L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2021)

Il 2021 va in archivio come un altro anno da ricordare per gli investimenti sui mercati finanziari.

10 mila euro investiti il 30 dicembre 2020 in un portafoglio tradizionale 60% azionario globale e 40% obbligazionario globale a cambio coperto si sono trasformati in 11.610 euro al lordo di tasse e inflazione.

Questo guadagno del 16,1% replicabile anche con un portafoglio composto da due semplicissimi ETF, ha avuto un unico contributore, il mercato azionario. L’azionario globale comprensivo dei mercati emergenti ha infatti ritornato all’investitore una performance 2021 del 28% contro una perdita dell’investimento obbligazionario che sfiora il 3%.

Se alla riapertura dei mercati nel 2022 decidessimo di liquidare per intero le posizioni investite la fiscalità si porterebbe via una buona fetta del rendimento facendo scendere a circa l’11,5% il risultato netto tasse.

Il calcolo corretto per un investitore di buon senso non finirebbe qui.

Pur essendo questi numeri già al netto dei costi (ben 18 euro su 10 mila!) e dell’imposta di bollo dello 0,2% (più o meno gli stessi costi degli ETF), dobbiamo inevitabilmente tenere conto di quanto potere d’acquisto hanno perso i nostri soldi in questo 2021.

L’inflazione è letteralmente esplosa. In attesa di conoscere i dati di dicembre possiamo dire che il 3,7% di incremento dei prezzi al consumo in Italia registrato su base annua a novembre porterebbe a 7,8% circa il rendimento reale di un investimento bilanciato nel 2021. Non male che ne dite?

Non male soprattutto perchè nel corso del 2021 sono stati diversi gli “esperti” che hanno daro per morto il classico portafoglio bilanciato.

Avete letto bene quello che è stato evidenziato da Goldman Sachs in un suo recente report? Per chi non conosce l’inglese quei furboni di Goldman Sachs Asset Management suggeriscono di abbandonare il modo un pò vecchio e stantio di investire nelle asset class tradizionali per abbracciare strumenti di investimento “alternativi”.

Prepariamoci ad essere bombardati nel corso del 2022 da tanti back test in grado di prometterci risultati spettacolari con prodottini un pò costosi sì, ma capaci di catturare ciò che stranamente il mercato tradizionale non può offrire. Le borse sono care? I tassi sono a zero? Eccoti la soluzione alternativa buona per tutte le stagioni.

I lettori di investireconbuonseno sono già ampiamente preparati e sorrideranno di fronte alle barzellette dei soliti imbonitori della finanza che ci faranno come sempre divertire nel corso del 2022.

Ma andiamo avanti. Vero che stiamo vivendo un momento eccezionale dal punto di vista dei rendimenti generati da investimenti finanziari. Altrettanto vero però che tutto questo è il seguito di un decennio perso. Il più classico dei ritorni verso la media ha preso così forma.

La ricerca di Goldman si ferma alla fine di agosto 2021, ma 10 anni eccezzionali come quelli vissuti dal 2011 al 2021 per un portafoglio 60% azioni americane 40% obbligazioni americane, succedono ad un periodo deprimente come quello 2000-2009 nel quale il rendimento reale di un investimento era addirittura leggermente negativo.

Il 2021 è stato anche l’anno delle scommesse vinte da chi ha giocato le sue fiches sul settore dell’energia e delle materie prime. Scommesse perse per chi invece ha puntato sull’azionario cinese o sulle energie pulite. Curioso il fatto che proprio queste due tipologie di investimento andavano per la maggiore nei consigli di molti analisti e consulenti finanziari ad inizio anno.

Il 2021 è stato anche l’anno di bitcoin e le criptovalute in genere. Diversi prodotti si sono affacciati sul mercato con il marketing finanziario che ha trovato nuova linfa per ringalluzzire clienti annoiati. Il mio articolo Perchè bitcoin NON è un investimento di fine 2020 con il senno di poi si è rivelato un clamoroso flop. Dai 28 mila dollari di allora siamo saliti fino a 70 mila per 1 bitcoin. Ma siamo anche scesi fino a 35 mila per poi risalire ai 47 mila dollari attuali per 1 bitcoin. Chi ha comprato sui massimi si trova oggi con una perdita superiore al 35%. Sentimento opposto di chi ha messo i suoi soldi nella criptovaluta il primo gennaio 2021. Tutto questo possiamo però sintetizzarlo in una sola parola, volatilità.

Rischio senza avere in cambio nessuna forma di restituzione del capitale investito sotto forma di dividendo o buy back come accade per le azioni. Ciò che rimane è solo una promessa di crescita di prezzo praticamente eterna. La storia dell’uomo insegna che per una commodity quale può essere considerata bitcoin (il prezzo è regolato da domanda e offerta senza bilanci contabili alle spalle), quella dell’eterna crescita di prezzo non è un’opzione possibile. Nassim Taleb, il celebre autore del libro “Giocati dal caso“, ha espresso questi concetti in modo molto più limpido e chiaro del sottoscritto all’interno di un paper dal titolo “Bitcoin, Currencies and Fragility”.

Se bitcoin è il Re Mida dei tempi moderni avrò sbagliato le mie valutazioni. Amen, i miei obiettivi sono altri e prevedono una crescita regolare del patrimonio con una noiosa asset allocation tradizionale. Un metodo che per ora sta funzionando e che regolarmente documento alla luce del sole in questo rendiconto trimestrale.

Il 2021 è stato anche l’anno dell’inflazione che in Italia porterà via quasi il 4% del potere d’acquisto dei nostri investimenti. Mantenere i soldi sul conto corrente ci ha fatto perdere il 4% del valore.

Ogni investimento effettuato nel 2021,per essere valutato correttamente, dovrà ridurre la performance nominale di circa il 4% .

Per un investitore in obbligazioni globali a cambio coperto il 2021 si rivela un anno nero con una perdita di quasi il 7% del capitale. Alla faccia delle profilature Mifid che spingono gli investitori prudenti verso i cosiddetti investimenti privi di rischio.

Ma andiamo al portafoglio di ArcheoWealth. Il 2021 viene messo in archivio con un solido +15,3% che rafforza il rendimento annuo composto dalla partenza.

Ricordo sempre a coloro che sono nuovi del blog che la linea di partenza è datata 2015 con un importo simbolico di partenza di 50 mila euro. Quel capitale dopo sette anni è cresciuto a 78.400 euro. La crescita percentuale assoluta del 55% in termini annui composti si trasforma in 6,6%.

Con questa performance salgono a sei su sette gli anni positivi. Unico neo il 2018 quando questo portafoglio oscillante tra il 60/40 e il 65/35 (il primo numero rappresenta la quota di azionario) perse per strada il 5,5%. Non ci sarebbe nulla di male se il 2022 facesse registrare uno stop nella crescita del capitale.

Rispetto all’ultimo trimestre del 2021 il progresso c’è stato su tutte le asset type che compongono il portafoglio, eccezion fatta per le stesse due che hanno battuto in testa nell’intero 2021. L’investimento in obbligazionario globale a cambio coperto e in obbligazionario dei paesi emergenti sempre a cambio coperto, ha infatti sottratto valore con percentuali comprese tra il -1% e il -2% nell’intero 2021.

Tutte le altre componenti del portafoglio hanno aumentato il loro valore sia nel trimestre (spicca il +9% nel recente ingresso Global Reit) che nei dodici mesi appena conclusi. Il contributo offerto dal più classico degli investimenti azionari globali è stato amplificato dal segno più del dollaro americano. Un contributo valutario che ha trasformato il già eccellente rendimento dei bond inflation linked in qualcosa di esplosivo e in doppia cifra (+11%).

La chiave della spettacolare performance di quest’anno è da ricercare infatti negli investimenti indicizzati all’inflazione. Risale all’inizio del 2019 la scelta di aumentare l’esposizione a strumenti non certamente perfetti nel proteggere l’investimento dalla perdita di potere d’acquisto come ho scritto qui. Non perfetti ma i meno peggio tra quelli disponibili dell’investitore comune nel centrare l’obiettivo.

Nel rendiconto del primo trimestre 2019 le motivazioni a supporto di quella scelta erano queste. La prima novità è che alzerò di 5 punti il peso di questi strumenti. Sono dell’idea che l’inflazione è la strada meno dolorosa che potranno percorrere banche centrali e governi per ridurre l’imponente mole di debiti accumulati. E lo faranno, sempre secondo l’insignificante opinione del vostro autore, rimanendo timidamente dietro la curva (ovvero con tassi reali negativi ancora per un po’).

Per onestà intellettuale devo però completare quel paragrafo con una scelta che, con il senno di poi, non è stata azzeccata. La liquidazione dell’ETF sulle commodity per andare su azionario e obbligazionario. Non sempre le scelte di allocation si rivelano corrette ma quello che conta è l’inclinazione di lungo periodo della curva del capitale che deve puntare il più possibile i suoi occhi verso il cielo a differenza di quello che suggerisce il titolo del film del momento Don’t Look Up (che vi consiglio).

Il rendimento annuo composto del portafoglio buy and hold dalla partenza è del 6,6%, al lordo come detto della fiscalità ma anche dell’inflazione. Il tasso medio annuo dell’inflazione italiana dal 2015 è stato dello 0,9%. Quindi il rendimento reale del portafoglio scende a 5,7% per anno.

La tabella seguente mostra l’attuale allocazione di portafoglio che rimane invariata.

Pur necessitando di un ribilanciamento di circa 3 punti percentuali (dall’equity all’obbligazionario per mantenere costante il peso 65/35), ancora non siamo in quella fascia minima di 5 punti di allocation da spostare che giustificherebbe i costi di un’operazione di questo tipo. Aspetterò il prossimo trimestre.

Questo è tutto. Guardiamo al 2022 con ottimismo soprattutto sotto l’aspetto della vita sociale e sanitaria. Il ritorno alla normalità sarà lento ma ci sarà. Il progresso dell’uomo ancora una volta avrà la meglio contro il desiderio di qualcuno di veder andare tutto in vacca per soddisfare la propria sindrome da Schadenfreude condita da complottismo ignorante.

I numeri ci stanno dicendo che la pandemia sta evolvendo verso un fenomento sanitario più gestibile e soprattutto meno fatale per chi ha deciso di affidarsi alla scienza come unica strada per uscire da due anni terrificanti. Senza dimenticare che tanti virus negli ultimi 100 e passa anni sono arrivati e poi spontaneamente se ne sono andati senza un perchè. E tante parole vuote spese inutilmente dai media rimarranno tali per l’osservatore del 2122.

Prevedere l’evoluzione del virus è tanto complesso quando fuori dal nostro controllo. Prevedere l’andamento futuro dei mercati è tanto complesso quanto fuori dal nostro controllo. Nel primo caso il vaccino serve per gestire il rischio. Nel secondo caso ancora una volta una corretta asset allocation sarà utile a contenere (ma non a eliminare) le forze negative che potrebbero volersi riprendere una parte dei nostri capitali investiti.

Buon 2022 a tutti.

Come ripeto sempre (a beneficio dei nuovi lettori) ecco il disclaimer finale. Questo è il MIO portafoglio e NON il VOSTRO. Qui dentro ci sono i miei obiettivi e non i vostri. Qui dentro c’è la mia propensione al rischio e non la vostra (che non conosco).

So che siete curiosi e vi piacerebbe vedere gli ETF che lo compongono. Gli strumenti non rappresentano però la base della piramide. Anzi sono il vertice, quindi il gradino più insignificante. Questo portafoglio non è replicabile semplicemente perchè calza a pennello sul mio profilo di investitore. Anche voi dovrete cercare di costruire (o farvi aiutare da un consulente preparato) un’asset allocation  che miri a realizzare nel corso del tempo i vostri obiettivi. Quando vi sentirete tranquilli di stare sul mercato con quel tipo di investimento, allora avrete raggiunto la pace dei sensi dell’investitore di buon senso.

Buon investimento a tutti!

Ogni lettore deve considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti e per l’uso che fa delle informazioni contenute in queste pagine. I consigli proposti hanno come unico scopo quello di fornire informazioni. Non sono, quindi, un’offerta o un invito a comprare o a vendere titoli.

24 risposte a "L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2021)"

  1. Sem (@Samuele80045163) 31 dicembre 2021 / 8:18

    Complimenti per la costanza nell’aggiornare il blog e per i contenuti sempre molto interessanti. Vi seguo dai primi anni applicando gli stessi approcci per gestire al meglio i sudati risparmi familiari.

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    • archeowealth 31 dicembre 2021 / 8:35

      Grazie Sem allora continua a seguirci perché a breve ci saranno grandi novità sul blog e sui contenuti editoriali che andremo a proporre. Intanto buon 2022!

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  2. MisterK 31 dicembre 2021 / 9:27

    Io so di non sapere.
    La tua allocazione è 68% stock (ci metto anche i REIT, che, per me, sono un settore) (scusa se mi permetto il ‘tu’, sono anziano).
    Se prendo un Lifestrategy, dovrei stare circa a metà tra il Vnga60 e il Vnga80.
    Hanno reso (ytd) il 14% e il 21%. Interpolando, il 17%. Da confrontare con il tuo 15 e rotti %.
    In linea.
    Per me che, ripeto, so di non sapere, i LS sono la soluzione giusta…
    Faccio a tutti gli auguri di Buon Anno, buon investimento e di una buona vita.
    Cordialmente.

    E grazie per il blog.

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    • archeowealth 31 dicembre 2021 / 9:39

      Auguri di buon anno anche a te. Ovviamente le differenze ci sono. Nel life strategy non ci sono inflation linked, non ci sono bond emergenti, non ci sono small caps e nemmeno reit salvo quelli presenti negli indici principali. Stiamo parlando di due mondi diversi pur con allocazioni simili. Però, sì hai ragione, nel 2021 ha vinto vanguard 😅e sono ben felice di essere alle spalle del gioiellino ideato da Jack Bogle, ma davanti a un buon 90℅ dei gestori di fondi bilanciati mondiali 😁. Avanti così

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  3. Andrea 31 dicembre 2021 / 10:46

    Complimenti AW per la disciplina dimostrata, la pazienza e la passione che metti in questo blog. Rispetto a quello che c’è in giro su internet sei veramente di un altra categoria. Bravo!

    Aspetto fiducioso le novità previste per l’anno prossimo sperando che siano coerenti con quanto realizzato fino ad oggi.

    Anche per me quest’anno è stato straordinario e forse irripetibile a livello di rendimento.

    A presto e buon lavoro

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    • archeowealth 31 dicembre 2021 / 12:19

      Grazie Andrea. Assolutamente sì, le novità saranno assolutamente coerenti. Anzi mi spingo a dire forse più che coerenti…Buon 2022!

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  4. Erreffe 31 dicembre 2021 / 15:43

    Normalmente vengo a dare un’occhiata quotidiana, a volte anche doppia occhiata in cerca di nuovi articoli (non che la gran mole di informazioni precedenti sia da scartare o passata fuori moda, tutt’altro..anzi spesso ne approfitto per un bel ripasso)..e oggi un po’ a sorpresa..l’uovo di pasqapodanno 😀 Caro AW devi avere seguaci molto petulanti (uno a caso :D) se hai bruciato i tempi per presentare il bilancio di fine anno (veramente un dono molto apprezzato). Che dire, ottimi i risultati, ma quello che mi piace ancora di piu, come sempre per altro, è la filosofia&psicologia alla base di tutto il progetto di investimento (di buon senso, tanto per citare qualcuno :D). Quello che fa davvero la differenza non sono tanto risultati (ottimi) o gli isin in particolare 8sapientemente selezionati e ben integrati tra loro), ma la strategia e il modo di pensare e ragionare che hai prodotto in questi anni e riassunti bene in questo illuminante resoconto. Ti ho annoiato fin troppo, quindi concludo augurandoti un nuovo anno all’altezza delle tue aspettative in ogni campo e lo estendo ovviamente alla tua famiglia. Spero che le novità siano molto belle ma non super bellissime (naturalmente scherzo), perchè non so se riuscirò a seguire con la stessa regolarità, ma me lo auguro. Di nuovo i miei migliori auguri, congratulazioni e un caro e affettuoso saluto.

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    • archeowealth 31 dicembre 2021 / 18:40

      Sei sempre il benvenuto Erreffe e come sai dobbiamo sempre prendere un caffè sotto le 2 torri -). Comunque grazie intanto per gli auguri e i sempre generosi complimenti. Siccome hai poco materiale a disposizione vedrai che nei prossimi mesi le novità rappresenteranno pane per i tuoi denti. O almeno lo spero. Tutto sarà coerente con quello che hai sempre letto sul blog compresa la mia filosofia che magari cambierà in alcuni dettagli nel corso degli anni, ma filosoficamente è sempre basata sull’investire con umiltà, buon senso e prendensosi i giusti tempi. Buon anno!

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  5. lastlord84 31 dicembre 2021 / 15:49

    Salve, ma ad oggi non sarebbe meglio comperare un etf DWS Xtrackers Portfolio o un Vanguard 60% equity? Con un solo etf hai una sorta di gestione patrimoniale low cost senza stare ad ammattire tra azioni usa, europa, globale, emergenti, obbligazioni corporate, titoli di stato, oro, reit, ecc.
    Capisco che nel 2015, quando siete partiti, Vanguard non esisteva (Xtrackers credo di sì), ma penso che ad oggi non abbia molto senso comperare una decina di etf.
    Che ne pensate? Saluti e buon anno.

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    • archeowealth 31 dicembre 2021 / 18:36

      Hai ragione ma se vedi la risposta che ho dato qui sotto capirai che il LifeStrategy così come è ora non è ancora completo. Mancano le small caps, buona parte dei REIT, i bond emergenti e gli inflation linked. Come vedi una buona parte della ricetta che ho deciso di creare (e che sicuramente non è la migliore, ma va bene per quelle che sono i mie obiettivi). Xtrackers direi proprio di no essendo un’allocation attiva e troppo ballerina per i miei gusti. Comunque sì, il LifeStrategy è perfetto per chi non vuole sbattimenti e preferisce investire in modo assolutamente passivo con ribilanciamenti automatici e costi modestissimi. Poi come sempre dipende dagli importi. Se consistenti personalmente credo che abbia più senso utilizzare qualche strumento in più proprio per cattuare qualche strategia potenzialmente in grado di offrire premi al rischio più alti nel lungo periodo. Buon anno anche a te

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      • Denis 17 gennaio 2022 / 20:50

        però c’è da dire che Xtrackers Portfolio UCITS ETF 1C (XQUI: LU0397221945) sembra seguire meglio i tuoi suggerimenti (bond emergenti e inflation linked e azionariato small caps) rispetto a LS, con un azionariato che può arrivare al 70%, cosa ne pensi?

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      • archeowealth 17 gennaio 2022 / 20:56

        Ciò che non ha il LS può essere compensato con ETF singoli ma non sono essenziali. Quello che non mi piace di xt è la dinamicità dell’allocation che ovviamente non è sotto il mio controllo come in LS

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  6. ROBERTO 31 dicembre 2021 / 18:25

    Buon 2022, complimenti per i risultati ottenuti e per avere risposto sempre alle mie domande.

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    • archeowealth 31 dicembre 2021 / 18:42

      Grazie Roberto, buon 2022 anche a te! I risultati non saranno sempre così eccellenti stai sicuro, ma alle domande finchè possiamo farlo (il tempo è sempre tiranno) una risposta è dovuta anche perchè ogni domanda, buona o cattiva che sia, contiene sempre qualche spunto di riflessione per chi scrive.

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      • ROBERTO 7 gennaio 2022 / 23:07

        Buonasera
        avrei bisogno di un chiarimento riguardo la famigerata imposta di bollo annuale (nel mio caso): tecnicamente segue la valuta di una operazione o la presenza del titolo nel deposito?
        Io utilizzo Fineco e nello specifico ho venduto un etf lo scorso 30 dicembre, con accredito il 4 gennaio e la banca mi ha addebitato il bollo come se il titolo fosse stato ancora di mia proprietà entro fine 2021.
        In base alla Vostra conoscenza ed esperienza, si tratta di comportamento regolare e corretto?
        Grazie

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      • archeowealth 8 gennaio 2022 / 12:43

        Diciamo che per quello che ricordo l’acquisto o la vendita del titolo è immediata (nel senso che vediamo gli effetti sul depo titoli) ma gli effetti
        intesi come essere proprietari o no del titolo avviene nel giorno d liquidazione che per gli ETF è il terzo giorno successivo a quello della data di acquisto. Questa è la cosiddetta data di valuta. Quindi dovevi vendere qualche giorno prima per essere sicuro di non farlo rientrare nel saldo finale.

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  7. Giovanni 31 dicembre 2021 / 18:59

    Io non ho capito perchè ci si deve sbattere a fare confronti tra chi possiede un LS60 e un portafoglio con 7-8 ETF. E questo perchè, alla fin fine, molti acquistano il LS60, poi col tempo e leggendo i commenti, lo completano con Oro, Reit, IL………e salta fuori dal cilindro quasi un pacchetto di liberi ETF. Perdendo in questo caso il ribilanciamento automatico del portafoglio. In conclusione, voglio dire, è più una questione di scelte. Una domanda………..ricomprerai l’oro? Buone Feste e Buon 2022.

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    • archeowealth 31 dicembre 2021 / 19:05

      Sempre una questione di disciplina e di voglia di fare qualche passo in più. Come ho detto non è detto che i risultati sono necessariamente migliori ma sulla base di studi e analisi questo come sempre è il mio portafogli tarato sulle mie conoscenze, obiettivi e livello di disciplina. Tutto dipende anche dalla tipologia dell’investitore. Infatti mai mi permetterei di dire senza conoscerne le caratteristiche che una soluzione è meglio dell’altra. Chi lo fa mente sapendo di mentire. L’oro? Mah sinceramente in questo momento non vedo grandi prospettive. I tassi reali non credo potranno rimanere così negativi a lungo se gli stati vorranno (e lo dovranno fare) rifinanziare il debito. Servirà qualcosa in più per convincere gli investitori ed in questo contesto l’oro potrebbe non essere il massimo. Poi ovviamente mi sbaglierò, il dollaro entrerà in una spirale ribassista, i tassi diventeranno negativi in America e il metallo giallo esploderà. Vedremo

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  8. Enrico 31 dicembre 2021 / 23:40

    Francamente non capisco come si possa pensare di investire su strumenti come i Life Strategy , solo per il fatto che abbiano capitalizzazioni ridicole ( 120-130 ml/eur nel migliore dei casi , se sono corretti i dati di JustEtf ) . Quindi strumenti a forte rischio delisting , visto che stiamo tutti ragionando in ottica di lungo termine andiamo ad investire su strumenti tanto sottili ? Poi per carità tra un anno magari capitalizzano 1 miliardo di euro e scambiano 300.000 x al giorno……ma oggi ci raccontano il contrario. 10 etf diversificati vanno più che bene, non sono tanti per un capitale di normale entità . E che abbiano un minimo di decorrelazione tra loro , poi sulle percentuali ognuno valuti in base al proprio profilo di rischio . Trovo l’ allocation di ArcheoW molto equilibrata e funzionale , unica cosa che mi permetto di aggiungere un po’ di oro non può mancare mai secondo me , un 6/8 % , personalmente ” sacrificherei ” gli emerging bonds , che in caso di correzione tendono a comportarsi al pari di un investimento azionario, quindi non decorrelato dal rischio. Complimenti ad ArcheoW per il suo blog molto utile ed interessante.

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    • MisterK 1 gennaio 2022 / 14:46

      Caro Enrico,
      con quello che tu spendi per ribilanciare (tax sulla plusvalenza, spread bid ask, commissioni) io porto la mia bionda in vacanza.
      Magari fisco e banche ti regalano una agendina e panettone a Natale.

      Con cordialità.

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      • Enrico 1 gennaio 2022 / 15:19

        Ciao MisterK , no in realtà non ribilancio mai attivamente . Compro regolarmente ogni 2-3 mesi una cifra abbastanza fissa derivante da risparmio e cerco di mantenere le percentuali originali della mia asset allocation . Incremento cioè quello che è più sotto percentuale, cercando di far collimare questo concetto , ove possibile, con l’ETF dei 10 sceso maggiormente di prezzo ( o salito meno ) nel periodo . Non vendo mai e ho tutti Etf rigorosamente ad accumulazione , questo per permettere all’interesse composto di lavorare al meglio, senza tassazione…..Un saluto e buon anno !

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  9. MisterK 1 gennaio 2022 / 15:48

    Ciao Enrico,
    contento per te che sei giovane e in fase di accumulo. Ma prima, o poi, speriamo tardi,
    ci sarà il decumulo.
    Passare da ETF ad accumulazione a quelli che danno dividendi sarà perdente (tasse su plusvalenza e dividendi).
    Si dovrà, allora, vendere quote.
    Per me, che so di non sapere nulla, dicevo, una fase di decumulo con 10 ETF da ribilanciare provoca subito un gran mal di testa.
    E invece dovrei stare sulla spiaggia in Grecia a bere Malvasia, gustare piattini tipici e godermi
    la pensione detassata.
    Come faccio il decumulo con 10 ETF?
    Se ho un solo ETF Lifestrategy ad accumulazione vendo il 2% delle quote rimanenti ogni semestre e torno subito in spiaggia.
    Ma io non ho tanto cervello, cerco soluzioni semplici.
    Buon investimento a te e un sorriso di sinpatia.

    Mk

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    • Enrico 1 gennaio 2022 / 19:28

      MisterK , dipende dai punti di vista, tutti rispettabili e validi sicuramente , soprattutto se stimolano il confronto costruttivo . Aggiungo solo che vendere il 2% di un Etf o il 2% di 10 Etf ( uno diverso ogni volta, ovviamente) non credo faccia molta differenza. Concorderai con me che comunque la tassazione non la puoi evitare , ma più tardi questa interviene meglio è. E questo vale per ogni tipo di investimento, non solo finanziario.
      Però sul fatto che il LS abbia pochissima capitalizzazione …. beh credo che questo sia evidente….. la capitalizzazione ( che va a braccetto con scambi / liquidità dello strumento) è un requisito importante .
      Ripeto….. ritenendo corretti i dati pubblicati da JustEtf , 120 ml/ eur di cap.ne …… un dato molto basso , anche tenendo conto del fatto che lo strumento sia attivo da solo un anno , spero cresca in futuro, ma certamente ora come ora gli investitori non se lo stanno litigando …..

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      • MisterK 2 gennaio 2022 / 14:14

        Caro Enrico,
        in Italia c’è di tutto.
        Ho un’amica con gli occhi azzurri che paga di commissioni il 3% all’anno a una famosa SIM di Torino per perdere soldi anno dopo anno.
        Un collega che è felice di prendere il 4% su un vecchio BTP senza neanche rendersi conto che, cosiderando il prezzo a cui lo venderebbe fa lo zero virgola.
        Un conoscente che ha trovato nei cassetti della biancheria della Zia defunta buste piene di banconote. Non si fidava delle Banche e del fondo interbancario.
        Un padre di una parente rovinato dalle azioni della Banca Etruria.
        Può essere tutto, anche che i Lifestrategy siano delistati.
        Corro il rischio.
        Ma ho fiducia negli Italiani. Un po’ di cultura finanziaria arriverà, pian piano.
        Almeno spero.
        Un caro saluto.

        Mk.

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