Vi consiglio 5 libri… tutti in una volta

Continua la nostra collaborazione con GPInvest. La recensione di questa settimana che offre l’amico Giorgio Pecorari coinvolge ben 5 libri.

Alcuni in inglese, alcuni in italiano, ma tutti testi di ottima fattura e che soprattutto esprimono in pieno i concetti chiave che da oltre due anni stiamo cercando di comunicare ai nostri lettori.

Buona visione e soprattutto buona lettura!

Giorgio Pecorari, autore del video che avete appena visto, è l’amministratore della piattaforma di divulgazione finanziaria GPInvest; un progetto che punta a ridurre la distanza tra risparmiatori e mercati finanziari, fornendo conoscenze e strumenti per gestire in modo autonomo e profittevole i propri risparmi.

I libri commentati nel video:

Benjamin Graham – The Intelligent Investor: A Book of Practical Counsel

graham

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Pillole di Esperienza Finanziaria

pillole

Il blog di Lance Roberts è sempre fonte interessante a cui attingere. Nelle scorse settimane l’advisory americano ha pubblicato delle linee guida di investimento che racconta di aver appreso negli ultimi 30 anni di carriera. Ognuno potrà fare le considerazioni del caso ma ecco uno stralcio dell’elenco con a seguire i commenti del sottoscritto:

  • Investire non è una competizione. L’invidia è una brutta bestia e troppo spesso si fanno confronti con i risultati degli altri. Quando investiamo i nostri soldi non dobbiamo arrivare prima o dopo i nostri amici o colleghi di lavoro, dobbiamo centrare i nostri obiettivi, punto!
  • Le emozioni non devono trovare spazio quando si investono soldi. Se siete dei romantici o dei sognatori o pensate che lo vostre sensazioni creeranno valore, rischiate grandi delusioni e i vostri soldini hanno alte probabilità di cambiare padrone.
  • Le valutazioni di mercato sono degli indicatori di timing scadenti. No comment è corretto sia lato obbligazionario che azionario.
  • Fondamentali e dati economici guidano le decisioni di investimento di lungo periodo, la paura e l’euforia quelle di breve. Anche su questo poco da dire se non che dovete sforzarvi di capire che razza di investitore siete. Troppo pauroso? Troppo aggressivo? Siate onesti ed investite di conseguenza senza sforzarvi di essere diversi.

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La tentazione di mediare le perdite…sbagliate

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Diversi investitori pensano che le correzioni (meglio se profonde) dei mercati azionari vanno sfruttate sempre e comunque per aumentare l’esposizione a quel determinato tipo di investimento.

Vero se questo discorso lo fate per indici geografici ampiamente diversificati tipi Msci World, S&P500, Msci Emu, Msci Emerging Market. Falso se prendete questo evento di mercato come una buona scusa per caricare ulteriormente la molla su investimenti regionali o settoriali molto specifici. Avete sbagliato, non ammettete l’errore e andate a mediare la perdita. Passo falso clamoroso!

Ma come Archeowealth, non sei stato tu a dirci che se siamo giovani dobbiamo sperare in un bel crash di mercato?

Certo e lo riconfermo. Ma lo ripeto sempre, un conto è investire in modo diversificato e di buon senso, un conto è fare scommesse.

Ora vi faccio un esempio reale e recente.

test1 Continua a leggere

Compreremo obbligazioni anche nel 2017 perchè…

buyCome sapete bene l’investimento azionario ci piace per le possibilità di crescita che offre ai nostri risparmi nel lungo periodo. Siccome però non siamo folli, sapete altrettanto bene che continuiamo a dare pari dignità al mercato obbligazionario.

Meno sexy, meno attraente in termini di rendimenti potenziale, ma importantissimo come l’aria che respiriamo o l’acqua che beviamo. Abbiamo così dedicato questo post a quattro concetti chiave che ci fanno dire, sì compreremo obbligazioni anche nel 2017 perchè…

All’interno di ogni punto troverete un link di richiamo a post precedenti. I vecchi lettori si annoieranno un pò. Ci dispiace, ma ripassare ogni tanto fa bene.

1) I rendimenti futuri dei bond potranno non essere esaltanti, ma la funzione di diversificazione e riduzione della volatilità rimarrà viva e vegeta.

Meglio stare insieme

In difesa dei bond

Perchè tenere bond in portafoglio

2) Il rialzo dei tassi non deve fare paura, ma piuttosto rappresenterà un’opportunità per avere rendimenti maggiori in futuro.

Con un esempio il rialo dei tassi non fa così paura

Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel rialzo dei tassi

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Con i piedi per terra

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Oggi poche parole, ma un paio di grafici che definirei molto consistenti.

Il primo è relativo ai bond ed alla probabilità di rendimento che saranno capaci di offrire da qui a 10 anni.

I rendimenti di oggi offrono una ragionevole, per non dire elevata, probabilità di indicare all’investitore di quale sarà il ritorno totale del suo investimento fra 10 anni.

Il grafico ha un’ampiezza storica piuttosto lunga (1871-2015) e quindi ci sono pochi dubbi circa il fatto che l’acquirente di obbligazioni di oggi sa già in anticipo quale sarà probabilmente il suo rendimento totale annuo all’esaurimento della prossima decade.

bondIl secondo grafico invece ci fa passare al lato azionario.

Dal 1881 al 2015 il rendimento annuo di un indice azionario americano (9%) è stato generato per la metà da dividendi, per quasi il 20% da crescita degli utili, per quasi il 30% da inflazione e per appena il 3% da espansione di multipli di prezzo.

azio Continua a leggere

La correzione in Borsa arriverà, ma quando?

Ormai non passa giorno in cui viene celebrata la straordinaria bassa volatilità che contraddistingue i mercati azionari, soprattutto americani. Gli indici principali rimangono vicini ai massimi storici e correzioni degne di nota è da mesi che non si affacciano dalle parti di Wall Street.

Stiamo vivendo momenti eccezionali, senza ombra di dubbio situazioni che si vedono una volta a generazione. Di fatto l’ipoteca sui bassi rendimenti prospettici a livello azionario è messa; più si andrà avanti con questa situazione, intendo dire senza correzioni di mercato capaci di normalizzare il percorso, più i ritorni reddituali del futuro si faranno grami per gli investitori di oggi.

Guardate questa tabella estrapolata dal sito del sempre ottimo Aswath Damodaran.

annualFonte:http://pages.stern.nyu.edu/~adamodar/

Dal 2003 la borsa americana ha chiuso in negativo solo una volta nel 2008 con un calo, come ben ricordiamo tutti, devastante. Da allora otto anni consecutivi di rialzo, a loro volta preceduti da 5 anni consecutivi di rialzo (2003-2007). Paradossalmente e nonostante il bull market secolare in corso, hanno perso di più i bond in termini di frequenza. Due annate negative infatti le abbiamo avute nel 2009 e nel 2013.

Vi consiglio di andarvi a rileggere questi tre post che abbiamo pubblicato in passato:

Investire sulla Borsa Americana

Investire al netto della Borsa Americana

Quando le perdite sono in doppia cifra

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Venghino signori venghino!

mago

Nei giorni scorsi un tweet del blogger americano Ben Carlson   mi ha fatto tornare in mente Harry Dent, uno degli autori più profilici della letteratura finanziario-economica americana degli ultimi anni.  Prolifico, ma non altrettanto efficace ed ora vi spiego perchè.

Relegato in uno degli ultimi angoli delle libreria del sottoscritto, questo libro disponibile anche in italiano La grande depressione del XXI secolo è il concentrato perfetto di marketing e concetti di finanza talmente tanto alti da “prenderci sempre” e “non prenderci mai”. Quando si parla di demografia, grande deflazione, depressione secolare, beh in 100 anni forse ci prendi, ma la storia di Dent ci spiega ancora meglio che grande genio è stato questo autore (e che grandi polli i suoi lettori, me compreso).

Prima però un grafico che ho creato personalmente con la cronologia dei libri pubblicati da Den. I commenti sono superflui

dent Continua a leggere

I pericoli di un mondo basato sulle medie

calcolat

Anche all’interno del nostro blog trovate spesso e volentieri riferimenti alle medie matematiche. Medie di rendimento obbligazionario, medie di valutazioni azionarie, medie di performance, ecc…

Siamo i primi a riconoscere i limiti di un approccio storico basato su numeri che trovano il loro fondamento su campioni più o meno ampi. Limiti che possono derivare certamente dal fatto che il futuro non necessariamente ripete il passato, ma anche per la numerosità più o meno ampia del campione analizzato. Un conto è parlare di semplice media aritmetica dei rendimenti  della borsa americana dal 1928 al 2015 (11,40%), un conto è invece parlare di mediana (13,87%),ancora diverso è parlare di media geometrica (9,50%).

Questo è uno dei motivi per cui cerchiamo di fornire nei back test di alcuni celebri portafogli di investimento informazioni ulteriori legate alla frequenza dei rendimenti attorno alla media stessa.

Comprendiamo ovviamente il limite che presentano certi numeri quando magari vengono utilizzati per simulare piani di investimento ed aspettative di rendimento. Ecco perchè spesso e volentieri richiamo il mercato americano e le sue statistiche nei miei post. Più ampio è il database a cui attingere più affidabili possono essere le analisi.

Proprio in questi giorni sto terminando la lettura di un libro datato temporalmente, ma che in America è una vera pietra miliare della statistica. Continua a leggere