L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2021)

Il 2021 va in archivio come un altro anno da ricordare per gli investimenti sui mercati finanziari.

10 mila euro investiti il 30 dicembre 2020 in un portafoglio tradizionale 60% azionario globale e 40% obbligazionario globale a cambio coperto si sono trasformati in 11.610 euro al lordo di tasse e inflazione.

Questo guadagno del 16,1% replicabile anche con un portafoglio composto da due semplicissimi ETF, ha avuto un unico contributore, il mercato azionario. L’azionario globale comprensivo dei mercati emergenti ha infatti ritornato all’investitore una performance 2021 del 28% contro una perdita dell’investimento obbligazionario che sfiora il 3%.

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Missione impossibile, rendimento positivo sulla liquidità

come impiegare la liquidità sul conto corrente?

La gestione della liquidità sembra essere diventata improvvisamente centrale nelle strategie di istituti finanziari, imprese e piccoli correntisti. Ognuno di questi attori ha ovviamente una sua prospettiva e un suo interesse, ma quella di far “rendere” la liquidità è diventata per tutti quanti una missione da realizzare con ogni mezzo.

Dovrei pure pagare per portare i soldi in banca, questa la frase più gettonata che scatena la ricerca di conti correnti a costo zero e prodottini sicuri in grado di generare un pò di rendimento positivo sui soldi risparmiati.

Un privato cittadino con un livello di ricchezza medio difficilmente dispone di un saldo di conto corrente con oltre 100 mila euro per periodi prolungati di tempo. Questo gli permette di avere a disposizione uno strumento dove depositare il denaro tutto sommato privo di rischi (i depositi sono garantiti dal fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100 mila euro per depositante e per banca) e mediamente con costi molto contenuti.

Per imprese e banche il cash diventa invece un onere aggiuntivo da gestire in quantità sicuramente differenti che necessitano trattamenti diversi.

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Perchè i fondi battono gli investitori privati

Ad ogni investitore sarà capitato nel corso della sua “carriera” di ricercare scuse per giustificare il modesto rendimento degli investimenti. Un tema già affrontato su questo blog e che vede tra le cause principali la scarsa cura che l’investitore dedica a quelle poche variabili che sono sotto il suo controllo.

In altri casi, le “lamentele” appaiono ingiustificate visto che la sottoperformance di un investimento è determinata dalla ricorrente ricerca del timing giusto.

E così i tanti aspiranti investitori fai da te perdono per strada frazioni importanti di rendimento allungando i tempi necessari per raggiungere un obiettivo.

Alla fine di questo articolo vedremo quattro regole molto semplici che possono contribuire ad alleviare una buona parte degli errori più comuni.

Prima di arrivarci voglio però segnalare una ricerca molto interessante che ci spiega perchè i fondi battono gli investitori privati.

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Investimenti bilanciati: come sono andati gli ultimi 20 anni

portafogli di investimento bilanciati

Nel mondo degli investimenti si definisce bilanciata quella tecnica di allocazione del denaro che suddivide il rischio tra strumenti azionari e strumenti obbligazionari. Investire con un’asset allocation bilanciata è ormai considerato un esercizio obbligato dal risparmiatore italiano alla ricerca di quel rendimento che i titoli di stato non sono più in grado di offrire.

Investire in azioni permette al capitale di crescere con performance interessanti nel lungo periodo.

Investire in obbligazioni permette di conservare, almeno nominalmente, il capitale smussando la volatilità dell’investimento azionario.

Questa la narrazione che solitamente porta avanti un consulente finanziario quando cerca di convincere un cliente a investire in un fondo bilanciato o multi asset che dir si voglia.

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