By |Categorie: Investimento|Pubblicato il: 13 Luglio, 2026|

Care e cari investitori e clienti,

Ogni inizio anno siamo soliti inviare un messaggio ai nostri clienti investitori per consolidare e programmare le iniziative necessarie a far convergere il piano di investimento costruito insieme per raggiungere i loro obiettivi. A fatti e non a parole. Con numeri e date, non con brochure patinate e immagini evocative.

Già dal 2023 abbiamo deciso di far conoscere questo messaggio anche ai lettori del nostro e-magazine, compresi quelli che clienti non sono.

Tornando alla lettera di metà anno, questa ci serve per spiegare, se ancora ce ne fosse bisogno, la nostra filosofia di investimento ben sintetizzata nel nostro Manifesto.

Le nostre profezie per i prossimi 6 mesi – Lettera di metà 2026 ai nostri clienti

Nessuna profezia, come sempre.

A differenza delle previsioni e outlook con le quali veniamo inondati dalle banche e dagli asset manager, qui non facciamo nessuna profezia.

Anche perché, se sapessimo prevedere il futuro, non lo verremmo certamente a dire a voi. Saremmo multi-milionari e staremmo a berci una caipirinha sul nostro yacht alle Bahamas.

Sorrido sempre quando vedo i miei ex colleghi di Merrill e J.P. Morgan affannarsi a leggere gli outlook degli strateghi di varie banche nel mese di dicembre o, appunto, a giugno-luglio: e nessuno che vada mai a fare il “fact-checking” di quello che avevano previsto 6 mesi prima.

Perché sarebbe imbarazzante.

Eppure, ci sono ancora fior fiore di banche che, non avendo azzeccato quasi nulla dei primi sei mesi di quest’anno, si lanciano in previsioni per il prossimo semestre.

E i primi sei mesi del 2026 confermano che è impossibile prevedere mercati ed economia: in particolare, questo primo semestre del 2026 è stato tra i più intensi che i mercati abbiano vissuto negli ultimi anni. È stato un semestre ricco di eventi, di notizie, di previsioni e, soprattutto, di emozioni.

Eppure, la prima cosa che vorrei dirvi è questa: per chi ne ha uno, il nostro piano di investimento continua a procedere nella direzione giusta.

Quando parliamo di “progressi”, però, non ci riferiamo semplicemente al valore del vostro portafoglio. Certo, in questi mesi i mercati hanno continuato a crescere e anche i vostri investimenti ne hanno beneficiato. Ma sarebbe un errore misurare il successo del nostro percorso soltanto guardando un numero sullo schermo.

Se i mercati avessero invece attraversato una delle loro normali fasi di ribasso — come accade regolarmente nel corso della storia — il nostro giudizio non sarebbe cambiato. Perché il vero progresso nasce dal fatto che le aziende di cui siete soci continuano a crescere, a generare utili, a investire nel proprio futuro e, nella maggior parte dei casi, ad aumentare anche i dividendi distribuiti agli azionisti.

È questo che, anno dopo anno, crea valore.

Come sempre, vorrei dividere questa lettera in due parti: prima ricordando i principi che guidano il nostro lavoro, poi condividendo qualche riflessione su ciò che è accaduto in questi mesi.

I principi che continuano a guidarci

In Meridian non investiamo per indovinare cosa succederà domani.

Investiamo per aiutarvi a raggiungere gli obiettivi più importanti della vostra vita: vivere serenamente la pensione, finanziare gli studi dei vostri figli o dei vostri nipoti, acquistare una casa, lasciare un patrimonio alla vostra famiglia o, più semplicemente, conquistare una maggiore libertà finanziaria.

Per questo il nostro metodo segue sempre lo stesso ordine.

  1. Prima definiamo insieme gli obiettivi.
  2. Poi costruiamo un piano realistico per raggiungerli.
  3. Solo alla fine scegliamo gli strumenti più adatti a dare al piano le maggiori probabilità di successo.

Questo ordine non cambia mai.

Finché non cambiano i vostri obiettivi, non c’è alcun motivo per cambiare il piano. E se il piano rimane valido, anche il portafoglio, salvo i normali ribilanciamenti periodici, continua a svolgere il suo lavoro.

Non prendiamo decisioni perché è scoppiata una guerra, perché un governo è cambiato, perché una banca centrale ha alzato o abbassato i tassi o perché un titolo occupa le prime pagine dei giornali.

Non perché ignoriamo questi eventi: semplicemente perché sappiamo che nessuno è in grado di prevedere con continuità come reagiranno i mercati. Qualcuno aveva previsto l’ennesimo attacco congiunto USA-Israele all’Iran e il prezzo del petrolio da $65 a quasi $120?

Per la cronaca, scrissi un articolo quando ci fu il primo attacco a Giugno 2025: le cose che scrissi all’epoca si sono rivelate valide anche in questo frangente e, per chi l’avesse perso, ve lo rimetto qui:

La “guerra” tra Iran e resto del mondo non avrà impatti sui nostri investimenti

Tornando alla complessità di poter prevedere il futuro: l’economia è troppo complessa per essere prevista con precisione e i mercati sono ancora più imprevedibili.

Per questo non crediamo nel market timing, cioè nell’idea di entrare e uscire dai mercati al momento giusto.

La storia dimostra che farlo con continuità è praticamente impossibile.

Preferiamo quindi restare investiti e lasciare che siano il tempo e la crescita delle aziende a lavorare per noi.

Un semestre pieno di rumore

Negli ultimi sei mesi abbiamo assistito praticamente a tutto.

  1. Conflitti geopolitici.
  2. Oscillazioni dei prezzi dell’energia con il petrolio a $120 al barile.
  3. Inflazione in ripresa
  4. Attese sui tassi di interesse continuamente riviste.
  5. Mercati ai massimi storici.
  6. Pochissimi grandi titoli tecnologici che hanno trainato gli indici.
  7. Nuove mode finanziarie destinate, probabilmente, a essere sostituite da altre ancora.
  8. L’IPO più grande della storia di Space X: lasciamo perdere come sia andata dal prezzo di apertura di $159 (oggi a $160), perché è a quel prezzo di $159 che noi mortali avremmo potuto comprarla il primo giorno di quotazione – e NON a $130 che era il prezzo pre-IPO riservato a chi ha potuto partecipare all’IPO e in ogni caso, non è andata ancora sulla luna.

A questo punto viene spontanea una domanda: come si può costruire una strategia di investimento razionale in mezzo a tutto questo caos?

La risposta, per quanto possa sembrare disarmante, è molto semplice: non si può. Perché nessuno può farlo. E se qualcuno vi racconta che c’è una “strategia” per prevedere il futuro o per prevenire la prossima correzione, scappate a gambe levate: sta sicuramente cercando di vendervi qualcosa.

Invece, è proprio nei momenti come questi che, paradossalmente, possiamo quasi accogliere con serenità tutta questa confusione: quasi mi sentirei di dire che è proprio in momenti come questi che possiamo quasi “festeggiare” tutto questo caos. Non perché ci faccia piacere vedere i mercati agitati, ma perché ci ricorda una verità fondamentale: questo rumore non ci riguarda.

Noi abbiamo già fatto il lavoro più importante. Abbiamo definito i vostri obiettivi, costruito un piano coerente per raggiungerli e creato un portafoglio pensato per accompagnarvi per molti anni. Tutto il resto è rumore. E il rumore, per definizione, non dovrebbe mai guidare le decisioni di investimento.

Guerre, inflazione, elezioni, banche centrali, crisi geopolitiche o nuove rivoluzioni tecnologiche continueranno ad alternarsi negli anni, proprio come hanno sempre fatto: ma non hanno nulla a che vedere con il nostro piano di investimento.

Il nostro compito non è rincorrere ogni evento cercando di indovinare quale sarà il prossimo a muovere i mercati. Il nostro compito è molto più difficile, ma anche molto più utile: mantenere la disciplina e continuare a seguire il percorso che abbiamo costruito insieme.

Dobbiamo fare qualcosa?

Se ci pensate, tutto quello che è successo sui mercati negli ultimi 6 mesi è esattamente il tipo di situazione che spinge molti investitori a chiedersi:

“Dovremmo fare qualcosa?”

La nostra risposta è la stessa di sempre.

No.

Non perché siamo immobili.

Ma perché sappiamo distinguere ciò che è rumore da ciò che conta davvero: il nostro lavoro non consiste nell’inseguire ogni notizia o nell’indovinare quale sarà il prossimo settore di moda.

Il nostro lavoro consiste nel mantenere la barra dritta mentre il mare si agita.

È una differenza enorme: ogni anno ribilanciamo i portafogli con metodo e disciplina, se e solo se le varie componenti dei portafogli di investimento si sono mossi significativamente, rispetto all’asset allocation che abbiamo deciso insieme.

Questo significa vendere una piccola parte di ciò che è cresciuto molto e acquistare ciò che è rimasto più indietro: è un comportamento che va contro l’istinto naturale.

La maggior parte degli investitori, infatti, tende a fare esattamente il contrario: compra ciò che è già salito perché pensa che continuerà a salire ancora.

Noi preferiamo seguire un metodo piuttosto che le emozioni: ed è proprio nei momenti più movimentati che questo approccio dimostra tutta la sua utilità.

Nel frattempo, continuiamo a osservare ciò che conta davvero: le aziende di qualità nelle quali investiamo continuano, nel complesso, ad aumentare gli utili, innovare, investire nel proprio futuro e creare valore per gli azionisti.

Questo è il motore dei rendimenti di lungo periodo:

  1. Non i titoli dei giornali.
  2. Non le previsioni degli economisti.
  3. Non le dichiarazioni delle banche centrali.

Naturalmente tutto questo non significa che i mercati non possano correggere anche in modo violento, anzi: se la storia ci insegna qualcosa, è che le correzioni fanno parte del percorso.

Arriveranno ancora, probabilmente quando quasi nessuno se le aspetterà e, come sempre, non sapremo prevederle.

Ma sappiamo anche un’altra cosa: ogni grande ribasso della storia è sembrato diverso mentre lo stavamo vivendo e ogni volta, con il tempo, è stato riassorbito dalla crescita delle aziende e dell’economia.

È proprio per questo che continuiamo a investire come abbiamo sempre fatto: non perché pensiamo di sapere cosa accadrà domani, ma perché sappiamo che cambiare continuamente direzione è uno dei modi più efficaci per allontanarsi dai propri obiettivi.

Noi continueremo a fare quello che abbiamo deciso insieme il primo giorno in cui ci siamo conosciuti: costruire un piano solido, mantenerlo con disciplina e accompagnarvi lungo il percorso, soprattutto quando il rumore dei mercati cercherà di convincervi a fare il contrario.

Come sempre, per i nostri clienti, grazie, ancora una volta, per la fiducia che continuate ad accordarci.

 

Un commento

  1. Stefano 13 Luglio 2026 at 12:42 - Reply

    Grazie Valerio,
    l’unico “atto di fede” che un investitore di lungo termine deve fare non ha nulla a che fare con la finanza, i mercati e gli andamenti dei tassi ma parte da un principio filosofico: credere che la naturale predisposizione del genere umano allo sviluppo e alla ricerca del meglio porterà al continuo progresso e quest’ultimo produrrà una crescita dell’economia nel futuro, così come è sempre accaduto dalla comparsa sulla Terra della nostra specie.
    Il resto, come dici tu, è rumore di fondo.

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