Quanto “costa” la volatilità

Grafico, Diagramma, Recessione

Uno degli errori più comuni che trovo spesso tra gli investitori è quello di prendere i rendimenti medi di un prodotto e di un indice e arrivare alla conclusione che X ha reso mediamente Y%, ad esempio negli ultimi 20 anni.

Il rendimento effettivo di un investimento finanziario non si misura purtroppo con una semplice media aritmetica e già nell’articolo dedicato alla sequenza dei rendimenti vi ho spiegato quanto importante risulti essere la volatilità.

Prima di spiegare come si converte un rendimento medio nel vero rendimento di un investimento, dobbiamo però riprendere il concetto di volatilità.

La volatilità è quella sanguisuga che,come l’inflazione, erode una parte del rendimento medio di un investimento.

Al netto della volatilità il risultato sarà il vero rendimento, ovvero il tasso annuo composto di crescita del capitale (la sigla inglese è CAGR).

La differenza tra il rendimento medio e il CAGR è determinata proprio dalla volatilità.

La volatilità è misurata come deviazione standard dei rendimenti.

Apparentemente complicato il concetto può essere spiegato anche ad un bambino, fidatevi del vostro autore.

Prendiamo ad esempio due città, chiamiamole  Zom e Zam. Entrambe hanno la stessa temperatura media durante l’anno, ma mentre Zam gode di un clima stabile e temperato in ogni stagione, Zom oscilla da temperature sottozero d’inverno a temperature tropicali d’estate.

Sommando ogni giorno di temperatura la media sarà uguale, ma la volatilità attorno a questo valore medio per Zom sarà enorme rispetto a quella di Zam. Più grande è la variabilità più alta è la deviazione standard.

Più alta è la deviazione standard più importanti saranno i patemi d’animo quando osserveremo l’andamento del nostro portafoglio di investimento.

Leggi anche: Amica Volatilità

Per andare ancora più nel concreto, se ci presentano un investimento con un rendimento annuo medio del 10% e una volatilità del 20% quello che ci dovremo aspettare saranno performance comprese tra – 10% (10-20) e + 30% (10+20) in 13 dei prossimi 20 anni, ovvero i due terzi del tempo.

Ciclone, Inoltra, Uragano, Tempesta

Se un investimento passa da 100 a 200 nel primo anno di investimento avremo un rendimento del 100%. Se nell’anno successivo da 200 il valore scende a 50 avremo una perdita del 75%. Il rendimento medio sarà uguale a (100%-75%)/2= 12,5%.

Naturalmente il risultato è sbagliato visto che siamo partiti con 100 per arrivare con 50 e quindi avremo una perdita del 50%.

Il rendimento medio di un investimento è sempre più alto del rendimento annuo composto (salvo nel caso di volatilità zero) e questo per effetto della volatilità. Anche qui prendendo dall’inglese, avremo l’effetto chiamato “volatility drag”.

Una formula approssimativa per calcolare l’effetto negativo della volatilità è questa

(1 + Average Return)2 – (Standard Deviation)2 = (1 + CAGR)2

Ecco perché troppo spesso porre tanta attenzione al rendimento e poca alla volatilità è un errore.

Errore comune certo per la pigrizia del nostro cervello di fare due calcoli, ma fondamentale per il benessere dei nostri soldi. Ridurre la volatilità aumenta il rendimento annuo composto facendolo convergere verso quello medio.

Come farlo nel modo corretto è tutta un’altra storia.

Naturalmente nessuno si sogna nemmeno lontanamente di tirare fuori ogni volta dalle tasche matita e foglio per cominciare a fare i calcoli. Online esistono diversi calcolatori che agevolmente permettono di ottenere il rendimento annuo composto partendo da rendimento medio e volatilità. Uno dei più utili che ho incontrato è questo di MoneyChimp

Utilissimo anche per fare dei back test, qui trovate tutti i rendimenti della borsa americana dal 1871 al 2020. Potete anche includere o meno i dividendi ed aggiustare il tutto tenendo conto dell’inflazione.

Ad esempio gli ultimi 30 anni ci dicono che il rendimento medio della borsa americana è stato del 10,38%, ma con una volatilità del 18,97% il vero ritorno dell’investimento è stato del 8,54% annuo composto che aggiustato per l’inflazione diventa 5,72%. Ecco gli effetti nefasti di volatility drag e inflation drag ( e manca ancora il tax drag)

Una bella differenza vero rispetto a quello che viene raccontato spesso da simulatori allegri di pianificatori impreparati.

Sempre nello stesso calcolatore online avrete la possibilità di simulare l’effetto negativo della volatilità sui rendimento semplicemente inserendo due numeri. La volatilità appunto ed il rendimento medio.

Ad esempio partendo da 100 e raddoppiando con un +100% il capitale il primo anno andremo a 200.

Un -50% il secondo anno ci riporta a 100. Il rendimento medio sarebbe (100-50)/2=25%, in realtà il rendimento annuo composto (quello vero) è zero. La volatilità in questo caso risulta infatti un detrattore totale essendo del 75% (la distanza tra +100 e -50 dal valore medio 25).

Ipotizzando un più realistico rendimento medio del 10% ed una volatilità del 15% otterremo un risultato di questo tipo.

La volatilità ha sottratto 1,03% punti di rendimento.

Se riuscissimo a scoprire la ricetta per abbassare la volatilità dal 15% al 10%, magicamente e senza grandi sforzi guadagneremmo oltre mezzo punto di rendimento che finirebbe direttamente nelle nostre tasche.

Questa è la differenza tra un piano di investimento costruito in maniera piuttosto superficiale su rendimento medi nominali del passato ed un piano creato in modo serio e soprattutto sostenibile.

Come vi dico sempre indietro non si torna e scoprire dopo 30 anni di risparmi che serviva il doppio del rendimento o il doppio dei soldi per raggiungere un obiettivo non è mai piacevole.

Meglio essere preparati (o scegliere i consulenti giusti) e adottare le opportune contromisure in termini di rischio, allocation e costi.

Buon investimento.

9 risposte a "Quanto “costa” la volatilità"

  1. MisterK 19 luglio 2021 / 12:38

    Ma la volatilità è una manna, se usiamo un fondo bilanciato e ribilanciamo via via. Esempio. Portfolio 40% stocks 60% bond.
    Per semplicità i bond stanno fermi. Abbiamo 100€.
    Giorno 0: azioni 40€ bond 60€.
    Giorno 1: le azioni raddoppiano, da 40€ a 80€.
    Ribilancio subito ed ottengo: azioni 56€ bond 84€.
    Giorno 2. Le azioni tornano al valore iniziale. azioni 28€ bond 84€. Totale 112€.
    Ho fatto + 12% solo perché ho ribilanciato ieri.
    Ribilancio ancora ed ho: azioni 45€ bond 67€.
    😎

    "Mi piace"

    • jo 22 luglio 2021 / 16:10

      Le commissioni non si pagano dalle tue parti ?

      "Mi piace"

  2. Andrea 20 luglio 2021 / 10:49

    La volatilità è un’opportunità in più per l’investitore e per lo speculatore. Come sempre, non dò numeri (li odio), ma opinioni e riflessioni. In breve: ho fatto acquisti all’inizio della pandemia quando i mercati erano bassissimi, in un momento di panico, quando molti investitori erano fermi. 15 giorni fa ho fatto un ribilanciamento al contrario, il motivo è presto detto: con l’msci world e Emerging Market ho guadagnato molto, siamo intorno al 50%. Sono soddisfatto ed ho raggiunto il mio obbiettivo. Però, mi sono accorto, anche su altri forum, che molti investitori non hanno spostato il capitale sull’obbligazionario, ma in parcheggio liquido. Il motivo è che le obbligazioni hanno un tasso basso, o negativo, che piuttosto che pagare inutilmente le commissioni bancarie…..L’ho ritenuto necessario poichè la vedo male sulla variante covid e di nuovo chiusura delle attività nei prossimi 6 mesi. Naturalmente chi utilizza un lifestrategy non ha problemi di ribilanciamento, perchè viene fatto automaticamente da Vanguard. Al contrario, chi ha un portafoglio di 8-10 ETF può scegliere quanto e come ribilanciare. Io ho sacrificato le componenti, sempre a mio parere più deboli alla pandemia: msci all word HY e Reit. Tuttavia, ogni volta che ribilanci aumentano le minusvalenze. In passato sono riuscito a compensarle con semplici BTP (sfruttando lo spread) e anche azioni. Ma comunque, ora come ora, è molto rischioso recuperare minusvalenze in regime amministrato dalla banca. Per cui ribilancio solo se è strettamente necessario, cioè se ne vale realmente la pena. Non voglio dilungarmi oltre se non utilizzare la tua celebre frase: questo è il MIO modo di gestire il mio investimento e non il VOSTRO!.
    Sto scherzando!, ciao, e buone vacanze

    "Mi piace"

    • MisterK 21 luglio 2021 / 11:32

      ma come recuperi le minusvalenze sugli ETF? non credo proprio si possa fare….

      "Mi piace"

  3. enrico 22 luglio 2021 / 9:01

    ” Tuttavia, ogni volta che ribilanci aumentano le minusvalenze. ”
    Scusa non afferro il passaggio ….. se ribilanci vendi cio’ su cui hai guadagnato e compri cio’ su cui hai perso , quindi come generi le minus ? Grazie ciao .

    "Mi piace"

    • archeowealth 22 luglio 2021 / 10:02

      Presumo si riferisca alle commissioni di negoziazione applicate inevitabilmente ad ogni ribilanciamento e che vanno ad aumentare lo zainetto fiscale delle minus

      "Mi piace"

      • Andrea 22 luglio 2021 / 10:38

        Esatto. Ad ogni ribilanciamento aumentano le spese e la banca mi invia il resoconto delle minusvalenze accantonate, l’ho già fatto alcune volte il recupero con azioni e btp (nel mio caso), possibile che la banca non mandi a voi le minus? Si lo so che con ETF non si bilanciano tra loro le minus, ma………..

        "Mi piace"

  4. Andrea 23 luglio 2021 / 19:37

    Visto la perplessità delle risposte, volevo finire di commentare. Il focus era “quanto costa la volatilità” ed era stato introdotto il meccanismo dei ribilanciamenti. E qualcuno ha interpretato male le opinioni. Premesso: NON SI PUÒ BILANCIARE PLUSVALENZE E MINUSVALENZE IN UN PORTAFOGLIO DI ETF in regime amministrato dalla banca. Ma si può farlo con altri strumenti, ma non è facile. Due anni fa con l’inizio della pandemia, il crollo dei mercati aveva creato panico. Ma dopo un attimo di smarrimento decisi che vedere calare drasticamente le migliori azioni al mondo dell’MSCI world, mercati Emergenti con Cina, sarebbe stata un’opportunità. Ma non avevo i soldi. Tutti erano impreparati all’evento. Decisi di spostare le obbligazioni globali (global corporate bond, global aggregate bond, global government bond) in perdita, cioè -1%, ed effettuare un bilanciamento da negativo a più negativo, cioè vendere a -1%, ma comprare azionario a -25% o -30%. Si accumularono rilevanti perdite in aggiunta alle commissioni bancarie. Ora, come ho detto, ho ribilanciato di nuovo, ripristinando il portafoglio con consolidamento del capitale. Ed anche qui altre spese bancarie. Tutto questo ha determinato un considerevole accumulo di minusvalenze. Per compensarle, in parallelo all’acquisto dell’azionario crollato, acquistai, sempre 2 anni fa, delle azioni di grosse società, che naturalmente ora sono state vendute apposta per compensare il guadagno con le minusvalenze. In altre parole: se non avessi fatto nulla, il mio portafoglio, indicativamente avrebbe guadagnato forse un 6%, con il ribilanciamento, al netto delle minusvalenze, quasi un 20%. Il discorso finale è che non è facile controllare tutti gli aspetti negativi di un ribilanciamento nel pieno crollo di un mercato mondiale, e quindi in virtù della mia esperienza ribilancio SOLO se esistono delle condizioni per farlo e non a cuor leggero. Era tutto qui il discorso.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.