errore e grazie della segnalazione.

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  3. Andrea 12 gennaio 2021 / 17:09

    Complimenti sempre un piacere leggere l’andamento del tuo portafoglio.
    Solo una curiosità, come mai non fai mai versamenti?

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    • archeowealth 23 gennaio 2021 / 23:21

      Perchè come ho detto questo è uno degli investimenti. Il fondo pensione è un ottimo esempio di versamenti mensili. Credo che quesot portafoglio rappresenti la giusta contrapposizione al piano di accumulo. Un buy and hold tradizionale che offre il meglio di sè in contesti così direzionali come quelli degli ultimi anni e che quando ha l’occasione di ribilanciare (vedi marzo 2020) rende l’idea di quanto potente sia questo semplice sistema di risk management

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  4. Andrea De Foco 15 gennaio 2021 / 15:16

    Vorrei sottolineare la profondità che ritrovo nell’affermazione “più un investimento è noioso, più è efficace”. Confrontando il 4,7% dell’asset allocation di Archeowealth nel 2020 con quella del mio Portafoglio Permanente e con il rendimento stellare dei miei bitcoin, e pensando ai 70 anni della vita di un investitore nei 40 di investimento e i 30 di prelievo, sono sempre più convinto anch’io che nella lunghissima maratona dell’investimento vincerà effettivamente chi si annoierà di più, perché avrà molte meno emozioni e quindi tentazioni di modificare in corsa obiettivi e investimenti, e probabilmente manterrà più dritta la barra del timone, condizione che credo possa essere forse più importante della scelta degli strumenti specifici in cui investire. Complimenti e auguri per il 2021!
    Andrea

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  5. Mau 10 febbraio 2021 / 22:28

    Ho letto due cose la prima in questi 30 anni che volatilità avrebbe avuto e massima perdita % del portafoglio? 🤓…la seconda perché pensi di eliminare oro negli anni futuri

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    • archeowealth 12 febbraio 2021 / 23:11

      Non ha dati di così lungo corso per poter fare un backtest. La massima perdita dalla sua nascita quella di marzo 2020 quando il +35% dalla partenza è diventato +8%.
      Penso di eliminare l’oro perchè penso che i prossimi anni saranno caratterizzati da un’inflazione un pò più alta e da tassi in moderato rialzo. Vero che l’oro sta bene in momenti di tassi reali negativi, ma il mercato si muove in anticipo ed ora non mi pare così pimpante. Vedremo

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  6. Erreffe 22 marzo 2021 / 17:32

    oggi voglio esagerare coi commenti, come un tempo 😀
    in attesa del bilancio del 1 trimestre ’21, mi è venuta in mente una curiosità che credo di non averti mai chiesto in passato: hai mai pensato di coprire il portafohlio (facendo hedging con le opzioni)? immagino che tu ci abbia riflettuto e successivamente rinunciato, ma se fosse possibile, come sempre, mi piacerebbe capire il “perchè” del tuo ragionamento. Grazie ancora per la tua sempre gentilissima pazienza e disponibilità.

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    • archeowealth 22 marzo 2021 / 21:36

      Ti offro un’anteprima se sei curioso -) a poco più di una settimana dalla chiusura del trimestre il guadagno è ancora superiore a quello offerto in un 1 anno da un 30ennale obbligazionario americano. Non male se la performance reggerà considerando le botte prese dai bond!
      Le opzioni? Certo che ci ho pensato ma poi ho mollato quasi subito l’argomento e sai perchè? Perchè quello in cui investo non deve capirlo solo il sottoscritto, ma anche tutti quelli che mi stanno attorno e di finanza non ci capiscono un h (e neanche gli interessa granchè visto che a tutto penso io…). Se non sono in grado di spiegarlo alla mia base lascio perdere anche perchè penso sempre (facendo le corna) e se domani perdessi le mie capacità cognitive e non potessi più gestire il portafoglio di investimento familiare. Ecco perchè preferisco una sorta di semplice pilota automatico. Perderò di prestigio lo so, ma guadagno in serenità.
      Tecnica comunque assolutamente utile per coprire i rischi e probabilmente una delle più indicate se, come potrebbe accadere, entreremo in una fase di correlazione negativa tra tassi e equity come quella vista da fine anni 60′ a fine secolo scorso. Tornassimo in quel mondo (qualche indizio c’è e ne parlerò proprio nell’articolo di lunedì di questo tema) l’obbligazione uscirebbe molto depotenziata come decorrelatore dell’azionario. E allora le opzioni diventerebbe tremendamente di moda.

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      • Mauro 22 marzo 2021 / 22:08

        Per ogni asset class quali sono gli ETF associati? 🙃

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      • Erreffe 23 marzo 2021 / 13:32

        grazie!! attenderò con ansia e interesse i prossimi articoli..mi sembra che il materiale sia davvero ottimo e funzionale..ps curioso è il mio primo nome in effetti..ma curioso di cose utili, come quelle che proponi tu 😉

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  7. Mau 23 marzo 2021 / 22:10

    Per ogni asset class quali sono gli ETF associati?

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