I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #1

Cominciamo una mini serie dei tre articoli 2018 del nostro blog più letti. Cominciamo con un post quasi profetico…

2018 anno di perdite su tutto? Possibile…

Il 2018 è un anno seriamente a rischio di  chiusura negativa sugli indici azionari ed obbligazionari. In termini di performance trimestrali rolling è già accaduto quest’anno che bond ed azioni vantassero performance negative e Vanguard puntuale ha fornito una serie di riscontri statistici interessanti focalizzati sul mercato americano proprio su queste due asset class.

Negli ultimi 30 anni  (+ primo trimestre 2018) gli indici Msci Usa e Bloomberg Barclays US Aggregate Bond sono stati monitorati nelle loro chiusure mensili. In 363 il bilancio mensile negativo per l’azionario è arrivato 126 volte (34% dei casi), mentre per l’obbligazionario 112 volte (il 31% dei casi). Stupiti vero dal fatto che equity e bond hanno avuto la medesima frequenza di perdite mensili? Continua a leggere

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Il bear market è arrivato. E adesso?

Con  il prezzo di chiusura della vigilia di Natale di 2351 punti, lo S&P500 ha perso più del 20% dai massimi di questo ciclo rialzista cominciato nell’ormai lontano 2009. Siamo tecnicamente entrati in bear market anche sul mercato azionario americano.

La misura del 20% è puramente simbolica, ma nell’ultimo secolo finanziario è stata adottata come metro universale per confermare il passaggio da un mercato toro ad un mercato orso.

Ma cosa dobbiamo aspettarci ora che questa correzione in doppia cifra è arrivata anche sulla borsa più importante del mondo?

Tanto per cominciare vi consiglio una ri-lettura di un nostro post del 2015 dal titolo “Investire sulla Borsa americana”. 

Da questo articolo potrete estrapolare un sacco di numeri e statistiche più che mai attuali, ma intanto cerchiamo di stare tranquilli. Se anche i nostri investimenti stanno perdendo il 20%, la storia ci dice che fra 10 anni c’è una bassa probabilità che un investimento sull’azionario americano risulti in perdita. Bassa non vuole dire nulla e certo, tutto può succedere; qualcuno (come sempre) comincerà presto a dire che questa volta è diverso ed il pessimismo comincerà a guadagnare terreno nelle menti degli investitori.

Personalmente vedo nelle correzioni di mercato, anche così profonde, un elemento positivo. Quello che tre mesi fa costava 100 ora costa 80 e l’anno prossimo continuerà a pagarmi il 2/3% di dividendi. Nessuno può negare che comprare ora è un affare migliore rispetto a fine settembre. Continua a leggere

Le previsioni (impossibili) dei mitici 10 giorni più frizzanti (o sfigati) dell’anno

Post pre festivo,  breve ma ricco di significato.

Ci sono punti fermi che vari studi accademici hanno confermato nel corso degli anni. L’asset allocation ad esempio contribuisce al rendimento finale di un investimento per oltre il 90%, mentre il trading offre un contributo veramente residuale.

Un’altra regola che nel corso dei tempi in tanti hanno cercato di smontare senza successo è quella dell’efficacia del buy and hold, compra e tieni gli investimenti senza muoverti.

Perdere ad esempio i 10 migliori giorni di un anno di investimento dal 1990 al 2016 avrebbe generato un ritorno medio del -13.6% sullo S&P500 (mediano -9.1%). E’ un argomento che avevamo già tratto qui ma che riprendiamo.

D’altro canto perdere i 10 peggiori giorni avrebbe generato una performance stellare media del 38.7% (mediana 35.8%).

Ricordiamo che in questo arco temporale stando fermi e non cercando di catturare l’onda perfetta lo S&P500 avrebbe guadagnato mediamente l’8.6% (mediana 9.5%).

E allora cerchiasmo di prevederli questi mitici 20 giorni di un anno, direte voi.

Peccato che esiste un piccolo problemino. Non esiste persona o algoritmo al mondo capace fino ad oggi di prevedere in anticipo i 10 migliori e peggiori giorni di trading di nessun indice al mondo. Continua a leggere

Cosa aspettarsi nel 2029?

Come sapete bene da tempo sconsigliamo la lettura delle previsioni per il nuovo anno formulate dalle grandi banche di investimento o da economisti di grido.

Previsioni che hanno una probabilità di successo pari a quella di azzeccare testa o croce dal lancio di una monetina.

Quello che invece mi “prende” decisamente di più sono quelle previsioni di rendimenti attesi per i prossimi anni. Anche qui si vede di tutto e di più con superficiali outlook che a volte servono solo per supportare (e vendere) certi prodotti.

Una di quelle che alla fine di ogni anno leggo però con la massima attenzione è quella di Vanguard. Mi piace perchè non vende illusioni. Non predica ad esempio di comprare azionario perchè nel lungo periodo offrirà rendimenti mirabolanti, così come non predica l’acquisto di obbligazionario ad alto rendimento solo perchè i rendimenti sui titoli di stato sono bassi.

E’ evidente che chi racconta queste storielle, oltre ad essere un cialtrone, sta cercando di piazzare la sua merce senza neanche conoscere granchè delle dinamiche di mercato.

Le previsioni di Vanguard mi piacciono anche perchè sono formulate in modo semplice e comprensibile; purtroppo non sono tradotte in italiano e quindi serve  una certa dimestichezza con l’inglese.

Per chi avesse voglia di dedicare una mezzoretta di tempo a questo documento ecco il link.

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Buon senso di fine anno

Post pre festivo molto breve ad uso e consumo dei nostri lettori di buon senso.

Queste due parole che costituiscono anche il nome del nostro blog, crediamo debbano essere ricordate in momenti di mercato particolarmente complicati come quelli di quest’anno dove veramente pochi investimenti sono riusciti a generare valore.

La società di ricerca Ned Davis ha verificato come in questo 2018 tra le 8 principali asset type di investimento (azionario ed obbligazionario) per la prima volta dal 1972 nessuna di queste ha guadagnato il 5% con un valore mediano che quest’anno si è assestato al -1.69%, il peggiore dagli anni’70.

L’articolo del Sole24Ore del 7 dicembre chiarisce ancora meglio il concetto ai più distratti.

Un anno record quindi che potrebbe al tempo stesso rappresentare per coloro che stanno mettendo cifre più o meno importanti sul mercato con un‘orizzonte temporale di lungo periodo.

Nel nostro piccolo inseriamo due grafici  che possono supportare in modo molto semplice le scelte di un investitore di buon senso (a tal proposito rimandiamo a questo articolo per capire il motivo).

Il primo grafico è quello dell’indice azionario Msci World, ovvero l’indice che replica le azioni mondiali e che può essere tranquillamente “clonato” tramite ETF.

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-10% sull’azionario, ed ora che si fa?

Ringrazio Ben Carlson per gli ottimi e tempestivi post presenti sul suo blog https://awealthofcommonsense.com sempre fonti di riflessione ed analisi.

La settimana scorsa Ben ha prontamente soddisfatto il desiderio dei suoi lettori incupiti dall’aver subito un calo del 10% in poche settimane sul valore dell’investimento azionario. Ovviamente nessuno ricorda il +250% dello S&P500 dai minimi del 2009 (con un rendimento annuo composto di quasi il 14%), ma va bene così la storia viene ricordata solo quando è negativa, almeno per gli investitori.

Adesso poi che il giochino “mi compro il Btp al 3% di rendimento e sono sicuro di quello che avrò ottenuto alla fine del mio percorso di investimento” impazza, è sempre più difficile convincere un investitore italiano (ed un consulente finanziario che cerca naturalmente la via più semplice per evitare il conflitto con il cliente) della bontà di un investimento azionario nel lungo periodo.

Proviamo in questa improba impresa con le statistiche estrapolate dal blog americano. Continua a leggere

Tre motivi per compiacersi di un mercato ribassista

Titolo un pò provocatorio, ma neanche tanto se ci conoscete. Uno dei post più letti del nostro blog è questo “Sei un giovane investitore? Allora spera in un bel crash di mercato” ed è per questo che abbiamo apprezzato un post sul sito MarketWatch.com di uno degli autori del celebre blog americano HumbleDollar.com, John Lim. In pratica John elenca 3 benefici di un bear market sui quali concordo pienamente.

Il primo è che una correzione nei prezzi del mercato azionario deve essere benvenuta da coloro che hanno un orizzonte temporale di investimento medio lungo.

Ottenere degli sconti su merci o servizi che acquistiamo ci fa sempre stare bene, perchè non è così anche per le azioni?

Ancora più strano è capire perchè la mente umana ha nell’immediato un godimento assoluto nell’acquisto di un bene spesso e volentieri deperibile e che perderà valore non appena usciamo dal centro commerciale o da una concessionaria di auto, mentre sta malissimo quando vede scendere il prezzo delle proprie azioni che solitamente si rivalutano nel corso del tempo. Continua a leggere