Cosa aspettarsi adesso da Mario Draghi

Confidando nel buon senso dei politici italiani riportiamo di seguito il video ed il testo integrale dell’intervento di Mario Draghi, allora presidente della Bce, in occasione del conferimento della Laura honoris causa in Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nel 2019. La speranza è che oggi Draghi, come potenziale e probabile guida del paese, alle parole faccia seguire i fatti. Non voglio fare commenti o esprimere dubbi o speranze, semplicemente queste parole hanno un peso e le prendo come una promessa. Promessa di far tornare a correre e sperare il nostro paese facendo trionfare i valori citati nel discorso. Invito tutti a leggere con attenzione un “vero” discorso politico che mette conoscenza, coraggio ed umiltà davanti a tutto. Buona lettura.

Policy making, responsabilità e incertezza

Fra poche settimane si concluderà il mio mandato di Presidente della Banca centrale europea. È una occasione per sollevare lo sguardo dalle incombenze quotidiane, per riflettere sull’esperienza fatta nella speranza che le lezioni apprese possano essere utili per altri.

Parlerò poco di politica monetaria o della professione del central banking: preferisco concentrarmi sulla natura delle responsabilità del policy maker. Ho avuto il privilegio di ricevere nelle varie posizioni che ho occupato un mandato da politici designati dalla volontà dei cittadini. Qui in Italia, al Tesoro e alla Banca d’Italia; in Europa, alla BCE e al Comitato economico e finanziario europeo; a livello globale al Financial Stability Board.

Ho avuto la fortuna di lavorare con banchieri centrali, funzionari dello Stato e politici di eccezionale valore, persone da cui ho appreso molto e a cui mi lega un debito di gratitudine. Spero che almeno alcune delle lezioni apprese da loro possano servire alla prossima generazione di servitori dello Stato.

Molti studenti di questa e di altre università vestiranno nel corso della propria vita i panni del servitore pubblico: il futuro della società dipende dal sentire il bene pubblico da parte dei giovani migliori e dall’impegno che profondono nel raggiungerlo.

Vorrei oggi condividere con voi quelle che mi paiono caratteristiche frequenti nelle decisioni che consideriamo “buone”: la conoscenza, il coraggio, l’umiltà.

Naturalmente la loro presenza non garantisce che si prenda sempre la decisione giusta. I policy maker spesso decidono in condizioni di incertezza in cui i risultati raramente sono conosciuti e valutabili con sicurezza. “Quasi tutti i problemi sono estremamente complessi […] la realtà è per sua natura complessa e ambigua”, notava qualche anno fa l’ex Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Robert Rubin.

La conoscenza

L’incertezza in cui operano i policy maker è dunque sostanziale. A maggior ragione le loro decisioni dovrebbero cercare di essere fondate sulla conoscenza degli esperti. Essa fornisce le basi: per comprendere nel profondo un problema, per essere in grado di prendere decisioni ponderate, il cui merito tecnico è tenuto distinto dal merito politico, e per saperle eventualmente correggere alla luce delle nuove evidenze. Il policy maker non può appoggiarsi alla realtà empirica nello stesso modo di uno scienziato ma può utilizzare lo stesso approccio nell’analisi dell’esperienza e nel processo di verifica delle ipotesi adottate con l’obiettivo di rispondere meglio alle richieste che i cittadini rivolgono ai governi. Continua a leggere