L’asset allocation di ArcheoWealth (primo trimestre 2021)

+24% negli ultimi 12 mesi, +3,5% nel primo trimestre 2021. Questi i numeri più importanti che sintetizzano la storia di 365 giorni tutti vissuti all’insegna del toro da parte dei mercati azionari, ma non di tutte le porzioni dell’asset allocation di ArcheoWealth.

Se infatti l’azionario ha proseguito senza indugio la sua corsa, mercato obbligazionario e oro hanno battutto in testa dopo anni di crescita. Ci sta, non tutto sale sempre e in linea retta. Prendere fiato è salutare, nella vita come in finanza. Con i risultati dell’ultimo anno abbiamo avuto un esempio concreto di come si può diversificare un portafoglio, subire perdite su quasi la metà dello stesso eppure progredire con un rendimento pari a due volte quello di un titolo di stato  decennale americano.

E così in poco meno di 12 mesi il capitale sale per la prima volta sopra la soglia dei 70 mila € con una performance dal lancio del 40,6%. Per chi fosse nuovo di questo blog ricordo che il lancio di questo portafoglio di investimento in ETF fu documentato nel 2015 aggiornandolo rimestralmente con commenti ed eventuali aggiustamenti.

Con la performance del primo trimestre 2021 il cosiddetto CAGR, ovvero tasso di rendimento annuo composto, supera il 5%, per la precisione diventa 5,7% in perfetta linea con il mio target di lungo periodo. Continua a leggere

L’asset allocation di ArcheoWealth (quarto trimestre 2020)

Il 2020 rimarrà certamente nella storia. La pandemia che ha colpito l’umanità ha sconvolto il nostro stile di vita, la nostra socialità, il nostro modo di lavorare. La speranza di vivere un paio di stagioni e tornare alla normalità è sfumata alla fine dell’estate quando si è capito immediatamente che il secondo giro di ruota era cominciato. La speranza è ovviamente quella che il 2021 possa essere l’anno che metterà la parola fine a questo ciclo maledetto che dopo 100 anni dalla spagnola ha rimesso la natura al centro del mondo ridimensionando giustamente il ruolo dell’uomo all’interno di questo palcoscenico nel quale, giusto sempre ricordarlo, siamo ospiti.

Il 2020 non entrerà però nella storia dei mercati finanziari. Nuovi record storici sono stati sì raggiunti, ma chissà quanti altri verranno battuti nei prossimi anni. Nuovi record di ribassi in termini temporali molto ristretti sono stati sì battuti, ma chissà quanti altri bear market saranno eccezionali nei prossimi anni. Ma ancora una volta rimanere calmi, ribilanciare e sfruttare la volatilità ha avuto la meglio. Anche questo ha il sapore di essere un qualche cosa che si ripeterà chissà quante volte.

Le performance finali del 2020 non sono nulla di esaltante per un portafoglio investito in modo bilanciato. Ma come ripeto sempre, più un investimento è noioso, più è efficace. Ed infatti per l’asset allocation di Archeowealth il 2020 si è rivelato un anno movimentato, ma straordinariamente efficace nel mettere ulteriore fieno in cascina con un rendimento perfettamente allineato all’obiettivo finale. Il + 4,7% al netto dei costi si incastra perfettamente in quel 4/5% che dal 2015 ho sempre indicato come target. Continua a leggere

I mercati azionari NON sempre salgono nel lungo periodo

Salita, Alpinismo, Successo, Montagne

Come sanno bene i lettori del nostro blog uno dei punti fermi dell’investitore di buon senso è quello che nel lungo periodo i mercati azionari crescono sempre. Naturalmente su un’affermazione vera e finora incontestabile che proviene dai dati storici, tanti personaggi che bazzicano nel mondo della finanza ma che potrebbero tranquillamente vendere manici di scopa in Cina visto il non elevato livello di competenza ed esperienza nel campo, ricamano storie che ingannano colui che gli paga lo stipendio, ovvero il cliente.

Non tutti lo fanno in malafede, ma parecchi di questi personaggi ambigui sfruttano certi miti per sottrarre dai portafogli dei clienti fior fiore di commissioni tanto come si sa, nel lungo periodo tutto passa. Carpe diem direbbe qualcuno. Continua a leggere

L’asset allocation di ArcheoWealth (terzo trimestre 2020)

Il frullato dei mercati nel 2020 è ormai servito. Dopo una delle discese più violente e veloci della storia ed una salita altrettanto da record in termini di tempi ed intensità, ci stiamo avviando placidamente verso la chiusura di un anno travagliato. Forse proprio il 2020, se si chiuderà in questi termini, ci sta dando una grande lezione di quanto sbagliato sia guardare i mercati tutti i giorni, tutte le settimane, tutti i mesi. Pensate al fiume di emozioni che ha attraversato la mente degli investitori. Pessimismo, euforia, paura, incredulità. Tutto per arrivare ad archiviare un anno di borsa praticamente insignificante nelle performance. Lo stesso vale per l’asset allocation di Archeowealth, sulle montagne russe tutto l’anno, ma anonima nel risultato. Almeno finora. Continua a leggere

L’asset allocation di ArcheoWealth (secondo trimestre 2020)

Quando ad inizio aprile ho pubblicato l’aggiornamento del portafoglio buy and hold  di Archeowealth la paura aveva fatto breccia su una buona fetta di investitori. Le percepivo anche dai commenti ricevuti sul blog, piuttosto che dalle mail ricevute dai lettori.

Alcuni di questi investitori hanno compiuto l’errore più vecchio del mondo vendendo ai minimi e consegnando a qualcun’altro l’affare del 2020 (almeno finora). Altri per fortuna non hanno avuto nemmeno il tempo di prendere una decisione talmente veloce è stata la ripresa delle quotazioni. In pochi, ne sono sicuro, hanno comprato azioni tra marzo ed aprile ed ancora una volta i piani automatici di investimento hanno confermato la loro valenza strategica all’interno di un piano di investimento annullando l’emotività dell’investitore.

Ripredendo una delle mie scelte operative di fine marzo “per il mio portafoglio buy and hold ho preparato la mossa di gestione del rischio più semplice ed efficacie del mondo. Il ribilanciamento” posso dire di aver fatto una scelta corretta.

Poteva andare peggio, nel senso che avrei potuto ritrovarmi a fine giugno con i prezzi più bassi di un altro 30%, ma come ripeto spesso, se il mio obiettivo non è quello di fare trading ma di investire nel lungo periodo il problema non sussiste. Qualcuno di voi si è preoccupato della discesa nel valore del fondo pensione? Qualcun’altro si è preoccupato del fatto che i prezzi delle abitazioni in questi anni sono solo scesi? Direi proprio di no.

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Misurare le decisioni intelligenti di investimento con il Gamma

Investitori e consulenti finanziari sono abituati da decine di anni a parlare di Alpha e di Beta quando prendono in considerazione la performance dei fondi di investimento.

Ma cosa sono esattamente l’Alpha e il Beta? Ma soprattutto che cosa misura questo indicatore Gamma di cui parliamo oggi?

Facciamo un passo indietro ed andiamo a ripassare il significato di due indicatori tradizionali come l’Alpha e il Beta.

Il Beta misura il grado di esposizione sistematica al rischio di un portafoglio di investimento attraverso la sua asset allocation.

L’Alpha invece è quella componente residuale aggiuntiva che, tramite capacità (o fortuna) un asset manager o un singolo investitore è capace di creare tramite una gestione attiva dell’investimento svolta con asset allocation dinamica, stock picking ed altro.

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Banco di prova

Blackboard, Boys, Chalkboard, Children

  • I mercati azionari attualmente perdono poco meno del 20% rispetto ai massimi di febbraio. L’obbligazionario governativo e l’oro sono in guadagno. La strategia di un investimento bilanciato ha funzionato ancora una volta
  • Semplicità e diversificazione nella costruzione di un portafoglio di investimento pagano sempre, ma alcune componenti possono richiedere più tempo di altre per generare valore

Il 19 febbraio le borse mondiali hanno toccato il loro massimo storico. Da quel momento il mercato ha cominciato a scendere toccando un minimo il 23 marzo circa un 34% sotto il valore di febbraio. Poi il rimbalzo, tuttora in corso, in un clima di volatilità sempre molto forte. Se prendiamo l’indice Vix notiamo come lo stesso si posizionava a 15 a metà febbraio prima di toccare 80 a marzo e ridimensionarsi comunque sopra i 40 punti. Il mercato ci sta dicendo che si aspetta ancora volatilità nelle prossime settimane.

Ma hanno funzionato i cosiddetti cuscinetti ammortizzatori della caduta tipo obbligazioni e oro?

Vediamo di capire se è stato effettivamente così e, seppur con le armi sempre più spuntate, se il più classico dei bilanciati 50/50 ha ancora un senso. Continua a leggere