I 3 articoli più letti del 2018 su Investireconbuonsenso.com #3

Chiudiamo la mini serie degli articoli più letti del 2018 sul nostro blog Investireconbuonsenso. Siccome siamo alla vigilia di un nuovo anno non è mai troppo tardi per fare scelte di investimento importanti a favore dei nostri bambini. La nostra idea regalo per il 2019 è questa.

Diario di un papà investitore – Perchè regalerei un fondo pensione ad ogni bambino

Tutte le volte che ho sbagliato un investimento finanziario ho appreso da quell’errore delle informazioni che nessun consulente, professore, analista o blogger avrebbe mai potuto passarmi. Siamo fatti così, in fondo finchè non tocchiamo con mano difficilmente crediamo a ciò che sentiamo dire in giro. Per questo sono assolutamente convinto che ogni giovane o meno giovane investitore devono almeno una volta nella vita provare prodotti costosi, complessi o scarsamente redditizi per capire dove sta l’errore.

Non ho nulla contro i consigli sensati, tutt’altro, però spesso leggo messaggi fuorvianti che confondono le persone. Recentemente è apparso questo articolo https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/18/pensioni-perche-la-previdenza-complementare-e-rischiosa-e-non-conviene/4361297/

curato dal Prof.Beppe Scienza. Noto critico (spesso a ragione) dei prodotti finanziari e fortemente avverso ai fondi pensione.

Quello che però non capisco dell’articolo è la demonizzazione di uno strumento che, con i giusti costi e la giusta asset allocation, dovrebbe essere regalato ad ogni bambino appena nato. So che il prof.Scienza si starà facendo una gran risata però sono assolutamente convinto di quello che dico. Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Per un attimo ho pensato alla polizza Penso a Te di Intesa, ma poi… (Puntata n.6)

Alla ricerca di soluzioni di investimento ottimali per mettere da parte un capitale a favore dei miei figli, su consiglio di un amico, sono andato alla ricerca di qualche informazioni  più dettagliata su una polizza di Intesa San Paolo Vita chiamata Penso a Te.

Prima di qualsiasi lasciapassare dato ad un consulente  sull’acquisto di un prodotto finanziario, consiglio a tutti quanti di leggersi attentemente la documentazione del prodotto messa a disposizione della potenziale clientela sui siti delle società assicuratrici. E’ un obbligo che hanno per dovere di trasparenza, sfruttiamolo al meglio.

Per la polizza Penso a Te questa è la pagina dalla quale attingere le informazioni più utili.

Come già abbiamo fatto su questo blog per il prodotto di Poste Italiane, anche per questa polizza assicurativa di ramo primo abbiamo spulciato nel prospetto per capire costi e benefici di un prodotto che sul sito di Intesa viene definito ideale per nonni e genitori che hanno a cuore il futuro dei propri ragazzi.

Ovviamente vengono evidenziati i vantaggi della polizza di ramo primo, quindi capitale garantito al netto dei costi (quindi garantito fino a un certo punto…), nessuna imposta di bollo sul prodotto (vero), consolidamento annuale degli utili (vero), rendimento minimo del 1% in caso di morte del sottoscrittore (ad esempio il nonno) con il beneficiario (ovvero il figlio) che potrà ritirare le somme quando avrà un’età tra i 18 e i 35 anni.

Ovviamente in bella mostra nella pagina web si vede il rendimento della gestione separata Base Sicura. Questo sarà  il motore che annualmente dovrebbe accrescere il capitale versato da nonni e genitori.

E qui cominciano i problemi. Continua a leggere

9 Euro risparmiati al giorno per 65 anni (forse) vi renderanno milionari

Come sanno bene i nostri lettori ci piace giocare coi i numeri cercando di calarli nella realtà e soprattutto di adeguarli al quotidiano.

Oggi vogliamo cercare di capire assieme a voi quanto dovremmo risparmiare ogni giorno, a partire da 25 anni di età per arrivare a 65 anni con l’obiettivo di accumulare 1 milione di Euro. Lo stesso esercizio è stato poi ripetuto partendo dal momento della nascita (quindi l’anno zero).

In queste simulazioni entrano in gioco tante semplificazioni e per questo vogliamo fare una premessa. Per cercare di ridurre il post a pochi semplici concetti, utilizzeremo un rendimento annuo costante (che come sappiamo bene non è una scelta sempre corretta) ipotizzando assenza di inflazione e costi nel piano di accumulo quotidiano. Vedremo in seguito come rimediare.

Ok partiamo!

Per arrivare ad 1 milione di Euro all’età di 65 anni con 40 anni di versamenti ed ipotizzando di utilizzare la media geometrica di rendimento dello S&P500 degli ultimi 90 anni del 9,7% (così smussiamo l’effetto rendimento costante), sarebbe sufficiente mettere da parte 5,8 Euro ogni giorno per 365 giorni all’anno in 40 anni per raggiungere l’obiettivo.

Considerando però che la borsa americana ha ottenuto in quasi un secolo un rendimento medio reale (al netto dell’inflazione) del 7% dovremo alzare l’asticella a 12,6 Euro al giorno di accantonamento.

Adesso vogliamo però considerare anche i costi dell’investimento che stimiamo Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Perchè regalerei un fondo pensione ad ogni bambino (Puntata n.5)

Tutte le volte che ho sbagliato un investimento finanziario ho appreso da quell’errore delle informazioni che nessun consulente, professore, analista o blogger avrebbe mai potuto passarmi. Siamo fatti così, in fondo finchè non tocchiamo con mano difficilmente crediamo a ciò che sentiamo dire in giro. Per questo sono assolutamente convinto che ogni giovane o meno giovane investitore devono almeno una volta nella vita provare prodotti costosi, complessi o scarsamente redditizi per capire dove sta l’errore.

Non ho nulla contro i consigli sensati, tutt’altro, però spesso leggo messaggi fuorvianti che confondono le persone. Recentemente è apparso questo articolo https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/18/pensioni-perche-la-previdenza-complementare-e-rischiosa-e-non-conviene/4361297/

curato dal Prof.Beppe Scienza. Noto critico (spesso a ragione) dei prodotti finanziari e fortemente avverso ai fondi pensione.

Quello che però non capisco dell’articolo è la demonizzazione di uno strumento che, con i giusti costi e la giusta asset allocation, dovrebbe essere regalato ad ogni bambino appena nato. So che il prof.Scienza si starà facendo una gran risata però sono assolutamente convinto di quello che dico. Continua a leggere

Come moltiplicare per 40 il capitale in 100 anni (garantito al 99.9%)

L’anno scorso le principali testate giornalistiche specializzate in economia e finanza hanno messo in risalto tra incredulità e scetticismo la previsione di Warren Buffett. Il guru di Omaha ha infatti dichiarato apertamente come tra 100 anni il Dow Jones toccherà quota 1 milione di punti.

Qui la news http://www.trend-online.com/prp/buffett-dow-jones/

Considerando che il Dow gira in questi mesi attorno ai 24-25 mila punti, la previsione di Buffett ci porta a concludere che un investimento fatto oggi sulla borsa americana fra un secolo avrà un valore 40 volte superiore.

Investite 25.000 Euro oggi per vostro figlio appena nato (o nata) e se avrà la fortuna di diventare centenario lascerà in eredità ai vostri nipoti 1 milione di Euro.

Lo so già cosa state pensando. La solita sparata fatta ad arte per far luccicare gli occhi dei potenziali investitori, ma sostanzialmente irrealizzabile.

E invece no cari amici. Il vecchio Warren è un volpone e non vuole certo essere messo in difficoltà da un pubblico di scettici o da trader rampanti che non vedono l’ora di proclamarne la sua fine come mago della finanza.

Se vi dicessi che Buffett è stato anche fin troppo conservativo e prudente mi credereste?

Ora ve lo dimostro. Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Puntata numero 4

Nel precedente post di questa serie dedicata agli investimenti programmati per il futuro dei propri figli, avevo promesso di raccontare come sta andando il mio piano di investimento cominciato tre anni fa.

Avviato nel 2015, il  piano è basato su due pilastri. Una polizza vita che alla fine rappresenterà il 60% dell’investito, un paniere di ETF azionari ed obbligazionari che completerà il restante 40%. Per entrambe le modalità utilizzo un piano di accumulo. Programmato per la polizza, con acquisti trimestrali non programmati sugli ETF.

Il rendimento cumulato sulla polizza degli ultimi tre anni è stato finora del 9,9% al lordo della fiscalità, quello sugli ETF  del 5,2%. Su base annua ho un rendimento cumulato del 2,7% sempre lordo fiscalità. Il mio obiettivo come avevo scritto qui è quello di arrivare ad un 2,75%/3% netto durante tutto il periodo dell’investimento. Continua a leggere

Sei un Giovane Investitore? Allora spera in un bel Crash di Mercato!

 

Un vecchio post che vale la pena riproporre oggi. Buona lettura.

Ovviamente il titolo è provocatorio, ma non più di tanto.La tabella che segue è stata pubblicata da Jim O’Shaughnessy ed è molto interessante poiché ci offre due punti di vista diversi circa l’evoluzione dei mercati nel corso della storia.

simulazione decadi large cap usa 1930
Dal 1930 il mercato americano è stato sezionato per decadi fino ad arrivare ai giorni nostri di cui abbiamo vissuto circa la metà del tempo. Ogni decade comincia con 10 mila dollari e, come si può vedere, quella appena chiusa (2000-2009) è stata la peggiore di sempre con il l’investimento sotto di 3 mila dollari dopo una decade. Nel 1950 la stessa cifra iniziale diventò 47 mila dollari alla fine dei 10 anni.
Se le performance dell’azionario per decadi non è uniforme, la volatilità, depurata dal caso limite degli anni 30, tendenzialmente tende sempre ad essere la stessa. Sappiamo mediamente quindi quanto rischiamo, non sappiamo quanto ci ritornerà il mercato.
Conosco tante persone che hanno cominciato ad accumulare denaro tramite PAC, PIC o fondi pensione nel 2000 e di queste molte sono quelle che hanno deciso di ridurre drasticamente la quota di rischio non appena hanno visto tornare il proprio investimento al livello di pareggio. Mi riprendo quello che ho versato perché non voglio ritrovarmi tra 10 anni di nuovo sott’acqua, sono i miei risparmi e non voglio “giocarli” in borsa; questa è la tipica frase che mi sento dire da persone di 40-45 anni che davanti a loro hanno ancora 25 anni di lavoro almeno.Rispetto le opinioni di tutti, ma la domanda è sempre quella, Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Puntata numero 3

Nel precedente post di questa serie dedicata agli investimenti programmati per il futuro dei propri figli, avevo promesso un approfondimento sull’asset allocation che ho deciso di mettere in piedi per centrare l’obiettivo “studio universitario” dei miei figli.

Cominciando il percorso del 2015 e potendo contare su una polizza vita pregressa che coprirà con un elevato grado di probabilità il 60% del mio obiettivo (circa 70 mila Euro), ho deciso di dedicare tutte le restanti risorse a strumenti azionari. Avviato il percorso nel 2015, sono 2400 gli Euro che ho programmato di dedicare a questo piano. Il Piano di Accumulo è stato finora effettuato con ETF, per la precisione 5.

Come ben sapete la semplicità è un fattore essenziale per avere successo e quindi non stupitevi se il numero è così ridotto. L’importante è assicurare una buona diversificazione limitando gli inevitabili costi fissi sostenuti ogni volta che si mette in moto il PAC. Ho scelto per questo di intervenire una volta ogni 3-4 mesi per ammortizzare al massimo le commisioni di negoziazione stimabili nell’ordine dello 0,2% per operazione.

I prodotti li trovate qui sotto e come potete verificare sono coperte tutte le aree geografiche e i settori.

Azionario mondiale large cap (a cambio coperto), azionario mid e small cap (a cambio aperto), azionario Europa (senza Gran Bretagna), azionario emergente ed infine gli immancabili REIT (immobiliare europeo senza Gran Bretagna). Non pubblico volutamente i pesi perchè ognuno potrà scegliere quale tipo di impostazione dare alla propria asset allocation. Credo comunque che una equipesatura non sarebbe affatto una cattiva idea.

Il costo medio del mio portafoglio ammonta a poco più di 0,30%. Sommando i costi di negoziazione sostenuti di volta in volta per ogni investimento trimestrale arriviamo attorno a 0,50%. Avessi fatto la stessa cosa con fondi azionari un TER (spese correnti complessive) inferiore al 2% sarebbe stato impensabile. Dovrei aggiungere al costo degli ETF anche qualche centesimo relativo allo spread denaro – lettera sacrificato in fase di acquisto, ma anche negli stessi fondi non ho tenuto conto di costi di sottoscrizione spesso e volentieri presenti.

Considerando la lunghezza del piano di 10 anni e l’importo in ballo (circa 30 mila Euro) una differenza di 1,5% di costo non sostenuto si traduce in quasi 2000 Euro di rispamio (a mio favore) senza considerare 1 euro di guadagno sul totale versato, 24000 Euro.

Il risparmio ovviamente aumenterà all’aumentare del volume investito e del rendimento degli investimenti stessi.

Non male vero pensare che su 10 annualità di versamenti una vi verrà gentilmente donata dal vostro comportamento virtuoso di contenimento dei costi di gestione sui prodotti utilizzati all’interno della vostra asset allocation? Provate poi a pensare a quanto enorme potrebbe essere il risparmio su 20 o 30 anni di investimento. Su questo progetto non arriverò certo all’auto che avevamo ottenuto con questo post ma di certo un bel viaggio estivo ( o una spesa imprevista) è bello che ripagato.

Siccome all’università devono andare i miei figli e non certo quelli di alcuni gestori sparsi in giro per il mondo, non esiste nessuna gestione attiva che può convincermi della necessità di trasferire la mia ricchezza ad altri soggetti. L’alpha è una figura quasi mitologica che purtroppo solo dopo che tutto il tempo è passato potremo verificare di averlo messo nelle nostre tasche. No grazie! Preferisco  essere io a controllare il più possibile i miei investimenti e quella dei costi è una voce tra le più certe.

Nel prossimo articolo vi racconterò come sta andando il mio piano di investimento cominciato poco più di due anni fa e proporrò anche una soluzione alternativa per tutti coloro che, non avendo prodotti come polizze o obbligazioni precedentemente acquistati, vogliono cominciare da zero questo tipo di investimento.

Alla prossima puntata!

 

La Cicala e la Formica

Torna di moda la cicala e allora perche non riprendere un nostro vecchio post su  la favola di Esopo “la cicala e la formica”.

Volutamente non faccio commenti, ma credo che questo racconto per bambini dovrebbe essere riletto ogni tanto anche dagli adulti.

Tante sono le morali che i vari filosofi hanno astratto da questo racconto nel corso degli anni. Ad esempio quella secondo cui in qualsiasi faccenda, chi vuol evitare dolori e rischi non deve essere negligente. Oppure chi nulla fa, nulla stringe.

Quello che a noi interessa è che buona parte dei concetti espressi nel nostro blog poggiano sui concetti di sacrificio, rinuncia temporanea, pianificazione, orizzonte temporale.

Nella favola di Esopo troviamo tutti questi concetti e per questo vi chiedo semplicemente di riflettere su cosa questo possa significare questo racconto per la vostra vita presente e soprattutto futura. Poi, essendo questo un blog dedicato a finanza personale ed investimenti, collegatela alla quantità (e qualità) del risparmio che state accumulando e tirate le somme. Buona lettura. Continua a leggere

Diario di un papà investitore – Puntata numero 2

Nel primo articolo di questa particolare rubrica dedicata ai genitori italiani avevo promesso di entrare un pò più nel dettaglio di un viaggio nel mondo dell’investimento finanziario destinato ai miei figli, percorso cominciato per il sottoscritto un paio di anni fa. Eccomi quindi qua a raccontarvi un altro capitolo di una storia che credo interessi tutti i genitori di bambini appena nati o ragazzi in età adolescenziale.

Programmare il futuro finanziario è importante, ma se lo si fa un mese o un anno prima di quando poi quei soldi serviranno allora si commette un errore madornale. Si cercano rischi assurdi, o peggio ancora si prendono soldi in prestito da amici, banche o finanziarie varie, rincorrendo sogni ed obiettivi che magari verranno raggiunti, ma a costi molto molto salati.

Allora cosa c’è di meglio che prepararsi per tempo? Continua a leggere