A lezione di Bitcoin #2

Gli ultimi articoli che questo blog ha trattato a tema Bitcoin hanno scatenato polemiche, riflessioni, commenti concitati con tanto di tifo da stadio pro e contro criptovalute. Quando succede tutto questo credo sia doveroso cercare di comprendere meglio il fenomeno bitcoin senza preconcetti, possibilmente attingendo le informazioni da fonti competenti. Fortunatamente tra i nostri lettori ci sono persone esperte di questa materia complessa. Una di queste persone (che ringrazio di cuore) ha scritto per noi una serie di articoli che speriamo possano aiutare i lettori di investireconbuonsenso.com a capire, nel modo più semplice possibile, come funziona Bitcoin e tutto ciò che vi gira attorno. Sarà un viaggio a puntate dove scopriremo le origini di Bitcoin e della blockchain, capiremo pregi e limiti di questa tecnologia, tenteremo di capire come spendere, conservare e convertire bitcoin con un occhio rivolto a quello che i Governi mondiali potrebbero (o non potrebbero) fare per gestire questo fenomeno.

Bitcoin, Blockchain, Criptovaluta, Soldi

Parte 2 – La blockchain e la creazione di bitcoin

Satoshi Nakamoto, l’inventore di Bitcoin, ha impostato il suo sistema sui principi seguenti:

  • Ogni 10 minuti circa, un solo computer al mondo nella rete Bitcoin (vedremo a breve quale) crea un numero prefissato di bitcoin, numero che si dimezza ogni 4 anni circa (processo chiamato halving). All’avvio della rete Bitcoin, il 3 gennaio 2009, venivano creati 50 bitcoin ogni 10 minuti, oggi sono diventati 6,25 e si dimezzeranno progressivamente fino ad azzerarsi intorno all’anno 2140. In totale saranno generati esattamente 21 milioni di bitcoin e di questi ad oggi ne sono stati generati circa 18,5 milioni.
  • Questi bitcoin generati ogni 10 minuti possono essere assegnati dal computer che li ha creati a un “indirizzo” Bitcoin, che non è altro che la chiave pubblica “Sedia” che abbiamo visto nella prima lezione. Chiunque può quindi sapere che all’indirizzo “Sedia” sono stati associati questi nuovi bitcoin. In realtà un indirizzo Bitcoin non è “Sedia” ma è analogo al seguente: 1BESGDJuEdevEn2rmLNaYMfojNksFjbE4Q. Inoltre, per correttezza formale, come indicato in precedenza anche per la firma digitale, l’indirizzo  Bitcoin non è propriamente la chiave pubblica, ma un testo composto da vari elementi tra cui una parte derivata dall’hash della chiave pubblica. Tuttavia non ha rilevanza ai fini della comprensione.
  • Solo il computer che ha creato questi bitcoin conosce la chiave privata “Tavolo” corrispondente all’indirizzo pubblico “Sedia”. Quindi solo chi ha questa chiave privata potrà spendere i bitcoin generati.
  • Per spostare dei bitcoin da un indirizzo ad un altro (transazione) è sufficiente conoscere l’indirizzo (chiave pubblica) del destinatario e la chiave privata corrispondente all’indirizzo del mittente, indicando anche l’importo delle commissioni che si è disposti a pagare per tale trasferimento. Quindi, se il computer che ha creato i bitcoin al primo punto li vuole inviare ad ArcheoWealth, deve chiedere ad ArcheoWealth di comunicargli il suo indirizzo, cioè la sua chiave pubblica “Bicicletta”, e deve firmare con la propria chiave privata “Tavolo” la richiesta di trasferimento, esattamente come abbiamo visto in precedenza. Solo ArcheoWealth conosce la chiave privata “Ruota” corrispondente al suo indirizzo pubblico “Bicicletta”, per cui solo lui potrà a sua volta spendere i bitcoin che ha ottenuto, firmando digitalmente una nuova transazione con la sua chiave privata “Ruota” e inviandoli all’indirizzo (chiave pubblica) che gli sarà comunicato dal destinatario.
  • Tutti i computer esistenti al mondo della rete di validatori Bitcoin validano le transazioni (sostanzialmente verificano la validità delle firme digitali contenute nelle richieste di spostamento dei bitcoin e impediscono che qualcuno provi a fare una doppia spesa).
  • Il computer che ha creato i bitcoin al primo punto è quello che ha risolto per primo un problema matematico elementare ma che richiede un numero elevato di calcoli e la cui soluzione richiede indicativamente sempre 10 minuti, per cui il problema diventa sempre più complesso man mano che aumentano i computer collegati alla rete, o diventa più semplice se i computer diminuiscono. Per esemplificare il tipo di problema, è come se bisognasse indovinare una parola di cinque lettere andando solo per tentativi, quindi: “aaaaa”, “abaaaa”, “acaaaa”, “adaaa”, e così via, fino a trovare la soluzione. Se i computer della rete aumentano, la parola da indovinare diventa di sei lettere, poi sette e così via per aumentare la difficoltà, se diminuiscono la parola diventa di quattro lettere, poi tre, in modo da garantire che il tempo medio di risoluzione sia sempre di circa 10 minuti.

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