Quel pessimismo che non riusciamo a toglierci di dosso quando investiamo i nostri risparmi

La tragedia piace. L’ottimismo un po’ meno.

Questo è quello che ho capito durante tanti anni di blog. Semplicemente osservando il comportamento di media mainstream (ma non solo) è abbastanza facile arrivare a una conclusione. Nel mondo degli investimenti le cattive notizie trovano molto spazio, le buone un pò meno. Concetto semplice, forse banale, ma che ha degli impatti notevoli sul nostro modo di risparmiare e investire soldi.

Il titolone che richiama disastri, drammi, probabile fine di tutto il genere umano, invasione aliene, locuste e cavallette, attira la maggior parte delle persone. Non c’è niente da fare.

Se avessi messo a questo articolo il titolo “Perché il mercato azionario crollerà nel 2022” oppure “Il vero motivo che spingerà bitcoin a 500 mila dollari”, le statistiche di traffico di domani sarebbero probabilmente dalle 3 alle 5 volte più alte di quelle che invece otterrò con l’attuale titolino, striminzito e poco sexy.

La tragedia piace perché arriva all’improvviso, inaspettata, violenta, mette a nudo le debolezze dell’umanità ma (se ci salviamo) anche la nostra capacità di schivarne gli effetti.

E poi la tragedia mette tutti sullo stesso piano, il ricco come il povero. Ma soprattutto una striscia di eventi negativi soddisfa chi un giorno sì e l’altro pure ripete il più classico dei “te l’avevo detto”. Quante volte abbiamo incontrato sulla nostra strada consulenti finanziari, amici o familiari che ci hanno donato gentilmente una fetta delle loro doti di preveggenza allertandoci circa l’imminenza di un nuova crisi finanziaria.

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