By |Categorie: Investimento, Vivere bene|Pubblicato il: 1 Agosto, 2022|

Sotto i nostri occhi di investitore passano continuamente medie storiche di rendimento dei più svariati mercati finanziari. Azionario, obbligazionario, immobiliare, oro, commodity e tanto altro ancora. Ma quanto sono utili i valori medi di performance che gli stessi mercati hanno consegnato alla storia?

Potrei liquidare la cosa dicendo che non servono a nulla, ma racconterei una mezza verità. Siccome siamo in pieno periodo vacanziero con tanti lettori che stanno chiudendo le valigie in queste ore, credo che un esempio concreto possa fornire una risposta alla domanda di cui sopra.

La storia dei mercati conta e il clima ci fa capire perché

In questo articolo voglio spiegare perché, fare un salto in qualche piacevole luogo di vacanza che ho visitato nelle ultime estati, può essere un esercizio utile per imparare a investire meglio.

Partiamo dal viaggio più recente. L’isola greca di Creta.

Laguna di Elafonissi, Creta – Grecia

A Chania, la città più importante della parte ovest dell’isola di Creta che si affaccia sulla parte meridionale del Mare Egeo, le temperature durante l’anno oscillano mediamente tra gli 8 e i 31 gradi centigradi.

Nel mese di luglio le oscillazioni sono contenute tra i 22 e i 31 gradi. Questi sono valori medi; escursioni al di sopra o al di sotto non sono ovviamente da escludere. Le bombe di calore africano arrivate questa estate sul territorio italiano sono qui per ricordarcelo. Ma anche dovesse accadere qualche evento eccezionale a livello meteo, il viaggio può essere pianificato tranquillamente basandosi sulle medie storiche delle temperature.

Il vulcano Teide di Tenerife – Spagna

Altra isola che ho visitato negli ultimi tempi è stata Tenerife, isole Canarie. Qui le temperature durante l’anno subiscono oscillazioni ancora minori. Tra i 15 e i 28 gradi. L’isola dell’eterna primavera, un luogo spesso scelto da chi decide di vivere di rendita fuori dall’Italia, regala ai suoi abitanti temperature comprese tra i 20 e i 26 gradi nel mese di luglio. Questo rende ancora più “sicura” la performance meteorologica del nostro viaggio. E in effetti maglietta e pantaloncini personalmente li ho indossati al pomeriggio come di notte, ma attenzione agli eventi straordinari che possono accadere anche da queste parti. Chi conosce la statistica sa che esiste 1 deviazione standard, ma anche 2 o addirittura 3. Il classico evento imponderabile ogni tanto accade e fa pensare che questa volta è diverso. E proprio le Canarie nel 2022 hanno vissuto un evento estremo per quello che riguarda le temperature.

Isola di Skye – Scozia

Una terza isola, decisamente diversa come paesaggio ma semplicemente splendida, la scozzese isola di Skye, presenta una temperatura che mediamente durante l’anno oscilla tra 2 e 16 gradi con il range 11-16 gradi nel mese di luglio. Il costume marino di Creta e Tenerife qui non serve. L’abbigliamento “a cipolla” è indicato proprio per contrastare un clima che ti fa passare dal sudore al brivido nel giro di mezz’ora.

A cosa serve conoscere le medie storiche?

Questi numeri che ho appena elencato ci permettono di comprendere con elevatissima probabilità di successo quale tipo di temperatura troveremo durante il viaggio. Il contenuto del bagaglio da caricare in aereo sarà riempito tenendo conto soprattutto di queste informazioni.

Se a Tenerife nel mese di luglio la temperatura oscillerà tra 20 e 30 gradi non cambierà granché. Saremo fuori dalla media, ma quello che ci siamo portati dietro va comunque bene. Se nell’isola di Skye troveremo 9 o 18 gradi anche qui poco cambierà.

Fonte: WeatherSpark.com

Questo esempio mi permette di passare ai mercati finanziari.

Le medie sono utili per conoscere durante un periodo storico quanto un investitore è riuscite a racimolare mediamente rimanendo investito su una certa asset finanziaria.

Una buona base per pianificare, ma solo nel lungo periodo. Quindi dai 15-20 anni in su.

Già, perché se prendiamo per buoni i valori medi per fare investimenti con orizzonte temporale a 5 o 10 anni non avremo idea se il viaggio dovrà essere fatto con i guanti di lana oppure con il costume. O prendiamo tutti e due, oppure rischiamo di morire di freddo o di caldo.

Fonte: https://pages.stern.nyu.edu/~adamodar/

La tabella che presento qui sopra indica le performance annue reali (quindi al netto dell’inflazione) nel periodo 1928-2021 della borsa S&P500 in versione total return, quindi comprensiva dei dividendi. Il valore medio storico in questo arco temporale è stato di 8,5%.

Quanto è utile questo valore per chi deve investire da qui a 5 anni? Molto poco.

In questo lasso di tempo di quasi un secolo, ogni singolo anno ha vissuto percentuali negative e positive che hanno oscillato tra il -38% e il +53%. La dispersione attorno alla media è altissima.

Ma un messaggio ancora più importante ci arriva dalle caselle colorate di blu.

Questo colore identifica le performance che hanno visto oscillare la performance dello S&P500 tra il 7% e il 10%. Una tolleranza in più e in meno di 1,5% rispetto al valore medio di 8,5%.

Quasi mai i mercati ottengono una performance vicina alla media

In 94 anni solo quattro volte le performance della borsa americana sono state contenute tra il 7% e il 10%.

Questo significa che solo nel 4% degli anni la performance è caduta dentro un range “tollerabile” di oscillazione attorno al valore medio. Numeri che ci permetterebbe di “viaggiare” tranquilli insomma.

Pensate che questa sia una questione che riguarda solo il mercato azionario? Vi sbagliate.

Ecco altre due tabelle che nello stesso arco temporale coinvolgono il mercato obbligazionario americano e quello immobiliare. Il primo con rendimenti medi storici reali del 2,3%. Il secondo del 1,3%.

https://pages.stern.nyu.edu/~adamodar/

 

https://pages.stern.nyu.edu/~adamodar/

Ho allentato un po’ i parametri per cercare di ottenere un numero di casi “in prossimità” della media più elevati. Quindi per il mercato obbligazionario la forchetta (le caselle blu) attorno al rendimento medio di 2,3% oscilla tra 1,5% e 3%. Per il real estate la forchetta delle performance sta tra 0,5% e 2%.

Per l’investimento obbligazionario i casi rilevati rimangono sempre quattro. Per il mercato immobiliare i numeri si fanno solo leggermente più consistenti salendo fino a 10. Siamo comunque a 11% di performance che si materializzano nell’intorno della media.

Con questi esempi il viaggio di uno, cinque o anche dieci anni non può non tenere conto di margini di oscillazione considerevoli e tali da richiedere maglione di lana (performance negative) o infradito (performance molto positive) in valigia.

Dati rielaborati dall’autore

Il rendimento annuo composto dell’indice azionario globale Msci World a 2, 5, 10 e 20 anni dimostra in maniera piuttosto evidente questo fenomeno di dispersione attorno alla media.

La media di rendimento a 2 anni (linea rossa) dei mercati azionari globali è del 10,3% negli ultimi 50 anni. Un numero che non serve a nulla. Potremmo essere ovunque nel 2024.

La media di rendimento a 20 anni (linea nera) non è tanto distante dal valore medio del rendimento biennale. Il 9,3% è però decisamente più credibile se osserviamo il suo placido andamento nel corso degli anni.

Quindi le medie storiche di rendimento sono utili sì, ma solo a metà.

Se utilizzate per quello che sono (medie appunto) e per obiettivi che richiedono molti anni per essere raggiunti, allora abbiamo a disposizione uno strumento potente di pianificazione al quale dobbiamo dare credito (con gli opportuni margini di tolleranza) senza correre grandi rischi di veder rovinato il viaggio.

Se invece utilizziamo le medie solo per “vendere” il messaggio che nel giro di qualche anno con azioni, oppure obbligazioni, oppure immobili potremo ambire a raccogliere ciò che raccontano le medie di lungo periodo, allora temo che rischieremo di trovare la neve a Creta nel mese di luglio oppure 40 gradi all’isola di Skye in pieno inverno.

Buon investimento…e buone vacanze!

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