Il mangiatore di soldi

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Se in Italia ci fosse la volontà di fare veramente un’opera di educazione finanziaria bisognerebbe cominciare dalle cose più semplici per poi spiegare quelle un pò più complesse (che comunque non sarebbero  tantissime).

Certamente l’inflazione e la sua funzione di erodere il potere d’acquisto nel tempo sarebbe uno dei primissimi argomenti da affrontare.

Tante volte mi sono sentito dire da amici o investitori che il momento non era il migliore per investire. Meglio tenere i soldi in cassaforte e poi si vedrà. In alcuni casi poi si estremizza arrivando alla sfiducia totale nel sistema bancario e finanziario preferendo tenere i contanti a casa per sempre.

Ciascuno di noi fa scelte più o meno ponderate, ma permettetemi di dire che questa è una sciocchezza totale, credo dettata dall’ignoranza di non sapere qual’è il potere nefasto che esercita l’inflazione sui nostri contanti.

Nella vita quotidiana programmiamo ad esempio di comprare un oggetto fra un pò di tempo. Uno smartphone tra 2 anni, un’auto fra 5 anni, l’università dei figli fra 10 anni, la casa fra 20 anni.

Tutto corretto, peccato che ragioniamo sempre a parità di potere d’acquisto costante. Partiamo con un importo in testa, magari siamo bravi e risparmiamo quella cifra nel nostro piano di investimento, poi quando arriviamo al dunque ci accorgiamo che i soldi sono pochi. Continua a leggere

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7 modi per risparmiare più 1000 Euro all’anno

Non tutti hanno la fortuna di avere a disposizione capitali importanti da investire e per questo ammiro chi, con grandi sforzi e sacrifici, mette da parte qualche soldino nel tentativo di farlo fruttare. Purtroppo non sempre è facile aumentare il risparmio che riusciamo ad estrarre dalle nostre fonti di reddito, ma la buona notizia è che basta volerlo e i risultati arrivano.

Come ripeto spesso su questo blog, il “vero” rendimento di un investimento non è quello legato all’evoluzione di un fondo o ETF (notoriamente incerto), quanto piuttosto quello “certo” che deriva da quel denaro aggiuntivo che riusciamo a generare da un risparmio di spesa o da un’entrata straordinaria per un lavoro occasionale.

In questo post voglio elencarvi 10 attività che hanno permesso al sottoscritto e alla sua famiglia di generare in modo strutturale un risparmio aggiuntivo annuo di oltre 1200 Euro, ovvero una rata di Pac (Piano di Accumulo) mensile da 100 euro che ho potuto investire senza fare nessuno sforzo.

Cominciamo. Continua a leggere

Un gioco utile a spiegare la gestione del rischio

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Nel mio passato da trader una delle regole di money management che ho più utilizzato è il cosiddetto criterio di Kelly. Qui trovate una buon dettaglio di spiegazione, ma nella sostanza questa regola indica allo scommettitore (o al trader/investitore), la quantità ragionevole di denaro da mettere sul piatto della scommessa per avere un rapporto rendimento/rischio favorevole.  La formula è quella che segue (dal sito forexinfo.it).

Kelly % = W – (1 – W) / R

dove:
- W = Winning probability
- R = WinAverage/lossAverage ratio

Il risultato è la “percentuale di Kelly” (Kelly %)

Il sistema di Kelly può esser messo in opera seguendo questi semplici steps:

  1. Registrate le vostre ultime 50-60 operazioni sul mercato. Prendete la lista delle operazioni fatte con il vostro broker oppure, se state usando un sistema meccanico di trading, potete effettuare un back testing dello stesso e registrare i valori ottenuti.
  2. Calcolate il «W», cioè le probabilità di vincita. Per fare questo, dividete il numero delle operazioni che hanno generato un gain per il totale delle operazioni effettuate (positive e negative). Il risultato sarà un numero compreso tra 0 ed 1 (esempio: 50 operazioni totali. 30 chiuse in gain e 20 chiuse in loss. W= 30/50 = 0.6 ).
  3. Calcolate «R», cioè il rapporto «winAv/lossAv». Per fare questo dividete il valore medio del gain generato dalle operazioni positive per il valore medio dei loss. (ad esempio: media delle operazioni in gain =500€ ; media delle operazioni chiuse in loss = 300€; R=500/300= 1.66 ).
  4. Inserite i valori W ed R ottenuti, nella equazione di Kelly K% = W – (1 – W) / R.

La formula produce come risultato un numero minore di 1. Esso rappresenta la dimensione (size) della posizione che dovrebbe essere assunta sul mercato; la percentuale del vostro portafoglio, cioè, con la quale dovreste eseguire l’operazione.

Per esempio, se il risultato della equazione fosse 0.05, allora dovreste usare il 5% del vostro portafoglio per ogni singola posizione che andrete ad assumere sul mercato. Questo sistema, in sostanza, vi suggerisce quanto dovreste «diversificare».

Tendenzialmente vi dico subito che in media siamo attorno al 20/25% del capitale utilizzabile di volta in volta per avere la massimizzazione delle probabilità di vittoria. Siccome la formula si basa sul numero di trade vinti e sul rapporto tra guadagno e perdita media per trade, devono esistere delle qualità da parte dell’investitore oltre che strategie e un pò di fortuna.

Questa regola mi è tornata in mente leggendo questo studio. Continua a leggere

Gestire la Duration di un Portafoglio Bond

Il concetto di duration abbiamo già cercato di spiegarlo in occasione di questo articolo e lo ricorderemo spesso, deve essere uno dei parametri centrali sui quali si basano le scelte di investimento obbligazionario da parte di ogni risparmiatore. Lo ricordiamo comunque per i ritardatari; la duration esprime grossolanamente di quanto varierà il prezzo di un bond o un portafoglio di bonds per effetto di una determinata variazione nei tassi di interesse.

duration
Come si vede dal grafico riportato qui sotto, la duration media di un portafoglio Aggregate (ovvero un mix di governativi e corporate in questo caso solo americani) muta nel tempo per effetto di quelli che sono i tassi di mercato di un preciso momento storico, con questo indicatore che nel corso degli anni non è quasi mai stato a duration 4.6, ovvero la media degli ultimi 25 anni.

duration1Visto che siamo ai minimi storici come rendimenti ecco che la duration di un indice Us Aggregate sta toccando i suoi livelli più alti da quando viene misurata. Al 31 dicembre l’ETF Ishares Us Core Aggregate Bond aveva una duration di 5.2 il che significa che per 100 punti base di rialzo nei rendimenti un investitore dovrebbe attendersi mediamente un calo dei prezzi di circa il 5,2%.

Per chi quindi vuole portare avanti una strategia obbligazionaria diventa fondamentale conoscere Continua a leggere

Bastano 50 Euro al Mese

Capisco le difficoltà dei ragazzi di oggi  nel considerare il risparmio come una priorità, non tanto perché sono indisciplinati (finanziariamente parlando) o poco predisposti al sacrificio (l’anticamera da precari che stanno vivendo in questi anni è un esercizio da fisico bestiale), ma semplicemente perché il reddito disponibile che si ritrovano a disposizione (avendo la fortuna di lavorare) è molto modesto e di conseguenza il risparmio non può che essere molto marginale.

50Giustamente un 25 enne che si laurea e comincia a lavorare vuole sentirsi autonomo dal punto di vista finanziario e chiedergli di accantonare una consistente fetta di denaro con la prospettiva di farlo per 40 anni o oltre è semplicemente utopia.
Prendo spunto da questo articolo di Advisoronline  nel quale vengono citati i motivi per cui la cosiddetta generazione Y risparmia. Continua a leggere

Carramba che sorpresa!

Oggi proviamo a fare un gioco che credo possa aiutare tutti a capire quanto la nostra mente tende ad irrigidirsi nel tempo su certi pre concetti o su determinati elementi trascurandone altri tremendamente importanti per i nosti soldi.

Ok, cominciamo precisando che la fonte numerica è il sempre ottimo sito di Vanguard.

Se vi mostrassi la prima tabella cosa scegliereste per i vostri investimenti.

In un mondo finanziario in cui tutti vogliono controllare la volatilità non ho dubbi sulle scelte della maggior parte di voi soprattutto in questo momento.  D’accordo, dipende ovviamente dalla vostra propensione al rischio, ma messa giù così in momenti come oggi in cui i prezzi di certi mercati azionari e di certi mercati obbligazionari sono elevati, credo che molti di voi sceglierebbero il cash . I più preparati e competenti ( o come va di modo dire adesso negli ambienti fighetti della consulenza finanziaria, “skillati”…bleah, un insulto alla lingua italiana) naturalmente ci dicono che le azioni nel lungo periodo pagano il rischio; questo è vero come dimostra la seconda tabella.

Ora però la stessa tabella la ripropongo, ma con i numeri depurati dall’inflazione, quindi rendimenti reali. Continua a leggere

Nati negli anni sbagliati

Qualche purista storcerà il naso, ma il rendimento di un investimento azionario vede nella fortuna una componente di peso non irrilevante.

Se l’ultima generazione ha aspettative di vita media più elevate di quella precedente, nascere oggi o fra 10 anni o fra 30 non garantirà necessariamente rendimenti superiori a quelli precedenti dal punto di vista finanziario. I tassi bassi oltre  tutto rendono ancora più complicato fare previsioni. Non tanto perché è incerto il rendimento dei bond (quello ahinoi è già noto da qui a 30 anni ovviamernte portando a scadenza l’0bbligazione acquistata oggi), quanto perché è incerto quello dell’unico asset in questo momento in grado di promettere rendimenti di una certa consistenza, l’azionario.

La cosa può sembrare banale, ma l’anno di nascita ha giocato (e giocherà sempre) un ruolo fondamentale nel nostro/vostro futuro finanziario. Ci sono periodi di bassa redditività ed altri di alta, c’è solo un piccolo problema. Non sappiamo in anticipo quali saranno questi tempi, rassegnamoci.

Se osserviamo il grafico dei rendimenti a 20 anni del Msci World vediamo come negli ultimi 50 anni ci sono state persone fortunate come quelle nate nel 1978 che hanno potuto guadagnare il 14% all’anno ed altre, come quelle nate nel 1989, che nel 2009 raccolsero solo il 4% all’anno dai loro investimenti. Continua a leggere

Un prestito a tasso zero dallo Stato

Nel libro di Robert Hangstrom dedicato a Warren Buffett c’è un passaggio nel quale il guru (con la G maiuscola) di Wall Street fa un esempio molto illuminante circa l’enorme vantaggio fiscale che nel tempo viene generato dal reinvestimento automatico degli utili, senza mai “portare a casa” gli stessi con la classica vendita.

Quello che Buffett definisce “prestito a tasso zero del Tesoro” altro non è che un meccanismo di rinvio in avanti dell’applicazione dell’imposta in caso di plusvalenza. Più passa il tempo più la capitalizzazione composta lavora a nostro favore.

L’esempio di Buffett è semplicissimo.

Supponiamo di investire 1€ e di raddoppiare il capitale al termine di ogni anno. Alla fine del primo anno disporremo quindi di 2€. Possiamo scegliere di mantenere l’investimento oppure di realizzare il profitto incassando il denaro per poi reinvestirlo successivamente al netto delle tasse. In quel caso al termine del primo anno di investimento disporremo di 1,74€ (ipotizzando una tassazione del 26%), 2€ nel caso di non realizzo dell’utile. Continua a leggere

Nonostante tutto ci preoccupiamo delle perdite

Come nel 2016, anche in questo mese di agosto riprendiamo la buona abitudine di pubblicare gli articoli più letti nel corso del 2017. Buona lettura ed arrivederci a settembre.

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La società americana Newfound Research ha pubblicato di recente una ricerca dalla quale abbiamo estrapolato un grafico a nostro modo di vedere eccellente nello spiegare l’andamento dei mercati.

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Fonte Newfound Research

Tempi, intensità ed alternanza di ogni ciclo temporale di rialzo e ribasso delle borse americane, tutto questo sintettizzato in un bel grafico di oltre 100 anni di storia.

Evidente come l’azzurro del rialzo prevale, non solo per numerosità ma anche per durata ed intensità. Allora perché abbiamo tanta paura dell’orso?

Intanto per una questione temporale. Trovarsi a qualche anno della pensione ed essere risucchiati dalla marea arancione fa diventare la visione sulla crescita del capitale azionario nel lungo periodo decisamente più offuscata.

Qualche numero è però doveroso. Dal 1903 al 2016 ci sono stati 12 bull market (compreso quello in corso) per una durata media di 8.1 anni ed un ritorno totale medio del 387%. I bear market (il prossimo sarà ovviamente il dodicesimo e state tranquilli ci sarà) hanno avuto una durata media di 1.5 anni e perdite medie totali del 35%.

Focalizziamoci sul rapporto 387 a 35. Ve lo traduco meglio, 11 contro 1. Per ogni unità di rendimento persa in un bear market ne guadagnate mediamente 11 in fase di salita. Se siete giocatori d’azzardo o esperti in probabilità dovrebbe essere tutto chiaro su qual’è il campo vantaggioso nel quale è preferibile giocare. Continua a leggere

Investire con Buon Senso va in Vacanza!

Finalmente ci risiamo, torna il mese di agosto e i blogger di Investire con Buon Senso se ne vanno in giro per il mondo sospendendo le consuete pubblicazioni.

E’ il momento di mettere a frutto un altro dei nostri Travel Plan faticosamente accumulati negli anni. Obiettivo centrato e, per quello che riguarda  il sottoscritto, un sentito grazie alla Brexit e a Theresa May.

Questo era lo scopo del Travel Plan creato esattamenter l’anno scorso dopo il referendum con cui i britannici hanno deciso di uscire dall’Unione Europea. I vantaggi per ora sono tutti dei turisti europei e con una bella obbligazione  sovranazionale in valuta inglese ho traghettato i miei soldi verso l’obiettivo.

Programmazione e risparmio, sempre loro rappresentano la preparazione faticosa ma piacevole ad un evento che quando arriva ti riempie però di orgoglio.

Ringrazio ovviamente tutti i lettori che continuano a seguirci in numero crescente. Purtroppo (o per fortuna) diversi impegni ci stanno limitando nella possibilità di pubblicare articoli con frequenza maggiore, ma nonostante tutto cerchiamo di esserci.

Come l’anno scorso ripetiamo l’esperienza della riprogrammazione estiva degli articoli più letti del 2016-2017, un aiuto magari per chi si è perso per strada qualcosa.

Ovviamente auguri a tutti di buone vacanze e a settembre torneremo con articoli  nuovi, speriamo interessanti e perchè no capaci di educarvi finanziariamente in modo ancora più profondo di ciò che è stato fatto finora.

E come sempre Buon Investimento a tutti e che sia di Buon Senso!

P.S. Aggiornamento sull’andamento del portafoglio di Archeowealth a fine luglio. +14.1% dalla partenza del primo gennaio 2015 e + 1.9% dall’inizio dell’anno. Il Dollaro debole sta mettendo a dura prova le performance degli investimenti, ma l’importante è restare positivi in termini reali (al netto dell’inflazione) e per ora obiettivo centrato!