Quanto “costa” la volatilità

Grafico, Diagramma, Recessione

Uno degli errori più comuni che trovo spesso tra gli investitori è quello di prendere i rendimenti medi di un prodotto e di un indice e arrivare alla conclusione che X ha reso mediamente Y%, ad esempio negli ultimi 20 anni.

Il rendimento effettivo di un investimento finanziario non si misura purtroppo con una semplice media aritmetica e già nell’articolo dedicato alla sequenza dei rendimenti vi ho spiegato quanto importante risulti essere la volatilità.

Prima di spiegare come si converte un rendimento medio nel vero rendimento di un investimento, dobbiamo però riprendere il concetto di volatilità.

La volatilità è quella sanguisuga che,come l’inflazione, erode una parte del rendimento medio di un investimento.

Al netto della volatilità il risultato sarà il vero rendimento, ovvero il tasso annuo composto di crescita del capitale (la sigla inglese è CAGR).

La differenza tra il rendimento medio e il CAGR è determinata proprio dalla volatilità.

La volatilità è misurata come deviazione standard dei rendimenti.

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Da accumulatore e decumulatore

tvscale

Quando questo blog ha cominciato a pubblicare i suoi primi articoli (dicembre 2014 e per i nostalgici questo è stato il primo articolo) in Italia i blogger che si dedicavano alla finanza personale erano veramente pochi.

Naturalmente il trading, l’azione o il settore vincente, il forex, erano e rimangono molto apprezzati dai surfisti italiani del web. In pochi anni però c’è stata un’esplosione di blogger dediti alla personal finance, ognuno con la propria ricetta su come investire nel migliore dei modi durante la fase di accumulo del capitale.

Un compito tutto sommato facile perché rivolto prevalentemente ad una platea giovane e non di pensionati o persone in procinto di diventarlo.

Facile perché in fondo seguendo qualche regola di buon senso, il tempo consente ad ogni accumulatore di rimarginare quelle ferite che occasionali tempeste sui mercati vanno ad infliggere ad un piano di investimento.

Dove non arrivano poi i mercati con i loro rendimenti possiamo arrivare noi aumentando il risparmio o ricavando di più da extra lavori o, in casi estremi e con inevitabili effetti collaterali, rischiando di più sugli investimenti stessi.

Se i blogger maestri dell’accumulazione si sono moltiplicati, gli esperti di decumulazione non si vedono all’orizzonte e penso che difficilmente si paleseranno. Continua a leggere

L’asset allocation di ArcheoWealth (secondo trimestre 2021)

Il 2021 continua a stupire, almeno per quello che riguarda i risultati ottenuti dagli investimenti finanziari a maggior premio per il rischio.

Massimi storici a ripetizione a Wall Street, borse europee che finalmente si sono lasciate alle spalle i top di inizio secolo, utili aziendali che volano e mercato obbligazionario che sembra aver trovato un parziale equilibrio dopo un primo scrollone generato da un’inflazione decisamente più infuocata del previsto.

Il portafoglio di Archeowealth ringrazia perchè si trova nel bel mezzo di una bonanza finanziaria che alza ancora l’asticella delle performance. Quello che era un progresso  del 3,5% alla fine del primo trimestre, diventa così +8,3% al termine del primo semestre.

Il bilancio a 12 mesi supera il 17% al netto dei costi di un portafoglio di investimento che non supera i 18 centesimi per anno. Non andrà sempre così ma intanto i margini di sicurezza sul capitale inizialmente investito aumentano. E durante un percorso di pianificazione di lungo periodo questo è un primo importante step che offre maggiore tranquillità.

Il montante (ovvero il capitale che potrei utilizzare immediatamente dopo aver venduto tutto gli ETF sul mercato, che bello possedere strumenti liquidi!) in tre mesi è aumentato di quasi 3 mila euro superando di oltre 23 mila euro il valore di partenza di 50 mila euro del primo gennaio 2015.

Per i nuovi del blog questa è la data di partenza di un portafoglio di investimento che ha accompagnato trimestralmente i lettori con la speranza di convincerli dell’efficacia del portafoglio pigro con qualche piccolo ritocchino occasionale.

Il +46% dalla partenza per un’asset allocation bilanciata dovrebbe proteggere il capitale anche da shock simil Grande Crisi Finanziaria del 2008.Uno stress test condotto su una piattaforma professionale stima in 6-7% la massima perdita del portafoglio complessivo qualora si ripresentessa un altro default Lehman.

Non voglio cantare vittoria, visto che lo scopo è quello di incrementare il valore iniziale tenendo il passo dell’inflazione più un premio per il rischio, ma posso dire che una buona parte del capitale iniziale è al sicuro vista anche un’allocation non certamente di rischio sfrenato. La volatilità annua del portafoglio viaggia infatti attorno al 9%.

Il merito di questo risultato va ad una somma di stagioni fortunate, ma anche della capacità di mantenere il sangue freddo durante un bear market ed un quasi bear market (2020 e 2018). Non ho venduto perchè il mio obiettivo era investire e non speculare.

Con la performance del primo trimestre 2021 il cosiddetto CAGR, ovvero tasso di rendimento annuo composto, supera adesso il 6%, per la precisione diventa 6,2%. Oltre il mio target di lungo periodo. Continua a leggere

L’ascensore per l’indipendenza finanziaria

Ascensore, Persone, Verso Il Basso

Nelle ultime settimane è stato installato un ascensore all’interno della palazzina dove abito. Non certo un impianto gigante, qualche piano e nulla più, ma la sua costruzione mi ha fatto pensare che in fondo non c’è molta differenza tra installare ex novo un ascensore e pianificare ex novo un investimento finanziario.

Prima di installare un ascensore all’interno di una casa già costruita da tempo serve infatti il parere di un esperto che possa progettare il lavoro. Le scale vanno ridimensionate per far passare la cabina. Il taglio delle scale richiede precisione e soprattutto elevate competenze progettuali.

Prima di partire con i lavori vanno richieste le obbligatorie autorizzazioni comunali, ma prima ancora è opportuno chiedere più di un preventivo di spesa per capire quale sarà l’impegno finanziario. Un catalogo sarà utile per comprendere costi ed estetica del prodotto.

Compiuta la scelta (compresi gli optional) e definita la cifra, andremo a fare anche due calcoli sul vantaggio fiscale che in un certo arco temporale ci riconoscerà lo Stato per l’opera di ristrutturazione edilizia.

Accettata la proposta partono i lavori. La ditta incaricata di installare l’ascensore acquisterà il materiale e nel frattempo comincerà i lavori preparatori. Misure e taglio delle scale. A seguire costruzione della fossa che fungerà da base di appoggio della cabina. Installazione dell’armatura esterna, dei vetri, dell’impianto elettrico, delle funi di traino e sicurezza ed infine della cabina.

A quel punto partono i collaudi e finalmente, con il pagamento dell’ultima rata, potremo utilizzare il nostro ascensore per salire in cima. Obiettivo raggiunto

Adesso vi chiederete cosa tutto questo può servire a chi vuole investire del denaro. Continua a leggere

Come investire i primi 10 mila euro

L’aspetto positivo di partecipare alle discussioni di Reddit sul tema finanza personale (a proposito chi vuole seguirci ci trova qui come u/Investbuonsenso ) è quello di poter avere un posto privilegiato per osservare le richieste degli utenti che vanno per la maggiore.

Essendo un’ambiente frequentato prevalentemente dalle nuove generazioni i quesiti sono in buona parte indirizzati verso il tema come investire piccole cifre, diciamo dai 5 ai 10 mila euro.

Piccole cifre per chi ha già maturato un capitale importante, ma grandi cifre per chi ha appena cominciato il lungo viaggio da investitore. Sono i primi mattoni di una casa che si spera possa diventare con il tempo solida, ricca e fortunata. Giustamente il frutto dei sacrifici deve essere protetto e coccolato.

Le risposte che leggo su Reddit si spaccano sostanzialmente in due. Metti da parte l’intero capitale come scorta di sicurezza. Oppure, sei giovane e quindi investi tutto in un bel ETF di Vanguard azionario.

Concettualmente sono corrette entrambe ma all’atto pratico, a mio modo di vedere, sono sbagliate entrambe perché manca un’appendice necessaria.

Cercherò di spiegarmi meglio con un esempio.

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Il vaccino e il miglior investimento del mondo

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Qual’è il vaccino migliore del mondo per combattere il Covid? Qual’è l’investimento migliore del mondo per diventare ricchi il prima possibile?

Naturalmente la risposta più sincera che mi sento di dare a queste due domande è non lo so e non lo so.

Ma se ci pensiamo un attimo il nostro atteggiamento verso il vaccino non è tanto dissimile da quello verso la scelta di un investimento.

Alzi la mano chi non ha cercato su Google almeno una volta negli ultimi mesi quale potrebbe essere il vaccino migliore, con i minori effetti collaterali, con la ricerca e le tecnologie di produzione più sicure, il più adatto per le nostre probematiche di salute, ecc…

Ed alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha mai cercato in rete o presso fonti alternative quello che potrebbe essere il fondo o l’ETF più sicuro, efficiente e redditizio. Per non parlare poi della ricerca spasmodica del tema di investimento che rivoluzionerà il mondo o dell’azione candidata a diventare la nuova Amazon.

Ma non finisce qui.

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Buon compleanno Dow Jones

Torta, Compleanno, Buon Compleanno

Auguri di buon compleanno all’indice azionario americano per eccellenza, il Dow Jones Industrial.

Ben 125 anni dopo la prima campanella datata 26 maggio 1896, questo vecchietto non sembra affatto sentire il peso degli anni fresco reduce da nuovi massimi storici proprio nel 2021.

Osservando il grafico seguente capiremo di che pasta è fatto un investimento di lungo periodo, inapplicabile ovviamente per ragioni anagrafiche, ma dimostrazione vivente di come crisi, guerre, pandemie non hanno impedito a nonno Dow di crescere ad un tasso annuo composto di rendimento del 6,95% con 1464 massimi storici.

Fa sorridere pensare agli inutili titoli di giornale, agli acchiappa clic del web, e a tutta quella retorica che puntualmente tenta di segnalare l’ennesimo massimo storico dell’indice come il segnale del crash dietro l’angolo oltre che della solita irrazionale euforia.

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