L’asset allocation di ArcheoWealth (terzo trimestre 2021)

Se dovesse finire in questi termini il 2021 rappresenterebbe un’altra annata da ricordare per gli investitori, o almeno per quelli che hanno deciso di scegliere la strada dell’investimento  semplice, equilibrato e in linea con i propri obiettivi senza lasciarsi tentare da mode o temi seducenti.

Tanto per fare un esempio, chi ha abbracciato con fervore e convinzione la tesi ambientalista delle energie pulite si ritrova in questo 2021 sotto del 18% con una volatilità del 31% se utilizziamo come strumento benchmark uno dei tanti ETF sul tema. Chi ha preferito la poco sexy replica di un banalissimo indice globale azionario ad oggi è sopra del 21% in termini di rendimento con una volatilità del 13%. Sono quasi 40 punti percentuali di differenza.

Odo già in sottofondo qualcuno che mi dirà che negli ultimi tre anni gli strumenti che investono in energie pulite hanno più che triplicato la performance di un azionario globale (ma sempre con una volatilità più che tripla). Appunto, se avessimo investito tre anni fa. L’abbiamo fatto? Sì, no? Sempre la solita storiella dello specchietto retrovisore e del senno di poi.

Irrilevante la performance da inizio anno. Irrilevante quella a 3 anni, mettiamocelo in testa.

Tutta questa premessa per ribadire ancora una volta che scegliendo certi modi di investire i nostri soldi saranno sempre in balia di escursioni di rendimento pazzesche, in positivo o in negativo. Se avete due euro la cosa può anche passare, se avete capitali importanti, beh auguri.

Ma torniamo all’asset allocation di Archeowealth.

Il terzo trimestre dell’anno ancora una volta ha permesso al capitale investito di progredire.

Di poco, anzi di pochissimo, ma è stato sfondato anche il muro dei 74 mila euro. La performance 2021 sale a +8,4% e il progresso dall’inizio di questo percorso nel 2015 è diventato del 46,8% (ovvero quasi 24 mila euro in più dei 50 mila investiti).

Va bene così, con un consolidamento di mercato che nell’ultimo trimestre ha coinciso con la fine della siccità ribassista a Wall Street. Dopo oltre 200 giorni è tornata infatti una correzione nei prezzi superiore al 5%. Era ora.

Essendo ben al di sopra del mio obiettivo annuale di rendimento ulteriori limature nei prezzi nel corso dell’ultimo trimestre non rappresenterebbero un problema. Il capitale iniziale è già abbondantemente protetto da ogni shock di mercato e questa per un piano finanziario è una considerazione fondamentale per progettare con serenità il futuro.

Il bilancio a 12 mesi supera così il 15% di performance al netto dei costi di un portafoglio di investimento che sono leggermente aumentati a 20 centesimi per anno. Tra poco vi spiegherò il perchè.

Come sempre per i nuovi del blog ricordo che il 2015 è la data di partenza di un portafoglio di investimento che ha accompagnato trimestralmente i lettori con la speranza di convincerli dell’efficacia del portafoglio pigro con qualche piccolo ritocchino occasionale.

Con la performance, seppur modesta del terzo  trimestre 2021, il cosiddetto CAGR dal 2015 a oggi (tasso di rendimento annuo composto) si mantiene sopra al 6% annuo nominale al lordo delle tasse e al netto di costi degli strumenti e di negoziazione. Ottimo risultato soprattutto perchè ottenuto con un portafoglio bilanciato azioni/obbligazioni e in modalità buy and hold, quindi con pochissima manutenzione da parte del sottoscritto.

Il rendimento annuo composto dalla partenza del 6,2% è al lordo come detto della fiscalità, ma anche dell’inflazione. Il tasso medio annuo dell’inflazione italiana dal 2015 è stato dello 0,7%. Quindi il rendimento reale del portafoglio scende a 5,5% per anno. Un bel cuscinetto anche contro l’inflazione che si sta risvegliando.

Nel terzo trimestre del 2021 gli ETF obbligazionari non hanno generato valore eccezione fatta per quello che investe nel mondo inflation linked. Essendo aperto al rischio di cambio ed avendo un sottostante che si è ancora apprezzato (ovvero l’inflazione), la performance trimestrale è stata di tutto rispetto, ovvero +3%. ll risultato 2021 di questo pezzettino di asset allocation arriva a +6%, risultato decisamente migliore del -2% dell’obbligazionario global aggregate ed in grado di competere con la performance del mercato azionario emergente. Diversificare serve a questo, anche nel tanto snobbato mondo obbligazionario.

La tabella seguente mostra l’attuale allocazione di portafoglio e già da qui avrete intuito le novità.

Ma veniamo ai motivi che hanno portato ad un incremento di 2 punti base (ben 15 euro di costi aggiuntivi all’anno sul capitale totale!).

Tre mesi fa mi ero espresso sulla possibilità di “... diventare più globale nell’investimento REIT attraverso un ETF mondiale e  inserire lo stile small caps all’interno del portafoglio adesso che l’importo complessivo è più consistente e può permettere una maggiore diversificazione“.

Sicuramente sbaglierò il timing di uscita, ma ho deciso di abbandonare l’oro e diventare ancora più “Global” acquistando proprio quelle small caps che rappresentavano un tassello di portafoglio che mancava all’asset allocation di Archeowealth. La scelta è caduta su SPDR Msci World Small Caps (isin IE00BCBJG560). Unico inconveniente (si fa per dire) la piazza di quotazione che è solo quella tedesca.

La liquidazione dell’oro ha avuto il duplice vantaggio di essere in utile (poco più del 10% su un ingresso datato dicembre 2019) e di non veder tassata la plusvalenza. Essendo uno strumento ETC infatti il guadagno va a compensare minusvalenze pregresse permettendomi di recuperare credito d’imposta prima della chiusura dell’anno . A volte anche operazioni tattiche come questa possono avere una loro utilità pensando all’ottimizzazione fiscale degli investimenti.

La seconda operazione “Global” è stata effettuata sui REIT. La decisione di liquidare l’ETF di iShares che investe solo in real estate europeo ha generato un profitto di quasi il 60% compresi i generosi dividendi ottenuti dal 2015 a oggi. Preferisco, dove possibile, andare su uno strumento a distribuzione che mi supporterà in futuro nel  progetto soft FIRE. L’ETF quotato in Italia prescelto è il SPDR Dow Jones Global Real Estate (isin IE00B8GF1M35).

Questo è tutto. Aspettiamo di vedere come si chiuderà questo 2021 per archiviare un’altra annata che per il momento si sta rivelando ottima dal punto di vista della “raccolta” dei frutti dell’investimento.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

So che siete curiosi e vi piacerebbe vedere gli ETF che lo compongono. Li ho mostrati in passato e lo rifarò in futuro, ma non sono certo gli strumenti la base della piramide. Anzi sono il vertice, quindi il più insignificante. Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimento, allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti!

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

13 risposte a "L’asset allocation di ArcheoWealth (terzo trimestre 2021)"

  1. DiarioEconomico 4 ottobre 2021 / 9:04

    Bell’articolo; mi piace il riferimento al “portafoglio pigro” e sono d’accordo con l’approccio agli investimenti stile Benjamin Graham (mi sembra di capire).

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  2. Il Sognatore 4 ottobre 2021 / 9:16

    Il blog che portate avanti ha sempre ottimi contenuti e spunti, congratulazioni per l’impegno e la dedizione che mettete in ogni articolo pubblicato. Complimenti per tutti i risultati ottenuti! 👏🏻

    Una piccola nota, l’ETF SPDR Dow Jones Global Real Estate ha ISIN: IE00B8GF1M35 nel post risulta errato.

    Un saluto,
    Il Sognatore

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    • archeowealth 4 ottobre 2021 / 9:21

      Grazie a te dei complimenti e della segnalazione. Manca una G… come grazie e grande per l’occhio più veloce tra i lettori. Isin sistemato

      Piace a 1 persona

  3. Erreffe 4 ottobre 2021 / 11:19

    Buongiorno AW, come sempre, quando si avvicina la conclusione di un trimestre, almeno 10 giorni prima inizia il countdown per l’attesa della pubblicazione dei dati e soprattutto delle idee e delle strategie che metti sul campo. Ti rinnovo come tutti i trimestri dal 2015 i miei “impagabili” complimenti, come sempre non solo per i risultati ottenuti, ma soprattutto per la filosofia di investimento e il tuo solito modo di rendere facili le cose anche più complesse. Se posso approfittare della tua solita cortese disponibilità, spenderesti gentilmente qualche parola in più su Gold out e SC in? Ancora molte grazie e buon inizio di settimana

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    • archeowealth 4 ottobre 2021 / 21:12

      Beh conteggio finito e mistero svelato, per il prossimo appuntamento ci aggiorniamo a Capodanno! A parte gli scherzi volevi un chiarimento su oro e small caps. Comincio da queste ultime. Tra i tre fattori di rischio che offrono storicamente un premio maggiore ci sono il market factor (quindi azioni meglio di monetario per oltre l’8% di premio al rischio), il price factor (ovvero il fattore value in grado di offrire un premio tra i 4 e i 5 punti % di premio al rischio rispetto al growth), il size factor (quindi le small cap che storicamente offrono un premio al rischio di circa il 3% rispetto alle large cap). Il primo è già in portafoglio con l’esposizione azionaria. Il secondo idem essendo gli indici globali già diversificati tra growth e value. Il terzo manca. Ecco perchè ho scelto le small cap in previsione di una fase successiva di gestione del patrimonio dove una quota di azionario troverà sempre posto. Aumento rischio e volatilità? Vero, ma la quota di bond in portafoglio sta lì a fare da safe haven.
      Sicuramente sbaglierò il timing come ho detto. Crolleranno le small cap e l’oro decollerà. Ma l’oro era un’operazione tattica e avevo minus in scadenza. La mia idea è che i tassi reali non potranno diventare più negativi di così e che un lenta ma inesorabile fase di rialzo ci aspetta per arginare un’inflazione che stata molto sottovalutata. Vedremo. Spero di aver fatto un briciolo di chiarezza in più, mai come questa volta vale il detto che ogni investimento è strettamente personale e tagliato su misura per ciascuna delle nostre esigenze. Chissà magari un giorno discuteremo di tutto questo davanti a un caffè. Il lettore 1 del blog se lo meriterebbe -)

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      • Erreffe 4 ottobre 2021 / 22:26

        Totale chiarezza e massimo senso logico delle operazioni effettuate, poi quelli che saranno i risultati da qui in avanti li accetteremo come sempre, ma la tua filosofia di investimento, come sempre, non fa una piega..la condivido e mi piace anche tanto. .mi farebbe molto piacere avere la possibilità di conoscere e discutere con chi ha avuto questa brillante idea di dar vita al sito e mettere a disposizione tutto il suo sapere finanziario, mi onora molto il tuo invito, ma lo dici come se io avessi qualche merito per essere lettore del blog/sito, quando invece l’onore/piacere é tutto mio, quindi come minimo te lo offrirei io il caffè.. Poi se il tuo portafoglio dovesse fare particolarmente bene, magari proprio grazie alle small caps, mi offrirai tu un bel piatto di tortellini o magari quelli fritti che non ho mai assaggiato, ma siamo un po’ lontanucci, quindi se ne riparlerà in futuro.. anche se metto sempre in programma di assistere a un v Vs f al paladozza, ovviamente non mi riesce mai..ma prima o poi una chiacchierata col mitico AW me la faró molto volentieri. Per ora mi limito a ringraziare te, i tuoi collaboratori e la fortuna che mi ha portato a “vivere” questo meraviglioso sito. Sono sul mercato da tanto, ho ricoperto anche qualche incarico nel settore, ma quando ho scoperto IBS mi sono sentito come john belushi davanti a james brown in the BB..e non scherzo.. Ad Maiorca 🙂

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      • Erreffe 4 ottobre 2021 / 22:28

        Era ad Maiora, ma pure a Maiorca non sarebbe male.. 😀 anche se ho letto un articolo terrificante di ben Carlson sui rendimenti futuri attesi..che se arriviamo a Bologna é pure tanto 😀

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      • archeowealth 4 ottobre 2021 / 22:39

        A Maiorca con Ryanair bastano 50 eurini…l’impresa non mi pare così impossibile -), bassi va bene ma così bassi spero proprio di no…

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  4. Giovanni 4 ottobre 2021 / 12:16

    Grazie, è uno degli argomenti che più mi interessano, visto che il tuo portafoglio rispecchia il mio, e sono sempre interessato alla tua opinione circa la valutazione del suo andamento. Io l’ETF oro però ce l’ho ancora. Buona giornata

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  5. Anonimo 4 ottobre 2021 / 22:05

    Sempre più giovane!!!
    Voglio dire, trimestre dopo trimestre, la componente azionaria sale sempre. Ora siamo al 66%. Con l’età dovrebbe scendere via via….
    Ma non importa, qui in Russia abbiamo una canzone famosa ‘Lenin takoy maladoy’ ( Lenin giovane per sempre). 😂

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    • archeowealth 4 ottobre 2021 / 22:43

      Oro e azionario sono la stessa cosa in termini di volatilità, anzi l’oro storicamente è anche più rischioso delle azioni. Gli stessi REIT non sono azioni, ma strumenti molto particolari e infatti sono catalogati tra gli alternativi. Detto questo, vado dove c’è potenzialità di rendimento a 20 come a 60 anni, ma sempre con equilibrio e con sale in zucca. E come ripeto sempre, questo non è il mio portafoglio complessivo. Saluti a tutta la Russia

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  6. Andrew 6 ottobre 2021 / 12:43

    Bravo AE! E’ sempre un piacere leggere questi articoli. Le SC volevo inserirle anche io, ma poi non ho trovato il prodotto giusto in termini di costi e di dimensione del fondo.

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