Bastano 50 Euro al Mese

Riproponiamo un articolo che pensiamo possa essere sempre d’attualità soprattutto in momenti in cui risparmiare è sempre più complicato. Ci scusiamo con i lettori più anziani ma ogni tanto riprendere in mano alcuni concetti può servire per investire con maggiore lucidità. Buona lettura.

Capisco le difficoltà dei ragazzi di oggi  nel considerare il risparmio come una priorità, non tanto perché sono indisciplinati (finanziariamente parlando) o poco predisposti al sacrificio (l’anticamera da precari che stanno vivendo in questi anni è un esercizio da fisico bestiale), ma semplicemente perché il reddito disponibile che si ritrovano a disposizione (avendo la fortuna di lavorare) è molto modesto e di conseguenza il risparmio non può che essere molto marginale.

50Giustamente un 25 enne che si laurea e comincia a lavorare vuole sentirsi autonomo dal punto di vista finanziario e chiedergli di accantonare una consistente fetta di denaro con la prospettiva di farlo per 40 anni o oltre è semplicemente utopia.
Prendo spunto da questo articolo di Advisoronline  nel quale vengono citati i motivi per cui la cosiddetta generazione Y risparmia. Continua a leggere

L’ottimo consiglio di Mr Micawber

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Il personaggio di Mr Micawber  nel libro di Charles Dickens David Copperfield
affermava:

“Entrate annue 20 Sterline, uscite annue 19 Sterline, 19 scellini e 6 pence, uguale felicità! Entrate annue 20 Sterline, uscite annue 20 Sterline,  scellini e 6 pence, uguale miseria!”.

Mr Micawber predicava bene ma razzolava male visto che era in eterna bancarotta. La massima che si può ricavare è talmente banale che spesso la dimentichiamo. Se spendi più di quello che guadagni devi indebitarti per vivere e prima o poi questi debiti diventano insostenibili fino a provocare il fallimento di ogni attività e della vita stessa.

In tante occasioni abbiamo parlato su questo blog dell’importanza di controllare le spese. Demotivare per risparmiare era un titolo di un vecchio post, ma anche Un ottimo metodo per imporre il risparmio in famiglia andava in quella direzione.

Personalmente credo che nella nostra attività quotidiana di consumatori-risparmiatori abbiamo bisogno di strumenti tecnologici in grado di annotare quotidianamente le uscite. Ho detto tecnologici perchè, se l’agendina su cui annotare le spese non sempre l’abbiamo a portata di mano, per quello che riguarda lo smartphone non ci sono dubbi che è sempre con noi. Ecco allora che la mia scelta è ricaduta nei mesi scorsi su una App (MonefyPro).

Dopo averne visionate diverse (e purtroppo constatato che App super come Mint non sono sottoscrivibili in Italia) la mia scelta è caduta su MonefyPro.

Dopo qualche settimana passata con la versione gratuita ho deciso di acquistare la versione Pro. Pochi Euro che potete tranquillamente farvi pagare da Google tramite il suo servizio di sondaggi Opinion Rewards . Basta installare la App, rispondere a qualche sondaggio che Google vi invia e la vostra App di bilancio familiare è ripagata. Continua a leggere

La Cicala e la Formica

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Oggi post molto soft che vuole riprendere la favola di Esopo “la cicala e la formica”. Volutamente non faccio commenti, ma credo che questo racconto per bambini dovrebbe essere riletto ogni tanto anche dagli adulti.

Tante sono le morali che i vari filosofi hanno astratto da questo racconto nel corso degli anni. Ad esempio quella secondo cui in qualsiasi faccenda, chi vuol evitare dolori e rischi non deve essere negligente. Oppure chi nulla fa, nulla stringe.

Quello che a noi interessa è che buona parte dei concetti espressi nel nostro blog poggiano sui concetti di sacrificio, rinuncia temporanea, pianificazione, orizzonte temporale.

Nella favola di Esopo troviamo tutti questi concetti e per questo vi chiedo semplicemente di riflettere su cosa questo possa significare questo racconto per la vostra vita presente e soprattutto futura. Poi, essendo questo un blog dedicato a finanza personale ed investimenti, collegatela alla quantità (e qualità) del risparmio che state accumulando e tirate le somme. Buona lettura.

In una calda estate, un’allegra cicala cantava sul ramo di un albero, mentre sotto di lei una lunga fila di formiche faticava per trasportare chicchi di grano.

Fra una pausa e l’altra del canto, la cicala si rivolge alle formiche: “Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”

Ma le formiche, instancabili, senza fermarsi continuavano il loro lavoro..

“Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno! Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene potremo sopravvivere!”

“L’estate è ancora lunga e c’è tempo per fare provviste prima che arrivi l’inverno!

Io preferisco cantare! Con questo sole e questo caldo è impossibile lavorare!”

Per tutta l’estate la cicala continuò a cantare e le formiche a lavorare.

Ma i giorni passavano veloci, poi le settimane e i mesi. Arrivò l’autunno e gli alberi cominciarono a perdere le foglie e la cicala scese dall’albero ormai spoglio. Anche l’erba diventava sempre più gialla e rada. Una mattina la cicala si svegliò tutta infreddolita, mentre i campi erano coperti dalla prima brina.

Il gelo bruciò il verde delle ultime foglie: era arrivato l’inverno.

La cicala cominciò a vagare cibandosi di qualche gambo rinsecchito che spuntava ancora dal terreno duro e gelato.

Venne la neve e la cicala non trovò più niente da mangiare: affamata e tremante di freddo, pensava con rimpianto al caldo e ai canti dell’estate.

Una sera vide una lucina lontana e si avvicinò affondando nella neve: “Aprite! Aprite, per favore! Sto morendo di fame! Datemi qualcosa da mangiare!”

La finestra si aprì e la formica si affacciò: “Chi è? Chi è che bussa?”

“Sono io, la cicala! Ho fame, freddo e sono senza casa!”

“La cicala?! Ah! Mi ricordo di te! Cosa hai fatto durante l’estate, mentre noi faticavamo per prepararci all’inverno?”

“Io? Cantavo e riempivo del mio canto cielo e terra!”

“Hai cantato?” replicò la formica, “Adesso balla!”

Leggi anche: Piccoli sacrifici, grandi risultati

Educazione finanziaria, non mettiamo la testa sotto la sabbia!

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Quelli  che vedete riportati sopra sono i risultati del test PISA sull’alfabetizzazione finanziaria di 18 paesi Ocse tra cui l’Italia. Il risultato è sconsolante, ma prima di entrare nel dettaglio vi spiego cosa intende l’Ocse per alfabetizzazione finanziaria e cosa sono i test PISA.

PISA 2012 definisce l’alfabetizzazione finanziaria come “…la conoscenza e la comprensione dei concetti e dei rischi finanziari unite alle competenze, alla motivazione e alla fiducia in se stessi per utilizzare tale conoscenza e comprensione al fine di prendere decisioni efficaci in un insieme di contesti finanziari, per migliorare il benessere finanziario delle singole persone e della società e consentire la partecipazione alla vita economica”

Per capire le competenze degli studenti che terminano il periodo della scuola dell’obbligo sono stati effettuati dei test attitudinali che miravano a

indicare in quale misura gli studenti quindicenni hanno acquisito il bagaglio di conoscenze e di competenze finanziarie necessario per la transizione dalla scuola all’istruzione superiore, al mondo del lavoro o dell’imprenditoria

Per la prima volta a test attitudinali su proprietà del linguaggio, di lettura, di matematica, ecc… si è voluto affiancare nel 2012 il grado di conoscenza e competenza finanziaria dei nostri ragazzi ed il risultato è sconsolante.

La classifica dice già tutto, non merita grandi commenti.

I risultati dell’Italia in materia di alfabetizzazione finanziaria sono inferiori alla media dei 13 Paesi ed economie dell’OCSE che hanno partecipato all’indagine. Più di uno studente su cinque in Italia (21,7% rispetto al 15,3% in media nei Paesi ed economie dell’OCSE) non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze di alfabetizzazione finanziaria (Livello 2). Solo il 2,1% degli studenti raggiunge il livello più alto nella scala PISA (rispetto a una media del 9,7% nei Paesi ed economie dell’area OCSE. Continua a leggere

Postafuturo da grande, buona idea ma troppo costosa

Nei giorni scorsi, navigando in rete tra i prodotti finanziari destinati ai minorenni, mi sono imbattuto nella polizza assicurativa Postafuturo da grande di Poste Italiane.

In passato i tassi di interesse più elevati permettevano a Poste di emettere Libretti e Buoni Postali certamente interessanti sia lato educazione finanziaria del bambino, sia rendimento (ad esempio ricordo con piacere i buoni postali indicizzati all’inflazione il cui collocamento è purtroppo sospeso come si vede qui )

Tra i prodotti in collocamento rimane qualche cosa che ha ancora contenuti perlopiù educativi, mentre praticamente nulla rimane lato crescita del capitale.

Di recente è stata emessa questa polizza denominata Postafuturo da grande a favore di bambini da zero a 10 anni. Continua a leggere

Non sempre vince chi risparmia di più

Tra gli eterni dilemmi che attanagliano ogni risparmiatore c’è quello relativo alla giusta quantità di denaro da accantonare nel corso degli anni. Nello stesso tempo l’investitore spesso cerca le soluzioni migliori per ottenere il rendimento migliore con il minor rischio.

Mettiamoci il cuore in pace. La prima scelta possiamo controllarla, la seconda no. Certamente possiamo avere aspettative di rendimento, possiamo aumentare le componenti più rischiose all’interno di un’asset class, possiamo affidarci a fondi hedge spregiudicati, tuttavia il risultato sarà incognito fino all’ultimo.

Quindi che si fa Archeowealth? Beh intanto proviamo con un esempio a eliminare un po’ di nebbia da questi concetti (ovviamente i numeri che seguono sono un po’ altini per chiarire meglio il tutto).

Supponiamo di avere Marco che all’età di 20 comincia a risparmiare 500 Euro al mese aumentando la quota del 2% all’anno; il rendimento medio annuo composto stimato sarà del 5%. Il suo amico Giovanni fa la stessa cosa ma investe 250 Euro al mese su investimenti decisamente più rischiosi che offriranno rendimenti annui del 10%.

Il grafico che riportiamo sotto ci fa vedere cosa succede ai rispettivi montanti finanziari di Marco (in blu)  e Giovanni (in rosso).

2 Continua a leggere

L’Inflazione non è uguale per tutti

L’inflazione è un fenomeno che tendenzialmente ogni investitore medio tende a trascurare ma che purtroppo incide in modo subdolo (assieme ai costi legati all’investimento) sul ritorno dei nostri investimenti. Questo effetto erosione può essere più o meno intenso a seconda dei momenti storici in cui si vive.

In Italia per la prima volta dal dopoguerra si assiste ad un fenomeno di deflazione e paradossalmente questo sta trasformando il costo occulto in un guadagno occulto, ma ovviamente stiamo parlando di tempi eccezionali ed un marginale fenomeno inflazionistico comunque caratterizzerà  i prossimi anni rendendo comunque necessaria la consapevolezza di quello che potrebbe accadere.

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Un oggetto che nel 2000 aveva un costo di 10 mila Euro, per effetto della crescita dell’inflazione lo troviamo nel 2016 in vendita a 13500 Euro circa.  Continua a leggere

Fattore di crescita

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La curva di crescita tipica di un uomo o donna prevede solitamente un aumento dell’altezza fino ai 16-20 anni, seguita da una stabilizzazione fino ai 50 anni, per poi cominciare una lenta involuzione (nel senso di graduale riduzione dell’altezza) per effetto dell’invecchiamento di alcune parti delle corpo (ad esempio la colonna vertebrale, i dischi intervertebrali, ecc…).

Sulla base di questo ciclo della vita abbiamo voluto provare a fare un gioco con i nostri risparmi.

Crescita fino a 20 anni tramite un banale piano di accumulo. Stop dei versamenti dai 20 ai 50 anni. Prelievo graduale del capitale accumulato fino ai 90 anni. I risultati credo vi stupiranno.

Cominciamo.

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Versando 100 Euro al mese fin dalla nascita ed incrementando ogni anno l’importo versato del 2% per neutralizzare l’effetto inflazione futura (assumendo il target Bce come riferimento), a 20 anni avremo un capitale risparmiato di 29.156 Euro. Questo importo investito sui mercati finanziari nel durante del percorso diventerà 49.208 Euro se il rendimento annuo composto sarà stato del 5%. Continua a leggere

Il Risparmio è un Gioco…da Ragazzi

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Ci sono tanti modi per far conoscere ai bambini il significato dei soldi. Ne abbiamo parlato qui, ma esistono in giro per l’Italia tanti bravi e volenterosi autori che creano libri o giochi capaci di catturare l’attenzione dei bambini e allo stesso tempo educarli al risparmio e all’uso consapevole del denaro.

Ringrazio pubblicamente Erga Edizioni per aver concesso al nostro blog la possibilità di provare il gioco ideato da Enzo Marciante e Carla Scarsi –  Risparmio… un gioco per ragazzi.

Due sezioni compongono il gioco. La prima è un viaggio storico che parte con gli albori dei primi denari fino ad arrivare ai giorni nostri dove la classica moneta metallica è evoluta in qualcosa di diverso e certamente più complesso. Interessanti alcune divagazioni in cui vengono citate  curiosità storiche che personalmente non conoscevo. Ad esempio l’origine della parola Pound. Se oggi la Sterlina inglese si chiama così è perchè agli inizi il suo valore coincideva con una libbra di argento. Continua a leggere

Prima o poi Risparmiate!

In un articolo di un mese fa apparso qui, un asset manager di Wells Fargo indicò in 26 dollari la settimana il risparmio che avrebbe consentito ad un Millennials di diventare milionario.

Ne abbiamo già parlato qui e qui, ma sarebbe sempre opportuno andare nel dettaglio dei numeri per spiegare meglio dei concetti che appaiono parecchio esoterici.

Detta così un giovanissimo “credulone” accantona il minimo indispensabile (ovvero i famosi 26 Dollari la settimana) per poi ritrovarsi a 60, 65 o 70 anni con cosa? Nessuna certezza, questo è sicuro. Quel numero magico 1 milione di Euro è stato generato con un ipotesi di rendimento che immagino assomiglino molto al 8,73%  annuo che ho ottenuto per deduzione.

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Dopo 50 anni di investimento (quindi se avete 20 anni e versate 1.352 Dollari o Euro all’anno) disporrete di 1 milione di Euro. Ma siamo sicuri che l’8,7% non è un numero un po’ troppo ambizioso alla luce dei rendimenti di bond e delle valutazioni delle azioni attuali? Questo numero andrebbe poi decurtato da inflazione e tasse, ed ecco che nel giorno magico in cui andrò a scartare il pacco la sorpresa sarà amara. Continua a leggere