By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 3 Marzo, 2025|

Qualche mese fa ho dedicato un articolo completo alle obbligazioni indicizzate all’inflazione e al loro rischio di “estinzione”. Dopo qualche settimana ho spiegato in dettaglio perché è sbagliato utilizzare gli indici per comprendere se questo strumento è un valido supporto al raggiungimento dei nostri obiettivi di investimento.

Uno strumento che diventa di attualità solo quando l’inflazione si impenna (classico errore di finanza comportamentale) e non quando una certa fase della vita ne richiede veramente la presenza.

Ad esempio, durante la pensione o poco prima di accedervi.

Nell’articolo sopra citato (e nei link contenuti in esso) troverete tutte le informazioni utili su cosa sono e come utilizzare le obbligazioni indicizzate all’inflazione in modo efficace all’interno di un portafoglio, forse le uniche sulle quali ha senso “qualificare” come investimento (e non speculazione) una scadenza molto lunga di uno strumento obbligazionario. Questo se naturalmente la stessa obbligazione viene portata a scadenza e con un obiettivo ben preciso che si chiama protezione del potere d’acquisto dei propri risparmi.

Aggiornando una personale tabella di “convenienza” circa l’opportunità di possedere oggi inflation linked bond, ne approfitto anche per rivedere la mia lista mentale di pro e contro degli ILB (suggerimenti ben accetti per migliorarla, grazie in anticipo).

Pro:

  • Unico strumento in grado di garantire copertura contro l’inflazione generale del proprio paese di residenza (se comprate in emissione e portate a scadenza). Offrono un rendimento reale garantito fino a scadenza e proteggono in caso di deflazione (alle condizioni di cui sopra).
  • Assieme alla pensione pubblica (ma non per tutti) e a qualche prodotto postale, sono l’unico strumento in circolazione che copre integralmente (il TFR lo fa ma solo parzialmente e fino al riscatto) e con certezza dalla perdita di potere d’acquisto del denaro.
  • ILB fanno meglio del tradizionale tasso fisso (TF) in termini di valutazioni quando l’inflazione risulta superiore alle previsioni prezzate oggi dal mercato (a costo di un minor rendimento offerto a causa del premio che viene pagato dall’investitore come garanzia contro i futuri movimenti dell’inflazione).
  • ILB nel lungo periodo sono un eccellente diversificatore di portafoglio, mediamente con bassa correlazione e inferiore volatilità rispetto a TF, azionario e commodities.
  • Il rischio credito è ridotto o inesistente (le ILB sono esclusivamente emissioni statali). Ovviamente utilizzare solamente obbligazioni emesse dal Tesoro italiano non è consigliato.
  • Se vendute prima della scadenza (diciamo un paio di mesi) la componente di inflazione cumulata nel capitale può compensare le minus pregresse (vale soprattutto per i titoli simil BTP€i, meno per i BTP Italia).

Contro:

  • ILB ha quotazioni molto oscillanti, soprattutto quando posseduti lontani dalla scadenza (quindi serve una convinzione e un obiettivo a mantenerle fino alla fine molto forte). Fanno peggio del TF quando l’inflazione è inferiore alle attese o in caso di deflazione (rischio rimpianto giapponese).
  • Non coprono il rischio longevità umana (se viviamo più della loro scadenza) se vogliamo utilizzarle come alternativa alla pensione pubblica.
  • Le cedole spesso sono molto basse (problema se dobbiamo finanziare le spese con gli interessi).
  • La copertura dall’inflazione offerta dagli ILB non è perfetta. Il rendimento reale garantito è inferiore causa tassazione su interessi, rivalutazione (comunque agevolata al 12,5% in Italia) e imposta di bollo dello 0,2% annuo.
  • L’inflazione coperta potrebbe differire da quella personale.
  • Sono poche e la maggiore illiquidità è un fattore di cui tenere conto se non si è convinti di arrivare a scadenza.

Avrò sicuramente dimenticato qualcosa e come avete capito gli ILB non sono necessariamente per tutti, ma l’update della mia tabellina mi dice che l’interesse verso questi strumenti è aumentato grazie al ritorno di tassi reali positivi acquistabili sul mercato.

Un premio di rendimento reale non così dissimile oggi dalla crescita potenziale dell’economia europea e quindi un ottimo mezzo a disposizione dei pensionati europei per smorzare o addirittura azzerare il rischio inflazione almeno per la prossima decade.

Buon investimento.

2 commenti

  1. Giancarlo Mauceri 3 Marzo 2025 at 13:56 - Reply

    Come fare per acquistare in emissione IBL di stati europei che non siano l’Italia?

    • Lorenzo Biagi 3 Marzo 2025 at 14:01

      Non mi risulta che ci siano possibilità di partecipare ad aste di titoli di stato emessi in paesi esteri (ma potrei sbagliarmi magari qualche broker lo consente), visto il modesto livello di inflazione sufficiente comunque acquistare il titolo entro qualche mese dall’emissione per non incorrere nel rischio citato nell’articolo.

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