Da accumulatore e decumulatore

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Quando questo blog ha cominciato a pubblicare i suoi primi articoli (dicembre 2014 e per i nostalgici questo è stato il primo articolo) in Italia i blogger che si dedicavano alla finanza personale erano veramente pochi.

Naturalmente il trading, l’azione o il settore vincente, il forex, erano e rimangono molto apprezzati dai surfisti italiani del web. In pochi anni però c’è stata un’esplosione di blogger dediti alla personal finance, ognuno con la propria ricetta su come investire nel migliore dei modi durante la fase di accumulo del capitale.

Un compito tutto sommato facile perché rivolto prevalentemente ad una platea giovane e non di pensionati o persone in procinto di diventarlo.

Facile perché in fondo seguendo qualche regola di buon senso, il tempo consente ad ogni accumulatore di rimarginare quelle ferite che occasionali tempeste sui mercati vanno ad infliggere ad un piano di investimento.

Dove non arrivano poi i mercati con i loro rendimenti possiamo arrivare noi aumentando il risparmio o ricavando di più da extra lavori o, in casi estremi e con inevitabili effetti collaterali, rischiando di più sugli investimenti stessi.

Se i blogger maestri dell’accumulazione si sono moltiplicati, gli esperti di decumulazione non si vedono all’orizzonte e penso che difficilmente si paleseranno.

Per decumulazione intendo quella fase forse più difficile che andiamo ad affrontare quando il nostro piano di investimento raggiunge l’obiettivo principale.

Che si tratti di indipendenza finanziaria o del pensionamento anticipato, non siamo più risparmiatori con davanti un orizzonte medio lungo e la possibilità di rischiare un po’ di più pur di aumentare la nostra montagnetta di capitale. Siamo invece consumatori di quel denaro faticosamente sottratto alle tentazioni del passato che ora, giustamente, vogliamo utilizzare per godere dei suoi benefici.

Continueremo inevitabilmente a investire anche durante gli anni del decumulo, ma la prospettiva cambia radicalmente. Non è più sufficiente fare un video su YouTube dove consigliare un Vanguard LifeStrategy piuttosto che strillare come ogni ribasso del mercato è buono per acquistare quote di società a sconto. Troppo facile, in quel caso c’è sempre un secondo tempo del film.

Scale, Legno, Forest, Natura, Fuori

Dal momento in cui cominceremo a bruciare capitale avremo a che fare con rischi completamente diversi. Oppure rischi simili ma che andranno visti sotto prospettive diverse.

Non utilizzeremo più il risparmio per acquistare azioni e obbligazioni, ma dovremo essere capaci di vendere quelle azioni e obbligazioni per finanziare il nostro tenore di vita. Farlo nel modo, nei tempi e nelle quantità sbagliate può portare al disastro, a quello che gli americani chiamano run out of money.

Leggi anche: Vivere di Rendita

Run out of money significa in pratica rimanere senza soldi, troppo vecchi per ricominciare a lavorare ma con davanti ancora n anni da vivere.

Qui purtroppo non c’è un secondo tempo e sbagliare non è ammesso tra le regole del gioco.

Qui gli utenti hanno età e necessità che mal si conciliano con il pubblico di YouTube o TikTok.

Qui serve esperienza, tecnica, capacità e tanta, ma veramente tanta preparazione. E state tranquilli che in pochi si butteranno in questa arena, , sommato anche poco redditizia per il solo fatto che i click sarebbero pochi.

Ma siccome la finanza personale è una cosa seria, è giusto guardarla da tutti i lati e quello della fase di “retirement” o di decumulo del capitale come dico io, è uno dei più importanti perché tradurrà in concreto tanti anni di sacrificio.

Il vostro autore ammette di non essere ancora un vero super esperto del campo. Conosco alcune tecniche di base, ma siccome è arrivato il momento di virare la prua della nave verso il porto, il tempo (parecchio) che ho davanti mi servirà proprio per diventarlo. I momenti che mi separano dall’early retirement saranno dedicati anche allo studio più approfondito di una materia complessa e che non coinvolge solo la finanza. E siccome non mi voglio fare trovare impreparato quando sarà il momento delle scelte, alcuni dei libri “cult” di questo genere sono già nella mia libreria personale.

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Lo studio di come affrontare al meglio la fase del ritiro anticipato e soprattutto di come utilizzare al meglio il capitale accumulato è appena cominciata. Qualche buon libro (vi anticipo subito tutti in inglese, in Italia non esiste praticamente nulla sul tema), qualche blogger eccellente (anche qui in lingua inglese) e una spolverata alle formule giuste di matematica finanziaria possono essere un primo punto di partenza.

Sto cominciando ad armeggiare con fattori di rischio che poco hanno a che fare con tutto ciò che ho imparato in anni di lavoro nel mondo finanziario.

Lo scopo non è più massimizzare il rendimento aggiustato per il rischio. L’obiettivo è non terminare i miei soldi prima di dire addio a questo mondo.

Quindi devo capire qual è la percentuale ottimale di prelievo annuo del capitale per non rimanere a secco troppo presto.

Devo studiare le tavole di mortalità e il meccanismo delle probabilità,  per non essere travolti (io e la mia consorte) dal rischio di sopravvivere più a lungo dei miei risparmi. Quindi serve un piano di X% di prelievo di denaro impostato almeno su N anni di vita.

Devo pianificare quale tipo di consumi saranno incomprimibili e quali no strutturando una riserva di emergenza sempre disponibile per eventi straordinari che inevitabilmente arriveranno.

Devo calcolare quando e con quanto entrerà in funzione quella rendita vitalizia che si chiama pensione pubblica con il supporto fondamentale di quella privata.

Devo studiare quale potrà essere la migliore asset allocation in grado di sostenere un certo tasso di prelievo per un certo numero di anni.

Devo studiare quale impatto potrebbe avere su tutto il piano di decumulo  una sequenza di rendimenti avversa o perché no favorevole.

Devo capire se il prelievo è più opportuno che sia fisso o variabile.

Devo simulare l’impatto di un tasso di inflazione piuttosto che un altro. E tanto altro ancora.

Capite bene che se accumulare era semplice perché in fondo la montagna la stavamo scalando dopo un allenamento utile ad avere quelle capacità specifiche, quando scendiamo dalla cima servono un training e una preparazione completamente diversi.

Decumulare capitale presenta tanti rischi che possono essere evitati se studiati ed affrontati nel modo giusto.Come sempre nulla può essere improvvisato quando in mezzo c’è il nostro tenore di vita presente e futuro.

Il mio viaggio è appena cominciato e non mancherò di condividere con i lettori, come ho sempre fatto in questi anni, tecniche, dubbi, paure, riflessioni, studi empirici e tutto quello che potrà servire al sottoscritto e a coloro che vicini o lontani all’evento vorranno cominciare a prepararsi al meglio nell’affrontare la prossima discesa.

Buon investimento.

22 risposte a "Da accumulatore e decumulatore"

  1. Fede 12 luglio 2021 / 9:44

    Complimenti, ottimo articolo che affronta un problema che in pochi prendono in considerazione, spero ci siano a breve nuovi sviluppi, cercavo proprio delle indicazioni su questo argomento! Grazie

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  2. Anonimo 12 luglio 2021 / 10:58

    Buongiorno.
    Analisi interessante.
    Per il decumulo, prenderei in considerazione:
    1 – calcolo mensile fisso aggiustato all’inflazione in base all’aspettativa di vita media + 10% di
    integrazione per eventuali anni futuri
    2 – fondo spese sanitarie
    3 – fondo emergenze
    4 – quantificare una copertura di almeno del 20% in più sopra il capitale target per assorbire future
    cali di borsa
    Attendo uno riscontro
    Grazie

    "Mi piace"

  3. Mauro Guerriero 12 luglio 2021 / 11:00

    Buongiorno.
    Analisi interessante.
    Per il decumulo, prenderei in considerazione:
    1 – calcolo mensile fisso aggiustato all’inflazione in base all’aspettativa di vita media + 10% di
    integrazione per eventuali anni futuri
    2 – fondo spese sanitarie
    3 – fondo emergenze
    4 – quantificare una copertura di almeno del 20% in più sopra il capitale target per assorbire future
    cali di borsa
    Attendo uno riscontro
    Grazie

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    • archeowealth 12 luglio 2021 / 18:53

      Mi pare un buon inizio è tutti concetti che in futuro analizzero’. Il punto critico è come gestire l’asset allocation. Molto prudente ma necessità di capitali enormi oppure più bilanciata ma con rischi di mercato? Il futuro non è prevedibile ma lo scopo è ridurre la probabilità di disastro. E ti posso dire che uno degli antidoti sono proprio le azioni. Alle prossime puntate per pensieri in libertà sul tema.

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  4. ADRIANO 12 luglio 2021 / 11:36

    Se il tuo viaggio è appena cominciato, considerato che ho 62 anni spero di viaggiare con te per tanto ma tanto tempo…
    In ogni caso è sempre un piacere leggerti.
    Adriano

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  5. Andrea 12 luglio 2021 / 19:35

    Bravo! È sempre un piacere leggerti, il tema trattato è molto interessante e come sempre sei avanti a tutti.
    Aspetto con ansia di leggere i prossimi articoli.

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  6. Andrea 12 luglio 2021 / 20:05

    Ottimo argomento, poichè il blog è sempre stato impostato per far rendere il capitale al meglio, ma poi arriva anche il momento di dettare delle regole di base per spenderli. Il capitale saggiamente risparmiato e fatto rendere con un investimento di lungo periodo, DEVE essere speso, poichè nella tomba non ti porti niente! Non voglio parlare di formule matematiche, ma semplicemente opinioni ed esperienze familiari.

    1) Spese sanitarie normali
    2) Spese sanitarie impreviste (ti capita una patologia autoinvalidante, i soldi non fanno la felicità, ma trovarsi in precarie condizioni fisiche permanenti aiutano molto)
    3) Vecchiaia, eventuali spese in ricovero. Una retta mensile può andare da 1800-2500 euro al mese (ricordarsi che nella vita può accadere di tutto e non solo agli altri)
    4) Ridurre il rischio dell’investimento per preservare il capitale, ma tenerli investiti quantomeno per una presunta aspettativa di vita di 20 anni (OK, puoi anche morire dopo 1 anno dalla pensione, però facciamo gli ottimisti). In altre parole, supponiamo di arrivare a 85 anni.
    5) E’ meglio spendere i soldi bene, ma evitare l’errore di spenderli tutti.
    6) Hai dei figli? vuoi lasciare qualcosa anche a loro in questa società difficile? Quando si sposeranno?
    7) L’entità della spesa del tuo capitale dipende anche dalle condizioni familiari: se sei solo, o con tua moglie puoi contare solo sul tuo capitale, diverso il discorso se hai parenti che in qualsiasi caso ti possono soccorrere finanziariamente.

    Non voglio dilungarmi oltre, ho menzionato delle cose, anche probabilmente banali, ma che ci possono illuminare per un migliore “Decumulo” possibile. Che ne pensate? Io, a dire la verità, è anni che penso a questo momento.

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  7. MisterK 12 luglio 2021 / 22:33

    L’argomento mi tiene sveglio da diverso tempo. Mi sono fatto l’idea che gli scenari sono molteplici ed è difficile darsi linee guida. Tra le altre cose, sto valutando:
    – che senza una significativa copertura assicurativa, il capitale necessario per coprire ii rischi diventa estremamente alto. quindi non scartiamo rendita vitalizia, coperture sanitarie etc
    – che l’ottimizzazione fiscale può aiutare. in pensione in Grecia al 7%. vendere quote di un fondo ad accumulazione invece che ricevere dividendi può dimezzare le tasse.
    – forse anche una rendita immobiliare può aiutare a stabilizzare i flussi. un affitto di un piccolo appartamento.
    Non è facile mettere insieme tutto il puzzle…

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  8. MisterK 18 luglio 2021 / 12:18

    Buongiorno. E lo so che a volte metto post un po’ antipatici. Ma con onestà intellettuale e tanto rispetto per gli scrittori del blog.
    Sto studiano la SWR (sito portfoliocharts.com), cioè quanto posso prelevare ogni anno dal capitale preservando il valore iniziale. La sto paragonando con i coeffiecienti di conversione di una rendita assicurativa vitalizia. Ci sono molti fattori da prendere in considerazione. Tra cui la crescita del capitale rimasto nel tempo, anche considerando i costi assicurativi.
    La domanda e’ semplice. E’ meglio un Liestrategy 40 con una rate costante di WR del 3% annuo.
    Oppure metto tutto su una rendita vitalizia assicurativa (il conversione rate e’ il 4,5% a 65 anni).
    Lo so che questo non e’ un sito di consulenza finanziaria. Ma un articolo su queste tematiche lo leggerei molto volentieri. Grazie e tanti complimenti per quanto scrivete. Buona domenica.

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    • archeowealth 18 luglio 2021 / 12:28

      Grazie a te del commento e qui non si bannano i commenti anche se scomodi o critici. Quelli poco educati o intrisi di astio quelli sì. La tua osservazione è molto interessante e siccome tra chi ci segue ci sono numerosi consulenti finanziari vediamo se qualcuno ha qualche suggerimento sul tema.
      La rendita vitalizia non è mai un’opzione da scartare ma richiede grandi capitali per essere attivata, almeno con questi tassi di interesse. E devo ancora trovare qualcuno disposto a consegnare una buona parte del capitale ad una compagnia per vincere la scommessa del rischio sopravvivenza. Ti posso dire però che il mio approccio è cambiato dopo aver letto questo libro che trovi nella nostra libreria Libreria
      Non semplice, molto tecnico ma con la soluzione che finora mi ha convinto di più. Ma come detto sono all’inizio dell’esplorazione ed ogni persona fa storia a sé

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      • MisterK 18 luglio 2021 / 21:40

        Il libro lo leggo, grazie (costa 50 pezzi…). Per attivare la rendita vitalizia non servono grandi capitali…basta fare un versamento volontario sul fondo pensione prima della conversione in rendita. A presto.

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      • archeowealth 19 luglio 2021 / 8:06

        Ogni fondo pensione prevede questa opzione, il punto non è attivarla quanto valutare se sono sufficienti quei pochi denari annui netti che puoi avere per 100 o 200 mila euro. In questo senso indicavo come necessari ampi capitali per raggiungere cifre di un certo peso.

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      • MisterK 19 luglio 2021 / 12:26

        Ogni 100 mila euro sono 318€ netti al mese…hai ragione serve valutare…

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  9. Killerinpensione 18 luglio 2021 / 16:56

    Un primo punto. Qual è il rendimento reale che ci garantisce la rendita necessaria per tot anni? Lo calcoliamo con un file excel e da lì si parte per stabilire l’asset allocation. Se basta pareggiare l’inflazione è un conto. Se serve il 3% è un altro.

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    • archeowealth 18 luglio 2021 / 17:59

      Beh diciamo che la questione è un pò più complessa. Il rendimento reale atteso purtroppo non possiamo stimarlo a priori e per questo serve una corretta pianificazione aiutati magari da un professionista. Il file excel offre indicazioni di massima utili per capire dove andare e come, ma poi serve tanto altro. Ci sono fattori come il rischio di sopravvivenza da considerare. Ne parleremo in prossimi articoli.

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      • Killerinpensione 19 luglio 2021 / 11:31

        Ovvio che serve molto altro. Infatti avevo scritto “un primo punto”. Il calcolatore ti permette di sapere di quale rendimento reale necessiti indipendentemente dall’inflazione. Ad esempio con 525k rendimento reale 1% avrai una rendita di 18k per 35 anni circa. Se ti basta pareggiare l’inflazione che te ne fai di un professionista? Questo se vogliamo parlare di decumulo. Il professionista, inteso come consulente finanziario indipendente, indipendente sul serio, può aver senso per cifre parecchio alte. A patto di trovarlo serio e preparato. Auguri. Io per esempio non ne sento affatto il bisogno.

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  10. Domenico 23 luglio 2021 / 6:56

    Ciao,
    personalmente tra 5 o 6 anni (spero) inizierò a godermi la mia rendita vitalizia grazie al fondo pensione attivato nel 1998, fui uno dei primi e adesso ho un bel gruzzoletto accantonato appunto in oltre 20anni, e senza praticamente accorgermene.
    Consigliatissimo a tutte le nuove generazioni.
    Complimenti come sempre per i preziosi suggerimenti
    Domenico

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    • archeowealth 23 luglio 2021 / 7:23

      Ottima testimonianza di come il lungo periodo abbinato ai giusti strumenti di investimento e alla tecnica dell’accumulo automatico ci porta al raggiungimento di un obiettivo così importante. Grazie a te perché ci segui.

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  11. MisterK 24 luglio 2021 / 13:52

    Comunque un altro punto importante, oltre le entrate mensili, sono ovviamente le uscite mensili.
    E il potere di acquisto.
    Dopo una accurata pianificazione finanziaria, uno magari si ritrova con 3000 € netti al mese (numero a caso). Tanti, pochi, dipende.
    3000€ al mese a Milano, Roma si fa una certa vita.
    Forse nel sud italia, Sardegna, meglio.
    Gli stessi soldi, anzi magari 4000€ ( perché non si pagano le tasse) su una spiaggia di sabbia dorata in Bulgaria permettono una vita diversa considerando il costo della vita locale.
    Forse queste scelte hanno più impatto di scegliere la strategia di ribilanciamento, di spaccarsi la testa tra 40/60 e 60/40 o di cambiare un ETF perché il costo é 0.45% invece che 0,22%. Cosa ne pensate?

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