Chi è diventato milionario dal 2000 ad oggi? Vivere di rendita #12

Ma quanti soldi avrei dovuto investire un paio di decenni fa per diventare oggi un milionario, potermi permettere di abbandonare il lavoro e vivere di rendita?

Alzi la mano chi di noi non ci ha mai pensato. C’è chi cerca rapide ed improbabili scorciatoie con Superenalotto e scommesse varie, c’è chi invece si prepara per tempo e con una giusta dose di programmazione, buon senso e fortuna riesci a centrare l’obiettivo.

Obiettivo non semplice e che richiede grandi sacrifici soprattutto nella fase iniziale del percorso.

Come ben sappiamo la capitalizzazione composta dei rendimenti lavora alquanto bene dopo parecchi anni e per creare la base di capitale utile a raggiungere l’obiettivo il tasso di risparmio deve essere decisamente elevato. Già ma quanto elevato?

Ho deciso di portarvi quest’oggi un caso reale basato su un ipotetico investimento sull’azionario mondiale qui rappresentato dal Msci World. Continua a leggere

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Fondi Absolute Return, quando il valore assoluto certo è quello dei costi

L’introduzione della normativa Mifid II ha aumentato in modo importante l’attenzione che gli investitori e gli addetti ai lavori stanno adesso rivolgendo ai costi dei prodotti finanziari.

Soprattutto il mondo del risparmio gestito sta vivendo una fase nuova nella quale gli investitori  stanno cominciando (o cominceranno presto) a “scoprire” in termini monetari quanto in realtà stanno pagando sui fondi di investimento.

I rendiconti sono in fase di invio da parte di tutte le banche con la clientela che al ritorno dalle vacanze non avrà una “simpatica” sorpresa.

Chi ha pensato fino ad oggi di potersela cavare semplicemente scaricando da internet un documento informativo (altresì detto KIID o Key Investor information document) ed interpretando la percentuale delle spese correnti come il costo finale è un illuso. Ben presto scoprirà infatti come quelli che sono definiti costi correnti non sono assolutamente il totale dell’onere sostenuto per rimanere investito in un determinato fondo.

Leggi anche: La capitalizzazione composta…dei costi Continua a leggere

Piano di accumulo nel settore immobiliare: contrastare i tassi negativi con i REIT (9° puntata)

Villa, Estate, House, Luxury

Aggiornamento consueto del mio piano di accumulo nel settore immobiliare.

Spiegata la volta scorsa la differenza tra equity e lending crowdfunding condivido con voi come sta andando la mia idea di costruire una progressiva (e per ora piccolissima) rendita grazie ad investimenti molto diversificati  collegati al mercato immobiliare.

Vediamo allora cosa ho fatto da maggio a oggi anche perchè sono intervenuto con acquisti sia sulla piattaforma di Housers, per rinforzare partecipazioni già esistenti e che finora non hanno mai mancato un pagamento di interessi, sia comprando sul mercato nuove quote di un ETF che investe su REIT ed azioni immobiliari europee.

Leggi anche: Piano di Accumulo nel settore immobiliare con ETF e Crowdfunding Housers (6° puntata) Continua a leggere

Strategie Low Volatility, Pro e Contro

Chi di noi non sogna di poter investire il proprio denaro ottenendo rendimenti superiori alla media con rischi inferiore alla media.

Un pò quello che promettono (senza mantenere) i cosiddetti fondi unconstrained come il tanto celebrato H2O Allegro, coinvolto la settimana scorsa nella sospensione del rating da parte di Morningstar e che ha sollevato più di un dubbio circa la qualità e soprattutto la liquidità di parte degli attivi contenuti nel fondo stesso. I dubbi erano fondati visto che la vendita forzata di certi asset ha portato ad un calo consistente nel NAV del fondo.

Del resto ognuno di noi vorrebbe prestare i propri soldi ad un personaggio ambiguo (per essere buoni) come Lars Windhorst ; ognuno di noi vorrebbe investire i propri risparmi in obbligazioni assolutamente illiquide  dai nomi accattivanti come La Perla Fashion o Trent Petroleum o Voltaire piuttosto che Everest MedTech. Obbligazioni possedute praticamente solo dal fondo a cui abbiamo dato tanta fiducia.

Ma del resto ci piace crogiolarci nell’idea che se questi super gestori hanno sembre battuto il mercato (in che modo è tutto da verificare) potranno farlo in futuro anche coi nostri soldi, vero?

Vabbè per ora accantoniamo il tema e lasciamo perdere i sogni, ma sul finale vi regalerò una chicca. Continua a leggere

Trasferirsi in Portogallo e Vivere di rendita #10

Lisbon, Portugal, Places Of Interest

Seconda puntata finalizzata alla ricerca di luoghi europei nei quali la filosofia F.I.R.E. (Financial Independence Retire Early) può trovare la sua applicazione concreta.

Ricercare un luogo dove vivere con un costo della vita inferiore a quello attuale e rendere sufficiente il capitale che abbiamo accumulato per vivere di rendita è una delle soluzione percorribili.

Come detto nell’articolo precedente dedicato alle Canarie, non necessariamente si può adottare questa soluzione trasferendosi all’estero. Esistono diverse ed interessanti opportunità anche in Italia basta accettare l’allontanamento da alcune “comodità”.

Leggi anche: Trasferirsi alla Canarie e Vivere di rendita #9 Continua a leggere

Come capire quanto costa un ETF

Quando un investitore decide di investire in ETF molto spesso basa i suoi criteri di selezione tra strumenti che replicano il medesimo indice scegliendo quello con le spese correnti più basse.

Ne abbiamo parlato pochi giorni fa nel post “Perchè scegliamo un ETF”.

Le spese correnti indicate in qualsiasi KIID non sono però il metro di misura migliore per capire i reali costi che sopportiamo come investitori quando vogliamo acquistare un ETF.

Il TER (o Total Expense Ratio) non è infatti l’unico costo che grava su un ETF e non rappresenta assolutamente l’unico indicatore utile a capire qual è lo strumento più conveniente.

Ai costi interni dello strumento si sommano infatti costi esterni non contollabili dal gestore ma che gravano naturalmente sull’investitore nel momento dell’acquisto e del possesso.

Ma vediamo innanzitutto cosa è compreso nel TER. Continua a leggere

Piano di accumulo nel settore immobiliare: la differenza tra equity e lending crowdfunding (8° puntata)

 

Villas, Property, Real Estate

Il crowdfunding immobiliare sta crescendo in modo lento ma inesorabile anche in Europa. Non siamo ancora ai numeri “americani”, ma il fenomeno merita attenzione.

Secondo il terzo Report italiano sul Crowdinvesting diffuso a luglio dello scorso anno dal Politecnico di Milano, a giugno 2018 erano più di 100 le piattaforme attive nel mondo e quasi la metà erano concentrate in Europa.

Numeri importanti che ancora non trovano però riscontro nei volumi. Seppur in crescita, la raccolta in Europa a giugno 2018 si attestava a 2,1 miliardi di Euro contro i 5,8 miliardi di Dollari degli Stati Uniti.

I bassi rendimenti offerti dalle obbligazioni governative e corporate stanno spingendo gli investitori di tutto il mondo occidentale alla ricerca di nuove soluzioni.

Lo abbiamo fatto anche noi con il nostro personale Piano di Accumulo basato su Crowfunding immobiliare. Ne parleremo nell’ultima parte del post. Continua a leggere