Aggiornamento di educazione (ed autodifesa) finanziaria

Karate, Calcio, Sport, Cintura, Uomo

Ogni attività che sia sportiva, professionale o di hobbistica richiede ogni tanto degli aggiornamenti o “rinfrescate” come dico io.

Non serve scrivere tanti nuovi concetti, spesso e volentieri sono sempre quelli che girano.

E allora rispolveriamo dall’archivio un vecchio post sempre attuale. Buona lettura.

Il mondo degli investimenti si sta aprendo come non mai al risparmio privato e nei prossimi anni la consulenza tenderà a diventare sempre più personalizzata e mirata agli obiettive delle persone e dei nuclei familiari. Tutto questo porterà alla ribalta nuove figure di professionisti del settore e prodotti innovativi che si andranno ad affiancare all’esistenze.

La tecnologia sta già per fortuna facendo un’adeguata selezione naturale di questo mondo e se a questo venisse abbinata un’opera di educazione adeguata già a partire dalle generazioni più giovani ci sarebbe di che essere soddisfatti. Il mondo però non è perfetto ed ogni risparmiatore dovrà cercare di difendersi da facili promesse improntate al guadagno di breve periodo e da paroloni altisonanti che usciranno da campagne di marketing aggressive.

Sarà perciò necessario attrezzarsi con qualche filtro di difesa da seguire quando si sceglie di affidare i propri risparmi ad un prodotto gestito o ad un consulente finanziario (advisor come si dice oggi).

Ho provato a stilare alcuni punti dai quali potrete secondo me dedurre molto agevolmente se la vostra scelta è corretta o meno. Continua a leggere

Tempo prezioso

Meb Faber è capace di produrre post sul suo blog sempre molto provocatori ed anche stavolta ha colpito nel segno. Personalmente qualche osservazione critica all’articolo che trovate qui ce l’ho, ma ciò che Meb ha cercato di focalizzare è proprio il dispendio di energie e tempo che come investitori non professionali dedichiamo allo studio dei mercati per cercare di catturare extrarendimenti.

Se gli investitori professionali faticano ad ottenere extra rendimenti superiori al punto percentuale, figuriamoci un amatore che non dispone di quella mole di informazioni e ricerche che invece favoriscono gli investitori professionali.

Ogni investitore, anche il più piccolo ed insignificante, dovrebbe dedicare un po’ di tempo a “educarsi” finanziariamente. Leggere qualche buon libro, leggere qualche blog di qualità e poi perché no testare sul campo anche con risultati negativi certi concetti.

L’educazione finanziaria non dovrebbe però trabordare nel desiderio di essere migliori dei professionisti della finanza. Se falliscono loro, perché voi dovreste fare meglio? Continua a leggere

Come moltiplicare per 40 il capitale in 100 anni (garantito al 99.9%)

L’anno scorso le principali testate giornalistiche specializzate in economia e finanza hanno messo in risalto tra incredulità e scetticismo la previsione di Warren Buffett. Il guru di Omaha ha infatti dichiarato apertamente come tra 100 anni il Dow Jones toccherà quota 1 milione di punti.

Qui la news http://www.trend-online.com/prp/buffett-dow-jones/

Considerando che il Dow gira in questi mesi attorno ai 24-25 mila punti, la previsione di Buffett ci porta a concludere che un investimento fatto oggi sulla borsa americana fra un secolo avrà un valore 40 volte superiore.

Investite 25.000 Euro oggi per vostro figlio appena nato (o nata) e se avrà la fortuna di diventare centenario lascerà in eredità ai vostri nipoti 1 milione di Euro.

Lo so già cosa state pensando. La solita sparata fatta ad arte per far luccicare gli occhi dei potenziali investitori, ma sostanzialmente irrealizzabile.

E invece no cari amici. Il vecchio Warren è un volpone e non vuole certo essere messo in difficoltà da un pubblico di scettici o da trader rampanti che non vedono l’ora di proclamarne la sua fine come mago della finanza.

Se vi dicessi che Buffett è stato anche fin troppo conservativo e prudente mi credereste?

Ora ve lo dimostro. Continua a leggere

Il gioco delle medie

Una delle questioni meno pubblicizzate nel mondo finanziario, ma fondamentale nel definire scenari di rendimento futuri, è legata al tipo di media da utilizzare quando si  estrapolano i dati del passato per sintetizzarli, appunto, in numeri medi. La diatriba sta nella scelta della tipologia di formula da utilizzare per fare una sintesi,  aritmetica piuttosto che geometrica.

Non entro nel dettaglio di quali sono le caratteristiche dell’una piuttosto che dell’altra (lascio a qualche lettore super esperto di matematica eventuali commenti), ma nella sostanza la media aritmetica è semplicemente la somma dei dati divisa per il numero di rilevazioni. La media geometrica alla somma sostituisce la moltiplicazione dei numeri estraendo la radice quadrata invece che dividere per le rilevazioni.

Tornando ai mercati i dati storici dicono questo:

Fonte Damodaran

Capite bene che fa differenza tra avere un rendimento annuo al 11.53% ed un rendimento del 9.65%. Se facciamo una simulazione a 40 anni di un investimento di 10 mila Euro la differenza è notevole. Nel caso di un rendimento annuo del 9.52% ci ritroveremmo con un montante finale di 443 mila Euro. Qualora il rendimento salisse, come da media aritmetica al 11.42%, il montante diventerebbe du 942 mila Euro. Sì avete capito bene, 500 mila Euro di differenza solo cambiando la media con la quale viene fatta la simulazione. Continua a leggere

L’impatto dei guadagni

Nell’articolo l’impatto delle perdite avevamo dimostrato quanto importante fosse diversificare il proprio investimento per evitare di incorrere in rovinose perdite che avrebbero richiesto sforzi decisamente ciclopici per recuperare almeno il proprio capitale investito.

A beneficio dei lettori riproponiamo la tabella che dovrebbe scoraggiare chiunque dal prendere iniziative temerarie.

Se perdete il 50% del vostro capitale l’investimento dovrà fare il 100% di utile per recuperare almeno il punto di partenza e fare pari e patta.

Già, ma se invece di perdere il 50% il nostro investimento guadagnasse il 50%? La domanda può sembrare stupida, ma se ci pensiamo un attimo siamo bombardati da messaggi di consulenti/gestori che privilegiano il contenimento del rischio di ogni investimento. Continua a leggere

Le performance passate non sono indicative di quelle future…soprattutto se manipolate

Titolo provocatorio quello del post di oggi, ma che mira a fare un pò di chiarezza sui differenti modi di presentare i rendimenti  di un indice o di un prodotto finanziario. Abbiamo già parlato parzialmente di questi temi qui e qui , ma certi concetti è meglio ogni tanto rispolverarli e se possibile aggiornarli.

Di seguito scriverò tre modi alternativi di presentare un rendimento.

Rendimento di prezzo e Rendimento total return

Se l’indice nel quale ho investito partendo dal prezzo di 100 alla fine dell’anno raggiunge il valore di 110, ho un rendimento di prezzo del 10%. Se durante l’anno ho incassato un dividendo di 4 ho un rendimento total return di 100+10 di prezzo+4 di dividendo = 114 ovvero il 14%.

Se prendiamo l’indice S&P500 degli ultimi 20 anni il rendimento da solo prezzo è stato del 181%. Se però aggiungiamo i dividendi il rendimento totale diventa del 306%.

La differenza è notevole, ma questo trucchetto può essere usato anche per occultare performance non esaltanti. Se io confronto l’andamento del mio fondo con un benchmark solo prezzo il gioco è fatto. Peccato che un rendimento di mercato non è mai solo prezzo visto che ogni anno i dividendi (alti o bassi non importa)  su un indice li incasserete sempre generando l’indice corretto con cui confrontarsi, ovvero quello total return.

Rendimento nominale e rendimento reale Continua a leggere

La regola del 300 per l’indipendenza finanziaria

Nelle settimane scorse mi ha incuriosito un post pubblicato dal blog inglese Monevator. L’oggetto dell’articolo è la cosiddetta regola del 300 utile a chi cerca l’indipendenza finanziaria.

Sinceramente non la conoscevo e, come puntualizza giustamente l’autore, possono esistere strumenti molto più raffinati e scientifici nel determinare il fabbisogno di denaro necessario per vivere senza dover dipendere dal lavoro, ma la semplicità con cui questa regola offre il risultato è un qualcosa che personalmente ho trovato sorprendente.

Cercherò di spiegare questa regola in modo semplice per renderla comprensibile (ed applicabile) a tutti.

Quando si pensa di aver raggiunto la libertà finanziaria è necessario disporre di un capitale adeguato al fine di mantenere lo stesso tenore di vita pre ritiro senza intaccare più di tanto il patrimonio finanziario.

Il primo esercizio da fare è quello di esplicitare il volume mensile medio delle spese sostenute. Prendiamo per esempio 2 mila Euro, ovvero 24 mila Euro in un anno. Continua a leggere