Non sempre vince chi risparmia di più

Tra gli eterni dilemmi che attanagliano ogni risparmiatore c’è quello relativo alla giusta quantità di denaro da accantonare nel corso degli anni. Nello stesso tempo l’investitore spesso cerca le soluzioni migliori per ottenere il rendimento migliore con il minor rischio.

Mettiamoci il cuore in pace. La prima scelta possiamo controllarla, la seconda no. Certamente possiamo avere aspettative di rendimento, possiamo aumentare le componenti più rischiose all’interno di un’asset class, possiamo affidarci a fondi hedge spregiudicati, tuttavia il risultato sarà incognito fino all’ultimo.

Quindi che si fa Archeowealth? Beh intanto proviamo con un esempio a eliminare un po’ di nebbia da questi concetti (ovviamente i numeri che seguono sono un po’ altini per chiarire meglio il tutto).

Supponiamo di avere Marco che all’età di 20 comincia a risparmiare 500 Euro al mese aumentando la quota del 2% all’anno; il rendimento medio annuo composto stimato sarà del 5%. Il suo amico Giovanni fa la stessa cosa ma investe 250 Euro al mese su investimenti decisamente più rischiosi che offriranno rendimenti annui del 10%.

Il grafico che riportiamo sotto ci fa vedere cosa succede ai rispettivi montanti finanziari di Marco (in blu)  e Giovanni (in rosso).

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L’Inflazione non è uguale per tutti

L’inflazione è un fenomeno che tendenzialmente ogni investitore medio tende a trascurare ma che purtroppo incide in modo subdolo (assieme ai costi legati all’investimento) sul ritorno dei nostri investimenti. Questo effetto erosione può essere più o meno intenso a seconda dei momenti storici in cui si vive.

In Italia per la prima volta dal dopoguerra si assiste ad un fenomeno di deflazione e paradossalmente questo sta trasformando il costo occulto in un guadagno occulto, ma ovviamente stiamo parlando di tempi eccezionali ed un marginale fenomeno inflazionistico comunque caratterizzerà  i prossimi anni rendendo comunque necessaria la consapevolezza di quello che potrebbe accadere.

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Un oggetto che nel 2000 aveva un costo di 10 mila Euro, per effetto della crescita dell’inflazione lo troviamo nel 2016 in vendita a 13500 Euro circa.  Continua a leggere

Fattore di crescita

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La curva di crescita tipica di un uomo o donna prevede solitamente un aumento dell’altezza fino ai 16-20 anni, seguita da una stabilizzazione fino ai 50 anni, per poi cominciare una lenta involuzione (nel senso di graduale riduzione dell’altezza) per effetto dell’invecchiamento di alcune parti delle corpo (ad esempio la colonna vertebrale, i dischi intervertebrali, ecc…).

Sulla base di questo ciclo della vita abbiamo voluto provare a fare un gioco con i nostri risparmi.

Crescita fino a 20 anni tramite un banale piano di accumulo. Stop dei versamenti dai 20 ai 50 anni. Prelievo graduale del capitale accumulato fino ai 90 anni. I risultati credo vi stupiranno.

Cominciamo.

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Versando 100 Euro al mese fin dalla nascita ed incrementando ogni anno l’importo versato del 2% per neutralizzare l’effetto inflazione futura (assumendo il target Bce come riferimento), a 20 anni avremo un capitale risparmiato di 29.156 Euro. Questo importo investito sui mercati finanziari nel durante del percorso diventerà 49.208 Euro se il rendimento annuo composto sarà stato del 5%. Continua a leggere

Il Risparmio è un Gioco…da Ragazzi

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Ci sono tanti modi per far conoscere ai bambini il significato dei soldi. Ne abbiamo parlato qui, ma esistono in giro per l’Italia tanti bravi e volenterosi autori che creano libri o giochi capaci di catturare l’attenzione dei bambini e allo stesso tempo educarli al risparmio e all’uso consapevole del denaro.

Ringrazio pubblicamente Erga Edizioni per aver concesso al nostro blog la possibilità di provare il gioco ideato da Enzo Marciante e Carla Scarsi –  Risparmio… un gioco per ragazzi.

Due sezioni compongono il gioco. La prima è un viaggio storico che parte con gli albori dei primi denari fino ad arrivare ai giorni nostri dove la classica moneta metallica è evoluta in qualcosa di diverso e certamente più complesso. Interessanti alcune divagazioni in cui vengono citate  curiosità storiche che personalmente non conoscevo. Ad esempio l’origine della parola Pound. Se oggi la Sterlina inglese si chiama così è perchè agli inizi il suo valore coincideva con una libbra di argento. Continua a leggere

Prima o poi Risparmiate!

In un articolo di un mese fa apparso qui, un asset manager di Wells Fargo indicò in 26 dollari la settimana il risparmio che avrebbe consentito ad un Millennials di diventare milionario.

Ne abbiamo già parlato qui e qui, ma sarebbe sempre opportuno andare nel dettaglio dei numeri per spiegare meglio dei concetti che appaiono parecchio esoterici.

Detta così un giovanissimo “credulone” accantona il minimo indispensabile (ovvero i famosi 26 Dollari la settimana) per poi ritrovarsi a 60, 65 o 70 anni con cosa? Nessuna certezza, questo è sicuro. Quel numero magico 1 milione di Euro è stato generato con un ipotesi di rendimento che immagino assomiglino molto al 8,73%  annuo che ho ottenuto per deduzione.

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Dopo 50 anni di investimento (quindi se avete 20 anni e versate 1.352 Dollari o Euro all’anno) disporrete di 1 milione di Euro. Ma siamo sicuri che l’8,7% non è un numero un po’ troppo ambizioso alla luce dei rendimenti di bond e delle valutazioni delle azioni attuali? Questo numero andrebbe poi decurtato da inflazione e tasse, ed ecco che nel giorno magico in cui andrò a scartare il pacco la sorpresa sarà amara. Continua a leggere

Se rinunciassi ad una Cena al Mese

Libro consigliato per l’estate: Peter Bernstein – Oro. Storia di un’ossessione

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Per un giovane d’oggi è difficile risparmiare ed è difficile anche solo trovare un posto di lavoro e quindi non posso certamente rivolgermi a chi ha solo problemi di “sopravvivenza” e per i quali risparmiare è quasi un’utopia. Ci sono però ragazzi e ragazze che un lavoro lo trovano e che magari si mettono in testa anche di creare una famiglia e fare dei figli.

A quel punto le persone responsabili pensano al presente (mutui, rate, divertimenti, scuola, ecc…) ma obbligatoriamente devono anche pensare al futuro. Sarebbe da suicidio non farlo anche perché il tempo passa per tutti e ad un certo punto chiederà il conto.

Ecco perché è fondamentale cercare di fare qualche piccolo sacrificio nelle pieghe del bilancio che permetta a tutti di sognare e progettare un futuro migliore. Continua a leggere

Sacrificio o Beneficio?

Libro consigliato per l’estate: Richard Thaler – Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni sul denaro, salute, felicità

Molto spesso un investitore, soprattutto giovane, fatica a trovare le giuste motivazioni per far partire un piano di investimento di lungo periodo o anche solo per accantonare un po’ di denaro da utilizzare nel momento del bisogno.
Fino a qualche anno fa si potevano fare simulazioni in cui utilizzare rendimenti offerti da emittenti, in quel momento considerati “free risk”, del 4/5%. Titoli di stato, buoni postali, obbligazioni corporate di alta qualità, era molto facile fare progetti basandosi sui rendimenti attesi con il senno di poi molto interessanti i quali, grazie al benefico effetto della capitalizzazione composta, avrebbero accresciuto e non di poco il capitale nel corso degli anni. Non prendo qui in considerazione l’inefficacia di certe simulazioni se fatte non tenendo in dovuta considerazione l’inflazione, ma al giorno d’oggi anche questo “incentivo” di rendimento ad investire è venuto meno se non al prezzo di rischiare decisamente di più e comunque senza prodotti a capitale garantito.
Ed allora ecco che nel momento in cui si decide di risparmiare e poi investire sui mercati finanziari si vede il processo come un sacrificio, come un atto di rinuncia a qualche beneficio immediato. Da qui la domanda sacrificio o beneficio? Continua a leggere

Giochi Matematici per Ragazzi e Pensionati

Libro consigliato per l’estate: Nate Silver – Il segnale e il rumore. Arte e scienza della previsione

La percezione di quanto possa essere importante cominciare a risparmiare ed investire molto presto anagraficamente parlando oppure la necessità di proteggere i propri capitali quando si giunge nella fase di godimento del risparmio accumulato a volte risulta poco prioritaria nella mente dei risparmiatori.
Con qualche semplice esempio matematico cerchiamo di dimostrare come basta solo un po’ di buon senso per arrivare a capire questi concetti.
Prendiamo ad esempio i rendimenti annui della borsa americana degli ultimi 15 anni. Supponiamo di partire con un capitale di 100 mila Euro tenendo investito fino a scadenza senza prelevare o apportare ulteriore denaro. La tabella di sinistra mostra la progressione del montante fino al 31 dicembre 2014; 186.428 Euro per un rendimento annuo medio del 6,1%. Continua a leggere

Bastano 50 Euro al Mese

Libro consigliato per l’estate: Jeremy Siegel – Rendimenti finanziari e strategie d’investimento. I titoli azionari nel lungo periodo

Capisco le difficoltà dei ragazzi di oggi  nel considerare il risparmio come una priorità, non tanto perché sono indisciplinati (finanziariamente parlando) o poco predisposti al sacrificio (l’anticamera da precari che stanno vivendo in questi anni è un esercizio da fisico bestiale), ma semplicemente perché il reddito disponibile che si ritrovano a disposizione (avendo la fortuna di lavorare) è molto modesto e di conseguenza il risparmio non può che essere molto marginale.

50Giustamente un 25 enne che si laurea e comincia a lavorare vuole sentirsi autonomo dal punto di vista finanziario e chiedergli di accantonare una consistente fetta di denaro con la prospettiva di farlo per 40 anni o oltre è semplicemente utopia.
Prendo spunto da questo articolo di Advisoronline  nel quale vengono citati i motivi per cui la cosiddetta generazione Y risparmia. Continua a leggere

Meglio Una Gallina Domani (ed Un Uovo Oggi)

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Nei giorni scorsi stavo navigando su qualche forum di finanza per cercare una risposta ad un quesito. Poi mi sono imbattuto in questa discussione.

Nobilissima iniziativa anche solo quella di ragionare su una forma di accumulo di capitale per i bambini fin dalla tenera età, ma  che purtroppo in Italia è ancora molto acerba e soprattutto basata su  motivazioni non sempre corrette.

Nella discussione del forum si arriva sempre a vedere il fondo pensione come un prodotto dal quale estrarre valore solamente per effetto degli indubbi benefici fiscali,  mai però come mezzo utile per accumulare in modo progressivo un capitale in forma automatica (in alcuni casi anche con il vantaggio del contributo aggiuntivo del datore di lavoro).

Vero che i versamenti ai fondi pensione anche per familiari a carico sono fiscalmente deducibili fino a poco più di 5 mila Euro ed è vero che, per chi ha aliquote fiscali Irpef elevate (sicuramente dal 38% in su), i benefici non sono irrilevanti visto che il riscatto, anche solo parziale,  presenta aliquote comunque inferiori e perciò vantaggiose per l’aderente. Continua a leggere