Inflazione personale, come calcolarla (e utilizzarla) nel mondo della personal finance (seconda parte)

Nella prima parte dell’articolo dedicato al tasso di inflazione personale abbiamo cercato di comprendere l’importanza di questo numero per le nostre tasche di risparmiatori. Ma come possiamo calcolare il suo valore e soprattutto, come possiamo utilizzarlo per la nostra attività di pianificazione finanziaria?

Prima di tutto bisogna essere chiari e onesti con noi stessi. Non si può fare nulla se non si è in grado di certificare il bilancio di spesa annuale della nostra famiglia.

Come scrivo spesso su questo blog, uno dei pilastri fondamentali per una buona gestione delle finanze personali è il monitoraggio delle spese ordinarie e straordinarie.

Per queste ultime l’attività è utile per quantificare quanto deve essere capiente il nostro serbatoio di emergenza. Per le spese ordinarie l’utilità è invece quella di avere, con buona approssimazione, un’idea dei costi che la nostro “impresa familiare” dovrà sostenere ragionevolmente l’anno prossimo.

Che si tratti di carta e penna, di un file excel o (consigliata) di una app sullo smartphone, il bilancio delle spese è fondamentale per capire anno dopo anno se i ricavi superano i costi, ma anche quali sono le maggiori voci di spesa che incidono sui nostri conti.

In questo modo avremo definito il nostro personale paniere di spesa che differirà quasi certamente differirà da quello ufficiale.

Ripetere l’esercizio l’anno successivo e con una certa costanza ci permetterà di confrontare di quanto è salita o scesa la spesa. La cosiddetta inflazione personale.

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