Quello che temo succederà

Domande, Chi, Cosa, Come, Perché, Dove

Frequentando da qualche mese le discussioni a tema finanza personale presenti su Reddit (questa la pagina e se volete seguire i nostri commenti ci trovate come u/Investbuonsenso) ho la netta sensazione che la grande offerta degli ETF sui quali sta investendo una buona parte dei Millennials e quasi tutta la Gen Z, sta creando aspettative distorte. Ma di quale tipo di distorsione sto parlando?

Le buone intenzioni che vengono palesate spesso nelle discussioni sono evidenti e di questo mi rallegro. Anni di martellamento su diversificazione degli investimenti piuttosto che prodotti a basso costo passivi, o ancora l’importanza di un’adeguata scorta di sicurezza stanno dando i loro risultati.

L’educazione finanziaria sta insomma lentamente crescendo. Quello che mi pare mancare in buona parte di questi propositi è la quasi totale assenza di obiettivi ben definiti oltre che la creazione di un vero e proprio piano di investimento. Nulla di nuovo sotto al sole. La pigrizia umana trova grande sponda nel mondo degli investimenti. Meglio seguire le mode o i sogni del ricco subito, piuttosto che leggere, studiare, contestualizzare e progettare.

Purtroppo non basta avere 25 anni e scegliere l’ETF Vanguard Ftse All World come destinatario del piano di accumulo dei prossimi anni per essere bravi investitori.

Dobbiamo sempre chiederci perché stiamo facendo questa scelta, per quale obiettivo, quale rischio siamo disposti a sopportare, se abbiamo preparato adeguatamente il terreno studiando un po’ di storia e di finanza comportamentale.

Come dice Warren Buffett “investire è semplice, ma non è facile”.

Leggi anche: Il piano di investimento perfetto non esiste

Questo temo potrebbe essere un problema nei prossimi anni quando il mercato azionario, ora gettonato da tanti investitori anche per effetto del FOMO (fear of missing out), offrirà performance magari positive, ma inferiori a quelle che abbiamo visto negli ultimi anni. Se poi queste arriveranno in modalità dente di sega, ovvero poco lineari e volatili, i nervi degli investitori più emotivi salteranno. Osservando le attuali valutazioni dei principali indici di borsa la probabilità non è remota.

Pkw, Incidente, Albero, Distrutto, Auto

L’esperienza insegna che bastano pochi anni di deviazione dalla traiettoria ideale per far perdere la bussola all’investitore medio.

Se il piano finanziario rappresenta il punto fermo dal quale non si può derogare quando si investe per obiettivi ( nel nostro hard disk del pc troviamo piani ed obiettivi costantemente aggiornati e monitorati?), pazienza e disciplina sono due fattori determinanti per il successo. Ne abbiamo già parlato in post passati, ma quello che temo di più da adesso in avanti è che si entri in una fase di mercato, sia azionario che obbligazionario, al quale molti investitori non sono preparati.

Come scrive correttamente Larry Swedroe in un suo post, l’overcondifence nelle proprie abilità è una delle cause più ricorrenti di deviazione (e distruzione dal piano).

Leggi anche: Il maledetto lungo periodo

Ci saranno momenti in cui le piccole libertà che l’investitore si prenderà produrranno risultati migliori del noioso ETF a replica passiva e allora pian piano la dose di rischio aumenterà.

Ci saranno altri momenti nei quali il mercato andrà malissimo e dopo anni di paziente accumulo ci ritroveremo allo stesso livello di partenza se non sotto. Andate a guardarvi il valore del portafoglio di Archeowealth a marzo 2020 e quello a dicembre 2020. A marzo era ritornato praticamente indietro di 5 anni, a dicembre toccava il top.

Questi eventi si ripeteranno in futuro e se non abbiamo ben presente l’obiettivo e soprattutto il fatto che ci saranno, come insegna la storia, periodi nei quali alcuni investimenti specifici andranno meglio ed altri peggio, allora il rischio è quello di perdere per strada le buone intenzioni iniziali.

Quando scrivo di investimenti che devono avere orizzonti lunghissimi per essere efficaci, sto dicendo due cose.

Strada, Cielo, Deserto, Paesaggio

La prima, che la storia dice che 10 anni non sono il lungo periodo. 10 anni sono un periodo nel quale si possono perdere anche tanti soldi investendo in azioni, pure in termini relativi. Il cash ha sovraperformato l’equity americano per almeno 13 anni nel periodo 1929-43, 1966-82, 2000-12. E siccome i nervi di un investitore sottoposto alla pressione esterna dei media, degli investitori istituzionali ed infine del timore di perdere il prossimo treno, spesso e volentieri cedono, ecco che 10 anni non sono un arco temporale sufficiente per investire con serenità in azioni.

La seconda cosa che sto dicendo è che non sono affatto sicuro che anche investendo in azioni per 20 anni in modo continuativo otterrò un rendimento reale positivo. Fenomeni di iperinflazione potrebbero infatti azzerare le performance positive che in un arco di 20 anni il mercato azionario ha sempre dimostrato di ritornare all’investitore. Fenomeni inaspettati di rialzo nei tassi di interesse successivi alla fase eccezionale degli ultimi anni potrebbero danneggiare le valutazioni azionarie favorendo il mercato monetario o obbligazionario di breve periodo che rapidamente si adeguerà a nuovi più remunerativi rendimenti.

Sempre dal post di Swedroe scopriamo ad esempio che dal 1926 al 2019, su scansioni temporali a 1, 5 e 10 anni, le azioni hanno sottoperformato  la liquidità investita in titoli di stato a breve scadenza nel 30, 22 e 15 percento del tempo. Le small caps tanto celebrate oggi, dopo anni di sottoperformance hanno perso terreno verso le large cap rispettivamente nel 44, 38 2 28 percento del tempo. Le azioni value hanno sottoperformato rispettivamente nel 41, 27 e 18 percento del tempo.

Nulla è scontato, nemmeno che il settore tecnologico continuerà ad essere così importante fra 20 anni (basta vedere la fine che ha fatto il settore energetico), piuttosto che la Cina sarà il paese in grado di assicurare rendimenti da favola a coloro che la sceglieranno come rilevante asset di portafoglio.

Nel 1900 l’Egitto era il quinto mercato azionario per capitalizzazione, ora è praticamente irrilevante. Il Giappone, che nel 1990 sembrava la Cina di oggi,  negli ultimi 30 anni ha ritornato all’investitore azionario nell’indice Topix toral return un rendimento annuo in valuta locale del 1,5% contro il +3,5% annuo dell’indice obbligazionario total return sempre nipponico.

Il lungo periodo e la disciplina sono, assieme alla diversificazione, tre cardini di un buon piano finanziario.

Leggi anche: 6 regole per diventare investitore disciplinati

In primis dobbiamo avere ben in mente quanto è per noi lungo periodo. Il secondo elemento lo scopriremo solo vivendo, il terzo non deve essere interpretato alla bisogna, nel senso di mettere insieme una cozzaglia di strumenti diversi tra loro per impepare la portata.

Abbracciare il Vanguard LifeStrategy come fosse un Dio calato in terra che risolverà ogni problema all’investitore è sbagliato. Indipendentemente dal fatto che si vada a scegliere la strategia 100% azionario piuttosto che quella 20% è sempre opportuno chiedersi perché lo stiamo facendo, qual è l’obiettivo finale, se siamo disposti a vivere tanti anni nei quali guadagneremo meno di altre asset allocation cambiando magari strategia solo quando abbiamo veramente bisogno di farlo e non quando il consulente di turno ci dirà che dobbiamo avere più azioni o obbligazioni in portafoglio.

Essere disciplinati non significa non ammettere i propri errori o non modificare la strategia perché sono cambiate le situazioni della vita.  Significa ascoltare solo noi stessi, il nostro piano di investimento periodicamente revisionato in senso critico ed oggettivo accettando fin da subito che non saremo i migliori investitori del mondo.

Saremo però i migliori investitori per i nostri obiettivi e progetti di vita futuri.

12 risposte a "Quello che temo succederà"

  1. Roberto 15 febbraio 2021 / 10:07

    Archeo ti invito a non usare il “piuttosto che” con significato avversativo perché rende difficile la comprensione di quello che scrivi.

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    • archeowealth 15 febbraio 2021 / 10:51

      Grazie Roberto non mi ero accorto di averlo messo ben 4 volte. Terrò conto della tua segnalazione

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  2. MisterK 15 febbraio 2021 / 13:12

    La mia sfera di cristallo:
    1) una fiammata inflattiva;
    2) le Banche centrali che tengono i tassi dove sono per non far fallire gli Stati (almeno non attuare politiche fiscali recessive);
    3) i tassi a lungo che crescono;
    4) il P/E che torna repentinamente alla media storica;
    Ci sentiamo dopo questa bufera….

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  3. Luke 15 febbraio 2021 / 15:32

    Credo che – anche se una buona parte di questi millennials/gen Z dovesse abbandonare il proprio piano anzitempo – un 25enne che investe una buona parte dello stipendio su VWCE rappresenti una notizia di cui rallegrarsi, soprattutto per gli autori di un blog di personal finance che propongono da anni questi concetti.

    L’effetto dell’onda lunga di 10 anni e passa di bull market è innegabile. 10 anni fa però lo stesso 25enne avrebbe ‘investito’ quei soldi in una Golf probabilmente, o in altre spese avventate. A parer mio, VWCE > VW Golf

    Lo dico da 30enne che negli ultimi anni ha fortemente beneficiato dalla lettura di questo e altri blog (soprattutto americani) di finanza/FIRE. Non prendiamocela con i newcomers solo perchè stanno beneficiando dell’esperienza di investitori più maturi.

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    • Andrea De Foco 15 febbraio 2021 / 22:03

      Ciao Luke,

      probabilmente è meglio che i 25enni acquistino ETF piuttosto che Golf, tuttavia sarebbe interessante sapere quanti di questi giovani saprebbero dire quali sono i primi 10 titoli degli ETF che stanno acquistando. Anche a me sembra che i giovani investitori siano un po’ troppo confidenti in quello che hanno studiato (non vissuto, studiato. William Bernstein ha descritto secondo me molto bene il concetto scrivendo “gli investitori possono essere divisi in due: quelli che hanno vissuto la Grande Crisi Finanziaria (del 2008) e quelli che non l’hanno vissuta”). Bassi costi, diversificazione, tenere duro se il mercato crolla, pazientare qualche decennio, a parole sembra il sacro graal dell’investimento a portata di tutti. Il timore è che sia un po’ come fare le esercitazioni anti incendio e poi trovarsi in un incendio vero. Finché non lo provi non potrai sapere come reagirai, e questa “sicumera” che sembra abbiano molti giovani potrebbe sciogliersi in un attimo se si limitano a imparare i titoli. My two cents: ho il timore che la maggior parte di questi giovani avrebbe speso meno soldi comprando una Golf…

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  4. roberto 17 febbraio 2021 / 19:49

    Sinceramente non ho colto pienamente il senso di questo articolo. Mi sento tirato in causa in quanto Millenial ed investitore proprio di un Vanguard All World, il VWCE.
    Sono consapevole che il portafoglio perfetto non esista e che molto probabilmente mi sentiro’ emotivamente turbato negli anni da forti oscillazioni del mercato. Detto cio’ apprezzo l’obiettivo dell’articolo che interpreto come una forte dose di realismo su scelte che possano sembrare semplici ma non vorrei che producesse l’obiettivo opposto, ossia quello di allontanarci di piu’ da investimenti “con buon senso”. Come sappiamo l’educazione finanziaria in Italia e’ praticamente inesistente e noi giovani investitori siamo costretti a costruirci un pensiero sulla base delle fonti disponibili che per la maggior parte delle volte risultano avere opinioni totalmente contrastanti.
    Personalmente non so cosa succedera’ nei futuro e cosa ne sara’ del mio attuale investimento.. magari tra 20 anni esisteranno nuovi strumenti e gli ETF saranno superati. Detto cio’, ad oggi, posso solo fare affidamento su quello che e’ stato e su quello che sappiamo: investire a lungo tempo, diversificare e tenere i costi bassi. Rimpiango solo di non aver iniziato prima.

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    • Andrea De Foco 17 febbraio 2021 / 21:45

      Ciao Roberto,

      personalmente comprendo il tuo disorientamento e provo a spiegare, nei limiti delle mie capacità, quale problema noto a volte nell’approccio agli investimenti negli ultimi anni, che l’autore mi sembra abbia evidenziato molto bene in questo post (che consiglierei di leggere a tutti i giovani investitori). Ho l’impressione che, soprattutto i giovani, rischino di confondere il fine con il mezzo. Un piano di accumulo in VWCE non può essere il fine, ma solo un mezzo per realizzare un piano di investimento. E’ solo uno strumento che andrebbe inserito in un progetto più complessivo. Un giovane di 25 anni che progetti (almeno indicativi) ha per il futuro? Pensa di sposarsi e/o avere figli e/o di acquistare casa prima dei 35-40 anni? Ritiene che avrà un lavoro stabile o meno? I genitori potranno sostenerlo in caso di problemi economici? In base alla sua situazione e ai suoi progetti, investire tutti i risparmi in un ETF azionario potrebbe anche rivelarsi deleterio, perché dopo dieci o quindici anni potrebbe trovarsi sotto del 50-60% proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di liquidi. Quindi i bassi costi degli investimenti, la diversificazione, ecc. sono certamente importanti (fondamentali) per la riuscita di un investimento, ma è necessario che a monte di questo ci sia un progetto il più possibile chiaro. Se io ho 25 anni e penso di mettere su famiglia prima dei 35 e magari comprare casa, è probabile che sia più prudente investire una parte importante dei risparmi in conti deposito o obbligazioni, lasciando all’azionario solo quella quota che posso permettermi di rischiare. Come indicato più volte anche in questo blog, possono bastare anche cifre modeste investite sull’azionario per produrre buoni risultati dopo 40 anni, ma questo solo se uno non si trova nella necessità di dover liquidare per necessità prima (oltre ad avere la costanza). Quindi un piano di investimento iniziale di un 25enne potrebbe essere ad esempio: investo 100% azioni dai 25 ai 30 anni, poi interrompo gli acquisti e mi creo una scorta di liquidità fino ai 35 anni (intanto lascio fruttare le azioni), poi magari andrò a convivere, comprerò casa e pagherò la rata del mutuo e le spese vive e, se avanza qualcosa, ripristino la scorta di liquidità e il resto lo investo in azioni/obbligazioni. Ovviamente non si può programmare perfettamente la propria vita e man mano che passano gli anni arrivano gli imprevisti e possono cambiare gli obiettivi (magari la casa arriva in eredità dai nonni) e quindi il piano va ridefinito periodicamente, però se uno non ce l’ha rischia una brutta fine, VWCE o non VWCE…

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    • archeowealth 17 febbraio 2021 / 22:35

      La risposta di chi mi ha preceduto direi che ha colto in pieno il significato dell’articolo. Nessuna critica ci mancherebbe al comportamento dei giovani, più che altro un alert un pò controccorrente.
      Quante volte ho scritto negli articoli di questo blog che l’investimento azionario per un giovane è lo strumento migliore per sfruttare gli effetti benefici di tempo e rendimento? Non rinnego, ma ho scritto anche del senso dell’investimento obbligazionario piuttosto che dell’importanza (in alcuni casi anche superiore al valore dei rendimenti azionari) di un buon piano di investimento.
      Ho vissuto anche io qualche anno fa questa fase euforica che stiamo vedendo ora. Oggi gli ETF, allora i fondi. Adesso ti dicono compra un ETF Vanguard (l’ho fatto anche io) e non muoverti mai; allora compra un fondo internazionale e non muoverti mai. Il punto è che in entrambe le affermazioni manca la domanda più importante. Perchè lo fai? Per la pensione? Ok ci sta. Per la casa in cui vivere con moglie e figli? Probabilmente stai sbagliando investimento. Perchè non hai nessun obiettivo? Allora stai sbagliando lo stesso perchè nel corso della vita qualcosa ti toccherà programmare.
      Per chi ha già pianificato tutto no problem. Sono però abbastanza certo che quando la discesa non durerà 1 mese come nel 2020, ma più di 1 anno allora molti nervi salteranno, molte persone si accorgeranno di aver ignorato pericolosamente il ciclo della vita, in tanti capiranno la loro reale percezione del rischio. Il sottoscritto è assolutamente soddisfatto di NON aver investimento al 100% in azioni sul finire del secolo scorso e mai ho pensato di avere un’asset allocation al 100% azionario. Non me lo potevo permettere.
      Quello che sto notando nei giovani investitori di oggi è un’estrema fiducia nel 100% azionario ed è fatta. Ogni correzione di mercato sarà una ferita che lascerà indifferenti perchè investiremo per 30 anni. Investire per più di 10 anni nello stesso prodotto è un esercizio che in pochi riescono a portare avanti, figuriamoci 30. Ecco una statistica che sarebbe molto interessante, ma che penso smonterebbe molti assiomi.
      Investo al 100% ed è fatta vale se per tutta la vita ci sarà una ragionevole sicurezza di non dover attingere ai risparmi. Se anche solo un piccolo dubbio c’è, allora ragionare per obiettivi e di conseguenza per tipologia di investimento è doveroso. Senza nessuna preclusione

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  5. Mario 17 febbraio 2021 / 22:40

    Non ho capito nemmeno io su cosa è focalizzato questo articolo, per cui esprimo un concetto generale. Sono un investitore da quarantanni, prima degli anni 2000 investivo in BTP e CCT, ero un Bot people, prendevi cedole anche del 15% e non rischiavi nulla. Dopo gli anni 2000 le cose cambiarono, lo stato italiano per non fallire dava cedole molto basse e tutti si gettarono nella borsa. Ma allora non tutti avevano internet e l’informazione passava di bocca in bocca. Si gettarono tutti ad acquistare titoli tecnologici e della rete, tutto quello che finiva in .net e .com veniva acquistato. Il mercato andò in bolla, i fondi cominciarono a vendere, così pure i pochi investitori preparati, ma per “l’effetto gregge” molti risparmiatori dimezzarono il loro capitale perchè rimasero intrappolati pensando, stupidamente, di fare facili guadagni. Oggi, paradossalmente, il classico investitore ha più mezzi per investire e per informarsi: i forum dei risparmiatori e i siti per investimento etc.. Io ritengo che il risparmiatore del nuovo millennio è più preparato di uno vecchio ed ha persino più mezzi a disposizione. Negli anni 2000 non c’erano risparmiatori che componevano portafogli ETF come faccio io adesso. A quei tempi le banche gongolavano a rifilare ai risparmiatori fondi inefficienti, infatti oggi con tutta questa informazione per loro è molto più difficile.

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    • archeowealth 17 febbraio 2021 / 23:02

      Purtroppo Mario sono gli stessi discorsi che si facevano nel 2000. Allora si diceva, ecco c’è l’informazione diffusa, è arrivato internet, il trading online, tutti possono comprare azioni e obbligazioni come mai prima, ecc…Oggi pensiamo di aver accesso a fonti più autorevoli, di essere tutti più informati, di aver raggiunto un livello di cultura finanziaria superiore, di avere prodotti che non costano nulla. Mi dispiace deluderti ma non è così.
      Sono cambiati gli strumenti, i mezzi di informazione, i modi di investire. Tu pensi veramente che se BlackRock sta spostando gran parte del suo business sugli ETF lo fa per guadagnare meno?
      La rete offre tante opportunità di informazione, alcune di qualità, altre che vendono illusioni, oggi come allora.
      L’articolo vuole solo essere una piccola sveglia. Sono sicuro che la maggior parte dei lettori di questo blog (soprattutto gli storici) non avranno problemi, ma tanti altri devono essere punzecchiati anche solo per riflettere. Spero di aver centrato l’obiettivo.

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  6. CatchyFinance 28 febbraio 2021 / 17:50

    Bell’articolo, concordo in pieno. Credo che al primo rialzo dei tassi ne vedremo delle belle…intanto tengo da parte le munizioni

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  7. Massimiliano P. 28 febbraio 2021 / 20:07

    Credo che nell’investimento la definizione di obiettivi chiari e precisi sia l’attività di gran lunga piû importante. Poi viene l’asset allocation e dopo ancora la costanza nell’investire in tutte le condizioni di mercato. In ultimo la scelta dello strumento.
    Tanti indicatori “qualitativi” piû che quantitativi, mi lasciano pensare che a breve qualcosa accadrà: gente che acquista a caso strumenti finanziari, broker che iniziano a chiamarti anche la notte per farti aprire un conto, il mio meccanico che ha acquistato bitcoin, mia sorella che non ha mai investito in vita sua che mi chiede se è il caso di acquistare Amazon….
    E se accadrá l’unica cosa da fare, come al solito, è continuare a fare quello che di solito facciamo: investire.

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