
Ho iniziato a fare questo mestiere nel 2013 in Fineco e, 13 anni fa, non mi ponevo ancora il problema di come far spendere i soldi dei miei clienti una volta raggiunto un capitale “importante”.
Dopo 13 anni e con clienti che si avvicinano sempre di più alla fatidica cifra di quando poter smettere di lavorare o addirittura vicini alla pensione, questa tematica diventa ogni giorno sempre più importante da affrontare per la mia professione.
E notiamo che questa problematica, ovvero quella del decumulo ovvero di iniziare ad intaccare il capitale per così tanti anni accumulato, è un problema della natura umana nel suo complesso e a livello globale: anche i nostri colleghi americani hanno gli stessi problemi coi loro clienti.
Per venti o trent’anni hai fatto tutto quello che dovevi fare.
Hai lavorato, risparmiato, investito. Hai rinunciato a qualche spesa, hai costruito il tuo patrimonio e hai cercato di prepararti per il futuro.
Poi arriva quel futuro.
E scopri che spendere i soldi che hai impiegato una vita ad accumulare può essere molto più difficile di quanto immaginassi.
È il tema al centro di un recente articolo di The Daily Upside dedicato al concetto reso popolare dal libro Die With Zero di Bill Perkins: l’idea che il patrimonio non debba necessariamente essere preservato intatto fino alla morte, ma debba essere utilizzato per vivere meglio quando abbiamo ancora il tempo, la salute e l’energia per farlo.
Naturalmente, “morire con zero” è più una provocazione che un obiettivo finanziario letterale. Nessuno conosce la propria longevità e sarebbe impossibile programmare il consumo del patrimonio in modo da spendere l’ultimo euro nell’ultimo giorno della propria vita.
Ma il problema che mette in evidenza è molto reale.
Risparmiare e spendere richiedono due mentalità opposte
Uno dei consulenti intervistati nell’articolo lo sintetizza molto bene: accumulare patrimonio e utilizzarlo sono due capacità completamente diverse.
Per decenni veniamo premiati per fare esattamente il contrario di ciò che dovremmo fare una volta raggiunta l’indipendenza finanziaria.
Prima: lavora, risparmia, non spendere, investi, fai crescere il patrimonio.
Poi, improvvisamente: smetti di lavorare e comincia a utilizzare quel patrimonio.
Non sorprende che il passaggio sia psicologicamente difficile. L’articolo racconta proprio di clienti finanziariamente molto solidi che continuano a spendere troppo poco, non perché non possano permetterselo, ma perché temono di finire il denaro o semplicemente perché non riescono ad abbandonare abitudini costruite in trent’anni di vita lavorativa.
Ed è qualcosa che vediamo anche noi.
Molte persone arrivano al “terzo tempo” della propria vita con un autentico feticcio: non intaccare il capitale.
Spendere i rendimenti va bene.
Spendere dividendi e interessi va bene.
Ma vedere il patrimonio scendere, anche quando questo era esattamente ciò che il piano prevedeva, viene vissuto quasi come una sconfitta.
E invece non lo è.

Il capitale non è un monumento da conservare
Qui entra in gioco una delle differenze più importanti tra investimento e pianificazione finanziaria.
Se il tuo obiettivo fosse semplicemente avere il patrimonio più alto possibile il giorno della tua morte, la strategia sarebbe relativamente semplice: spendere il meno possibile.
Ma probabilmente non è questo il motivo per cui hai lavorato e risparmiato per quarant’anni.
Il capitale serve a qualcosa: serve per smettere di lavorare quando vuoi, per viaggiare, per avere più tempo, per aiutare i figli quando ne hanno davvero bisogno, magari a 30 anni anziché lasciargli un’eredità a 65.
Per cambiare casa o per concedersi esperienze che a 60 anni hanno un valore molto diverso da quello che avranno a 85.
Il denaro è uno strumento per finanziare la vita. Non è il punteggio finale della vita.
Per questo, in alcuni piani finanziari ben costruiti, intaccare progressivamente il capitale non è un errore: è esattamente ciò che deve accadere.
La consulenza non serve soltanto ad accumulare. Serve anche a decumulare.
Per anni l’industria finanziaria ha concentrato quasi tutta la propria comunicazione su una domanda: “Come faccio a far crescere il mio patrimonio?”
Ma per una persona che si avvicina alla pensione la domanda più importante diventa un’altra: “Quanto posso spendere ogni anno senza avere paura di finire i soldi?”
È qui che il financial planning diventa particolarmente importante.
Bisogna mettere insieme patrimonio, pensioni, inflazione, aspettativa di vita, rendimenti, fiscalità e obiettivi personali e trasformarli in qualcosa di estremamente concreto: quest’anno puoi spendere questa cifra.
Nell’articolo viene raccontata anche una soluzione molto semplice utilizzata da alcuni consulenti americani: trasformare il patrimonio in una sorta di nuovo stipendio, facendo arrivare ogni mese sul conto corrente una somma prestabilita. Per chi ha ricevuto uno stipendio per tutta la vita, vedere nuovamente un accredito mensile può rendere psicologicamente molto più naturale il passaggio dall’accumulo alla spesa.
È una logica che condividiamo molto.
Il cliente non dovrebbe passare gli anni della pensione chiedendosi ogni volta:
“Posso permettermi questa vacanza?”
“Posso cambiare macchina?”
“Sto spendendo troppo?”
Il piano dovrebbe aver risposto prima a queste domande.
A volte il nostro lavoro è dire ai clienti: spendi.
C’è poi un punto sul quale la consulenza finanziaria indipendente ha un vantaggio strutturale.
In un modello remunerato attraverso commissioni legate ai prodotti o alle masse investite, un cliente che preleva una parte importante del proprio patrimonio può generare meno ricavi per chi lo segue.
Gli incentivi economici, quindi, non sono necessariamente neutri rispetto alla decisione di spendere.
In Meridian la logica è diversa.
Se il piano ci dice che puoi permetterti quella spesa senza compromettere i tuoi obiettivi, non troverai un consulente Meridian che cercherà di impedirti di farla soltanto per mantenere più capitale investito.
In alcuni casi faremo esattamente il contrario.
Ti diremo: “Puoi permettertelo. Spendili i soldi.”
Perché capita più spesso di quanto si pensi che un cliente debba essere incoraggiato a spendere, non frenato.

Il rischio non è soltanto finire i soldi
Quando pianifichiamo il futuro tendiamo a vedere un solo rischio: vivere più a lungo del nostro patrimonio.
Ed è certamente un rischio che bisogna gestire.
Ma ne esiste anche un altro.
Arrivare alla fine della vita con un patrimonio molto elevato e rendersi conto che, per paura di consumarlo, abbiamo rinunciato a esperienze che avremmo potuto tranquillamente permetterci.
Il punto di Die With Zero non è arrivare matematicamente a zero.
È molto più interessante.
È ricordarci che esiste un’età giusta anche per spendere i soldi.
Una vacanza a 62 anni non è necessariamente intercambiabile con la stessa vacanza a 82.
Tempo, salute ed energia sono risorse che, a differenza del denaro, non possiamo accumulare.
Il compito di un buon piano finanziario è quindi trovare un equilibrio: proteggerti dal rischio di finire il patrimonio troppo presto, ma anche dal rischio opposto di non utilizzarlo abbastanza mentre puoi ancora trasformarlo in qualità della vita.
Perché dopo una vita trascorsa ad accumulare, arriva un momento nel quale il successo finanziario non consiste più nel vedere crescere il patrimonio.
Consiste nell’avere la serenità di usarlo.
E, qualche volta, il lavoro di un buon consulente finanziario è proprio questo: darti il permesso di spendere i tuoi soldi, senza farti sentire in colpa o angosciato.
Perchè la vita è una sola e va goduta e sfruttata il più possibile: meglio, forse, se c’è qualcuno che ti accompagna, finanziariamente, in questo viaggio. E ti fa fare quelle esperienze che, da solo/a, non faresti per paura di non avere “abbastanza” soldi.
Buon investimento!

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Articolo utile ed interessante
Era quello che volevo sentirmi dire
Se certate nel vostro team un professionista dello spendere che possa aiutare i vostri clienti a raggiungere tale obiettivo chiamatemi, avete i miei numeri. Rite to di essere tra i migliori del mercato a livello europeo
Più che altro ti assumiamo per spiegare ai clienti come NON spendere i soldi; altrimenti finisci come Simone ;)