Comunicazione ai naviganti

Investireconbuonsenso.com è nato alla fine del 2014 come blog amatoriale. Nell’idea originaria avrebbe dovuto essere un contenitore di idee e riflessioni degli autori, contenitore nel quale depositare appunti mentali o ricerche interessanti scovate in qualche angolo del web, informazioni utili da condividere con qualche amico di blog.

Nessuna consulenza finanziaria, nessuna raccomandazione di investimento, nessun segnale tecnico su specifici titoli è mai uscito da queste pagine, nel pieno rispetto di quell’attività che ogni consulente finanziario dovrebbe svolgere in modo assiduo e costante, conoscere chi si ha di fronte. Noi non conosciamo i nostri lettori e di conseguenza non possiamo e non vogliamo indirizzarli nelle scelte di investimento.

Dal varo della nave le visite dei lettori sono costantemente cresciute e gli articoli pubblicati sono ad oggi oltre 800.

Siamo stati sinceramente sorpresi dalla crescita costante dei lettori mese dopo mese, lettori molto variegati visto che vanno dai consulenti finanziari fino a piccoli risparmiatori. Abbiamo continuato così a produrre ogni giorno materiale per cercare di soddisfare l’appetito di “educazione finanziaria” della maggior parte di voi con un linguaggio (si spera) tecnico ma comprensibile.

Come ben sapete la nostra missione principale era (ed è) quella di educare finanziariamente coloro che, per svariati motivi, non hanno avuto la possibilità di approfondire certi argomenti in passato oppure che semplicemente, spinti da curiosità, vogliono vederci più chiaro nell’oscuro mondo della finanza.

Il ritmo quotidiano di pubblicazione non era però nelle nostre intenzioni originarie perchè non volevamo scrivere così per riempire una pagina. A questo si aggiunge anche il fatto che i tempi a disposizione non sono sempre generosi. Non avremmo mai voluto scrivere un post banale (anche se sicuramente è successo) e nella nostra inesperienza ci siamo accorti della difficoltà di pubblicare quotidianamente.

Ora è arrivato il momento di tornare a rispettare quelle intenzioni, proprio perchè il tempo è tiranno per tutti noi e la vita a volte impone dei cambiamenti.

Ci sembra così corretto segnalare ai nostri fedeli lettori che dalle prossime settimane la frequenza degli articoli che verrano pubblicati sul blog diminuirà.

Cercheremo di essere presenti ogni settimana, tanto per cercare di fornirvi qualche pillola settimanale di buon senso, ma il ritmo al quale siete stati abituati rallenterà.

I progetti che ci attendono potrebbero coinvolgere anche questo blog o forse anche no, questo lo capiremo strada facendo.

Nel frattempo, state collegati ed ovviamente buon investimento a tutti.

Il Team di Investireconbuonsenso.com

Ogni tendenza nasce da un cambiamento

trend

Da poco ho terminato la lettura del libro di Darrell Huff Mentire con le statistiche e tra i tanti ragionamenti di buon senso che l’autore appunta sul suo libro, uno in particolare ha trovato la mia assoluta condivisione. Fidarsi ciecamente delle proiezioni statistiche  significa molto spesso convincersi che possa esistere una tendenza senza cambiamento.

Cerco di spiegare meglio il concetto.

Oggi ancora più di allora (Duff scrisse il libro di statistica più venduto al mondo nel 1954), siamo inondati da proiezioni statistiche che tendono a mostrarci il futuro sulla base dell’andamento del passato.

Lo vediamo continuamente, dalle previsioni dei risultati elettorali, fino a questioni “secolari” sulla demografia o la crescita economica.

Ho notato nell’ultimo lustro un impressionante aumento della produzione di outlook o analisi di mercato da parte delle più importanti società di ricerca finanziarie nei quali si cerca di spiegare l’impatto che deflazione tecnologica o crescita zero della demografia o ancora dell’avvento della robotica nel mondo del lavoro, avranno sul futuro degli investimenti finanziari. Continua a leggere

Vi consiglio un libro…sulla fortuna

Continua la nostra collaborazione con GPInvest. La recensione di questa settimana che offre l’amico Giorgio Pecorari riguarda il celebre libro di Nassim Taleb –  Giocati dal caso: Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita

Quando qualcuno si vanta di aver guadagnato un sacco di soldi investendo in borsa (ma non solo) è merito della sua capacità o semplicemente di una buona dose di fortuna? O forse di entrambe?

Buona visione e soprattutto buona lettura!

Giorgio Pecorari, autore del video che avete appena visto, è l’amministratore della piattaforma di divulgazione finanziaria GPInvest; un progetto che punta a ridurre la distanza tra risparmiatori e mercati finanziari, fornendo conoscenze e strumenti per gestire in modo autonomo e profittevole i propri risparmi.

Il libro commentato nel video:

giocati-dal-caso

Il mangiatore di soldi

mangi

Se in Italia ci fosse la volontà di fare veramente un’opera di educazione finanziaria bisognerebbe cominciare dalle cose più semplici per poi spiegare quelle un pò più complesse (che comunque non sarebbero  tantissime).

Certamente l’inflazione e la sua funzione di erodere il potere d’acquisto nel tempo sarebbe uno dei primissimi argomenti da affrontare.

Tante volte mi sono sentito dire da amici o investitori che il momento non era il migliore per investire. Meglio tenere i soldi in cassaforte e poi si vedrà. In alcuni casi poi si estremizza arrivando alla sfiducia totale nel sistema bancario e finanziario preferendo tenere i contanti a casa per sempre.

Ciascuno di noi fa scelte più o meno ponderate, ma permettetemi di dire che questa è una sciocchezza totale, credo dettata dall’ignoranza di non sapere qual’è il potere nefasto che esercita l’inflazione sui nostri contanti.

Nella vita quotidiana programmiamo ad esempio di comprare un oggetto fra un pò di tempo. Uno smartphone tra 2 anni, un’auto fra 5 anni, l’università dei figli fra 10 anni, la casa fra 20 anni.

Tutto corretto, peccato che ragioniamo sempre a parità di potere d’acquisto costante. Partiamo con un importo in testa, magari siamo bravi e risparmiamo quella cifra nel nostro piano di investimento, poi quando arriviamo al dunque ci accorgiamo che i soldi sono pochi. Continua a leggere

Rendimento chiama Rendimento

yield

Prezioso articolo di Michael Batnick sul blog The Irrilevant Investor che va ad arricchire il filone dedicato a quella che Einstein definì l’ottava meraviglia del mondo, ovvero la capitalizzazione composta degli interessi. Ho ricevuto diverse osservazioni in passato sui numeri che vengono utilizzati per creare un’affascinante curva che sale in modo sempre più parabolico verso l’alto con il passare del tempo.

C’è chi dice che è impossibile simulare ad esempio un 6% di rendimento in ogni annata per i prossimi 30 anni. C’è chi dice che certi livelli di rendimento sono troppo elevati alla luce delle valutazioni attuali e sostanzialmente impossibili da raggiungere. Tutto giusto e discutubile, ma qui noi non vogliamo promettere per non mantenere, vogliamo spiegare per capire progettando il futuro con buon senso.

Il grafico riportato sul sito dell’advisor americano mostra l’andamento dell’Etf replicante dello S&P500 in versione total return affiancato dal solo indice di prezzo S&P500. La differenza, dopo 24 anni è notevole, 284%. Ma se i dividendi incassati rappresentano il 46% di questa cifra, da dove arriva il rimanente 238%? Continua a leggere

Occhio non vede cuore non duole

hear

Un articolo apparso recentemente sul blog del celebre Robo Advisory americano Betterment  dimostra come l’eccessiva attenzione che gli investitori rivolgono al loro dossier titoli fa male.

Fa male al portafoglio (inteso come rendimento) e fa male al fisico (inteso come inutile stress). Noi ne abbiamo già parlato qui (I guardoni degli investimenti), ma dal post di Betterment emergono alcune interessanti considerazioni.

Questo fenomeno chiamato “myopic loss aversion” aumenta la percezione del rischio avvertita dal cliente all’aumentare dei login alla posizione titoli. Una eccessiva visione delle performance degli investimenti aumenta infatti la probabilità di andare a spulciare proprio nel momento in cui possono essere più intense le oscillazioni di valore del portafoglio. Nel breve termini è infatti normale vivere una fisiologica volatilità di mercato che a sua volta si riflette in smania di fare qualcosa da parte dell’investitore.

Questo tipo di atteggiamento determina così una performance comportamentale misurata dalla differenza tra ciò che avrei ottenuto stando fermo e ciò che invece è stato il risultato effettivo dell’operazione comprendendo le commissioni di negoziazione che non avrei sostenuto se appunto fossi rimasto fermo.

Continua a leggere

Punto della Situazione

Ogni tanto è giusto fare un punto della situazione sulle valutazioni dei mercati ed i grafici di Doug Short rappresentano per il sottoscritto un eccellente  riferimento.

Senza pretese e consapevoli che servirebbero paginate di analisi per arrivare a conclusioni più approfondite, cominciamo con i principali criteri di valutazione fondamentale del mercato azionario americano. Non ci sono grandi dubbi circa il fatto che dopo oltre 8 anni di bull market le borse sono acquistate in questo momento a caro prezzo. Nella migliore delle ipotesi (il QRatio di Tobin) abbiamo valutazioni distanti almeno il 50% dalle medie storiche. La media dei 4 valori presi in considerazione da Doug Short ci porta a due deviazioni storiche di distanza dalla media storica.

peValutazioni care non significa necessariamente rendimenti elevati per tutti coloro che hanno investito. Chi ha comprato nel 2000 ha finora vista un ritorno nominale del 49.2% sullo S&P500 e del 11.2% sul Nasdaq. Siccome un investimento si valuta in termini reali (quindi al netto dell’inflazione) si può vedere dal grafico successivo come ancora c’è qualcuno che maledice il buy and hold.

2000 Continua a leggere

Il Fattore Tempo

time

A luglio dell’anno passato avevamo pubblicato il post “Onde Sismiche”.

Capisco che, in seguito ai recenti e tragici eventi, per alcune persone possa non essere gradevole l’associazione (e me ne scuso fin da subito), però l’articolo serviva in quel momento per chiarire come nel breve periodo cercare di prevedere l’andamento di un asset finanziario risulta essere un’attività molto complicata.

Voglio provare a chiarire ancora meglio il concetto di quanto sia importante il fattore tempo negli investimenti nelle righe successive. Lo farò utilizzando un esempio tratto dal libro di Charles Ellis – Winning the Loser’s Game, 6th edition: Timeless Strategies for Successful Investing

Supponiamo di avere un’azione che oscilla tra 49 € e 50 €, una differenza di 1 € ovvero circa il 2% di movimento intraday.

Sappiamo anche che l’azionario mondiale nel lungo periodo offre tassi di rendimento annui nominali di circa il 9% (numero che cambia a seconda delle medie utilizzate, ma prendo questo tanto per usarlo come esempio). Continua a leggere