Chi è sempre occupato è il nuovo stupido – Vivere di Rendita #6


Quella miniera di informazioni che è YouTube ci permette di trovare ogni tanto qualche contenuto di interesse per chi vuole portare avanti l’idea di risparmiare tanto per raggiungere l’indipendenza finanziaria e vivere di rendita.

Il video a cui facciamo riferimento è quello di qualche anno fa in cui Warren Buffett e Bill Gates sostennero che i nuovi stupidi sono coloro che cercano di dimostrare agli altri (o lo fanno effettivamente) che sono sempre impegnati sul lavoro, con la mente alla ricerca di continue nuove idee per fare business. Di seguito riporto una mia trascrizione in italiano del dialogo.

Gates: Ricordo Warren che mi mostra la sua agenda. Io avevo ogni minuto impegnato e ho pensato che quello era l’unico modo per fare le cose. Il fatto che lui fosse così attento circa il suo tempo…

Buffett passa la sua agenda al moderatore

Gates: Ha giorni in cui non c’è niente…stia attento è molto tecnologica quell’agenda (risate).

Moderatore: Questo è il mese di aprile…e ci sono solo tre voci per una settimana (risate)

Buffett: Certo, potrebbero diventare quattro entro aprile…(risate)

Moderatore: Quindi Bill cosa ti ha insegnato questa cosa? Non ammucchiare troppi impegni e trovare tempo per leggere, pensare e…

Gates: Giusto. Tu controlli il tuo tempo. Sedersi e pensare diventa una priorità più alta di qualsiasi cosa che un amministratore delegato potrebbe fare. Tutte le persone vogliono il tuo tempo, ma riempire tutto il tempo non è un significato assoluto di serietà. Il tempo è l’unica cosa che non puoi comprare.

Buffett: Esatto. Io posso comprare fondamentalmente qualsiasi cosa che voglio, ma non posso comprare il tempo. Quindi avere il tempo è la cosa più preziosa che ciascuno di noi può avere. Bisogna stare molto attenti con lui. Non ci saranno per me modi di poter comprare più tempo in futuro.

 

Ognuno potrà trarre le sue conclusioni. Alcuni diranno che è facile parlare in questo modo se sei ipermiliardario. Altri etichetteranno come ipocrisia questo video. Altri ancora troveranno vuote queste frasi.

Io penso che su una cosa nessuno può discutere.

Il tempo non si può e non si potrà mai comprare.

Il tempo è la risorsa più rara e preziosa che esiste ed anche se può sembrare complicato, riuscire a rendere la nostra vita meno impegnata e più orientata verso le nostre passioni è il miglior investimento che possiamo fare.

Ogni tanto date un’occhiata a siti come questo https://mainfacts.com/time-life-countdown-timer ,   inserite la vostra data di nascita e senza farsi prendere dall’angoscia, riflettete.

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Tra sogni e realtà – Vivere di Rendita #5

LIBERTA' FINANZIARIA

In Italia il tema pensioni è sempre molto gettonato, ma tranquilli non siamo gli unici. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono tantissimi i blog che trattano di indipendenza finanziaria e di come vivere con la rendita accumulata da una certa età in avanti. C’è chi offre consigli su come accumulare risparmi durante l’età lavorativa e c’è chi offre consigli su come comportarsi al momento del ritiro per non trovarsi con tutto il capitale bruciato dopo pochi anni.

In tempi di promesse elettorali a tema pensioni e quota 100 sarebbe sempre meglio distaccarsi un attimo dal mondo dei sogni e fare i conti con la realtà. Il mondo perfetto sarebbe quello di una libertà di scelta in cui ognuno di noi, sulla base dei tanti o pochi contributi versati alle casse pubbliche, può decidere quando staccare la spina e ritirarsi dal mondo del lavoro.

Ciascuno sarà responsabile di sé stesso e della propria famiglia e potrà decidere se 500 Euro al mese a 50 anni saranno sufficiente per il resto (quasi il doppio) dell’esistenza sua e della famiglia che rimarrà. Continua a leggere

Come costruire un portafoglio di ETF spendendo meno di 20 centesimi

20 cent etf investimento

E’ inutile negare che la sigla ETF è associata, dalla maggior parte degli investitori, all’idea di prodotto finanziario low costComprare ETF significa investire soldi spendendo poco, ma come ben abbiamo visto in altri articoli, non sempre è così.

L’aspetto singolare è però quello che l’intenzione di spendere il meno possibile subisce una trasformazione man mano che costruiamo il portafoglio di investimento. Improvvisamente si decide di investire non solo in strumenti che replicano gli indici più generalisti, bensì anche in ETF più specifici su aree geografiche, tratti di curve obbligazionarie, stili di investimento e quant’altro.

Il senso della scommessa non abbandona facilmente nemmeno l’investitore in ETF. E questo aumenta i costi, nonostante l’utilizzo di strumenti a replica passiva.

Leggi anche: Come farsi regalare un’auto dal vostro piano di investimento

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La regola del 4% – Vivere di Rendita #4

  1. Tramonto, Campo Di Papaveri, Sole

Abbiamo visto nei post precedenti come la filosofia FIRE (Financial Independence, Retire Early) prevede un’attività di risparmio molto intensa negli anni iniziali della carriera lavorativa abbinata ad un taglio piuttosto consistente delle spese e ad un piano di investimenti ben calibrato. Scelte necessarie ed utili per accumulare un capitale sufficiente alla vita autonoma senza necessariamente dover essere costretti a lavorare da un certo punto della vita in poi.

Accumulata questa fatidica somma utile a raggiungere l’indipendenza finanziaria e quindi potersi ritirare dal mondo del lavoro (almeno nelle sue forme più classiche), tutto il castello si basa su un presupposto.

Il patrimonio risparmiato deve essere completamente investito e questo investimento deve rendere mediamente almeno il 4% all’anno.

Perchè il 4% all’anno? Perchè solitamente questa è la percentuale di prelievo annuo che una persona entrata del club dei FIRE può permettersi di prelevare ogni 12 mesi mantenendo un tenore di vita costante e con un’erosione del capitale nulla o molto lenta; inflazione e tasse andrebbero comunque considerate in questo calcolo.

Un elemento di criticità di questa teoria è la non costanza del livello di rendimento del 4% a meno che non si riesca ad investire in obbligazioni con cedola a tasso fisso; un’utopia al momento.

Il mix ideale consigliato da chi studia da vicino queste simulazioni è quello di azioni ed obbligazioni in percentuali pari ad almeno 50/50. Continua a leggere

Vanguard sbarca in Italia: #4 iShares Core Msci World VS Vanguard FTSE Developed World ETF

ishares core msci world vs vanguard developed world

Dopo le recensioni di tre ETF di Vanguard pubblicate nelle settimane scorse, questa volta proseguiamo il nostro viaggio all’interno dei prodotti a replica passiva recentemente quotati in Italia dalla società fondata da Jack Bogle con un confronto tra due colossi del mondo ETF che crediamo interesseranno una buona fetta di lettori.

 iShares  Msci World Core VS  Vanguard FTSE Developed World.

Lo scopo di queste recensioni è quello di aiutare i lettori a comprendere le caratteristiche degli ETF analizzati, come investire con gli ETF e quali sono i pro ed i contro di prodotti di questo tipo.

Questa volta analizziamo il terzo ETF di Vanguard che investe nell’azionario mondiale dei paesi sviluppati mettendolo a confronto con l’ETF monstre di iShares la cui capitalizzazione è di quasi 13 miliardi di Dollari.

Recensione #3: Vanguard FTSE Developed World ETF

Il primo punto di confronto è sull’indice replicato. FTSE per Vanguard, MSCI per iShares. La scelta di Vanguard appare più favorevole in quanto copre il 98% della capitalizzazione mondiale dei 24 paesi sviluppati. iShares copre l’85% di 23 paesi sviluppati. Continua a leggere

Piano di Accumulo nel settore Immobiliare – Crowdfunding #8

Interno, Neoclassico, Design, Di Lusso

Il 31 dicembre 2018 il Sole24Ore ha pubblicato un articolo centrato sul tema “come vivere di rendita con il mattone”.

Articolo che ovviamente in pieno clima festivo mirava ad attrarre qualche migliaio di click in più nell’ultimo giorno lavorativo dell’anno, ma che tutto sommatto mi ha fatto piacere perchè ha confermato la validità di un fenomeno che credo nei prossimi anni prenderà decisamente piede, quello del crowdfunding immobiliare.

Il mio percorso è partito alla fine del 2017 (qui trovate il mio primo articolo) con un piano di accumulo da 100 Euro al mese che va avanti regolarmente e che, oltre a generare per ora una piccolissima rendita passiva, mi sta facendo conoscere un fenomeno e soprattutto delle piattaforme di crowdfunding, molto interessanti.

Nell’ultimo post vi ho parlato di Property Partner, forse la più importante piattaforma europea di crowdfunding nel settore real estate. In questo caso l’investimento è centrato sulla Gran Bretagna, ma con Housers ho avuto la possibilità di spaziare in tutto il Sud Europa (Grecia esclusa) ed ora sto monitorando altre due piattaforme specializzate nel mercato tedesco e baltico. Vi riferirò al momento opportuno se troverò interessanti queste alternative.

Ma torniamo all’articolo del Sole24Ore dove il fenomeno FIRE, di cui abbiamo cominciato a scrivere sul blog, si affaccia in modo sempre più interessante.

Leggi: FIRE. Cos’è e come si raggiunge per vivere di rendita #1 Continua a leggere

Quali sono i migliori investimenti per vivere di rendita? #3

vivere di rendita

Nelle settimane scorse uno dei più celebri blog americani che tratta il tema di come raggiungere l’indipendenza finanziaria, ha pubblicato una sua personale classifica di quali sono gli investimenti utili per poter approdare al porto sicure del vivere di rendita.

Il blog è Financial Samurai.

La classifica è stata stilata sulla base di 5 indicatori. Rischio, Rendimento, Fattibilità, Liquidità e Grado di Attività. Questi indicatori sono stati misurati da 0 a 10. Più alto è il punteggio più alto è il vantaggio. Quindi 10 sulla voce rischio significa nessun rischio, 10 sulla fattibilità significa che tutti possono realizzare quell’investimento, 10 sull’attività significa che con poco sforzo si ottiene il risultato. Se invece troviamo uno zero sulla liquidità significa che quell’investimento è difficilmente smobilizzabile in pochi giorni.

Gli investimenti finanziari valutati  da Financial Samurai per raggiungere l’indipendenza finanziaria sono stati 8.

Certificati di deposito bancari, obbligazioni, immobili fisici, prestiti peer to peer, dividendi azionari, private equity, real estate crowdfunding, attività personali.

Ovviamente in America ognuno di questi settori ha un’offerta maggiore rispetto a quella che possiamo trovare in Italia, ma possiamo comunque cercare di calare questa proposta nell’universo investibile disponibile per un italiano e vedere se il ranking di Financial Samurai può trovarci d’accordo o meno.

Intanto ecco lo score finale del blogger americano. Continua a leggere